Ci sono ggenti che fanno ballare gli occhi. Troppo.

[oggi ho imparato che] Un giorno per caso mentre sei sulla banchina del metrò della Verde che da Gessate porta in centro, e stai scrivendo alla tua amica che sei un po’ in ritardo e che la raggiungerai direttamente all’ingresso del Museo, sentendoti osservata ti girerai di scatto e realizzerai che i tempi sono davvero molto cambiati: una volta quello accanto a te cercava di leggerti il giornale, oggi cerca di leggerti quello che stai scrivendo sul cellulare. Ovviamente, le operazioni per correggere la miopia sono in sensibile aumento. Ma quelle per insegnare l’educazione… ecco, quelle non esistono.

  

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[Al parco, sentirsi come in un quadro di Monet]

[oggi ho imparato che]
Un giorno per caso, mentre sei lungo la Martesana per il tuo allenamento in vista dell’Avon Running, realizzerai che ogni volta che vedi i papaveri in un campo ti emozioni come davanti ad un quadro di Monet e non ci puoi fare niente. I contorni sono diluiti e tu ti concentri sulle macchie di colore: dal verde indistinto del campo emergono le brillanti picchiettature di rosso, colore complementare del verde, che i tuoi occhi interpretano subito come papaveri, conferendo al paesaggio una nota serenità e freschezza.
Insomma, non c’è niente da fare: sei cecata e se non ti decidi a portare gli occhiali non distinguerai i particolari. Punto.