[Caro Babbino… so’ a mò me]

Sono di nuovo io, ed è l’8 dicembre.
Ti volevo dire che se vuoi farmi un altro regalo, fammi ricordare di tenere sempre in borsa il libro sulle coincidenze sincroniche da leggere e rileggere all’occorrenza e dei sali da annusare quando mi cedono le gambe.
Infatti negli ultimi 15 giorni sono successe un po’ di cose strane (o coincidenze sincroniche che dir si voglia) che mi hanno fatto tremare più di una volta per la sequenza ravvicinata con cui sono avvenute. E, se devo dirla tutta, siccome sono sensibile al tema, non so se riuscirei a reggere altri eventi “sincronici”.
Non ci credi?
Caro Babbo Natale, vorrei vedere te se un giorno dovessi per caso incrociare per strada a un semaforo il tuo consulente finanziario, a poche ore da uno scambio di email piccate dove tu avevi assolutamente ragione e lui no, dopo che ne avevi pensato peste e corna e dopo che ti eri detta ‘col cavolo che gli firmo un nuovo mandato’. Perché, dopo un silenzio durato mesi interrotto dalla mia insofferenza per il suo colpevole silenzio, trovarmelo accanto ad un semaforo, sulla sua due ruote, che mi guardava (sorpreso quanto me) senza proferir verbo attraverso il vetro e dietro i suoi occhiali, sembrava proprio un segno. Quello che non ho capito é se questa coincidenza era un segno per lui o per me. Come la dovevo prendere?
Ma non è finita qui, perché a distanza di pochi giorni andando a cena in un ristorante con la mia migliore amica, dopo aver cambiato data all’ultimo momento anticipandola di un giorno, ho trovato dall’altra parte della sala un ex fidanzato storico col quale avevo rotto ogni rapporto dopo una sua scenata in mezzo alla strada che ricordo ancora come se fosse ieri. Nonostante io sia indubbiamente cambiata (invecchiata?) da allora, il tizio mi ha riconosciuto e si è messo bello bello di fronte a me, e ha continuato a fissarmi tutta la sera mentre io cercavo di capire se era davvero lui, suo fratello, un mio vicino di casa o un sosia. E quando ormai non avevo più dubbi, ha sorriso e ha continuato a parlare con la tizia con cui era. Come se niente fosse, per fortuna.
Ma dimmi Babbo Natale, tutto questo non avrebbe un che di inquietante anche per te? Prima il consulente finanziario e poi l’ex fidanzato? Gente che non vedevo da anni e che incontro in un momento e in un luogo in cui non avrei dovuto essere?
Ma non è finita! Infatti, proprio in questi stessi giorni, mi sono ritrovata a postare la foto di un libro sul mio blog e dopo poche ore ho assistito alla pubblicazione di alcuni post e twit del mio ‘fidanzato immaginario’ decisamente ispirati (ai miei).
‘Mi legge! Mi legge!’ ho urlato ai quattro venti. Purtroppo dopo una mia iniziale euforia, ho dovuto mio malgrado fare marcia indietro e rimanere col dubbio che in fondo il botta e risposta a distanza potrebbe davvero essere solo una serie di coincidenze come scrive lui (ma anche no) e che io mi sto solo facendo un fantastico e incredibile film.
Tuttavia, caro Babbo Natale, se metto in fila tutte queste coincidenze sincroniche (vere o presunte), comincio a chiedermi se sono in un universo parallelo o… se c’è un disegno per tutto questo e mi devo preoccupare.
No, perché, non succede nulla per anni e poi… sbam…. tutto in una volta!

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[Il sapore delle piccole gioie]

Una sera per caso ad un aperitivo tra amiche, mentre elencate ridendo gli
incontri surreali del passato con uomini surreali che ormai sono solo racconti divertenti, qualcuna ipotizza che in fondo non è colpa degli uomini se noi non siamo mai soddisfatte, che forse non sappiamo essere felici, o forse semplicemente che nessuna di noi sa riconoscere il sapore della felicità. E dopo 25 minuti di riflessioni profonde miste a battute sagaci, realizzerai che in effetti nemmeno tu sai quale sapore abbia la vera felicità, ma nel dubbio puoi sempre tornare a casa, aprire il frigorifero e farti una coppa gigante di gelato Haagen-Dazs e vedere se è quello.

