[Gli anni passano e… finalmente te ne accorgi]

1. [oggi ho imparato che] Una sera per caso ad una cena tra donne, al solito giro di tavolo per gli aggiornamenti sulle storie presenti, passate e future, al terzo racconto surreale sugli ultimi appuntamenti delle tue amiche single realizzerai che uscire con persone (uomini o donne che siano) il cui cervello è così piccolo che quando due pensieri si incontrano devono fare manovra non è così raro. No, purtroppo non lo è.

 
Una sera per caso, ad una cena tra amiche, guardando il tavolo nella saletta riservata accanto alla vostra dove un gruppo numeroso e caciarone sta festeggiando un compleanno, realizzerai che d’ora in avanti non avrai bisogno di nessun altra indicazione, ma capirai di essere davvero invecchiata quando alla tua festa, tutti gli invitati si alzeranno in piedi, ti guarderanno con affetto e, mettendosi intorno alla torta, si scalderanno le mani.

[uomini in uniforme che fanno squadra]

Un giorno per caso mentre sei in metropolitana, stai andando ad un convegno e combatti per non crollare sotto il peso di una notte insonne, seduta accanto a due bimbiminkia alle prese con le prove per gli esami di Maturità, dopo averne sentito i discorsi surreali per 11 fermate (undici?!), realizzerai che Leopardi sarà pure stato uno sfigato, ma almeno lui è riuscito a mettere in versi il disagio domenicale senza usare neanche una volta le parole “Divano” ”Wifi” e ‘ca@@o-fi@a’ . 

E ti chiederai: tra 150 anni i loro bisnipoti cosa studieranno, Emiskilla?

Un giorno per caso mentre sei ad un convegno in centro e combatti per non crollare sotto il peso di una notte insonne, guardandoti intorno e notando che gli uomini sono tutto in abito blu e scarpa stringata nera comprenderai finalmente il motivo per cui il mondo del lavoro proporrà sempre modelli maschili e  le donne manager malgrado tutti i proclami e gli sforzi non riusciranno  mai a fare squadra: perché questo implicherebbe indossare tutte lo stesso vestito e le stesse scarpe contemporaneamente. E non si può. No. Proprio non si può.

[A vent’anni ci siamo baciati, ricordi? E 25 possibili risposte.]

[oggi ho imparato che] 

Una sera per caso, mentre sei ad un aperitivo con alcuni vecchi colleghi e allievi della piscina in chi insegnavi nuoto, ascoltando a spizzichi e bocconi i discorsi di alcuni gruppetti intorno al buffet per ricordare i vecchi tempi, ad un certo punto, assistendo ad una conversazione surreale tra due ex allievi che un tempo avevano avuto un piripin, realizzerai che ci sono situazioni che dovrebbero finire su un manuale per chi si rivede dopo 20 anni (ed è molto cambiato), e precisamente tra ‘le 10 cose che non bisognerebbe mai dire se si vuole essere considerati qualcosa di più di un minus sapiens‘…
Tipo, dire: ‘noi a vent’anni ci siamo baciati, te lo ricordi?’ perché le risposte potrebbero essere le più disparate: alcune lusinghiere, altre sorprese, altre ancora non proprio divertenti. 
Ecco le 25 reazioni più immediate:

1. Davvero? Non ricordo…
2. E perché non è continuata? 
3. Com’era andata dopo?
4. A quell’età ero irresistibile
5. Avevamo scommesso qualcosa?
6. Si, ma non baciavi bene…
7. Vabbè, sbagli di gioventù…
8. Si, ricordo che fu strano
9. Si ma eravamo impegnati
10. Si e non ti ho mai dimenticato
11. Si e c’ho messo anni per riprendermi
12. Si, eravamo ubriachi, vero? 
13. Sei fuori? Me lo ricorderei!
14. Hai bevuto? Ti confondi 
15. Che imbarazzo! 
16. No, lo escludo
17. Com’è possibile se ti vedo oggi per la prima volta… 
18. Si, poi mi hai chiesto di sposarti e mi hai vomitato sui piedi
19. Se ti avvicini ancora, ti sputo
20. Se lo dici in giro, ti rigo la macchina
21. Scusa puoi evitare di ricordarmelo?
22. Che sforzo! Ma se baciavi chiunque respirasse un minimo!
23. Può essere. Ma non ricordo.
24. Come hai detto che ti chiami?
25. Ogni volta che ci penso mi ci vogliono ore per smettere di ridere
Quindi, regola! 

