Davvero in amore minus is more?

Una sera per caso ad un aperitivo con le amiche, dopo il solito giro di tavolo con l’aggiornamento delle storie passate, presenti e future delle stesse, al racconto di chi si lamenta di essere stata mollata dall’ultimo uomo perché definita “troppo intelligente”, realizzerai che non conosci nessuna amica figa (tra quelle molto intelligenti) che sia stata lasciata per lo stesso motivo. Anzi, le tue amiche “intelligenti e fighe” sono tutte, ma proprio tutte, accoppiate con uomini più o meno intelligenti senza che questi si facciano particolari problemi sull’intelligenza della stessa.

E la domanda sorgerà spontanea: “Che la figaggine di una donna per un uomo annulli di fatto  e completamente l’insormontabile minus dell’intelligenza?”

E di seguito: “Questo significa che la tua amica è intelligente ma non abbastanza figa per annullare questo insormontabile minus?”

Ma tutte queste considerazioni te le terrai per te: lei è troppo intelligente per non averlo capito da sola.

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Le zanzare non perdonano

Oggi ho imparato che…

 Se una sera per caso, a un aperitivo tra donne, una tua amica ti dice che si sente una scema perché da settimane non riesce a chiudere occhio pensando al suo ex e che non sa come fare per toglierselo dalla testa, realizzerai che in effetti non c’è un modo per dimenticare un uomo che si è molto amato se non affidandosi al tempo e lasciare che il ricordo affievolisca… 

Così la rassicurerai che non è la prima e non sarà l’unica. E le dirai che l’intelligenza non c’entra nulla. Altrimenti ogni donna mediamente intelligente,  alla sola idea che una volta finita una storia d’amore, il ricordo del proprio ex la possa tormentare di notte fino alla fine del mondo, si innamorerebbe di una zanzara che, alla fine della storia, le basterebbe semplicemente spiaccicare sul muro con un colpo secco. 

Per fortuna sua e di tutte le donne del mondo, ripeti da giorni come un mantra, il tempo è galantuomo!

Le zanzare un po’ meno, cazzerola!

Gli apericena con le amiche sono istruttivi

Oggi ho imparato che

Una sera per caso ad un’apericena tra amiche (qualcuna single, qualcuna no, e poi ci sei tu che prendi appunti per le tue ricerche sociologico-sentimentali) scoprirai che:

– la primavera è quel particolare momento dell’anno in cui gli amori nati quando fa freddo freddo vengono definitivamente messi alla prova. Immaginate di esservi innamorate di qualcuno in inverno per poi scoprire che d’estate porta marsupio pinocchietto e ciabatte coi calzini. Decisamente no. 

– se ti cambi almeno 14345764 volte prima di uscire con un uomo, è una cosa importante. Pare. 

– uscire con un uomo che ti fa ripiombare nell’adolescenza con triplo salto mortale carpiato e avvitamento della bocca dello stomaco, è qualcosa di molto simile all’amore. Ma molto spesso non lo è.

– ci sono donne che se incontrano la persona sbagliata, nel momento sbagliato, nel posto sbagliato, le probabilità che se ne innamorino sono altissime. Troppe. 

– ci sono donne che attirano solo e soltanto uomini che hanno bisogno di una donna per amica/o. Che fortuna, eh?

15 cose che scopri guardando 50 Sfumature di Nero

Se una sera per caso, nonostante la poca voglia e mille dubbi, ti ritrovi al cinema con le amiche a vedere 50 Sfumature di Nero, al termine del film realizzerai che:

