Le zanzare non perdonano

Oggi ho imparato che…

 Se una sera per caso, a un aperitivo tra donne, una tua amica ti dice che si sente una scema perché da settimane non riesce a chiudere occhio pensando al suo ex e che non sa come fare per toglierselo dalla testa, realizzerai che in effetti non c’è un modo per dimenticare un uomo che si è molto amato se non affidandosi al tempo e lasciare che il ricordo affievolisca… 

Così la rassicurerai che non è la prima e non sarà l’unica. E le dirai che l’intelligenza non c’entra nulla. Altrimenti ogni donna mediamente intelligente,  alla sola idea che una volta finita una storia d’amore, il ricordo del proprio ex la possa tormentare di notte fino alla fine del mondo, si innamorerebbe di una zanzara che, alla fine della storia, le basterebbe semplicemente spiaccicare sul muro con un colpo secco. 

Per fortuna sua e di tutte le donne del mondo, ripeti da giorni come un mantra, il tempo è galantuomo!

Le zanzare un po’ meno, cazzerola!

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Gli apericena con le amiche sono istruttivi

Oggi ho imparato che

Una sera per caso ad un’apericena tra amiche (qualcuna single, qualcuna no, e poi ci sei tu che prendi appunti per le tue ricerche sociologico-sentimentali) scoprirai che:

– la primavera è quel particolare momento dell’anno in cui gli amori nati quando fa freddo freddo vengono definitivamente messi alla prova. Immaginate di esservi innamorate di qualcuno in inverno per poi scoprire che d’estate porta marsupio pinocchietto e ciabatte coi calzini. Decisamente no. 

– se ti cambi almeno 14345764 volte prima di uscire con un uomo, è una cosa importante. Pare. 

– uscire con un uomo che ti fa ripiombare nell’adolescenza con triplo salto mortale carpiato e avvitamento della bocca dello stomaco, è qualcosa di molto simile all’amore. Ma molto spesso non lo è.

– ci sono donne che se incontrano la persona sbagliata, nel momento sbagliato, nel posto sbagliato, le probabilità che se ne innamorino sono altissime. Troppe. 

– ci sono donne che attirano solo e soltanto uomini che hanno bisogno di una donna per amica/o. Che fortuna, eh?

[Basta un sacco di cioccolato]

Una sera per caso mentre siete a un aperitivo con le amiche, guardandovi intorno noterete in un angolo una coppia molto ‘presa’, lei sulla quarantina e lui di un’età approssimativa più vicina ai venti che ai trenta, limonare senza tregua e, immaginandovi nei loro panni, realizzerete che anche se ora avete tutte l’età per il toy boy, avete come la sensazione che invece di limonarlo in un bar sui Navigli gli chiedereste se ha fatto i compiti e si è messo i calzini pesanti.

Una sera per caso ad un aperitivo tra amiche, dopo un veloce giro di tavolo per ascoltare le avventure surreali delle ultime single di ritorno, ricordando a tutte che agli aperitivi istituiti da quattro anni è TASSATIVAMENTE vietato essere tristi per più di 10 minuti, realizzerete in fondo oggi è il Blue Monday e che il sacco di cioccolatini ricevuto in regalo e messo a disposizione del gruppo è quanto mai PROVVIDENZIALE. Del resto lo dicono anche le ricerche: il cioccolato porta la felicità. Ecco.

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[Il sapore delle piccole gioie]

Una sera per caso ad un aperitivo tra amiche, mentre elencate ridendo gli
incontri surreali del passato con uomini surreali che ormai sono solo racconti divertenti, qualcuna ipotizza che in fondo non è colpa degli uomini se noi non siamo mai soddisfatte, che forse non sappiamo essere felici, o forse semplicemente che nessuna di noi sa riconoscere il sapore della felicità. E dopo 25 minuti di riflessioni profonde miste a battute sagaci, realizzerai che in effetti nemmeno tu sai quale sapore abbia la vera felicità, ma nel dubbio puoi sempre tornare a casa, aprire il frigorifero e farti una coppa gigante di gelato Haagen-Dazs e vedere se è quello.

Un giorno per caso mentre sei a casa in ferie e hai appena finito di bighellonare al centro commerciale alla ricerca del regalo di Natale per il mezzo27enne, ripensando ai discorsi sul senso della felicità fatti con le amiche, realizzerai che è sciocco continuare a lamentarsi, che la vita in fondo è fatta di piccole soddisfazioni: il lavoro, le feste, i figli, fare no col dito a quelli che ti chiedono se stai andando via dal parcheggio.

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[Le regole delle amiche]

Una sera per caso ad una cena tra amiche, dopo i primi 35 minuti di giro di tavolo dedicati agli aggiornamenti sugli sviluppi amorosi delle presenti (e non) realizzerai che in amore, anche dopo i 40, esistono poche semplici regole. Tra queste, una in particolare non pensavi potesse sopravvivere all’adolescenza, ma così è andata. Ossia: se vi piace davvero una persona, ma davvero davvero davvero, tanto che una notte ve la siete persino sognata, ma siete amici da tanto e tra di voi non è mai successo nulla, non dovete dirglielo, perché se glielo dite, sbam, rovinate tutto. È matematico.
Lo dicono i libri, i film, i racconti delle amiche e… tutti gli altri, fino alla fine del mondo.

Una sera per caso ad una cena tra amiche, dopo i primi 35 minuti di giro di tavolo dedicati agli aggiornamenti sugli sviluppi amorosi delle presenti (e non) realizzerai che va bene la regola del ‘Chiodo scaccia chiodo’, ma a volte capita che Scaccia Chiodo faccia amicizia con Chiodo e tu inizi a pensare che i quadri siano belli anche appoggiati al pavimento. E che sai appoggiarli per terra divinamente bene anche da sola. E che per usare un trapano non ci vorrà mica una laurea, giusto?

Una sera per caso ad una cena tra amiche, dopo i primi 35 minuti di giro di tavolo dedicati agli aggiornamenti sugli sviluppi amorosi delle presenti (e non) e a 12 minuti dedicati agli ultimi acquisti, realizzerete tutte che qualunque cosa comprerete in questo periodo non andrà comunque bene. 30 gradi a pranzo, 12 gradi a cena. Non è escursione termica, è The day after tomorrow. E col tuo sandaletto senza calza e il tacco 10, non farai che rimpiangere gli ultimi giorni trascorsi con le Mizuno ai piedi in giro per la città. Scialla scialla!

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[W la donna invisibile]

Una sera x caso a cena con le amiche, al secondo bicchiere di vino in attesa che vengano a prendere le ordinazioni dei piatti (perchè quelle del bere si e quelle del mangiare no?), osservando il bambino vestito da ninja seduto nel tavolo accanto al vostro, realizzerai che esistono momenti della vita in cui vorresti davvero che bastasse un braccialetto alla citronella che scaccia le zanzare per diventare un supereroe e fulminare con lo sguardo il cameriere che vi gira intorno da 10 minuti senza portare nemmeno un tozzo di pane. Poi ti verrà il sospetto di essere tuo malgrado già un supereroe: la donna invisibile!
Evviva!

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