Un giorno per caso mentre sei a casa in ferie e hai appena finito di bighellonare al centro commerciale alla ricerca del regalo di Natale per il mezzo27enne, ripensando ai discorsi sul senso della felicità fatti con le amiche, realizzerai che è sciocco continuare a lamentarsi, che la vita in fondo è fatta di piccole soddisfazioni: il lavoro, le feste, i figli, fare no col dito a quelli che ti chiedono se stai andando via dal parcheggio.

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[Quel confine che fa la differenza]

Una sera per caso ad una cena tra donne, al racconto di una tua carissima amica sull’ultima relazione surreale finita come mai ti saresti aspettata, realizzerai che ci sono uomini che non conoscono quel sottile confine tra essere ‘spietatamente sinceri’ ed essere ‘semplicemente stronzi’.

Una sera per caso ad una cena tra donne, al racconto di una tua carissima amica sugli uomini incontrati dopo la fine della sua ultima relazione, realizzerete definitivamente che ci sono uomini che non conoscono quel sottile confine tra ‘farla ridere per farla innamorare’ e ‘sembrare degli idioti’. Ecco.

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[Le regole delle amiche]

Una sera per caso ad una cena tra amiche, dopo i primi 35 minuti di giro di tavolo dedicati agli aggiornamenti sugli sviluppi amorosi delle presenti (e non) realizzerai che in amore, anche dopo i 40, esistono poche semplici regole. Tra queste, una in particolare non pensavi potesse sopravvivere all’adolescenza, ma così è andata. Ossia: se vi piace davvero una persona, ma davvero davvero davvero, tanto che una notte ve la siete persino sognata, ma siete amici da tanto e tra di voi non è mai successo nulla, non dovete dirglielo, perché se glielo dite, sbam, rovinate tutto. È matematico.
Lo dicono i libri, i film, i racconti delle amiche e… tutti gli altri, fino alla fine del mondo.

Una sera per caso ad una cena tra amiche, dopo i primi 35 minuti di giro di tavolo dedicati agli aggiornamenti sugli sviluppi amorosi delle presenti (e non) realizzerai che va bene la regola del ‘Chiodo scaccia chiodo’, ma a volte capita che Scaccia Chiodo faccia amicizia con Chiodo e tu inizi a pensare che i quadri siano belli anche appoggiati al pavimento. E che sai appoggiarli per terra divinamente bene anche da sola. E che per usare un trapano non ci vorrà mica una laurea, giusto?

Una sera per caso ad una cena tra amiche, dopo i primi 35 minuti di giro di tavolo dedicati agli aggiornamenti sugli sviluppi amorosi delle presenti (e non) e a 12 minuti dedicati agli ultimi acquisti, realizzerete tutte che qualunque cosa comprerete in questo periodo non andrà comunque bene. 30 gradi a pranzo, 12 gradi a cena. Non è escursione termica, è The day after tomorrow. E col tuo sandaletto senza calza e il tacco 10, non farai che rimpiangere gli ultimi giorni trascorsi con le Mizuno ai piedi in giro per la città. Scialla scialla!

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[Metti un addio al nubilato]

