[STAR del cinema in metropolitana]

Un giorno per caso ti svegli, ti lavi, ti vesti ed esci di casa di corsa che non vuoi arrivare in ritardo e, mentre sei sulla pensilina della metropolitana che da Gessate porta in centro, noti un tizio dalla faccia strana che ti sembra di conoscere. Calvo, grigiastro con le orecchie a sventola e le guanciotte rosse, un piumino grigio simile alla sua carnagione e una sciarpa grigia che si appoggia sotto il mento che sembra proprio che il collo non esista.
Lui ti guarda e tu lo guardi. E sapendo che conosci troppa gente di cui non ricordi i nomi e non vuoi essere maleducata, lo saluti.
Lui ti guarda compiaciuto e ricambia il saluto.
Sembra simpatico. Anzi, sei quasi sicura che lo sia. Ma non ti avvicini. Ti metti a spipolare con l’iphone e aspetti diligentemente che arrivi la metro. Tutto questo sempre cercando di ricordare dove l’avevi già visto.
E solo dopo essere salita sulla carrozza e aver fatto mente locale su tutte le situazioni del passato che avrebbero potuto averti fatto incontrare quella persona, ad un certo punto scoppierai fragorosamente in una risata.
Che stupida! Al cinema, ecco dove l’avevi già visto!
Del resto, dove mai avresti potuto incontrare per davvero un tizio che sembra la riproduzione sputata di Yoda?
E poi ti svegli. Per fortuna era solo un sogno.

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[Evitando incontri inevitabili]

Un giorno per caso ti svegli, ti lavi, ti vesti ed esci di corsa per andare in ufficio e, mentre sei sulla banchina della metro verde che da Gessate porta in centro, schivando persone che non hai voglia di incontrare, leggi sul giornale che sta sfogliando il tuo vicino che, secondo l’Università del Sussex, quando parli con un cane, lui ti ascolta e si sforza di capire le tue parole. E realizzerai che alla luce di questa ricerca – di cui potevano anche fare a meno – molte donne che conosci troverebbero molta più soddisfazione ad avere una relazione con un cane da caccia del Sussex che col proprio uomo.

Un giorno per caso ti svegli, ti lavi, ti vesti ed esci di corsa per andare in ufficio e, mentre sei sulla banchina della metro verde che da Gessate porta in centro, ripensando a tutte le persone che non hai voglia di incrociare, realizzerai che il mondo in fondo è più piccolo di quello che ci ostiniamo a voler credere e che sulla banchina della metropolitana Verde ci sono incontri che prima o poi nella vita saranno inevitabili ma non per questo devono impedirti di prendere la metro. L’importante è far finta di nulla ostinatamente e sperare che chi non vuoi vedere non ti veda mai o abbia il pudore di non venirti incontro fingendo che sia tutto a posto quando sa che tu vorresti solo tirargli un pugno dritto dritto sul naso.
E fino ad allora leggerai il giornale del tuo vicino fingendo un interesse che non hai e aspetterai la metro. Simpaticamente.

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#scappatidicasa

Una mattina per caso ti svegli, ti lavi, ti vesti, fai colazione, dai una scorsa veloce a FB e ti chiedi: ma quelli che ti rimuovono dalle amicizie di Facebook per farti un dispetto, perché hanno la fidanzata gelosa o perché secondo loro li hai trattati male male male, lo sanno che te ne accorgi solo quando ti riaggiungono? No, perché secondo te non lo sanno. E non lo sanno nemmeno quelli che ti bannano fino a che non si ricordano che hanno bisogno di te per qualcosa, che ne so, magari il rinnovo di un contratto… Che teneri!

Una mattina per caso ti svegli, ti lavi, ti vesti, fai colazione, esci di casa e ti dirigi verso l’ufficio e mentre sei a Gessate sulla banchina della Metropolitana Verde che porta in centro, realizzi che al mondo c’è gente che la mattina si cosparge di super Attak, poi si getta nell’armadio (o nel cassone della Caritas) e quel che ne esce ne esce. Ne hai finalmente le prove: si chiama ‘Look degli scappati di casa’!

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[Posso mandarti una foto?]

Se un giorno per caso mentre sei sulla metropolitana verde che da Gessate porta a Lambrate noti che quello di fronte a te legge il giornale e si trivella il naso con un dito alla ricerca della caccola perduta, ricorderai immediatamente un tweet che informava tutti che ‘chi si scaccola troppo può morire dissanguato’. Ma te ne guarderai bene dall’avvisarlo: in fondo, perchè dare brutte notizie il lunedì mattina? Per quello che ne sai potrebbe essere proprio il solito lunedì del cavolo. Anche per lui.