 

MAI ricordare a qualcuno rivisto dopo molti molti anni: ‘noi ci siamo baciati’. 
E’ una frase stupida. Non si usa per fare conversazione e… 
C’è davvero bisogno che confermi?  

[La penna rossa più veloce del West]

[Oggi ho imparato che] 
Un giorno per caso mentre sei sulla Verde che da Gessate porta in Stazione Centrale, ti guardi in giro e vedendo una coppietta di hipster che amoreggia senza tregua (la mattina presto???), realizzerai che ci sono donne che quando finirà la moda della barba lunga scopriranno di essersi messe insieme a dei mostri. E non potranno più dire: ‘mi sono innamorata di lui per le sue calze da dalmata, i risvoltini ai pantaloni e la batba da pashtun’. No, non potranno più. E tu sai che quando arriverà quel momento e loro guarderanno quel nerd sbarbato come se fosse la prima volta, ti verrà voglia di abbracciarle e dirgli che ‘va tutto bene…va tutto bene. La moda è ciclica. Tranquilla’
Una giorno per caso mentre sei sulla verde che da Gessate porta in Stazione Centrale, mentre ti guardi in giro noti una prof di filosofia (con quella faccia può solo essere di filosofia) che corregge dei compiti in classe con la penna rossa e tanto tanto odio. E realizzerai che sei davvero tanto (tanto) felice di essere uscita dal tunnel dei compiti in classe e che oggi vorresti tanto abbracciare il ragazzetto che si è appena preso 2 (due!!!) e dirgli: ‘tranquillo, Jung non se la prenderà se tu non capisci nulla di quello su cui lui ha passato tutta la vita a ragionare. Jung è morto. E tu sei solo incappato nella Penna Rossa più veloce del West. Ma non sarà per sempre.’ 

[La NON regola dei calzini spaiati]

Una sera per caso a un aperitivo tra amiche, dopo la prima ora dedicata agli aggiornamenti sugli ultimi libri letti, passando a quelli in fase di scrittura una di loro confesserà di essere ferma da due settimane su un punto decisamente cruciale: il primo bacio. Dopo aver già scritto 27 pagine si è resa conto di non avere la minima idea di quando far baciare i suoi protagonisti perchè nonostante siano già usciti insieme due volte, sembra che non sia mai ‘il momento giusto’.
La domanda della serata diventa: ‘Dopo i quaranta, dopo quante uscite ci si bacia?’
Dopo il rito del giro di tavolo disordinato per la solita indagine veloce veloce realizzerete che NON c’è nessun problema. La regola è quasi matematica: ‘Tendenzialmente il primo bacio viene dato tra il 2° e il 3° appuntamento, un minoranza lo fa nel 1°, quasi nessuno aspetta il 4°’.
Ma ripensando alle ultime storie di tutte (quelle vere) la sola domanda è: ‘visti i tempi, riusciranno i due protagonisti quarantenni ad arrivare al quarto appuntamento?’ Naaaaaaa!

Una sera per caso a un aperitivo tra amiche, dopo la prima ora dedicata agli aggiornamenti sugli ultimi libri letti e scritti, ferme da 45 minuti sul nuovo romanzo rosa dell’amica indecisa sulla scena del primo bacio tra quarantenni, per tagliare la testa al toro chiederai se nel libro i due protagonisti si scrivono sms o sono già passati a whattsapp. E quando tutte ti guarderanno stranite con la faccia in modalità ‘so what?’, sarai costretta a svelare che per sapere se i due arriveranno mai al primo bacio oppure no, basterà conoscere cosa usano per comunicare.
Perchè ‘Whattsapp ha riscritto tutti i codici di corteggiamento e li ha incasinati . Quando i messaggi si pagavano un tanto al chilo, al secondo sms sapevi già se l’altro voleva limonare oppure no. Ora è tutto diverso e potresti non saperlo mai. E se entrambi non hanno voglia di rischiare un due di picche, non faranno mai il primo passo’ .
E la tua amica scriverà sul suo iphone: ‘togliere whattsapp ai due cretini.’
Ma una volta gli scrittori non amavano i loro personaggi come figli? Naaaaaaaa!

