[Decisioni improbabili]

 Un giorno per caso mentre sei in viaggio sulla A4, stai andando in ufficio, sei in anticipo e decidi di andare con calma, realizzerai che la decisione di metterti nella seconda corsia dietro un camion che trasporta ghiaia può non essere tra le migliori del mondo, quasi  come mettersi dietro una macchina guidata da un uomo col cappello in una giornata di pioggia. Solo che gli uomini col cappello non lanciano a tradimento gragnaiuole di sassetti sul parabrezza della tua Supercar ogni volta che frenano. 

Un giorno per caso mentre sei al telefono in una improbabile conference call a tre con due telefoni senza vivavoce e stai cercando di farti convincere da due persone diverse della bontà di un’idea, facendo le domande e ascoltando le risposte che vi arrivano dal telefono numero 1 e dal telefono numero 2, realizzerai che ci sono volte in cui è davvero difficile trovarsi in mezzo. E durante l’improbabile conference call a tre con due telefoni sulle orecchie,  deciderai che è il momento di mettere in pratica quel consiglio che speravi tanto non ti sarebbe mai servito nella vita, ossia:
‘Prima di attraversare guardate sempre a destra e a sinistra. Tranne se state attraversando una situazione improbabile. In quel caso sbrigatevi’.
Un giorno per caso mentre sei alla tua scrivania e hai appena declinato a malincuore un invito per andare a pranzo in mensa perché devi preparare una riunione imminente e non puoi perdere neanche un minuto, realizzerai che è incredibile come anche delle semplici gallette di riso recuperate chissà dove e una mela portata dal tuo collega diventino il cibo più buono del mondo. E deciderai che la frase ‘la felicità è nelle piccole cose’ d’ora in avanti varrà anche per tutti quei cibi che sembrano polistirolo.
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[Chi ha bisogno dei sogni?]

[oggi ho imparato che] Se un giorno per caso leggendo l’introduzione del libro ‘101 cose da fare almeno una volta nella vita a Milano’  scopri  che è tipico dei milanesi innamorati di Milano lasciare che gli altri ne parlino male così da potersela vivere in santa pace, ti sentirai più sollevata ripensando a quel sogno che ti aveva fatto rimanere tanto male, in cui il tuo fidanzato immaginario ti informava con gioia che la sua compagna ufficiale ti riteneva una ‘donna insignificante e di poco conto’.   

Perché ora sai che, anche se era solo un sogno, non dovevi prendertela. Perché mentre tu rimanevi basita e ti chiedevi cosa trovava di così divertente nel riferirti che un’altra donna (la sua) ti trovava così ‘insignificante’ da non meritare nessun moto di gelosia, lui si stava comportando da perfetto milanese: lasciando che lei ti sminuisse, ti stava informando che in questo modo era libero di viverti al meglio.
E pensare che a te era solo montata la carogna sulle spalle: 
‘Insignificante? Insignificante tua sorella!’ 
E realizzerai che non c’è niente da fare, ma la competizione a volte fa perdere di vista il senso genere delle cose: ‘Sogni. Chi ha bisogno dei sogni? ‘

[Siamo tutti un po’ supereroi]

Se sera per caso, leggendo una rivista pseudoscientifica, scopri che uno studio americano ha dimostrato che se una persona prima di un appuntamento importante assume per due minuti la posa di un supereroe, si sentirà più sicura di sé, le persone la tratteranno con più rispetto e quell’appuntamento andrà molto bene, la prima cosa che ti verrà in mente sarà che devi assolutamente trovare un supereroe con una posa accettabile da assumere nei momenti peggiori: nel corridoio di un ospedale prima di una visita, su una metropolitana milanese prima di un appuntamento di lavoro, sul marciapiede davanti al ristorante prima di un incontro galante. Così, per ogni evenienza. 

Realizzerai inoltre che WonderWoman è il supereroe meno peggio tra quelli che conosci e che hai passato in rassegna ad avere una posa che non ti faccia sentire una mentecatta e che potresti imitare per due minuti per aumentare la fiducia in te stessa. 

Del resto Mafalda non può essere considerata un vero supereroe, giusto?

[Le domande inevitabili]

 Una sera per caso mentre sei davanti alla tv e non sai decidere cosa guardare, facendo zapping da un canale all’altro, ti può capitare di imbatterti nel punto ora pubblicitario con la più alta concentrazione di spot surreali e ti sorgeranno spontanee un po’ di domande:

1. Ma il creativo che ha partorito la letterina ‘Care ascelle’ della Dove, è stato pagato o finito lo stage lo hanno rispedito a scuola?
2. Lo spot ‘Facciamolo più spesso il toast con le sottilette’ non lo hanno inventato dopo aver saputo che tutti i compagni dell’asilo di mio figlio si facevano accompagnare a casa mia all’ora di cena perché come facevo io i toast ai bambini non li faceva nessuno?
E guardando sul divano a destra, la mia mano piena di caramelle, sorgerà spontanea un’altra domanda:
– Ma alla mia età si può continuare a scegliere le caramelle rosse che preferisci o bisogna far finta che le caramelle rosse che preferisci ti rimangano attaccate alla mano per caso per colpa di una fatale attrazione?