Una mattina per caso su ItaloTreno ti puoi ritrovare seduta accanto ad un gruppo di giovani donne nel bel mezzo di un addio al nubilato decisamente trash e puoi realizzare che alcune cose non sono per nulla cambiate da quando ti sei sposata negli anni Novanta, mentre altre hanno preso una deriva decisamente più hard.
Ad esempio:
– scoprirai che se 8 donne organizzano un week lungo in barca lungo la costa toscana la prima cosa che verrà inserita nella lista della spesa sarà il beveraggio (Vodka, Rhum, Red Bull…) e stupita penserai: ‘Strano avrei pensato il pesce’!
– noterai che uno degli oggetti più citati sarà il ‘cappellino della gioia’ e che alcune chiederanno come fare nel caso dovesse servire a più di una contemporaneamente. E scoprendo che il suddetto cappellino è l’equivalente del ‘Do Not Disturb!’ realizzerai che più d’una ha intenzione di portarsi ‘la merenda in cabina’.
Ma il pesce?
– scoprirai che in barca la regola per tutte sarà che la ‘merenda’ si porta in cabina, la ‘merendina’ si consuma sul ponte, a prua o a poppa, o direttamente in acqua… E tu continui a chiederti del pesce…
– realizzerai che forse nessuna di loro soffre il mal di mare perchè anche solo a sentir nominare ‘cibo’ e ‘barca’ nella stessa frase a te parte la nausea e cominci a chiederti dove si può comprare un cerottino !
Ovviamente loro potrebbero dedicarsi al pesce.
– scoprirai che l’unica che non mangerà la ‘merenda’ e la ‘merendina’ sarà la promessa sposa. Ma non per colpa del mal di mare. Solo perchè ‘non regge l’alcool e alla sesta vodka finirà sicuramente KO sotto il tavolo della dinette’.’
E ricordando che vent’anni fa, quando la prima delle tue amiche convolava a nozze, il massimo della trasgressione per un addio al nubilato era prenotare un tavolo nel privè di una discoteca, chiamerai a raccolta le tue amiche e insieme deciderete che visto che ormai le single rimaste sono talmente ‘convinte’ che non si prospetta nessun nuovo matrimonio imminente, per ridere un po’, ‘l’ultima che si è sposata DEVE organizzare ASSOLUTAMENTE un nuovo addio al nubilato!’
Foss’anche una bella giornata in una SPA. Così, giusto per ridere un po’, mica per altro…

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[Non si risponde grazie, imbecille!]

Una sera per caso, ad un aperitivo tra amiche che non vedevi da secoli, ascoltando i racconti sulle loro ultime relazioni, realizzerai che peggio di un uomo che non ha mai detto ‘ti amo’ a una donna, c’è solo quello che quando una donna gli dice ‘Ti voglio bene‘ risponde ‘Grazie‘.
E ti riprometterai che se mai un giorno ne dovessi incontrare uno così, ripensando al biglietto lasciato da qualcuno sulla bacheca sindacale in azienda, la prima cosa che farai sarà urlargli a tre centimetri dal naso come se fosse a un chilometro: ‘Non si risponde così, imbecille! Mi sono spiegata?’.

Una sera per caso, ad un aperitivo tra amiche che non vedevi da secoli, se una di loro ad un certo punto chiede come mai ogni volta che finisce una storia lei ci mette anni a dimenticare l’ex (anche il più stronzo) le dovrai rivelare che è tutta colpa delle serie tv: ‘Come puoi dimenticare un ex fidanzato se ti affezioni pure ai personaggi dei telefilm?’

Una sera per caso, ad un aperitivo tra amiche che non vedevi da secoli, dopo aver messo insieme i racconti di alcune di loro alle prese con uomini sfuggenti e con uomini da cui fuggono, realizzerai che prima o poi nella vita siamo tutti la sega mentale che non fa dormire qualcun altro. E sorriderai.

Una sera per caso, ad un aperitivo tra amiche che non vedevi da secoli, dopo due ore di ‘taglia e cuci’ sulle vacanze e sugli uomini frequentati (da loro) nell’ultimo periodo, al quarto bicchiere da cocktail fatto riempire di acqua gasata e limone, 200 foglie di menta e ghiaccio, per sentirti meno sfigata a fare la dieta quando tutte le altre viaggiano a mojiti, guardandoti in giro e osservando le persone sedute nei tavoli accanto realizzerai che controllare il telefono dopo che qualcun altro ha tirato fuori il suo è lo sbadiglio della nostra generazione.20140920-201022.jpg

[Al Matri-battesimo come Bridget Jones]