Una sera per caso a un aperitivo tra amiche, ferme sul nuovo romanzo rosa dell’amica scrittrice alle prese coi due protagonisti quarantenni che non ne vogliono sapere di baciarsi, realizzerete che, se la storia rispecchia un minimo la realtà e anche se sembra che siano fatti l’uno per l’altra, i due potrebbero finire per non concludere MAI niente: i calzini ci insegnano che non sempre essere fatti l’uno per l’altra significa stare insieme. C’è gente che vive benissimo girando con due calzini spaiati. Con due destri. O due sinistri. O addirittura dimenticandone uno a casa… Del resto c’è qualche regola che lo impedisce?
Naaaaaaa!

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[27, il numero magico]

Una mattina per caso mentre sei sulla A4 e ti fermi al bar dell’Autogrill per un caffè veloce, ascoltando il discorso di due uomini in viaggio per lavoro che si raccontano le vicissitudini degli ultimi week end con le proprie donne, ridendo realizzerai che per diventare ricca ti basterebbe scrivere ‘il centalogo’ (vista la complessità dell’argomento un decalogo non basterebbe) per uomini accoppiati che vogliono uscire indenni dal week end e arrivare alla settimana successiva’.
La 27a regola potrebbe meritare un capitolo da imparare a memoria:
‘Se ti ama ti lascia sbagliare, per rinfacciartelo mesi dopo’. Non è difficile!

Una mattina per caso, sulla metropolitana verde che da Gessate porta in centro, guardandoti in giro realizzerai che marzo è quel mese della Terra di Mezzo dove la mattina puoi ruzzolare dentro l’armadio 4 stagioni, fare 14 giri carpiati e 27 giravolte e uscire con quello che ti è rimasto attaccato addosso. E ne hai le prove.

Una sera per caso mentre stai tornando a casa di corsa per raggiungere le tue amiche x la consueta cena settimanale, ripensando alla lunga giornata piena di scadenze improrogabili (ovviamente scadute) e di commissioni che avresti decisamente evitato se solo avessi potuto, realizzerai che prima o poi nella vita capita a tutti sentire quella precisa sensazione alla bocca dello stomaco, come se la pazienza ti avesse passato le chiavi a tradimento dicendoti: “Puoi guidare tu? Io sono stanca e non vedo la strada. Fuori c’è una nebbia che si taglia a fette come un salame e non ho NESSUNA voglia di guidare’. E tu sei costretta a prendere il volante e guidare anche se vorresti tanto tanto avere a disposizione un autista armato di pazienza alla 27a potenza!
Ecco, quel giorno per te è arrivato.

Una sera x caso a cena con le amiche, dopo il solito giro di tavolo di aggiornamento su amori presenti-passati-e-futuri e dopo una ricognizione veloce sui ‘fili rossi’ che legano due fidanzati immaginari (ma anche no), arrivate al capitolo EX DI RITORNO realizzerai che, anche se le tue amiche non si capacitano che alcune situazioni sono al limite della regola matematica, certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi fino alla 18ª posizione nella chat di Whatsapp e poi ritornano. Basta saperli aspettare: ritornano, ritornano sempre. Ma siccome sono anche destinati a fare solo danni, l’unica soluzione è aspettare che precipitino nuovamente, sperando che arrivino alla 27a posizione e che non se ne parli più. A volte succede.

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[Surf da metropolitana]

Un giorno per caso mentre sei sulla metropolitana rossa che da Loreto porta in centro e stai per andare a trovare il tuo nuovo consulente finanziario, quello che ha sostituito il tizio che si faceva sentire una volta all’anno al momento del rinnovo del mandato, ascoltando due tizie sedute accanto a te, realizzerai che non ci sono santi, ma tu oodiiiii come solo il Puffo Brontolone sa fare, tutti quelli che ti chiedono che offerta hai solo per farti sapere che loro con 2 euro al mese hanno 127 Giga, chiamate gratis, la pace nel mondo e un metodo infallibile per sconfiggere la cellulite sulle cosce senza nemmeno spalmarsi la cremina puzzolente della Papuasia. Si, perchè tu hai un contratto aziendale e la cellulite ti tocca tenertela. Azz…

Un giorno per caso mentre sei sulla metropolitana rossa che da Loreto porta in centro e sei seduta sui nuovi sedili che sembrano delle tavole da surf venute male o delle ondine ideate a muzzo, realizzerai che hanno un senso solo se vuoi tacchinare il tizio strepitoso seduto accanto a te finendogli praticamente seduta addosso alla prima frenata, o se vuoi ribaltarti perchè hai visto qualcuna che dovrebbe essere a 300km da Milano baciare qualcun altro che non dovrebbe essere lì su quella banchina della metro. E sceglierai la prima. Quando comincia a frenare la metro?

