[I leggins non mentono]

[oggi ho imparato che]

 Un giorno per caso mentre sei al mare stesa sul lettino davanti al mare, sotto l’ombrellone, coperta da un asciugamano per ripararti dal vento e dal sole, realizzerai che se ti svegli presto per andare a correre da sola e fai 9K e poi torni e riparti con tuo figlio e fai altri 10K, alle 4 del pomeriggio ti ritroverai sulla sdraio, davanti al mare avvolta in un asciugamano, con le gambe a pezzi e un eritema incipiente. E ti sentirai così, praticamente un rottame.

Una sera per caso, mentre sei al mare, seduta nel dehor dell’hotel, realizzerai che è proprio vero quando si dice che gli unici a non mentire mai sono i bambini, gli ubriachi e i leggins.

I leggins dell’animatrice dell’hotel dicono che lei è proprio f@@a. E tu c’hai ancora le gambe a pezzi.

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[Gli anni passano e… finalmente te ne accorgi]

1. [oggi ho imparato che] Una sera per caso ad una cena tra donne, al solito giro di tavolo per gli aggiornamenti sulle storie presenti, passate e future, al terzo racconto surreale sugli ultimi appuntamenti delle tue amiche single realizzerai che uscire con persone (uomini o donne che siano) il cui cervello è così piccolo che quando due pensieri si incontrano devono fare manovra non è così raro. No, purtroppo non lo è.

 
Una sera per caso, ad una cena tra amiche, guardando il tavolo nella saletta riservata accanto alla vostra dove un gruppo numeroso e caciarone sta festeggiando un compleanno, realizzerai che d’ora in avanti non avrai bisogno di nessun altra indicazione, ma capirai di essere davvero invecchiata quando alla tua festa, tutti gli invitati si alzeranno in piedi, ti guarderanno con affetto e, mettendosi intorno alla torta, si scalderanno le mani.

[Il Brunch della Gelosia]

Un giorno per caso ad un brunch tra donne finito parlando di storie e scenate surreali per colpa della gelosia, al racconto-confessione della tua amica sull’ultimo attacco di gelosia per il suo uomo, dopo esserti rotolata per 5 minuti per terra da ridere, realizzerai che d’ora in avanti il tuo benchmark per definire una donna gelosa sarà la frase: ‘Se non la smetti di dar ragione alla Tipa del Navigatore satellitare butto fuori dall’auto te e lei.’ Perchè guardandola sai che non le sarebbe stato difficile staccare tutta la plancia della macchina e buttarla fuori dal finestrino!  

  

Un giorno per caso ad un brunch tra donne, parlando di quelle che tengono d’occhio gli ex a distanza ‘per sapere se è tutto ok’, ripensando ad alcuni dei tuoi ‘ex’ incrociati on line, realizzerai che è vero (come dicono le canzoni) che ‘certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano’, ma se mentre fanno il giro immenso scopri che lui è diventato un mostro, se ritornano, tu hai solo voglia di scappare! 

[uomini in uniforme che fanno squadra]

Un giorno per caso mentre sei in metropolitana, stai andando ad un convegno e combatti per non crollare sotto il peso di una notte insonne, seduta accanto a due bimbiminkia alle prese con le prove per gli esami di Maturità, dopo averne sentito i discorsi surreali per 11 fermate (undici?!), realizzerai che Leopardi sarà pure stato uno sfigato, ma almeno lui è riuscito a mettere in versi il disagio domenicale senza usare neanche una volta le parole “Divano” ”Wifi” e ‘ca@@o-fi@a’ . 

E ti chiederai: tra 150 anni i loro bisnipoti cosa studieranno, Emiskilla?

Un giorno per caso mentre sei ad un convegno in centro e combatti per non crollare sotto il peso di una notte insonne, guardandoti intorno e notando che gli uomini sono tutto in abito blu e scarpa stringata nera comprenderai finalmente il motivo per cui il mondo del lavoro proporrà sempre modelli maschili e  le donne manager malgrado tutti i proclami e gli sforzi non riusciranno  mai a fare squadra: perché questo implicherebbe indossare tutte lo stesso vestito e le stesse scarpe contemporaneamente. E non si può. No. Proprio non si può.