  1. Il tuo film preferito continuerà ad essere Six Sense (Sesto Senso)
  2. La somma di tutte le anteprime dei film che trasmettono all’UCI sono lunghe come una puntata di The Big Bang Theory
  3. Le scene migliori sono quelle in cui la protagonista mostra delle favolose scarpe e sandali tacco 10
  4. Le scene in cui il pubblico femminile si è davvero acceso sono state quelle con le inquadrature delle scarpe e dell’infilata di abiti da sera che la protagonista trova a casa di Grey.
  5. Le scene che avrebbero dovuto essere fortemente erotiche sono quelle in cui le donne hanno riso di più”.
  6. I cetrioli che dicono di aver trovato al cinema al termine della proiezione del film sicuramente non li ha usati nessuna. Le scene di sesso sono così ridicole e marginali che li avranno lasciati lì per protesta.
  7. Il product placement di Armani nel film ti ha lasciato di stucco. La sorella del protagonista vuole regalare una cravatta griffata dalla fantasia orribile al fratello, e sembra che la cravatta sia di Armani. E non puoi credere che sia davvero di Armani. Ci sarà sicuramente un errore.
  8. Il commento migliore che hai sentito dalle poltroncine dietro, quando la protagonista si è levata le mutandine al ristorante, è stato: “Ah, io questo l’avrei fatto sicuramente. Proprio. Non vedo l’ora”. E ti chiederai se era seria o ironica. Ma viste le risate propenderai per la seconda.
  9. Il secondo commento migliore che hai sentito dalle poltroncine dietro, quando la protagonista a gambe divaricate da un’asta è stata girata di scatto a pancia in sotto è stato: “Cazzo, i legamenti del menisco! Questa ha smesso di sciare per la vita.”
  10. Il terzo commento migliore che hai sentito dalle poltroncine dietro, quando il protagonista infila le palline cinesi dentro la protagonista è stato: “Vedrai da domani al pronto soccorso, quante arriveranno che ce le hanno impigliate alla spirale e non riescono a toglierle”
  11. Se ti capitasse di stare mezz’ora ad ascoltare una persona che parla sussurrando-ansimando-aspirando come la protagonista del film, dopo un po’ avrai sicuramente voglia di tirarle una testata.
  12. Gli uomini presenti in sala (pochi per la verità) non possono essersi divertiti e, notando i muscoli e gli esercizi impossibili alla sbarra e al cavallo del protagonista,  devono aver pensato: “Ha usato una controfigura, è certo!”. Illusi.
  13. Il numero di psicopatici che entrano a intervalli regolari nella trama del film è impressionante. Se io ne incontrassi così tanti in così poco tempo, andrei a Lourdes a farmi benedire.
  14. Il tempo trascorso a ridere con le amiche dopo il film, vale il costo dell’apericena, del biglietto film, del popcorn gigante e del caffè al caramello con la panna montata…
  15. Il tempo passa per tutti, anche per Kim Basinger, per fortuna.

5 cose che scopri con ‘Sogno di una notte di mezza età’ di Debora Villa

Oggi ho imparato che…

Se una sera per caso finisci alla seconda serata della rassegna Teatro Comico di Dalmine con le tue amiche a vedere lo spettacolo Sogno di una notte di mezza età di e con Debora Villa, realizzerai (senza ma e senza se) che:

1. Quella che in Camera Cafè interpretava una sfigata galattica, bionda con gli occhiali e bitorzoluta, nella realtà non è per niente una sfigata. Debora Villa (così si chiama) è bella e brava e lo scoprirai sin dalle prime battute del suo monologo sulle donne. E questo significa che quelle belle e brave non hanno paura di sembrare brutte e sfigate (per finta).

2. Quella che in Camera Cafè sembrava una sfigata galattica (e che in realtà non lo è per niente) è anche coautrice del monologo “Sogno di una notte di mezza età” e visto che lo spettacolo fa ridere dall’inizio alla fine grazie a dosi massicce di autoironia significa che chi l’ha scritto è anche decisamente intelligente.

3. Quella che si chiama Debora Villa e che in passato, oltre a Camera Cafè, ha fatto molte altre cose che tu colpevolmente non sai ma di cui ti informerai, è davvero molto brava. E non può che essere così, vista la sua capacità di dialogare col pubblico e di mantenere alta l’attenzione  di tutte le donne e gli uomini presenti in sala e farli ridere ininterrottamente per un’ora e quaranta.

4. Quella che in Camera Cafè non ti ricordavi mai come si chiamava ma che ora sai che si chiama Debora Villa senz’acca (Debora, no Villa) ora te lo ricorderai per molto molto tempo, perchè lo spettacolo è davvero spassoso e sei uscita dal teatro dichiarando che una donna così tu la vorresti proprio come amica per andarci a bere una birra e ridere ridere ridere….

Ma ora veniamo allo spettacolo.

5. Finalmente qualcuno ti racconterà senza girarci troppo in giro la verità su quello che  succede a una donna quando raggiunge e supera il famigerato “mezzo del cammin di nostra vita”. 

Durante lo spettacolo “Sogno di una notte di mezza età” scoprirai che per le donne esiste un punto di svolta (detto simpaticamente: punto di non ritorno) nel quale ci si ritrova catapultate senza neanche avere avuto il tempo di dire qualcosa. Perchè la donna cambia. Ma il cambiamento fisico umorale, psicologico, non è graduale come è stato fino ad ora e come giustamente dovrebbe essere. No.

“Il corpo cede, racconta Debora, la memoria vacilla, l’umore è come quello di Smigol quando gli rubano l’anello e questo quando siete in buona. Quando siete in versione negativa siete delle prepotenti che l’esorcista al vostro cospetto sembra un catechista. Il peggio è che a livello psicologico: diventate delle rocce. Non nel senso che vi sgretolate, no siete delle furie. Sapete chi siete, cosa volete, cosa non volete e tutte le piccole e grandi insicurezze che vi hanno accompagnate fino ad ora svaniscono. .. direte tutto quello che vi passa per la testa, senza freni, senza inibizioni, libere!!! “…

E allora guai a chi incontrerà una donna mentre è in coda in Posta o in macchina, in palestra a faticare come una bestia, a casa quando gli ospiti si presentano con un cane dal nome uguale a quello di un impiegato del Catasto…

E se sei una donna e hai pensato, provato, fatto e riso di tutte le cose che Debora Villa ha raccontato nel suo spettacolo one stand woman in 100 minuti di monologo e dialogo col pubblico, be’ forse è arrivato il momento anche per te di iniziare a fare terapia, magari di gruppo, magari ridendoci su.