Un giorno per caso ti svegli, è il giorno del matrimonio di tuo fratello, non sei dimagrita di un grammo da quando sei tornata dalle ferie, vai a correre e perdi solo liquidi che reintegri in 3 secondi e mezzo con un bicchiere di acqua, il vestito che hai riprovato la sera prima segna la pancia che sembri uno sharpei, e decidi di investire giusto quei 30 euro per una soluzione d’urgenza che dovrebbe tamponare temporaneamente la situazione.
Corri in merceria e esponendo il tuo problema alla gentile signorina che ti guarda sorridendo, finisci per rimanere a bocca aperta già alle prime 3 domande: taglia, quanto tempo rimarrà in piedi, quanto conta di bere.
Be’ la taglia non è difficile: è una in più di quella che dovresti avere.
Quanto tempo rimarrai in piedi: tutto il tempo che sarà necessario ad aspettare gli sposi, a leggere in chiesa (forse), a rispondere al parroco durante il Battesimo e a raggiungere il tavolo degli aperitivi dalla macchina al buffet una volta al ristorante…
Quanto hai intenzione di bere… tutto il necessario per festeggiare degnamente una bella festa. Ma perché lo vuole sapere?
La gentile signorina potrebbe essere vaga su questo punto e, scoperto che stai per andare a un matri-battesimo, si perderà in auguri e congratulazioni per il bel giorno…
Ma il dubbio sulla terza domanda ti rimarrà: ‘Perché vuole sapere quanto ho intenzione di bere?’
E scoprirai solo a casa che non era una domanda banale.
Si, perchè un intimo body shaping, meglio conosciuto come la ‘mutanda da Bridget Jones’, acquistato per contenere la pancia e impedire che i rotolini di ciccia si posizionino nelle pieghe del vestito con un effetto sharpei poco simpatico è talmente performante e strong che una volta indossato (con l’aiuto di due persone) è impossibile da togliere (se non con l’aiuto di altre DUE persone, visto che le prime due si rifiuteranno categoricamente di fare ancora quella fatica disumana).
E quindi… la pipì si farà a casa, a fine festa, togliendo l’indumento acquistato come soluzione d’urgenza dopo averlo tagliato in due (e distrutto) con un paio di forbici da sarta.
Perchè in fondo non è che vai a matri-battesimi tutti i giorni. E da settimana prossima: dieta!

Un giorno per caso ti svegli, è il giorno del matrimonio di tuo fratello, non sei dimagrita di un grammo da quando sei tornata dalle ferie e decidi di investire 30 euro per una soluzione body shaping Lovable. Compri un paio di mutande alla Bridget Jones, di quelle che ci vogliono due persone per tirarle su e ti ricordi di aver letto nel Diario di Bridget Jones che «Le possibilità di arrivare al dunque con un uomo aumentano quanto più sono brutte le mutande che si indossano». Ma è evidente che Bridget Jones era in grado di toglierle da sola senza doverle tagliare!

Se sei arrivato fin qui, spero che questo post ti sia piaciuto. Le foto sono quasi sempre mie e racconto storie e verità il cui riferimento a persone e fatti veramente accaduti è puramente casuale. Se ti va puoi fare in modo di ricevere gli aggiornamenti di questo blog ogni volta che viene aggiornato. Se vorrai tornare e commentare io ne sarò lieta e onorata. A presto.

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[Per una taglia in meno]

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Se un giorno per caso ti svegli, mancano pochissimi giorni al matrimonio di tuo fratello e stai facendo una dieta da 15 gg di passione perché mentre eri in ferie hai mangiato “fritto misto come se non ci fosse un domani”, realizzerai che l’unico modo per evitare gesti inconsulti di cui ti potresti pentire fino alla fine del mondo è transennare la bilancia. Ormai è inutile piangere sul ‘fritto mangiato’.

Se una mattina per caso ti svegli, mancano pochissimi giorni al matrimonio di tuo fratello e stai facendo una dieta da 15 gg di passione, e leggi su Twitter che secondo alcune ricerche la chiave della felicità è “amare, correre e bere acqua”, dopo aver aperto #MyFitnessPal per inserire le calorie ingerite durante la colazione, assocerai immediatamente questa notiziona da prima pagina ad un mero calcolo matematico.
Amare: -250 calorie ogni 10 minuti di sesso (WOW)
Correre: -350 calorie ogni ora di running (WOW)
Bere acqua: 0 calorie (WOW)
E realizzerai che hanno ragione: tutto ciò che fa dimagrire rende felici! Sempre!

