Un giorno per caso ti svegli all’alba, ti lavi ti vesti ed esci di corsa per andare in ufficio, e mentre sei al bar per un caffè d’emergenza perché hai talmente tanto sonno che rischi di non arrivare nemmeno all’autostrada, origliando parte della conversazione della coppia che ha ordinato il caffè al banco prima di te e che discute delle figure fatte da lui al 5o chupito, la sera prima ad una festa di amici, realizzerai che gli uomini (intesi come quelli che fanno pipì in piedi) dopo secoli di storia non hanno ancora imparato due regole fondamentali di sopravvivenza:
1. Una donna che non dice nulla, osserva. E prende appunti per farti il culo.
2. Parlare con una donna incaxxata è come essere in tribunale. Tutto ciò che dirai potrà essere usato contro di te.
E se non l’hanno capito da soli, se la meritano proprio la graticola. Certo che se la meritano.
Categoria: donne (che non ti aspetti)
[Democrazia e vendetta al tempo dei Socialcosi]
Un giorno per caso ti svegli e ripensando alla cena tra donne della sera prima e al racconto di una tua amica su come la vendetta sia un piatto che va servito freddo, realizzerai finalmente cosa significhi ‘Tirare due bombette (metaforicamente parlando) così, per ridere, ma non troppo”: ossia scrivere su FB ‘la soddisfazione che ti invade per aver scoperto che il tuo ex si è fidanzato con un cesso […] tanto carina e che fa talmente tante cose belle per lui che alla prima occasione lo ha persino tradito’!
Quale ex? Il primo, il secondo, l’ultimo? Qualcuno di loro se lo chiederà, giusto?
E ti scriverai su un post it per ricordarti di cercare un negozio che vende coppe per Campioni del Mondo da acquistare e fare recapitare con un corriere alla tua amica: lei ha DAVVERO vinto tutto!
Un giorno per caso ti svegli e ripensando alla cena tra donne della sera prima, realizzerai finalmente quali sono le potenzialità di internet e dei Social Network e le ricadute sulla ‘democrazia’. Significa che tu parli di qualcuno (un ex ad esempio), senza farne il nome e senza circostanziarlo in ordine di tempo e luogo, e chi vuole (sempre l’ex, ad esempio) si sente preso in causa e rosica perché non avrà mai la certezza di essere il soggetto di cui si parla.
Ma tu riderai e tanto. Soprattutto se si parla di corna e lui sbatte continuamente contro lo stipite delle porte senza farsene una ragione.
Lui, però. Perché se le corna fossero le tue, rideresti un po’ meno, ovviamente. Ma questo è un altro post.
[Ultracinquantenne tua sorella! ]
Un giorno per caso ti svegli, ti lavi, ti vesti ed esci di casa di corsa che non vuoi arrivare tardi e, mentre sei sulla pensilina della metropolitana che da Gessate ti porta in centro, noti tre tizi (tre amici o una setta?) con le sopracciglia spinzettate di fresco.
E dopo averli fissati per qualche minuto, strizzando gli occhi per essere sicura che le sopracciglia siano davvero di quella forma e non un’allucinazione causata dalla sveglia all’alba, ti chiederai se quella sia la moda del momento lanciata da un vero genio del male che abita nei d’intorni, o se si stiano preparando per un flashmob sponsorizzato dalla Nike e tra pochi minuti partirà la musica e dalla carrozza della metro in arrivo salterà fuori uno dei calciatori dell’Atalanta (visto che siamo vicini a Bergamo) o della Juve.
In ogni caso per avere un autografo ti toccherà mentire: ‘No, non ho mai usato le Mizuno. Non sono le uniche scarpe che indosso per correre. Non sono le più stabili migliori del mondo. Io uso solo le Nike’
E, dopo aver sentito il gallo cantare, ti sentirai come Giuda!
Un giorno per caso ti svegli, ti lavi, ti vesti ed esci di casa di corsa per non vuoi arrivare tardi e, mentre sei sulla pensilina della metropolitana che da Gessate ti porta in centro, leggi le tue email e la tua attenzione viene catturata da una delle ultime newsletter arrivate. E in pochissimi istanti scoprirai come sia facile lanciare nell’etere un ‘vaffa con sentimento’ se scopri di essere finita in una mailing list di sportivi ultracinquantenni. E in altrettanti pochissimi istanti deciderai che no, NON HAI NESSUNA INTENZIONE di partecipare ad Active+, il premio dedicato agli sportivi ultracinquantenni. Non subito, almeno. Non prima di aver compiuto 50 anni. Quindi tra più o meno xyz anni. Ecco.
