Meglio sole, davvero. Meglio sole. 

[Oggi ho imparato che]Una sera per caso in un ristorante della Vecchia Milano al termine di una cena con le tue amiche, mentre aspettate che vi portino i caffè, passando in rassegna i vostri vicini di tavolo realizzerete che una coppia è arrivata davvero al capolinea quando lei continua a guardare il cellulare e lui, dopo essersi pulito i denti con la forchetta, certo di non avere pezzi di insalata attaccati ai premolari, prende un coltello, se lo infila nella fessura tra i denti, allarga le braccia come un aeroplano e cerca di battere il record mondiale di ‘coltello infilato tra gli incisivi senza toccare il manico e senza tagliarsi la lingua’. Al secondo tentativo fallito di record mondiale per lingua sanguinante, senza che lei abbia per un attimo sollevato lo sguardo dal cellulare, vi guarderete senza parlare e senza ridere e per tutte il mantra della serata sarà: ‘Meglio sole!’ Davvero. E senza invidia.

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Vendere ai clienti difficili non è semplice

[oggi ho imparato che] Il Direct Marketing non è per niente semplice, anche, e soprattutto, quando si tratta di intenzioni e di potenziali clienti come me, difficili.

Dunque, la prima cosa è per quelli di Endomondo che mettono nell’oggetto della email ‘ci sei mancata’. Ecco, per favore, se non siete George Clooney e Brad Pitt in coppia, evitate di dirmi che vi sono mancata perché la mia reazione potrebbe essere davvero poco urbana. Mancata a chi, se non so nemmeno chi siete!?


La seconda è per Asics che comincia la missiva scusandosi se i link (quali link?) non hanno funzionato. Ecco, io sinceramente avrei evitato di far sapere a tutto il mondo che i vostri link non hanno funzionato, anche perché forse molti (me inclusa) non sapevano che i vostri link non funzionassero e ora sanno che i vostri link potrebbero non funzionare e quindi non è che siete proprio infallibili. Insomma, ‘excusatio non petita, diminutio manifesta’. 


(Ripeto: Fare il Direct Marketing non è mai facile)

Quelli che disfano i puzzle fanno paura

[oggi ho imparato che] Un giorno per caso ti svegli e realizzi che quelli che fanno un puzzle da milioni di pezzi e che appena hanno messo l’ultimo pezzettino lo guardano, sorridono (ma forse è un ghigno, bisogna stare attenti), lo disfano tutto e lo rimettono nella scatola senza farlo vedere a nessuno, ti fanno venire letteralmente i brividi (di terrore) e che ti fanno venir voglia di scappare.
(Regola: se incontrate una persona che fa puzzle giganti, chiedere sempre che fine fanno)
(Regola bis: quando leggete mentalmente la parola Puzzle potete leggerla così ‘puzzle’, quando la leggete ad alta voce dite ‘pasol’ che fa più figo)