Se un giorno per caso ti svegli e decidi di andare a correre all’ora di pranzo per bruciare un po’ di calorie e accelerare il processo di dimagrimento in vista del matrimonio di tuo fratello, scoprirai che tutti hanno nella propria playlist una canzone che non ascolteranno e che non cancelleranno mai, ma che (com’è-come-non-è) la tua playlist è in grado di partire da sola nei momenti meno opportuni, come ad esempio mentre sei in macchina, vieni fermata dai carabinieri per un controllo, non ricordi dove hai messo la patente e sei in tenuta troppo sportiva per puntare tutto su un sorriso smagliante e una scollatura strepitosa.

Se una sera per caso, in piena dieta, ad un aperitivo tra amiche a base di verdurine e acqua gasata, racconti che tuo figlio la sera prima è rimasto chiuso in ascensore e hai dovuto chiamare il portiere per tirarlo fuori, tra una carotina e un rapanello finirete senz’altro a raccontarvi di quegli episodi di cronaca in cui persone rimangono chiuse in ascensore in località di villeggiatura in inverno e vengono tirate fuori dopo una settimana con 10 chili in meno. E guardando con occhi sconsolati la coppetta di pinzimonio che state dividendo in 4 per evitare di ingerire calorie e rientrare nei vestiti (di una taglia in meno) comprati con la pre-collection non stupitevi se qualcuna ad un certo punto vi dirà: “Chiudetemi in ascensore con una bottiglietta di acqua e un vasino per fare pipì e tiratemi fuori fra una settimana, vi prego”.

Se sei arrivato fin qui, spero che questo post ti sia piaciuto. Le foto sono quasi sempre mie e racconto storie e verità il cui riferimento a persone e fatti veramente accaduti è puramente casuale. Se ti va puoi fare in modo di ricevere gli aggiornamenti di questo blog ogni volta che viene aggiornato. Se vorrai tornare e commentare io ne sarò lieta e onorata. A presto.

[A San Marino piove sempre. Credo]

Un giorno x caso ti svegli e il tempo non lascia presagire nulla di buono: nuvole davanti, di fianco e dietro, in alto, nel cielo. Gli ombrelloni in spiaggia sono tutti chiusi e quelli che corrono sul lungomare hanno tutti il kway a portata di mano. Insomma, ti basta poco per realizzare che questa è la classica giornata da San Marino e quindi… da shopping a San Marino.
Così ti armi di santa pazienza e dopo aver fatto incetta di leaflet di tutti i centri commerciali e outlet della Repubblica di San Marino, sali in macchina e punti verso Monte Titano.
Oltre l’infinito e oltre!
Come nelle migliori tradizioni, man mano che ti avvicini alla meta, il tempo continua a peggiorare: le tre cime sono coperte da nuvole grigie così minacciose che nemmeno Enrico il Bagnino riuscirebbe a descriverle col solito ottimismo di Radio Deejay.
Sta per piovere e tu procedi seguendo le indicazioni del TomTom.
Il paesaggio è strepitoso: incroci paesini arroccati su colline dolci, campi di frutta, di zucche, vigne… Peccato solo che il tempo sia così grigio. Ma si sa, stai andando a San Marino e a San Marino il tempo è sempre brutto.
A dire la verità il sospetto che qualche volta il bel tempo raggiunga anche la piccola Repubblica ce l’hai. Ci sono foto e vecchie cartoline che lo dimostrano, ma tu proprio non l’hai mai visto dal vivo e puoi solo sospettare.
Perchè quando arrivi a San Marino c’è sempre quella gocciolina fastidiosa che sta per caderti addosso o che ti è già caduta. E che piove lo sai anche dai piccoli ombrelli venduti a 3 euro nei negozi di souvenirs che non mancano mai.
E poi c’è il manifesto che parla delle zanzare tigre a dimostrare che a causa della pioggia persistente, le zanzare a San Marino sono cresciute fino al livello Super Sayan e che se vogliono ti sollevano e ti portano direttamente nella loro tana.
Sarà che anche quando eri piccola ti hanno portato a San Marino, ma scandagliando tra i tuoi ricordi il sole non l’hai visto nemmeno allora.
E quindi?
Niente. Il sole a San Marino non c’è. O forse, quando tutti sanno che pioverà, decidono di andare a San Marino.
Ed è per questo che le commesse russe dei negozi di San Marino quando vedono le nuvole cariche di pioggia ti accolgono sorridendo.
E anche i ristoratori di San Marino ti accolgono con un gran sorriso quando entri nei loro locali. Come ad esempio la Cantina di Bacco, un ristorantino di San Marino davvero accogliente, nel quale hai mangiato immersa in un’atmosfera decisamente intima.
Ma tu non saprai mai se ti accoglierebbero con lo stesso sorriso se ci fosse il sole. Perché se ci fosse il sole tu andresti al mare e non andresti a San Marino.
Del resto cosa vai a fare a San Marino che piove sempre? 20140824-170926.jpg20140824-170943.jpg20140824-170933.jpg20140824-171957.jpg

