[Bulimia da hot book]

Un giorno per caso ti svegli e realizzi che non c’è niente di meglio di una cassa o di una commessa di Feltrinelli e un po’ di pudore per convogliarti su letture un minimo interessanti e di valore e non farti vergognare come una ladra delle tue scelte.
E lo scoprirai dopo aver acquistato un Kobo Aura e aver fatto letteralmente il pieno di ebook hot che al confronto la trilogia delle 50 sfumature impallidirebbe come un’educanda. Perché all’inizio non puoi saperlo, ma appena scegli un titolo, Kobo comincia a proportene 10 o 15 dello stesso genere e siccome hai già dato la tua carta di credito, metterne nel carrello uno, due, tre, cinque, dieci dello stesso genere è un attimo.
Ma soprattutto te ne accorgerai il giorno in cui scoprirai che due degli ebook hot acquistati non si leggono e che devi parlare col customer care di Kobo per risolvere la situazione.
La telefonata infatti potrebbe diventare a dir poco imbarazzante se a chiamarti (si, perché Kobo lavora in outbound) è un gentile operatore con la voce maschile più sexy che neanche Ligabue e se lo stesso comincia a scorrere tutti i titoli chiedendoti quale non si apre e non essendo sola nella stanza e preferiresti fare un buco nel pavimento e uscire in Cina piuttosto che leggere i due titoli incriminati ad alta voce.
E allora lui, che capirà l’antifona (chissà quante donne ha dovuto richiamare perché non riuscivano a leggere ebook tipo Nemici di Letto, Sesso tantrico, Massaggi erotici, 50 sfumature di grigio, Posseduta, etc), comincerà a leggere l’elenco, titolo dopo titolo, dicendo: ‘È questo? È forse quest’altro? Mi ferma lei quando lo individuo?’.
E mentre lo ascolterai ti vergognerai e ti chiederai che cosa si starà immaginando che sei l’operatore dalla voce sexy: una casalinga disperata, una repressa, una erotomane? Mentre la verità è che leggi centinaia di libri l’anno seri e meno seri, ma avevi voglia di leggerne qualcuno un po’ hot, giusto per ridere un po’… e ti sei lasciata prendere la mano da Kobo. Ma lui non lo sa e la tua figura sarà proprio brutta e te la ricorderai per un pezzo.
Così, dopo aver messo giù il telefono, prenderai il Kobo e comincerai a scaricare bulimicamente titoli di classici pallosissimi, giusto per bilanciare la lista hot con autori più impegnati, tipo Kant (che non hai mai letto) e Schopenauer e Ghoete e Kafka facendone scappare anche uno in lingua originale…
Non si sa mai che un giorno ti tocchi farti chiamare dallo stesso operatore…

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[Trasù de ciuc al melograno]

Se un giorno per caso ti svegli con un principio di mal di testa accompagnato da quel senso di nausea tipico di quello che sai nel giro di un paio d’ore si trasformerà nel peggiore dei mal di testa e che dovrai stare a letto qualche ora in silenzio e al buio, mettiti il cuore in pace e non uscire neanche di casa. Ma soprattutto, se decidi stoicamente di andare in ufficio, mai (dico MAI) mangiare il melograno nella speranza di farti passare la nausea. Perché a metà mattina, quando il dolore avrà raggiunto il livello ‘meglio uno spigolo in fronte’ e ti dovrai rimettere in macchina per tornare a casa, quando sarai costretta ad accostare per vomitare, ti accorgerai che quello che esce dalla tua bocca sarà in tutto e per tutto uguale al trasù de ciuc… E poi avrai voglia a spiegare al poliziotto che accosterà per cercare di capire cosa stai combinando, che non sei ubriaca e che quello per terra non è barbera schiumoso, ma melograno predigerito. Fidati, sarà difficile, anche se sul sedile del passeggero c’è ancora il tupperware col melograno a metà.
Ma soprattutto se dovesse dirti ‘lo sa signo’ che nel suo stato può farsi fare un certificato per non allacciare la cintura? Anche mia moglie quando era incinta non riusciva a metterla che le veniva la nausea’, è meglio sorridere e non rispondere ‘Non sono incinta: sono solo grassa’. Per il nervoso potresti rischiare di vomitargli sui piedi e sarebbe mooolto imbarazzante. Troppo.
Ma per fortuna non è successo nulla di tutto questo. Non ancora. Era solo un avvertimento: niente melograno quando hai mal di testa. Da segnare.

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[Il 2014 si chiude così]

[Il 2014 si chiude] in saldo positivo: non ho invitato a pranzo nessuno che mentre parcheggiavo davanti al ristorante si è degnato di mandarmi un sms x avvisare che avrei pranzato da sola. Il mio Karma per quest’anno è salvo.

[il 2014 si chiude] con una rivelazione: le oche di Central Park quando nevica non vanno da nessuna parte. Come quelle della Trucca, che sono ancora tutte al loro posto. E zampettano sull’acqua ghiacciata, insieme ai cigni. Qualcuno glielo dica al Giovane Holden. Può dormire tranquillo.

[il 2014 si chiude] con una seconda riflessione: 4 fidanzati immaginari in effetti sono troppi, ma non saprei a quale rinunciare e me li tengo tutti.
– #lorenzojovanotti perchè uno che balla come lui merita a prescindere;
– #linus perchè mi fa venire voglia di tornare a fare l’istruttrice di nuoto;
– #francescorenga perchè quando tiene in mano l’asta del microfono è tremendamente bresciano;
– #biagioantonacci perchè è la dimostrazione che gli uomini invecchiando possono diventare strepitosi.

[il 2014 si chiude] con un augurio: ‘Persone giuste al momento sbagliato. Persone sbagliate al momento giusto’. L’augurio per il 2015 è quello che, se sincronizziamo gli orologi, forse possiamo farcela.

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