Il Talent management e i talenti da maneggiare con cura

Oggi ho imparato che – Una mattina per caso mentre sei in macchina e stai andando ad un appuntamento in centro e parli al telefono col tuo migliore amico che vuole essere aggiornato sugli ultimi sviluppi della tua vita, dopo un po’ che stai parlando realizzerai che non ce la puoi fare: ci sono donne che al telefono sanno essere brillanti; altre che sanno essere razionali; altre che sanno essere realiste; altre addirittura ciniche. E poi ci sei tu, che parli per 10 minuti senza accorgerti che è caduta la linea. 

– Se una mattina per caso ti svegli e ti metti in macchina litigando per l’ennesima volta mentalmente con una persona che ti ha fatto arrabbiare da morire (ma non subito, a scoppio ritardato), tanto che nel corso delle settimane avresti voluto far partire dei bei calci in c@@o sempre più forti (ma ormai non si può più) realizzerai che, in fondo, non è da tutti litigare ventisette volte in altrettanti modi e lingue straniere diverse con la stessa persona, senza che questa persona nemmeno lo sappia. 

Ci sono talenti che vanno coltivati (e maneggiati con cura). Questi sono i tuoi. 

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Ci sono ggenti che fanno ballare gli occhi. Troppo.

[oggi ho imparato che] Un giorno per caso mentre sei sulla banchina del metrò della Verde che da Gessate porta in centro, e stai scrivendo alla tua amica che sei un po’ in ritardo e che la raggiungerai direttamente all’ingresso del Museo, sentendoti osservata ti girerai di scatto e realizzerai che i tempi sono davvero molto cambiati: una volta quello accanto a te cercava di leggerti il giornale, oggi cerca di leggerti quello che stai scrivendo sul cellulare. Ovviamente, le operazioni per correggere la miopia sono in sensibile aumento. Ma quelle per insegnare l’educazione… ecco, quelle non esistono.