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[50 sfumature di… serate romagnole]

Un giorno per caso ti svegli e decidi di fare un piano per diversificare le serate di permanenza al mare.
Esci per la solita sgambata delle 7.30 del mattino e, dopo aver finito di correre, entri in modalità ‘Giapponesino Anni Ottanta’ cominci a fotografare col tuo iphone i poster che trovi in giro sul lungomare che segnalano feste ed eventi tra Rimini e Cattolica riproponendoti di sottoporle al vaglio del mezzo26enne per la scelta finale.
E tra una Sagra del Raviolo, una Sagra della Patata, una Festa della Tagliata marchigiana, una Sagra dei Funghi delle Terre di Romagna e una imperdibile Serata Magica delle Vongole – di cui ti sei praticamente innamorata ma che era a luglio e ti tocca escluderla dalla rosa delle papabili (feste, non vongole)-, ecco che ti spunta la locandina delle ‘50 sfumature di Pintus‘, il comico di Colorado, accanto a quella di Samuele Bersani che hai già messo in programma.
Essendo tra le poche donne che ancora non hanno finito di leggere la trilogia delle 50 sfumature e tra le poche madri che non ha mai visto una puntata di Colorado, la prima cosa che penserai è che lo spettacolo non sia adatto ad un pubblico minorenne, ma l’insistenza con cui il mezzo26enne venutone a conoscenza chiede di poter andare a Cattolica ad assistere allo spettacolo ti fa pensare che al massimo potrà essere una performance con qualche parolaccia di troppo ma nulla più visto che il tuo pargolo ride a denti stretti alle battute sul sesso e molte addirittura non le capisce.
Così gli chiederai se è sicuro di volerci andare. Chiederai chi è Pintus giusto per essere sicura che non lo confonda con Pucci (previsto durante il concerto gratuito del 15 a Riccione). Chiederai se fa davvero ridere. E alla fine ti ritroverai alla biglietteria dell’Arena della Regina di Cattolica a decidere se acquistare una poltrona o una poltronissima numerata.
Acquisterai i biglietti coi posti migliori e, assistendo allo spettacolo e ridendo davvero di gusto, dovrai ricrederti e apprezzare un comico che ha capito che i suoi maggiori estimatori sono i bambini; bambini che trascinano in teatro i genitori; genitori che si ritrovano a ridere di gusto e ad apprezzarlo nonostante la diffidenza iniziale; il tutto grazie ad un repertorio studiato e assolutamente adatto al pubblico di famiglie.
E uscendo dirai ‘Bravo Pintus.’ Soprattutto x la disponibilità a fare le foto con ognuno dei 450 bambini in fila al termine dello spettacolo. Fila che il mezzo26enne ti ha risparmiato strappandoti una promessa:
‘Ci torniamo a Bergamo la prossima volta che verrà!’
Ecco.

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