[Smerigliare, pallido e assorto]
Un giorno per caso, mentre sei in centro, decidi di entrare da Kiko per comprare il fondotinta fluido 3D che ti sta tanto bene e, come tuo solito, dai un occhio ai prodotti sui banconi delle offerte. In verità sei alla ricerca disperata della Terra formato gigante, quella che puoi usare col pennellone enorme, quella leggermente cangiante, quella che ti sta da dio, quella che hai consigliato a tutte le tue amiche, quella che (hai scoperto) fanno solo per la collezione che esce in estate. E siccome sai che fino a giugno non la vedrai in negozio, ti lasci distrarre da quelle che ormai non dovrebbero essere novità in fatto di smalti (visto che sono finite nei banconi delle occasioni) ma che per te lo sono comunque.
È così infatti che scopri i Real Glare di Kiko, gli smalti che danno alle unghie un effetto 3D a rilievo.
3D è la parolina magica.
Lo scegli rosa pallido. Sei curiosa.
La gentile commessa ti spiegherà che “in pochi minuti sarà possibile avere una nail art multisensoriale particolare – con un effetto microperlato impreziosito da lucenti riflessi rosa – tanto per capirci, con dei granellini”.
Ecco. Tanto per capirci, così a granellini e così in rilievo che ti sembrerà di avere dei pezzi di carta vetrata rosa al posto delle unghie!
Ma questo lo scoprirai solo a casa, la mattina seguente, 3 minuti prima di uscire per andare a pranzo con gli amici, quando ormai non avrai più tempo di toglierti lo smalto e sai che al ristorante non penserai ad altro che alle tue unghie in tutto e per tutto simili a piccole smerigliatrici.
Anche se potrai sempre spacciarle per ‘unghie laccate con granellini particolarmente in rilievo’, anche se sai che sono state il trend dell’inverno e che migliaia (anzi, milioni) di giovani donne le hanno portate per giorni e giorni con disinvoltura e orgoglio,
ti riprometterai che la prossima volta quando comprerai uno smalto multimaterico o lo provi prima, o… lo provi prima!
Punto. A capo.
[Prenota anche tu una crociera]
Una sera per caso ripensando a cena con le amiche e alle due ore di chiacchiere sulla durata delle storie che cominciano sotto le Feste e finiscono nel giro di poche settimane, realizzai che in fondo non ti devi sorprendere: certi amori prima o poi finiscono, altri fanno dei giri immensi e poi, se non stai attenta, te ne rifilano uno come memorabile riciclone giusto giusto per Carnevale. E tu lo prendi, sorridi, ringrazi e, se sei abbastanza scaltra, lo regali a qualcun’altra. Soprattutto se febbraio è alle porte e tutte le tue amiche hanno già prenotato la Crociera dei Single.
[Basta un sacco di cioccolato]
Una sera per caso mentre siete a un aperitivo con le amiche, guardandovi intorno noterete in un angolo una coppia molto ‘presa’, lei sulla quarantina e lui di un’età approssimativa più vicina ai venti che ai trenta, limonare senza tregua e, immaginandovi nei loro panni, realizzerete che anche se ora avete tutte l’età per il toy boy, avete come la sensazione che invece di limonarlo in un bar sui Navigli gli chiedereste se ha fatto i compiti e si è messo i calzini pesanti.
Una sera per caso ad un aperitivo tra amiche, dopo un veloce giro di tavolo per ascoltare le avventure surreali delle ultime single di ritorno, ricordando a tutte che agli aperitivi istituiti da quattro anni è TASSATIVAMENTE vietato essere tristi per più di 10 minuti, realizzerete in fondo oggi è il Blue Monday e che il sacco di cioccolatini ricevuto in regalo e messo a disposizione del gruppo è quanto mai PROVVIDENZIALE. Del resto lo dicono anche le ricerche: il cioccolato porta la felicità. Ecco.
