Canzoni che ti segnano

Se un giorno per caso ti svegli e per darti una sferzata di energia salti dentro la doccia prima un piede e poi l’altro, realizzerai che ci sono canzoni che possono farti perdere in due-secondi-due poco meno di 15 anni di vita. Soprattutto se dentro la doccia sentirai come uno strano verso provenire dall’asse in legno che hai sotto i piedi e la prima cosa a cui penserai sarà la strofa di una canzone di Samuele Bersani: ‘In America lo sai che i coccodrilli vengon fuori dalla doccia?”Ecco, io lo so che è solo una canzone, ma una sbirciatina sotto l’asse gliel’avreste data pure voi.

Colazione nizzarda

[Oggi ho imparato che]Se una mattina ti svegli, sei a Nizza, e sotto casa c’è una delle Boulangerie migliori della città e decidi di andare a prendere il pane e qualche croissant per fare colazione, il rischio di scendere e tornare in casa con il sacchetto pieno di ogni bel di Dio è davvero molto molto alto. 

(Modalità ‘13.545.567 calorie a colazione’ on)

Vendere ai clienti difficili non è semplice

[oggi ho imparato che] Il Direct Marketing non è per niente semplice, anche, e soprattutto, quando si tratta di intenzioni e di potenziali clienti come me, difficili.

Dunque, la prima cosa è per quelli di Endomondo che mettono nell’oggetto della email ‘ci sei mancata’. Ecco, per favore, se non siete George Clooney e Brad Pitt in coppia, evitate di dirmi che vi sono mancata perché la mia reazione potrebbe essere davvero poco urbana. Mancata a chi, se non so nemmeno chi siete!?


La seconda è per Asics che comincia la missiva scusandosi se i link (quali link?) non hanno funzionato. Ecco, io sinceramente avrei evitato di far sapere a tutto il mondo che i vostri link non hanno funzionato, anche perché forse molti (me inclusa) non sapevano che i vostri link non funzionassero e ora sanno che i vostri link potrebbero non funzionare e quindi non è che siete proprio infallibili. Insomma, ‘excusatio non petita, diminutio manifesta’. 


(Ripeto: Fare il Direct Marketing non è mai facile)

Quelli che disfano i puzzle fanno paura

[oggi ho imparato che] Un giorno per caso ti svegli e realizzi che quelli che fanno un puzzle da milioni di pezzi e che appena hanno messo l’ultimo pezzettino lo guardano, sorridono (ma forse è un ghigno, bisogna stare attenti), lo disfano tutto e lo rimettono nella scatola senza farlo vedere a nessuno, ti fanno venire letteralmente i brividi (di terrore) e che ti fanno venir voglia di scappare.
(Regola: se incontrate una persona che fa puzzle giganti, chiedere sempre che fine fanno)
(Regola bis: quando leggete mentalmente la parola Puzzle potete leggerla così ‘puzzle’, quando la leggete ad alta voce dite ‘pasol’ che fa più figo)

Come andare a cena con il tuo cartone animato preferito

Un giorno per caso ti svegli e realizzi che ci sono parole orrende che non avresti mai immaginato potessero essere ripetute così tante volte in un discorso, tanto da farti credere che in fondo si può sdoganare proprio tutto. E’ il caso della parola ‘baricentrare’ usata durante una cena di lavoro dal tuo interlocutore come sinonimo per la qualunque. 

– Baricentrare le attività sulle vendite…

– Baricentrare le idee dei consumatori…

– Baricentrare il budget di produzione

– Baricentrare i materiali in eccesso…

– Baricentrare il personale verso un unico obiettivo…

– Baricentrare il brand e i white label

– Baricentrare le rotture di stock…

– Baricentrare i contratti

– Baricentrare i rapporti coi familiari

E poi realizzerai che in fondo ‘Baricentrare’ non è così terribile, basta fingere che sia il sinonimo di ‘puffare’ e verrai immediatamente catapultati nel mondo dei cartoni animati, e potrai dire di essere a cena con uno dei tuoi personaggi preferiti. 

– Puffare sta cippa lippa

Anche i sex symbol si siedono sulla tazza. 

Un lunedì per caso ti svegli e ripensando al week end appena trascorso realizzerai che ci sono situazioni che un tempo erano considerate molto intime, talmente intime da essere addirittura tabù, che oggi non lo sono più e che diventano addirittura l’apertura di un film o l’argomento principale di un’ospitata televisiva commentata dagli stessi attori. E te ne renderai conto ripensando a una delle scene di apertura del film con George Clooney, ‘Money Monster‘, visto sabato sera, dove il tuo ‘Fidanzato immaginario’ viene impietosamente ripreso dall’alto, seduto sul water coi pantaloni abbassati alle caviglie, mentre parla di lavoro con qualcuno al di là della porta del gabinetto. O ripensando alla scena di ‘The Nice Guys‘ (film di imminente uscita) vista e commentata con dovizia di particolari dagli stessi protagonisti, Ryan Gosling e Russel Crowe, dove il primo seduto sul water coi pantaloni abbassati alle caviglie e un giornale in mano tira fuori una pistola e la punta verso l’indifferente Crowe che lo guarda e guarda la porta del cesso che sbatte e non ne vuole sapere di rimanere fissa.