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[Buon 8 marzo a tutte]

Una sera per caso, a cena con le amiche, raccontandovi uno degli ultimi casi umani finiti a C’è posta per te, il tizio sposato da nove anni che lascia la moglie perché la sua fidanzata di sempre, quella che non sapeva che mentre erano fidanzati lui si sposava e faceva una figlia con un’altra, scopre tutto e lo lascia, e lui x riconquistarla la chiama in trasmissione confessando tutto realizzerete che certi uomini saranno anche stronzi, ma certe donne si bevono proprio davvero tutto: Babbo Natale, la ripresa, il Jobs Act, le patatine fritte in forno, gli orgasmi multipli e il caffè a letto…
Dovremmo smetterla di credere a tutto: viva l’8 marzo!

Una sera x caso, a cena con le amiche, aggiornandovi con il solito giro di tavolo sulle vicissitudini di tutte, rimarrete decisamente esterrefatte scoprendo che una di loro il giorno prima alle 4 del pomeriggio si era bevuta da sola una bottiglia di prosecco: aveva scoperto che il suo meccanico non era in grado di cambiarle la lampadina della macchina senza smontarle il paraurti e che questo le sarebbe costato come farsi riverniciare una portiera. La domanda è: non è riuscito solo perché lei è una donna ed è più facile approfittarsene o non è riuscito davvero perché è un uomo?
Viva l’8 marzo!

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[Appunti pericolosi]

Un giorno per caso ti svegli all’alba, ti lavi ti vesti ed esci di corsa per andare in ufficio, e mentre sei al bar per un caffè d’emergenza perché hai talmente tanto sonno che rischi di non arrivare nemmeno all’autostrada, origliando parte della conversazione della coppia che ha ordinato il caffè al banco prima di te e che discute delle figure fatte da lui al 5o chupito, la sera prima ad una festa di amici, realizzerai che gli uomini (intesi come quelli che fanno pipì in piedi) dopo secoli di storia non hanno ancora imparato due regole fondamentali di sopravvivenza:
1. Una donna che non dice nulla, osserva. E prende appunti per farti il culo.
2. Parlare con una donna incaxxata è come essere in tribunale. Tutto ciò che dirai potrà essere usato contro di te.
E se non l’hanno capito da soli, se la meritano proprio la graticola. Certo che se la meritano.

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[Democrazia e vendetta al tempo dei Socialcosi]

Un giorno per caso ti svegli e ripensando alla cena tra donne della sera prima e al racconto di una tua amica su come la vendetta sia un piatto che va servito freddo, realizzerai finalmente cosa significhi ‘Tirare due bombette (metaforicamente parlando) così, per ridere, ma non troppo”: ossia scrivere su FB ‘la soddisfazione che ti invade per aver scoperto che il tuo ex si è fidanzato con un cesso […] tanto carina e che fa talmente tante cose belle per lui che alla prima occasione lo ha persino tradito’!
Quale ex? Il primo, il secondo, l’ultimo? Qualcuno di loro se lo chiederà, giusto?

E ti scriverai su un post it per ricordarti di cercare un negozio che vende coppe per Campioni del Mondo da acquistare e fare recapitare con un corriere alla tua amica: lei ha DAVVERO vinto tutto!

Un giorno per caso ti svegli e ripensando alla cena tra donne della sera prima, realizzerai finalmente quali sono le potenzialità di internet e dei Social Network e le ricadute sulla ‘democrazia’. Significa che tu parli di qualcuno (un ex ad esempio), senza farne il nome e senza circostanziarlo in ordine di tempo e luogo, e chi vuole (sempre l’ex, ad esempio) si sente preso in causa e rosica perché non avrà mai la certezza di essere il soggetto di cui si parla.
Ma tu riderai e tanto. Soprattutto se si parla di corna e lui sbatte continuamente contro lo stipite delle porte senza farsene una ragione.
Lui, però. Perché se le corna fossero le tue, rideresti un po’ meno, ovviamente. Ma questo è un altro post.

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