15 cose che scopri guardando 50 Sfumature di Nero

Se una sera per caso, nonostante la poca voglia e mille dubbi, ti ritrovi al cinema con le amiche a vedere 50 Sfumature di Nero, al termine del film realizzerai che:

  1. Il tuo film preferito continuerà ad essere Six Sense (Sesto Senso)
  2. La somma di tutte le anteprime dei film che trasmettono all’UCI sono lunghe come una puntata di The Big Bang Theory
  3. Le scene migliori sono quelle in cui la protagonista mostra delle favolose scarpe e sandali tacco 10
  4. Le scene in cui il pubblico femminile si è davvero acceso sono state quelle con le inquadrature delle scarpe e dell’infilata di abiti da sera che la protagonista trova a casa di Grey.
  5. Le scene che avrebbero dovuto essere fortemente erotiche sono quelle in cui le donne hanno riso di più”.
  6. I cetrioli che dicono di aver trovato al cinema al termine della proiezione del film sicuramente non li ha usati nessuna. Le scene di sesso sono così ridicole e marginali che li avranno lasciati lì per protesta.
  7. Il product placement di Armani nel film ti ha lasciato di stucco. La sorella del protagonista vuole regalare una cravatta griffata dalla fantasia orribile al fratello, e sembra che la cravatta sia di Armani. E non puoi credere che sia davvero di Armani. Ci sarà sicuramente un errore.
  8. Il commento migliore che hai sentito dalle poltroncine dietro, quando la protagonista si è levata le mutandine al ristorante, è stato: “Ah, io questo l’avrei fatto sicuramente. Proprio. Non vedo l’ora”. E ti chiederai se era seria o ironica. Ma viste le risate propenderai per la seconda.
  9. Il secondo commento migliore che hai sentito dalle poltroncine dietro, quando la protagonista a gambe divaricate da un’asta è stata girata di scatto a pancia in sotto è stato: “Cazzo, i legamenti del menisco! Questa ha smesso di sciare per la vita.”
  10. Il terzo commento migliore che hai sentito dalle poltroncine dietro, quando il protagonista infila le palline cinesi dentro la protagonista è stato: “Vedrai da domani al pronto soccorso, quante arriveranno che ce le hanno impigliate alla spirale e non riescono a toglierle”
  11. Se ti capitasse di stare mezz’ora ad ascoltare una persona che parla sussurrando-ansimando-aspirando come la protagonista del film, dopo un po’ avrai sicuramente voglia di tirarle una testata.
  12. Gli uomini presenti in sala (pochi per la verità) non possono essersi divertiti e, notando i muscoli e gli esercizi impossibili alla sbarra e al cavallo del protagonista,  devono aver pensato: “Ha usato una controfigura, è certo!”. Illusi.
  13. Il numero di psicopatici che entrano a intervalli regolari nella trama del film è impressionante. Se io ne incontrassi così tanti in così poco tempo, andrei a Lourdes a farmi benedire.
  14. Il tempo trascorso a ridere con le amiche dopo il film, vale il costo dell’apericena, del biglietto film, del popcorn gigante e del caffè al caramello con la panna montata…
  15. Il tempo passa per tutti, anche per Kim Basinger, per fortuna.
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‘Qualcosa di nuovo’ anche per me? 

Oggi ho imparato che…

Se un giorno per caso vieni invitata da un’amica all’anteprima del film ‘Qualcosa di nuovo’ e dopo qualche ora, per caso, mentre stai guardando la tv, ti imbatti nell’intervista di Pippo Baudo alla regista dello stesso film, Cristina Comencini, e alle due interpreti principali, Paola Cortellesi e Micaela Ramazzotti, comprenderai (e visualizzerai) definitivamente il significato di ‘Ossimoro’.
Basterà infatti mettere insieme il titolo del film ‘Qualcosa di nuovo’ (se non si fosse ancora capito) e Pippo Baudo, l’inossidabile conduttore ottantenne della ‘nuova’ (nuova??) Domenica In, per capire che tutto ciò si configura come un’antitesi televisiva e ti fa lo stesso effetto sulla colonna vertebrale di quando un gatto scivola con le unghie su una lavagna: brrrrividi!

E realizzerai anche che ti fa una certa impressione ascoltare Pippo Baudo mentre fa domande pertinenti ma leggere alle compute interpreti del film dimostrando di essere sinceramente interessato alla sinossi dell’opera: la storia di due amiche inseparabili ma molto diverse all’indomani di una notte pazza con il ventenne Eduardo Valdarnini, vicenda su cui si gioca tutta la trama del film. Perché tu in fondo non sai se riusciresti a raccontare a tuo nonno che stai interpretando (nel mio caso sarebbe stato ‘scrivendo’) una storia di sesso anche carina e spiritosa tra una quarantenne e un ventenne, dove tu per caso sei la quarantenne.

“Paola Cortellesi è Lucia, cantante di blues ma lontana dall’immagine dell’artista “genio e sregolatezza”, è una donna assolutamente quadrata che ha chiuso con il genere maschile, Micaela Ramazzotti invece è Maria degli uomini non può fare a meno, è separata, quando i figli stanno con il padre esce e incontra un uomo diverso ogni sera. Una sera nel letto di Maria capita l’Uomo perfetto: bello, sensibile, appassionato, maturo. In realtà è poco più di un ragazzo e per una serie di equivoci scambierà Maria con Lucia. Tra sorprese, equivoci, grand‎i bugie e piccoli abbandoni Lucia e Maria si prenderanno una bella vacanza da se stesse. Un giorno nel letto di Maria (Ramazzotti) capita un ragazzo perfetto peccato però che crede di essere stato con Lucia (Cortellesi).

Ecco, no. Direi proprio di no. A mio nonno non lo racconterei nemmeno se lui mi sorridesse facendomi delle domande pertinenti e leggere.

Ma a giudicare dagli sguardi neanche la Comencini e le due interpreti si sentivano proprio tanto a loro agio. E forse neanche Pippo Baudo. Ma tant’è.

Così le domande sorgono spontanee: 

Ma era proprio necessario promuovere un film così su una rete dichiaratamente per persone agé come RaiUno facendosi intervistare da una persona evidentemente agé (80 anni non sono uno scherzo)? Che target pensavano di portare al cinema? nonne e badanti?

Ma se anche tu stavi guardando Domenica In (!) e hai visto tutta l’intervista di Pippo Baudo alla Comencini, Contellesi e Ramazzotti (!!) e andrai sicuramente a vedere il film, significa forse che sei anche tu agé e la promozione di Cattleya ha colpito il target? o puoi far finta che ci andrai perché la tua amica ti ha invitato all’anteprima venerdì sera, in una location fighissima che sicuramente non è per persone agé? 

(Vabbè, sabato vi dico se il film mi è piaciuto)