Ecco, tu lo sai che negli anni molte cose che una volta venivano considerate molto intime sono state sdoganate dalla televisione e soprattutto dalla pubblicità. E’ il caso dei primi nudi, degli assorbenti con le ali, della polverina per curare la candida, della pomata per le emorroidi o della cura miracolosa per la prostata.

Ma in un solo week end il cinema è andato molto oltre: mostrare due sex symbol come George Clooney e Ryan Gosling che abbracciano e riscaldano almeno due generazioni sotto il peso di una massiccia dose di feromoni, mentre fanno la cacca è definitivamente e inesorabilmente un punto di non ritorno.

Credo che mi si fermerà la crescita.

Un sabato senza Paolino non è cosa

Un sabato mattina per caso realizzi che se ti svegli dopo aver dormito eccezionalmente 5 ore di seguito e non hai nessuna voglia di alzarti, l’unica soluzione è ripetersi come un mantra: “Il letto non è un progetto di vita. Il letto non è un progetto di vita. Il letto non è un progetto di vita”. Poi, sicuramente ci sarà l’altra te, stufa di soffrire di insonnia, che chiederà: “Ma perché no?

Un sabato per caso uscendo di casa per andare dal parrucchiere a farti la piega che ti sta tanto tanto bene, e ti accorgi di avere un po’ più di trucco del solito, alla prima telefonata che farai, realizzerai anche che l’alone di fondotinta che rimane sul vetro dell’iphone bianco fa lo stesso effetto della sagoma di piccione che ogni tanto si stampa sulla vetrata del salotto, la mattina quando il sole picchia contro. Orribile!

 Un giorno per caso ti svegli e realizzi che il sabato non è sabato senza il pollo arrosto e le verdurine fritte di Paolino. E che i sensori della tua Supercar non la smetteranno di suonare finché non allaccerai la cintura di sicurezza al sacchettino del pollo con le verdurine che hai appoggiato sul sedile del passeggero.

I Poltergeist non prendono l’ascensore. Forse.

Un pomeriggio per caso, mentre ripensi a tutto quello successo nelle ultime ore, realizzi che in linea teorica, se decidi di guardare il prequel di Paranolmal Activity registrato giorni prima e non ancora visto su Sky Horror pensando che tanto ormai sai “come va a finire”, e poi prendi l’ascensore per andare a far la spesa che ti mancano “giusto giusto quelle due cosine”, i 27 secondi che passeranno da quando le porte dell’ascensore si saranno chiuse dietro di te a quando finalmente si saranno riaperte e potrai uscire alla luce del sole, saranno i più lunghi mai vissuti da una donna apparentemente coraggiosa (ma non troppo), un venerdì pomeriggio, mentre sta andando a far la spesa, dopo aver visto un film horror. Perché in quei 27 secondi sarai solo riuscita a trattenere il fiato con gli occhi sbarrati e fissare lo specchio dell’ascensore nella speranza che nessun poltergeist incazzoso ti prenda alle spalle o ti risucchi direttamente nello specchio. E quando finalmente uscirai dal tunnel dell’ansia saranno passate diverse ore e sarà ora di andare a dormire.

Chi mi guarda sotto il letto per vedere se ci sono mostri, ora?

Pensieri che (ti as)salgono in Funicolare

Oggi ho imparato che… 
Se una mattina per caso, sulla Funicolare di Bergamo, mentre stai andando ad un appuntamento in Città Alta, ascolti la tizia seduta accanto a te che parla con l’amica e che dice di essersi comprata dei bellissimi slip mimetici, la prima cosa che ti chiederai visualizzando l’immagine degli slip sarà: “Mimetici rispetto a cosa?”
Una mattina per caso, arrivata al tuo appuntamento in Città Alta, salutando i presenti in attesa che cominci la riunione, realizzerai che si può tranquillamente accettare che una persona che non vedi da tempo, salutandoti, ti abbracci con trasporto, strazzonandoti anche un po’, ma si può tranquillamente arrivare all’omicidio se per il resto del tempo che trascorrete insieme ogni volta che dice una parola ti picchietta il braccio con la punta delle dita.
(Ho visto una bella maglietta: “Prego, rispetta la mia bolla prossemica e andremo d’accordo”. Domani la compro.)

Indiana Jones aveva l’orologio? 

[oggi ho imparato che]Un giorno realizzi che quando si sta chiudendo il cancello automatico e riesci con la punta della macchina a riaprirlo ti senti come la tizia che fa la pernacchia a Indiana Jones nel Tempio Maledetto.

Un giorno per caso realizzi che questa cosa di non avere un orologio perchè sei convinta che ti porti un po’ sfi@a e di dover continuamente tirare fuori il cellulare pur di sapere che ore sono e non arrivare in ritardo deve finire e che devono inventare qualcosa di più comodo. Che ne so, qualcosa che si porti al polso.