Io lo consiglio. Lo spettacolo. E forse anche la terapia.

Le 5 cose che tutti dovrebbero sapere sulle corna.

Oggi ho imparato che…

#1 Se una sera per caso mentre stai scanalando col telecomando ti imbatti nella nuova versione del Grande Fratello proprio mentre una giovin donzella pseudo VIP fa la voce grossa con una rivale per marcare il territorio occupato dal maschio Alfa e l’altra risponde stizzita che lei “non sta facendo niente di male, ma nel caso lei deve stare al suo posto perché lui è libero di scegliere” e tu aggiungi “vinca la migliore”, realizzerai che in fondo non c’è niente di piu patetico che vedere due donne che si accapigliano (anche se solo a parole) per un uomo, perché in genere lui gongola e loro ci fanno la figura delle poverette. 

#2 Se una sera per caso mentre stai scanalando col telecomando ti imbatti nella scena patetica di una giovin donzella che minaccia la concorrente in amore nella speranza di spaventarla, la prima tentazione che avrai sarà quella di dirle che è inutile strepitare e fare la voce grossa perché tanto arriverà il momento in cui rimpiangerà di non avere un motivo straordinariamente forte come le corna (subite e perdonate) per far cadere sotto il peso delle sue mazzate quello che nel frattempo sarà diventato un omino con la pancia che si addormenta tutte le sere con la bolla al naso sul divano davanti alla tv e che da uomo Alfa sarà ormai molto più simile a un’Alfetta fuori produzione

#3 Se una sera per caso mentre stai scanalando col telecomando ti imbatti nella scena una donzella che fa la voce grossa per marcare il territorio occupato dal suo maschio Alfa, la seconda tentazione che avrai sarà quella di illuminarla sul fatto che le vere concorrenti (le zoccole, innamorate o no) non hanno paura di nulla e di nessuno, tanto meno di una scenata in tv nella casa del Grande Fratello; mentre le presunte tali in genere sono delle innocue profumiere che quando arrivano al dunque iniziano a belare e si tirano indietro con il naso freddo per la paura. Perché agitarsi tanto? 

#4 Se una sera per caso mentre stai scanalando col telecomoando ti imbatti nella scenata di una giovin donzella che fa la voce grossa per marcare il territorio occupato dal maschio Alfa, la terza tentazione che avrai sarà quella di ricordarle che in Italia (secondo la media del pollo) l’80 per cento degli accoppiati ha confessato di aver tradito almeno una volta il proprio partner. E che alcuni sono più sfigati di altri (potenziali traditi e aspiranti traditori). E che solo lei conosce il suo pollo.

#5 Se una sera per caso mentre stai scanalando col telecomando ti imbatti nel post di una giovin donzella che fa la voce grossa per marcare il territorio occupato dal maschio Alfa, l’ultima tentazione che avrai sarà quella di illuminarla sul fatto che se l’uomo vuole farle le corna lo farà senza troppi se e troppi ma (e lei non ci potrà fare niente). Ma la vera verità (assolutamente incontrovertibile) è che, se un milione di anni fa hanno inventato le corna, si vede che le corna servivano e che, prima o poi, che ce le meritiamo o no, qualcuno un paio di quelle belle corna che pesano e ti fanno crescere di mezzo metro in un’ora ce le farà pure provare. Ma non le dirai nulla. In fondo è giovane e imparerà. E sai che le porte basse (o le corna alte) non hanno mai ucciso nessuno. E che non uccideranno nemmeno lei.

Le donne hanno davvero bisogno di un trapano per attaccare i quadri?

Oggi ho imparato che… 

Una mattina per caso ti svegli e ripensando alla cena tra amiche della sera prima e ai primi 35 minuti di giro di tavolo dedicati agli aggiornamenti sugli sviluppi amorosi delle presenti (e non), realizzerai che a volte capita anche che Scaccia Chiodo faccia amicizia con Chiodo ma la verità è che, come hai trovato un giorno in un libro di Fabio Volo, le donno dovrebbero iniziare a capire che i quadri sono belli anche appoggiati al pavimento. E tu sai appoggiarli per terra divinamente bene anche da sola. 

E poi, per usare un trapano non ci vorrà mica una laurea, giusto?

Ma questa metafora forse non è quella che volevi fare davvero. 😂