[Ricerche di cui NON possiamo fare a meno]

Una sera mentre guardi la tv scopri che una famosa università anglofona ha rilevato quali sono i luoghi in cui le persone amano di più ‘fare all’ammore’. Ne rende edotta l’Italia intera Luciana Littizzetto durante il monologo della domenica sera e tu decidi di prendere appunti diligentemente.
Scoprirai quindi che gli Europei amano:
1. Fare l’amore davanti al camino. Non davanti alla stufa, ma proprio davanti ad un camino, con il fuoco, la legna e la cenere che va dappertutto. Pare infatti che guardare gli stronzetti della stufa a pellet che bruciano non sia per niente romantico e non faccia venire voglia a nessuno di ‘fare le cosacce’.
2. Fare l’amore sul divano.
Solo se non c’è Bruno Vespa con un qualsivoglia plastico. E solo se il partner non dorme semisvenuto sui cuscini del divano con la bocca aperta e la bolla al naso. Perchè è certo che in questo caso il desiderio di sostituirlo con un toyboy palestrato venticinquenne potrebbe essere l’unico sentimento suscitato. Altro che sesso!
3. Fare l’amore contro il muro. Stando attenti a non fare rumore e a non urlare nomignoli sconci se non li si vuole sentir ripetere alla riunione di condominio. E guai a dire: ‘voglio sentirti urlare’ perchè i muri dei moderni palazzi sono di cartapesta (e non è una battuta) e il rischio di sentirsi rispondere dall’altro appartamento ‘Ma anche no! Grazie!’ potrebbe non essere così remoto.
4. Fare l’amore nella vasca da bagno.
Sembra divertente, ma lui deve stare rigorosamente sotto per favorire la spinta archimedea. E lei deve fare attenzione al rubinetto della vasca che si può conficcare nella schiena perché non sarebbe bello finire al pronto soccorso con lo stampino Grohe inciso sotto la scapola!
Ma poi, dopo averci pensato su un po’, ti chiederai se ”l’effetto tappo è una leggenda? No, giusto per sapere”.
5. Fare l’amore sotto la doccia
Se lei non deve lavarsi e asciugarsi i capelli subito dopo. Altrimenti chiederà di non stare proprio sotto il soffione, ma terrà il doccino con la mano e si perderà tutta la poesia.
E alla fine di tutto ti chiederai: ‘ma noi davvero non potevamo fare a meno di questa ricerca sui posti più amati per fare sesso? Non sarebbe stato meglio studiare i geni del male che fanno sfilare in passerella dei fighi senza senso conciati come dei barbapapà pelosi e multicolori, spacciando il tutto per una sfilata di moda concettuale?
Moda concettuale? Moda concettuale??

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[Ultracinquantenne tua sorella! ]

Un giorno per caso ti svegli, ti lavi, ti vesti ed esci di casa di corsa che non vuoi arrivare tardi e, mentre sei sulla pensilina della metropolitana che da Gessate ti porta in centro, noti tre tizi (tre amici o una setta?) con le sopracciglia spinzettate di fresco.
E dopo averli fissati per qualche minuto, strizzando gli occhi per essere sicura che le sopracciglia siano davvero di quella forma e non un’allucinazione causata dalla sveglia all’alba, ti chiederai se quella sia la moda del momento lanciata da un vero genio del male che abita nei d’intorni, o se si stiano preparando per un flashmob sponsorizzato dalla Nike e tra pochi minuti partirà la musica e dalla carrozza della metro in arrivo salterà fuori uno dei calciatori dell’Atalanta (visto che siamo vicini a Bergamo) o della Juve.
In ogni caso per avere un autografo ti toccherà mentire: ‘No, non ho mai usato le Mizuno. Non sono le uniche scarpe che indosso per correre. Non sono le più stabili migliori del mondo. Io uso solo le Nike’
E, dopo aver sentito il gallo cantare, ti sentirai come Giuda!

Un giorno per caso ti svegli, ti lavi, ti vesti ed esci di casa di corsa per non vuoi arrivare tardi e, mentre sei sulla pensilina della metropolitana che da Gessate ti porta in centro, leggi le tue email e la tua attenzione viene catturata da una delle ultime newsletter arrivate. E in pochissimi istanti scoprirai come sia facile lanciare nell’etere un ‘vaffa con sentimento’ se scopri di essere finita in una mailing list di sportivi ultracinquantenni. E in altrettanti pochissimi istanti deciderai che no, NON HAI NESSUNA INTENZIONE di partecipare ad Active+, il premio dedicato agli sportivi ultracinquantenni. Non subito, almeno. Non prima di aver compiuto 50 anni. Quindi tra più o meno xyz anni. Ecco.