Se un giorno per caso mentre sei sulla metropolitana verde che da Gessate porta a Lambrate, ti scrive una tua amica che ha visto la tua supercar parcheggiata e ha notato che ha una gomma molto a terra, per tutto il resto della giornata non farai altro che chiederti: ‘Quanto a terra? E se non la cambiassi? Ce la farò a portarla dal mio gommista di fiducia? Posso cambiare un lunedì del cavolo con 4 venerdì?’

Se una sera per caso, finito di lavorare, recuperi la tua auto al parcheggio della Metropolitana Verde e scopri che, come ti diceva la tua amica al telefono, ha una gomma pericolosamente sgonfia, realizzerai che puoi anche decidere di tentare la sorte e guidare verso casa a 80km/h in autostrada, ma che la tua ansia sarà tale che passerai il tempo al telefono con tutti gli uomini della tua vita alla ricerca di rassicurazioni: ‘ Pronto, ho una gomma a terra. Forse un chiodo. Ti mando una foto. Secondo te posso proseguire? Ci arriva fino a casa la mia supercar? Finirà questo lunedì del cavolo, vero?’

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Righe orizzontali

Se una mattina per caso, sulla pensilina della metropolitana verde che da Gessate ti porta in centro, aspetti infastidita la metro oltremodo in ritardo e maledici l’orario estivo oltreché la tua decisione di prendere la metro ‘perchè tanto poi devi impazzire per trovare un parcheggio fuori dall’area C e prendere la metro lo stesso’, se la tua compagna di viaggio ti intercetta mentre stai fissando la patta dei pantaloni di un tizio che parla, parla, parla, e parla parla parla ovviamente solo di sé e di quanto sia figo che non se ne può più, tranquillizzala pure con lo sguardo: il tuo interesse per le parti basse dell’omino è una mera speculazione psicofisica in questa calda mattina di cappa agostana …
Della serie: ‘ma sei così di natura, o c’è semplicemente un’erezione chimica che giustifica il carente flusso di sangue al tuo cervello?! Dobbiamo pagarti per farti stare zitto?’
Lei forse da un solo sguardo non capirà. Ma tu riderai (dentro) fino alla fine del mondo.

Se una mattina per caso mentre sei sulla pensilina della metropolitana che da Gessate ti porta in centro, incontrando per caso un vecchio amico che non vedevi da tempo tutto sorridente e abbronzato, notando le strisce bianche orizzontali sul collo e in corrispondenza delle stanghette degli occhiali, mentre gli farai i complimenti per l’evidente abbronzatura e la sua fortuna nell’essere andato in un posto non funestato dalla pioggia, non potrai fare a meno di immaginartelo sotto il sole, sdraiato sul lettino, in costume, con gli occhiali da sole inforcati sul naso, addormentato con la testa penzoloni, il collo a pieghe come uno sharpei e la bolla al naso. E nonostante tutto lo invidierai tanto. Ma tanto tanto.

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[Ricucire non è da tutti]

Una mattina per caso sulla pensilina della metropolitana Verde, diretta a Porta Genova x un appuntamento di lavoro, noterai una vecchia conoscenza con la quale hai deciso di non parlare più a causa di una leggerezza che non sei riuscita a perdonare. Abbassando lo sguardo e fissando l’orlo del tuo spolverino, realizzerai che al mondo ci sono persone capaci di ricucire rapporti che sembrano compromessi irrimediabilmente e tu non sei proprio stata capace di ricucire decentemente un pezzo di orlo dello spolverino. E ti segnerai di chiamare la sarta.
Per il resto sarai zen, molto zen, assolutamente zen…

Una mattina x caso sulla pensilina della metropolitana verde incroci lo sguardo di una tipa che fissa inorridita in ‘modalità on’ una Donna Cipolla che cammina vicino alla riga gialla indossando leggins neri, gonna a campana marrone, camicia gialla, maglione e stivali grigio topo e realizzi che esiste un limite per ogni cosa e situazione, ma quando ti vesti in quel modo è evidente che non lo conosci. Distoglierai lo sguardo dalla tizia a ‘cipolla’ e assumerai lo sguardo in ‘modalità off’. Combattendo col desiderio di passarle l’indirizzo di una buona stylist. Zen, sempre zen…

Un giorno x caso sulla carrozza della metropolitana verde finisci seduta accanto a due bimbiminkia che parlano delle rispettive madri (rompipalle patentate e fissate con la pulizia della casa). Dopo 8 fermate, una sequela di idiozie ascoltate una dopo l’altra e una voglia irrefrenabile di prenderli a scarpate nel sedere, realizzerai che in fondo sono fortunati ad avere delle madri così e non se ne rendono nemmeno conto. Finché restano maniache dell’ordine e della pulizia, i due bimbiminkia possono stare sicuri che nonostante le idiozie che continueranno a dire e a fare senza soluzione di continuità, le amorevoli mammine non li faranno a fettine anche solo per paura di sporcare. Ma dovrebbero!
Rimanere zen, sempre zen…

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