Basta una passerella ed è subito MFW

[oggi ho imparato che]

Un giorno per caso ti svegli e dopo aver spipolato 37 secondi la Timeline di Facebook e 13 quella di Instagram, ed esserti ricordata che di notte avevi ricevuto almeno 15 pin dai tuoi contatti e che avevi quasi deciso di eliminare l’App di Pinterest dal telefono per protesta, realizzi senza ma e senza se che è proprio la IT WEEK milanese, la MFW. E dopo aver realizzato che metà della metà delle persone che conosci stanno tutte lavorando a qualche sfilata, realizzi che anche tu non vuoi essere da meno. 

In fondo basta poco. Una passerella e un fotografo e anche una Tap, può sentirsi una Top (Model). 

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La depilazione degli uomini ha complicato tutto.

Una mattina per caso sei a Nizza ti svegli e decidi di andare a farti un giro in centro e mentre sei davanti al centro estetico più frequentato del Carré d’Or noti la scritta: ‘depilazione totale maschile’. E dopo aver visualizzato un uomo con le strisce di cera addosso, pronto per essere deforestato ovunque, realizzerai che i tempi sono davvero cambiati: una volta gli uomini lavoravano come i loro padri, oggi si depilano come le loro madri. Ecco. 

Una mattina per caso sei a Nizza, ti svegli e, dopo aver fatto colazione in centro, vai in spiaggia. E mentre stai cercando un posto dove piantare l’ombrellone, realizzerai che semmai uno degli uomini muscolosi e depilati che hai vicino ti dovesse guardare insistentemente, il dubbio di non sapere se gli piaci o se hai fatto male la ceretta, ti verrà sicuramente. E che nessuno dica di no. 

Un giorno per caso sei a Nizza e realizzi che è tutta colpa degli uomini depilati. 

La puntualità è importante. A volte molto importante. 

Oggi ho imparato che… 

Una mattina per caso ti svegli e le vacanze sono finite, sali sul tuo aereo Rayanair e dopo aver avvisato casa che stai per partire in orario e che possono farsi trovare all’aeroporto all’orario concordato ti metti tranquilla e spegni il cellulare pensando che è bello quando tutto va come deve andare.

Ma se mentre sei in volo lo steward annuncia al microfono: ‘Signori e signori, vi informiamo che atterreremo con mezz’ora di anticipo. Vorremmo che lo ricordaste quando viaggerete con altre compagnie’ realizzerai che te lo ricorderai anche molto prima.  Ossia all’arrivo, fuori dall’aeroporto ad aspettare mezz’ora sotto il sole chi verrà a prenderti in orario.  

Ecco. Te lo ricorderai benissimo.  

Siri non è un motivatore. Punto.

Oggi ho imparato che… 

Se una mattina per caso, mentre stai facendo la valigia per andare in Portogallo, hai la radio accesa e ascolti un programma di tecnologia, alla notizia che tutte le volte che parliamo con Siri la nostra voce viene registrata ed entra in un database di Apple, realizzerai immediatamente che nel file con il tuo nome i posteri ci troveranno solo domande intelligenti tipo: ‘Che ore sono? Dove cacchio si trova la via del primo appartamento a Lisbona? Come faccio a farci stare tutto in questo microbo di valigia? Cos’è un topinambur? Perché esistono i brufoli? Come si toglie il sugo dalla maglietta in seta senza usare l’acqua? Se rigo la macchina di quello stronzo che ha parcheggiato sotto casa e mi beccano, cosa succede? Come faccio a disfarmi di tutte le cose che ho nel box ricavandoci dei soldi? Sono bella oggi? Devo per forza truccarmi? Meglio portare il PC o lasciarlo a casa? Riuscirò a dimagrire in Portogallo? E a non ingrassare? Quanto shampoo posso portare in aereo? Chi ti suggerisce le risposte? Siri, lo sai che non hai risposto ad una domanda che sia una? Perché ti hanno chiamato Siri? La pasta fillo è come la pasta sfoglia? Ma è più o meno buona? Sei sicuro? Siri è un maschio o una femmina? Lo sai che sto per partire? Secondo te riuscirò a fare tutto quello che ho nell’elenco? Ho dimenticato qualcosa? Funzionerai anche in Portogallo’ Ecco. 

Le zanzare non perdonano

Oggi ho imparato che…

 Se una sera per caso, a un aperitivo tra donne, una tua amica ti dice che si sente una scema perché da settimane non riesce a chiudere occhio pensando al suo ex e che non sa come fare per toglierselo dalla testa, realizzerai che in effetti non c’è un modo per dimenticare un uomo che si è molto amato se non affidandosi al tempo e lasciare che il ricordo affievolisca… 

Così la rassicurerai che non è la prima e non sarà l’unica. E le dirai che l’intelligenza non c’entra nulla. Altrimenti ogni donna mediamente intelligente,  alla sola idea che una volta finita una storia d’amore, il ricordo del proprio ex la possa tormentare di notte fino alla fine del mondo, si innamorerebbe di una zanzara che, alla fine della storia, le basterebbe semplicemente spiaccicare sul muro con un colpo secco. 

Per fortuna sua e di tutte le donne del mondo, ripeti da giorni come un mantra, il tempo è galantuomo!

Le zanzare un po’ meno, cazzerola!

Distopico? Giuro che lo sapevo cosa significa! 

Oggi ho imparato che…

Una mattina per caso ti svegli e capisci che è troppo presto per fare qualsiasi cosa e decidi che puoi impiegare il tuo tempo fino al sorgere del sole dedicandoti dell’aggiornamento culturale on line. Prendi il PC, te lo piazzi sulle gambe e cominci a cliccare su quei link che ti eri messa da parte per quando avessi avuto un po’ di tempo. E dopo esserti sciroppata 5 interviste da mezz’ora l’una sul canale YouTube del Wired Next Festival, realizzi che nei prossimi post dovrai assolutamente inserire le espressioni: 

– Humus Culturale

– Mainstream

– Madonnina infilzata

– Futuro distopico 

– Musica liquida

– Rock indy

– Tessitore di ponti commerciali

– Black Internet

… perché sennò non sei nessuno.  

Ora vi lascio perché devo cercare di ricordare cosa significa la parola distopico. Perché lo sapevo, una volta, giuro.

I colori sono una questione di buste

Oggi ho imparato che… la relatività è un concetto spiegabile semplicemente trovandosi davanti alla casella della posta. 

Ho sempre pensato che il verde e l’arancione fossero colori stupendi. Ho borse e scarpe meravigliose di questi due colori. E collane. Cinture. Foulard e pashmina. Verdi o arancioni. Stupendi, davvero. 

Se invece parliamo di buste verdi (multe) o buste arancioni (computo contributivo pensionistico), ecco in questo caso il verde e l’arancione proprio non mi piacciono. Trovo che siano colori odiosi. Davvero.

Sono certa che il 1 aprile 2039, quando andrò in pensione a 68 anni, avrò smesso di prendere multe per aver parcheggiato sulle righe gialle. Ne sono certa. E il verde e l’arancione torneranno a piacermi. Davvero.