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[Smerigliare, pallido e assorto]

Un giorno per caso, mentre sei in centro, decidi di entrare da Kiko per comprare il fondotinta fluido 3D che ti sta tanto bene e, come tuo solito, dai un occhio ai prodotti sui banconi delle offerte. In verità sei alla ricerca disperata della Terra formato gigante, quella che puoi usare col pennellone enorme, quella leggermente cangiante, quella che ti sta da dio, quella che hai consigliato a tutte le tue amiche, quella che (hai scoperto) fanno solo per la collezione che esce in estate. E siccome sai che fino a giugno non la vedrai in negozio, ti lasci distrarre da quelle che ormai non dovrebbero essere novità in fatto di smalti (visto che sono finite nei banconi delle occasioni) ma che per te lo sono comunque.
È così infatti che scopri i Real Glare di Kiko, gli smalti che danno alle unghie un effetto 3D a rilievo.
3D è la parolina magica.
Lo scegli rosa pallido. Sei curiosa.
La gentile commessa ti spiegherà che “in pochi minuti sarà possibile avere una nail art multisensoriale particolare – con un effetto microperlato impreziosito da lucenti riflessi rosa – tanto per capirci, con dei granellini”.
Ecco. Tanto per capirci, così a granellini e così in rilievo che ti sembrerà di avere dei pezzi di carta vetrata rosa al posto delle unghie!
Ma questo lo scoprirai solo a casa, la mattina seguente, 3 minuti prima di uscire per andare a pranzo con gli amici, quando ormai non avrai più tempo di toglierti lo smalto e sai che al ristorante non penserai ad altro che alle tue unghie in tutto e per tutto simili a piccole smerigliatrici.
Anche se potrai sempre spacciarle per ‘unghie laccate con granellini particolarmente in rilievo’, anche se sai che sono state il trend dell’inverno e che migliaia (anzi, milioni) di giovani donne le hanno portate per giorni e giorni con disinvoltura e orgoglio,
ti riprometterai che la prossima volta quando comprerai uno smalto multimaterico o lo provi prima, o… lo provi prima!
Punto. A capo.

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[Non si vince niente]

Un giorno per caso ti svegli e ripensando alla tua serata di televisione, realizzerai che dopo aver visto The Black List ed essere rimasta per un’ora col cuore sospeso e il cervello in movimento a mille , al termine del telefilm, dopo aver girato su Forte Forte Forte (anche se ti eri ripromessa di non farlo), in 16 minuti ti sei appisolata 2 volte e hai dovuto per forza andare a letto.
E se ti chiedi se eri tu ad essere davvero tanto tanto insofferente e stanca o se era il talent a essere (come dice qualcuno più social di te) ‘nammerda fotonica’, la risposta arriva da sola in meno di 27 secondi:
‘È ufficiale: anche le Raffaelle sbagliano. Gli Japini sbracano. E le Cuccarini ridono’.
E neanche le battute a raffica su Twitter ti possono tenere sveglia. In fondo perché dovresti continuare a guardarlo? Si vince qualche cosa? Naaaaaa!

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[STAR del cinema in metropolitana]

Un giorno per caso ti svegli, ti lavi, ti vesti ed esci di casa di corsa che non vuoi arrivare in ritardo e, mentre sei sulla pensilina della metropolitana che da Gessate porta in centro, noti un tizio dalla faccia strana che ti sembra di conoscere. Calvo, grigiastro con le orecchie a sventola e le guanciotte rosse, un piumino grigio simile alla sua carnagione e una sciarpa grigia che si appoggia sotto il mento che sembra proprio che il collo non esista.
Lui ti guarda e tu lo guardi. E sapendo che conosci troppa gente di cui non ricordi i nomi e non vuoi essere maleducata, lo saluti.
Lui ti guarda compiaciuto e ricambia il saluto.
Sembra simpatico. Anzi, sei quasi sicura che lo sia. Ma non ti avvicini. Ti metti a spipolare con l’iphone e aspetti diligentemente che arrivi la metro. Tutto questo sempre cercando di ricordare dove l’avevi già visto.
E solo dopo essere salita sulla carrozza e aver fatto mente locale su tutte le situazioni del passato che avrebbero potuto averti fatto incontrare quella persona, ad un certo punto scoppierai fragorosamente in una risata.
Che stupida! Al cinema, ecco dove l’avevi già visto!
Del resto, dove mai avresti potuto incontrare per davvero un tizio che sembra la riproduzione sputata di Yoda?
E poi ti svegli. Per fortuna era solo un sogno.

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[L’incanto di essere hipster]

