[Ci sono toni e toni]

 Un giorno per caso ti svegli e leggendo su una rivista pseudoscientifica un elenco di dati statistici curiosi (ma inutili) scopri che il 75% delle matite vendute al mondo sono di colore giallo, la prima cosa che ti chiederai è se questo dato ha solo a che fare col colore del sole o con i due miliardi di cinesi che a scuola hanno colorato le loro faccine di giallo giallo giallo.

Un giorno per caso ti svegli e leggendo su una rivista pseudoscientifica un elenco di dati statistici curiosi ma inutili scopri che la maggior parte della gente ha uno spazzolino blu. Ma se il tuo è rimasto nel portaspazzolino dell’hotel Savoia in Romagna, a 350 chilometri da casa, la prima cosa che ti chiederai sarà: ‘Che faccio, lo compro di colore diverso, così, per darmi un tono (diverso)?

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[Saluti dalla Romagna]

[oggi ho imparato che] Un giorno per caso ti svegli, sono le 4.00, sei sull’Adriatico per il Ponte del 2 giugno, non riesci più a dormire, esci sul balcone, noti i colori del cielo e del mare che piano piano cominciano a fondersi in un tutt’uno, vieni presa dalla meraviglia della natura, del mondo, dell’universo e realizzi che telefonare ai tuoi amici alle 4 di notte per sapere se stanno dormendo bene sarebbe un modo bellissimo per dimostrare l’amicizia. La loro. Per te.

Mentre tu sei sveglia. 

E non riesci a dormire. 

Ecco.

  
Un giorno per caso mentre sei al mare, sull’Adriatico, per il Ponte del 2 giugno, dopo una notte pressoché insonne, puoi decidere di uscire presto per andare a correre e incontrare degli strani figuri sul lungo mare: 

– un runner con la camel bag sulla schiena, la cannuccia in bocca, le scarpe da trial e le calze blu… da manager

– un gruppo di nordic walker coi bastoncini e gli scarponi dirigersi verso il mare

Poi, finita la corsetta, puoi tornare in albergo e trovare degli strani figuri seduti all’ombra, col PC acceso, collegati al wifi dell’hotel, col telefono in mano, mentre parlano con l’ufficio di Milano e guardano con tristezza verso il mare… Ah, sei tu. Come non detto. 

‘Persone simpaticissime, quindi!’

[I leggins non mentono]

[oggi ho imparato che]

 Un giorno per caso mentre sei al mare stesa sul lettino davanti al mare, sotto l’ombrellone, coperta da un asciugamano per ripararti dal vento e dal sole, realizzerai che se ti svegli presto per andare a correre da sola e fai 9K e poi torni e riparti con tuo figlio e fai altri 10K, alle 4 del pomeriggio ti ritroverai sulla sdraio, davanti al mare avvolta in un asciugamano, con le gambe a pezzi e un eritema incipiente. E ti sentirai così, praticamente un rottame.

Una sera per caso, mentre sei al mare, seduta nel dehor dell’hotel, realizzerai che è proprio vero quando si dice che gli unici a non mentire mai sono i bambini, gli ubriachi e i leggins.

I leggins dell’animatrice dell’hotel dicono che lei è proprio f@@a. E tu c’hai ancora le gambe a pezzi.

[Incontri che rimarranno per sempre]

Una mattina ti svegli e, mentre stai per iniziare a correre al meglio delle tue possibilità, sorpresa e compiaciuta del cielo terso che ritrovi a casa nonostante le previsioni, noti x caso sulla tua tenuta da running alcune macchiettine simili a schizzi di acqua che non si asciugano. E ricorderai improvvisamente il runner incrociato la mattina prima sul lungomare che dall’Hotel Savoia porta a Riccione mentre facevi l’ultima sgambata prima di tornare a casa.
Faceva caldo e lui correva e sbuffava come un treno, indossando una strana maglia pelosa naturale e schizzando gocce di sudore dal naso, dalle orecchie e dai gomiti. Mentre ti veniva incontro l’avevi osservato con attenzione, indugiando un attimo x decidere se cambiare marciapiedi o far finta di nulla alzando la mano in segno di saluto come si fa di solito. E, quando ormai era troppo tardi, sperando che quel liquido freddognolo che ti stava arrivando addosso a tradimento fosse acqua e non sudore. Ma era freddo ed eri stata costretta ad ammettere: è proprio sudore, mannaggia!
Hai fatto finta di niente e hai proseguito la tua corsa distogliendo il pensiero. In fondo c’è di peggio: avresti potuto corrergli sotto vento x alcuni metri e allora non avresti riso neanche un po’.
E adesso, mentre stai per iniziare a correre sotto il cielo terso di casa, con quella giusta nostalgia x il mare e le amiche che hai lasciato al Savoia, realizzerai che la tua divisa da running bagnata dal sudore a spruzzo del runner ingorillato era l’ultima cosa che avresti desiderato al mondo, ma tant’è. Smettila, ti dici. Il popolo del running non può essere così schizzinoso. E non puoi tornare a casa a cambiarti, ormai. Ti tocca correre, ancora una volta distogliendo il pensiero.
Buona corsa, runner!

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