[Come ti cucino la bistecca]
Se un giorno per caso ti svegli e dopo essere entrata in cucina per farti un caffè noti che in effetti la cappa comincia ad essere un po’ old style, il secondo pensiero andrà a quella collega che non brillava per acume e che in più di un’occasione aveva dimostrato di non essere un fulmine di guerra, che tanti anni fa ti aveva fatto talmente tanto ridere da farti venire mal di pancia.
Infatti, un giorno, entrando nell’ora di pranzo, nella cucina dell’agenzia in cui lavoravate, la giovin donzella si era accorta che tutte le piastre elettriche erano occupate e chiedendo come fare per cuocere la sua bistecchina, dopo la risposta della collega si era diligentemente messa la bistecchina sul piatto, aveva preso il piatto in mano e si era posizionata con le mani alzate e il piatto in mano sotto la ventola della cappa accesa alla massima potenza.
E quando dopo 3 minuti che era lì, ferma, intralciando tutte quelle che si stavano scaldando la schiscetta, qualcuno le aveva chiesto cosa stava diavolo stava facendo con quel piatto in mano sotto la cappa, lei aveva candidamente risposto:
– Sto cuocendo la bistecca! “
poi, nel silenzio attonito generale, aveva continuato
– … con la ventola.
– Cosa??
– Sei stata tu a dirmi di usare la ventola…
La collega scoppiando a ridere e facendo ridere tutta la cucina fino alla fine del mondo, le aveva detto:
– La pentola! Ho detto di usare la pentola, non la ventola!
E la domanda sorge spondanea:
‘Ma davvero una persona sana di mente, laureata, vissuta in una media città del centro Italia, alla fine degli anni Novanta, pensava davvero di poter cuocere una bistecca sotto la ventola di una cappa?’
E continuerai a ridere.
[Trasù de ciuc al melograno]
Se un giorno per caso ti svegli con un principio di mal di testa accompagnato da quel senso di nausea tipico di quello che sai nel giro di un paio d’ore si trasformerà nel peggiore dei mal di testa e che dovrai stare a letto qualche ora in silenzio e al buio, mettiti il cuore in pace e non uscire neanche di casa. Ma soprattutto, se decidi stoicamente di andare in ufficio, mai (dico MAI) mangiare il melograno nella speranza di farti passare la nausea. Perché a metà mattina, quando il dolore avrà raggiunto il livello ‘meglio uno spigolo in fronte’ e ti dovrai rimettere in macchina per tornare a casa, quando sarai costretta ad accostare per vomitare, ti accorgerai che quello che esce dalla tua bocca sarà in tutto e per tutto uguale al trasù de ciuc… E poi avrai voglia a spiegare al poliziotto che accosterà per cercare di capire cosa stai combinando, che non sei ubriaca e che quello per terra non è barbera schiumoso, ma melograno predigerito. Fidati, sarà difficile, anche se sul sedile del passeggero c’è ancora il tupperware col melograno a metà.
Ma soprattutto se dovesse dirti ‘lo sa signo’ che nel suo stato può farsi fare un certificato per non allacciare la cintura? Anche mia moglie quando era incinta non riusciva a metterla che le veniva la nausea’, è meglio sorridere e non rispondere ‘Non sono incinta: sono solo grassa’. Per il nervoso potresti rischiare di vomitargli sui piedi e sarebbe mooolto imbarazzante. Troppo.
Ma per fortuna non è successo nulla di tutto questo. Non ancora. Era solo un avvertimento: niente melograno quando hai mal di testa. Da segnare.
[cose pelose da #hipster]
Un giorno x caso ti svegli e surfando tra siti, blog e social alla ricerca del regalo perfetto vieni colpita da due immagini abbastanza insolite: un hipster con la barba talmente lunga da riuscire a farsi un bel papillon sotto il mento coi propri peli e una citybag di Zara decisamente troppo troppo pelosa.
E realizzerai che non c’è niente da fare, ma quelle che fanno la guerra ai peli tu le stimi molto. Davvero!
[Maledizioni moderne]
Un giorno per caso ti svegli e dopo essere salita sulla bilancia ed esserti accorta di aver rimesso su quei maledetti 300 grammi persi faticosamente in una settimana di regime alimentare controllato e tanto tanto running, tapis roulant, misto a flessioni e spinning, realizzerai che hanno proprio ragione quelli che dicono che ‘Al tuo peggior nemico non devi augurare di morire ma …di ingrassare di 20 kg!’ : la sensazione è davvero fastidiosa!