Un giorno per caso ti svegli, ti lavi, ti vesti ed esci di casa di corsa che sei in ritardo e, mentre sei sulla pensilina della metropolitana che da Gessate porta in centro, noti un tizio coi baffi a manubrio e la barba da pashtun vestito strano, coi pantaloni arrotolati e un Borsalino troppo calato sulla fronte, che parla al telefono mettendo la mano davanti alla bocca.
La prima cosa a cui penserai dopo averlo squadrato per benino, dall’alto in basso e dal basso in alto, sarà che, per quanto ne sai, potrebbe benissimo essere una spia del Mossad che sta dettando messaggi in codice a qualcuno dall’altra parte del mondo. O semplicemente un tizio con i baffi posticci che se tira un po’ di vento gli partono e ci rimane male come un picchio a cui hanno tolto il tronco e non sa più che senso ha la sua vita e che, di conseguenza, cerca di proteggerseli tenendo la manina ben piantata vicino ai suoi amati gioielli di pelo per impedire che prendano il volo all’arrivo della metro.
In ogni caso, i baffi che paiono finti, i pantaloni corti col risvoltino alla caviglia e il Borsalino troppo calato in testa non si possono guardare. No, davvero.
E realizzerai che la vita è ingiusta: se il tizio con i pantaloni arrotolati alle caviglie e i baffi a manubrio fosse nato negli anni ‘ 70 avrebbe avuto vita dura: sberleffi, coppini, frontini e pure qualche spintone sarebbero stati all’ordine del giorno dai i suoi coetanei. Ovviamente lui non lo sa, che oggi deve tutto (donne e riconoscimento sociale, nonchè la sua presunta figaggine) ad un film cult, La rivincita dei Nerd’. Ma noi nati negli anni 70 non glielo diremo. Perchè rompere l’incanto?

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[Campioni del mondo!]

Un giorno per caso ti svegli, ti lavi ti vesti e fai una colazione veloce che devi essere in ufficio presto. Sali in macchina speranzosa e, mentre sei inesorabilmente bloccata sulla A4 in coda a causa di 8km di coda in aumento per incidente, dopo aver avvisato tutti del tuo ritardo, cercherai un modo per passare il tempo guardando le auto ferme accanto alla tua e gli uomini chiusi negli abitacoli appannati. E solo a questo punto realizzerai che quando trivellarsi il naso col dito indice e tirare le caccole appallottolate fuori dal finestrino sarà sport olimpico anche l’Italia avrà i suoi campioni e una medaglia d’oro sicura. Meglio tardi che mai. In fondo c’è speranza per tutti.

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[Out of the Doors]

Se una sera per caso al ritorno da una cena ti accorgi che nel locale sotto casa c’è un gruppo che suona dal vivo, se fuori dal locale ci sono oltre 200 auto parcheggiate che ti costringono a lasciare la tua supercar 300 metri oltre la distanza consentita dalla legge (la tua), ma se poi guardando attraverso i vetri noti che il pubblico conta poco meno di 60 persone, o la tribute band è composta da 145 elementi (e sono tutti nascosti in cantina) oppure qualcuno è venuto con 3 macchine.

Se una sera per caso al ritorno da una cena ti accorgi che nel locale sotto casa c’è una cover band dei Doors che suona dal vivo e guardando dentro noti sorpresa che i componenti del gruppo sono molto molto molto diversi dall’idea che hai di una cover band che suona rock psichedelico ma soprattutto che sono molto molto diversi dall’idea che hai dei Doors, realizzerai che forse è… meglio per loro.

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[Screening psicologico da metropolitana]

Una mattina per caso, sulla metropolitana Verde che da Gessate porta in centro, finisci seduta accanto a due bimbiminkia con gli zaini di scuola in spalla che parlottano tra di loro. Dopo aver ascoltato l’ultima canzone di Jovanotti per la 156378 volta decidi di spegnere la musica e farti un po’ i fatti loro. E dopo 3 minuti ti cadrà letteralmente la mandibola sentendo uno dei due, quello che con uno scatto ti aveva fregato il posto che preferisci e che anche se lo avevi guardato significativamente non te lo aveva ceduto, tracciare con precisione e dovizia di particolari il proprio profilo psicologico.
E ti dirai ammirata:”Caspita che consapevolezza. Ci sono uomini che neanche a 50 anni saprebbero descrivere le proprie debolezze e attivarsi per affrontarle e ‘salire di livello’. E io che pensavo fosse un bimbominkia patentato con due neuroni ad intermittenza! E invece… Una volta mi bastava guardare un tizio 3 minuti per tracciare un profilo mediamente corretto. E lui a prima vista non era certo inserito nei 10 migliori cervelli incontrati sulla metropolitana negli ultimi 3 anni’. E ti toccherà ammettere che spesso i tuoi giudizi sono definitivi e per niente teneri e che dovresti concedere un po’ più spesso il beneficio del dubbio.
Poi, continuando ad ascoltare, al 5o minuto ti sentirai meglio, molto meglio: il ragazzino, parlava del personaggio di un gioco di ruolo on line.
Il tuo screening psicologico è ancora il migliore.

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[Prenota anche tu una crociera]

Una sera per caso ripensando a cena con le amiche e alle due ore di chiacchiere sulla durata delle storie che cominciano sotto le Feste e finiscono nel giro di poche settimane, realizzai che in fondo non ti devi sorprendere: certi amori prima o poi finiscono, altri fanno dei giri immensi e poi, se non stai attenta, te ne rifilano uno come memorabile riciclone giusto giusto per Carnevale. E tu lo prendi, sorridi, ringrazi e, se sei abbastanza scaltra, lo regali a qualcun’altra. Soprattutto se febbraio è alle porte e tutte le tue amiche hanno già prenotato la Crociera dei Single.

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