[Una sirena in attesa di branchie]

Un giorno per caso ti svegli e scopri che puoi anche essere di buon umore e decidere di ignorare il tempo, docciarti e truccarti in pochi minuti, indossare una splendida gonna con il davanti coperto di paillettes dorate, uscire di casa con l’intenzione di chiamare il sole e dirgli di venir fuori, che tu vuoi splendere come lui, che sei tutta piena di scagliette sberluccicanti e che sei ‘meglio della Sirenetta di Handersen, che sta a Copenhagen a morire di freddo‘.

E dopo pochi istanti essere sorpresa da una bomba d’acqua che non finisce più, guardare la tua gonna che in meno di un minuto sembra più il dorso di una sogliola pronta per essere infarinata che la coda di una splendida sirena e sentire uno strano pizzicorino all’altezza del collo.

Oddio, no! Che ti stiano spuntando le branchie???

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[Cocktail, hamburger e tacchi a spillo]

Se una sera per caso ad un aperitivo tra amiche in zona Tortona, mentre stai aspettando che arrivi il tuo cocktail ti guardi intorno e passi in rassegna tutti gli uomini fermi al bancone, realizzerai definitivamente che il confine tra barba lunga da hipster in coda per un aperitivo e barba lunga da barbone in coda alla Caritas è sottilissimo. E ti chiederai: why? pourquoi? Perché? Perchèeee?

Se una sera x caso al termine di un aperitivo tra donne decidete di concedervi l’hamburger di piccole dimensioni più buono del mondo, ti viene in mente il locale nel quale eri stata mesi prima ma di cui non ricordi il nome e tiri fuori l’iphone per cercarlo su Internet, se dopo pochi istanti google ti dice che il locale che cercavi era Hambistro ed era proprio così, la prima cosa che ti chiederai sarà: ‘ma google, che appena digiti tre lettere sa già cosa vuoi cercare, ha poteri soprannaturali o è il più grande stalker del mondo?’

Se una sera per caso mentre stai mangiando un fantastico hamburger con le tue amiche in via Savona, la conversazione cade sul desiderio delle donne di avere qualcuno che le capisca, non potrai che applaudire chi finalmente confessa che lei non è di un uomo che ha bisogno. Lei ha bisogno di un paio di scarpe nuove perchè ‘Le scarpe nuove ti capiscono sempre, anche quando diventano vecchie’. E ti segnerai che per il suo compleanno le regalerai sicuramente la trilogia di Bea Buozzi, Il Club dei Tacchi a Spillo: #mattapermanolo #tuttechooperterra #lavitaeunaloboumeravigliosa20140801-195306.jpg

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[Volevo fare la modella] parte 1

Un giorno x caso ti svegli e ti prepari sapendo che per tutta la settimana trascorrerai la serata per lavoro in via Watt nello studio fotografico Cross Studio dove la fashion blogger più celebre d’Italia, The Blonde Salad, scatta le proprie foto quando è a Milano.
Sorridi e decidi di telefonare alla tua migliore amica per dirglielo certa che comprenderà il tuo entusiasmo. Finalmente vedrai le location dove posa la Ferragni, ti siederai sulle poltroncine dove posa le sue scarpette (che ti piacciono tanto ma che non hai il coraggio di comprare), lo stand dove appende gli outfit prestati dai migliori stilisti e con cui si farà fotografare, il tavolino dove appoggia i braccialetti che le ornano i polsi (anche se ogni tanto ti sembrano delle tamarrate), i comodini dove posa le borse più costose, il set dove si appoggia e si muove con tutte le sue pose plastiche (a volte un po’ uguali, a dire la verità).
E lei (la tua amica), notoriamente e pervicacemente contraria ai social network e all’effetto che fanno sulle persone (inclusa te, che tra le altre cose ci lavori anche, ma che tanto ti vuole bene lo stesso), immediatamente ti chiederà: ‘Ah, si. The Blonde… chi?!’
Ecco. Niente. Lascia perdere.
Forse è meglio che le racconti di The Rotten Salad, l’anti Ferragni. Se non altro se ne ricorderà e vi farete due risate.

Una sera x caso, mentre sei in un noto studio fotografico per un’iniziativa davvero carina dedicata al mondo della sicurezza stradale (che non per niente hai voluto e sostenuto con tutte le sue forze) e stai aspettando il tuo turno, ti guardi intorno circondata da almeno 5 set di posa che non c’entrano nulla col tuo progetto ma che sono fighissimi. E nei momenti di pausa non potrai fare a meno di farti scattare mille mila foto dai tuoi colleghi che ”non si sa mai, dovessero un giorno servire delle foto su un letto bianco coi cuscini rossi, affacciata alla finestra di un loft, seduta su un divano in pelle vintage, con i guantoni da pugile appesi al collo, su una poltrona bianca… vuoi non averle?”
Tutte foto utili. Davvero!
#Nasochesiallunga

Una sera x caso, in un noto studio fotografico, al termine di tutti gli shooting della giornata, non avendo più il coraggio di mendicare una foto ai colleghi con iphone, comincerai a scattarti selfie su selfie su selfie… E al 24689579 autoscatto ti ritroverai a pensare a quanti selfie potrebbero farsi appena sveglie Monica Bellucci, Sabrina Ferilli, Claudia Schiffer ma che invece non si fanno visto che non li trovi da nessuna parte. E ti chiederai: quale forza sovrannaturale ti sta obbligando a zampettare di qua e di là con l’iphone in ogni set scattandoti selfie in modo inconsulto, anche quando è ora di andare a casa?

Una sera x caso, al termine di un’attività nelle sale posa di un noto studio fotografico milanese, mentre stai scaricando, filtrando e incorniciando le foto che hai fatto (e che ti sei fatta fare) durante i momenti di pausa, realizzerai che anche se questi scatti sono venuti meravigliosamente bene (tanto che un atleta VIP che segui e che mai avresti detto, dopo settimane di following virtuale, x la prima volta ti fa una mention nella propria pagina e risponde a un tuo commento), sentirti anche solo x un attimo quasi come una vera modella è da malata mentale. Quasi, come dire, un tossico con la siringa infilata nel braccio che si sente un infermiere…
Si, vabbè, ma quando mai ti ricapita??
#dateilmionumeroaquestuomo20140723-215517.jpg20140723-215544.jpg20140723-215452.jpg20140723-215618.jpg

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