[Al parco, sentirsi come in un quadro di Monet]

[oggi ho imparato che]
Un giorno per caso, mentre sei lungo la Martesana per il tuo allenamento in vista dell’Avon Running, realizzerai che ogni volta che vedi i papaveri in un campo ti emozioni come davanti ad un quadro di Monet e non ci puoi fare niente. I contorni sono diluiti e tu ti concentri sulle macchie di colore: dal verde indistinto del campo emergono le brillanti picchiettature di rosso, colore complementare del verde, che i tuoi occhi interpretano subito come papaveri, conferendo al paesaggio una nota serenità e freschezza.
Insomma, non c’è niente da fare: sei cecata e se non ti decidi a portare gli occhiali non distinguerai i particolari. Punto.

[Lui non ce la fa, purtroppo]

[oggi ho imparato che]
Una sera per caso ad un aperitivo in centro incroci una persona che non vedevi da un sacco di tempo (chissà poi perché?) che ti presenta un suo caro amico.

E dopo 15 minuti di conversazione con i due tizi, e una sequela surreale di perle, realizzerai che gli universi paralleli sono niente in confronto agli sboroni moderni.

Ecco quello che nell’ordine potresti registrare e quello che dovresti morderti la lingua per non dire:

          Abito in centro centro (sulla Madonnina direttamente?)

          Vado a cercarmi un ristorante stellato dove mangiare stasera (stica, dopo tutto quello che ti sei scofanato qui al buffet?)

          La cosa divertente è far suonare l’antifurto quando qualcuno si fa un selfie davanti alla mia auto (che ridere davvero, non sto nella pelle)

          Ci sentiamo tra 10 giorni perchè vado a farmi un week end a Las Vegas (e ci metti così tanto a riprenderti dal jat lag?)

          Non vado mai al sud perchè ci sono le buche e non voglio rovinare i cerchioni andando forte (poverino! Andare piano no, vero?)

          Posso lasciarti le chiavi che vado a prendere le siga e sennò i parcheggiatori abusivi me la rigano (se le lasci a me, te la rigo io!)

 E realizzerai anche che forse gli universi paralleli certi tizi non li vogliono neanche. 

[A vent’anni ci siamo baciati, ricordi? E 25 possibili risposte.]

[oggi ho imparato che] 

Una sera per caso, mentre sei ad un aperitivo con alcuni vecchi colleghi e allievi della piscina in chi insegnavi nuoto, ascoltando a spizzichi e bocconi i discorsi di alcuni gruppetti intorno al buffet per ricordare i vecchi tempi, ad un certo punto, assistendo ad una conversazione surreale tra due ex allievi che un tempo avevano avuto un piripin, realizzerai che ci sono situazioni che dovrebbero finire su un manuale per chi si rivede dopo 20 anni (ed è molto cambiato), e precisamente tra ‘le 10 cose che non bisognerebbe mai dire se si vuole essere considerati qualcosa di più di un minus sapiens‘…
Tipo, dire: ‘noi a vent’anni ci siamo baciati, te lo ricordi?’ perché le risposte potrebbero essere le più disparate: alcune lusinghiere, altre sorprese, altre ancora non proprio divertenti. 
Ecco le 25 reazioni più immediate:

1. Davvero? Non ricordo…
2. E perché non è continuata? 
3. Com’era andata dopo?
4. A quell’età ero irresistibile
5. Avevamo scommesso qualcosa?
6. Si, ma non baciavi bene…
7. Vabbè, sbagli di gioventù…
8. Si, ricordo che fu strano
9. Si ma eravamo impegnati
10. Si e non ti ho mai dimenticato
11. Si e c’ho messo anni per riprendermi
12. Si, eravamo ubriachi, vero? 
13. Sei fuori? Me lo ricorderei!
14. Hai bevuto? Ti confondi 
15. Che imbarazzo! 
16. No, lo escludo
17. Com’è possibile se ti vedo oggi per la prima volta… 
18. Si, poi mi hai chiesto di sposarti e mi hai vomitato sui piedi
19. Se ti avvicini ancora, ti sputo
20. Se lo dici in giro, ti rigo la macchina
21. Scusa puoi evitare di ricordarmelo?
22. Che sforzo! Ma se baciavi chiunque respirasse un minimo!
23. Può essere. Ma non ricordo.
24. Come hai detto che ti chiami?
25. Ogni volta che ci penso mi ci vogliono ore per smettere di ridere
Quindi, regola! 

 

MAI ricordare a qualcuno rivisto dopo molti molti anni: ‘noi ci siamo baciati’. 
E’ una frase stupida. Non si usa per fare conversazione e… 
C’è davvero bisogno che confermi?