Nella Terra di Mezzo a Riccione

[oggi ho imparato che] Un giorno per caso ti svegli e mentre sei in viale Ceccarini a Riccione realizzi finalmente cosa significhi essere nella Terra di Mezzo. Ossia in quell’età in cui i PR delle discoteche ti scansano perché sei troppo vecchia per andare a ballare nei locali ‘tunz tunz tunz’ della Riviera e in cui i palloncinari ti scansano perché giri con un figlio troppo grande per volere ad ogni costo un palloncino a forma di spada. 

Peccato, perché io in discoteca a ballare, con un palloncino a forma di spada in mano, ci sarei anche andata volentieri. 

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Non si sa mai

[oggi ho imparato che] Un giorno per caso, mentre stai facendo i bagagli per tornare a casa dopo una settimana di ferie sulla riviera romagnola, rimettendo tutti i vestiti che non hai messo e tutte le scarpe che non hai messo nelle borse, realizzerai che tu fai parte di quella categoria di donne che non preparano la valigia, ma preparano il “Non si sa mai”. E sorriderai. 
  

Il gelato al Puffo non è alcolico!

[Oggi ho imparato che] Non importa chi è, cosa fa o da dove viene. In gelateria, al Nuovo Fiore di Riccione o all’Officina del Gusto di Misano Adriatico, dopo una lunga e attenta riflessione, la persona in fila davanti a te sceglierà sempre gli stessi gusti. Ma se sono le 22.00, piove che Dio la manda e davanti a te c’è un uomo che, dopo aver soppesato Fragola, Tiramisù, Nutella e Crema, chiede alla conista: ‘Di cosa sa il Puffo? Di anice?’, tu capirai senza ‘ma’ e senza ‘se’ che se potesse, invece del cono, si farebbe una bella sambuca con la mosca.

  

Allucinazioni da corsa?

[Oggi ho imparato che] il popolo dei gonnellini da corsa che transitano sul lungomare di Riccione è nettamente in aumento rispetto a 5 anni quando tu eri l’unica. Lo dimostrano i gonnellini incrociati questa mattina mentre andavi da Misano a Riccione e ritorno con Africa Workouts nelle orecchie, l’audiocoach che ti fa compagnia e che ti spinge a non mollare. A giudicare dalle braccia piene di fili, nessuna di loro era una tennista. E sei quasi sicura che, nonostante la stanchezza e il calo di zuccheri che ti ha fatto letteralmente strisciare negli ultimi metri di allenamento, non fossero nemmeno delle allucinazioni. Forse. 

 Basta un caffé, davvero! 

[oggi ho imparato che] Una mattina per caso mentre sei in ferie e corri sul lungomare che da Riccione porta a Misano, stai sudando da 30 minuti e non vedi l’ora di tornare in albergo per fare colazione, puoi incrociare due coppie di Testimoni di Geova a distanza di 100 metri l’una dall’altra che ti guardano e ti si parano davanti per darti l’opuscolo della Torre di Guardia. E declinando gentilmente l’invito a dialogare della prima coppia e schivando con un balzo sorpreso e un’occhiata arcigna la seconda, realizzerai che devi proprio essere una runner lenta, (ma lenta lenta lenta) se con il nugolo di runner che corrono su quella stessa strada quei quattro hanno deciso di fermare solo te (e solo te). 

E la domanda che ti attanaglierà nella mezz’ora successiva sarà: ma sono davvero così lenta quando corro che sembra che stia camminando o la mia faccia è così stravolta che sembra che da un momento all’altro possa schiattare e i Testimoni di Geova preoccupati per i miei ultimi istanti di vita vogliono farmi incontrare Dio? 

Per fortuna un caffé rimette ogni cosa al posto giusto.  

 

[Ecco cosa significa ‘Partenze intelligenti’]

[oggi ho imparato che]

Un giorno per caso ti svegli, è il 2 giugno e sei in Romagna, e mentre sei a fare la tua corsetta sul lungo mare, ascoltando la radio scopri che ci sono alcune cose inevitabili, come ad esempio toccare col dito una panchina su cui c’è scritto ‘vernice fresca’. Ma così, giusto per controllare se è vero.

Un giorno per caso ti svegli, è il 2 giugno e sei al mare, e se tuo figlio decide che vuole tornare a casa presto perché deve studiare, realizzerai mettendoti in auto alle 14.15 che dalla Romagna nell’unico Ponte decente dell’anno non esistono ‘partenze intelligenti’: esistono solo ‘partenze’ e ‘arrivi’. Dopo 6 ore di coda.

[Saluti dalla Romagna]

[oggi ho imparato che] Un giorno per caso ti svegli, sono le 4.00, sei sull’Adriatico per il Ponte del 2 giugno, non riesci più a dormire, esci sul balcone, noti i colori del cielo e del mare che piano piano cominciano a fondersi in un tutt’uno, vieni presa dalla meraviglia della natura, del mondo, dell’universo e realizzi che telefonare ai tuoi amici alle 4 di notte per sapere se stanno dormendo bene sarebbe un modo bellissimo per dimostrare l’amicizia. La loro. Per te.

Mentre tu sei sveglia. 

E non riesci a dormire. 

Ecco.

  
Un giorno per caso mentre sei al mare, sull’Adriatico, per il Ponte del 2 giugno, dopo una notte pressoché insonne, puoi decidere di uscire presto per andare a correre e incontrare degli strani figuri sul lungo mare: 

– un runner con la camel bag sulla schiena, la cannuccia in bocca, le scarpe da trial e le calze blu… da manager

– un gruppo di nordic walker coi bastoncini e gli scarponi dirigersi verso il mare

Poi, finita la corsetta, puoi tornare in albergo e trovare degli strani figuri seduti all’ombra, col PC acceso, collegati al wifi dell’hotel, col telefono in mano, mentre parlano con l’ufficio di Milano e guardano con tristezza verso il mare… Ah, sei tu. Come non detto. 

‘Persone simpaticissime, quindi!’