[Sulla via della DeejayTen]

Se un giorno per caso mentre sei a Villa SG e stai andando a prendere la metropolitana rossa, un tizio dalla macchina tira giù il finestrino e fischia come un tamarro degli anni Cinquanta, se dopo cinque minuti lo incroci mentre scende dalla macchina e inciampa nei suoi piedoni da Pippo numero 45 cadendoti praticamente davanti, realizzerai che è assolutamente impossibile non ridere in modalità ‘fino alla fine del mondo’. E che ti ci vorranno ore per smettere di ridere. Ma non ti sentirai in colpa. Proprio per niente.

Se un giorno per caso, mentre sei sulla Metropolitana Rossa che da Villa SG porta a Cairoli, se ti siedi accanto a un tizio che sta giocando a Ruzzle, guardarlo ti farà lo stesso effetto di vedere uno col walkman. Modalità #fuoritempo!

Se un giorno, per caso, mentre sei a Cairoli e stai andando a ritirare la sacca della DeejayTen al Villaggio Gara in Piazza del Cannone, se incroci la Parodi mentre registra un servizio con Foody, la mascotte di Expo15, e ti soffermi a guardare il suo vestito smanicato stile impero con la gonna scozzese e sandali tacco 10, realizzerai che il tuo sgomento non è colpa della mascotte messa insieme con frutta e verdura che proprio non ti finisce di convincere, ma è colpa di quella gonna scozzese. Se la Parodi è una trendsetter avrà indossato quella gonna non a caso e presto tutti i negozi avranno in vetrina quegli orridi quadrettoni. Il che significa che quest’inverno TU, che odi quegli orridi quadrettoni, non avrai nulla da metterti. Ecco. Questo è l’inizio di un incubo.

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[Almond vs. White]

Se una mattina per caso è domenica e devi andare a Milano per un evento e ti hanno appena scritto che ti stanno aspettando delle persone che sarebbero dovute arrivare più tardi ma che sono in anticipo di 4 (quattro) ore, se dopo 7 (sette) minuti ricevi una telefonata sul telefono di casa e dall’altra parte della cornetta una voce ti chiede ‘Sei ancora a casa?’ la prima cosa che ti verrà da rispondere sarà: ‘No, tranquillo! Sono già uscita da mezz’ora, ma sono abituata a muovermi portandomi dietro un telefono con almeno 16km di filo, così, giusto per risponderti’. E rallenterai. La giornata sarà lunga, molto lunga.

Una sera x caso al termine di una giornata campale, mentre sei in auto sulla A4 e torni a casa, puoi sorprenderti a desiderare di prendere a testate qualcuno. Che ne so, qualcuno che non risponde mai alle email, qualcuno che ti ha venduto qualcosa di cui non avevi bisogno, qualcuno che ignora i tuoi inviti, qualcuno che non capisce o fa finta di non capire, qualcuno che fa finta di nulla, qualcuno che si è mangiato l’ultima caramella che avevi lasciato in macchina per i momenti in cui hai bisogno di coccole…
Ecco, in verità è per questo che tireresti testate. È solo una questione di caramelle. In fondo ci sono coccole e coccole. O droghe e droghe. Sarebbe peggio se fosse per colpa del cioccolato bianco.
Poi ti ricordi che a casa hai una scatola di Magnum White nel congelatore. E anche una di Magnum Almond. Quindi puoi scegliere. E ti tranquillizzi.

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[Metti un addio al nubilato]

Una mattina per caso su ItaloTreno ti puoi ritrovare seduta accanto ad un gruppo di giovani donne nel bel mezzo di un addio al nubilato decisamente trash e puoi realizzare che alcune cose non sono per nulla cambiate da quando ti sei sposata negli anni Novanta, mentre altre hanno preso una deriva decisamente più hard.
Ad esempio:
– scoprirai che se 8 donne organizzano un week lungo in barca lungo la costa toscana la prima cosa che verrà inserita nella lista della spesa sarà il beveraggio (Vodka, Rhum, Red Bull…) e stupita penserai: ‘Strano avrei pensato il pesce’!
– noterai che uno degli oggetti più citati sarà il ‘cappellino della gioia’ e che alcune chiederanno come fare nel caso dovesse servire a più di una contemporaneamente. E scoprendo che il suddetto cappellino è l’equivalente del ‘Do Not Disturb!’ realizzerai che più d’una ha intenzione di portarsi ‘la merenda in cabina’.
Ma il pesce?
– scoprirai che in barca la regola per tutte sarà che la ‘merenda’ si porta in cabina, la ‘merendina’ si consuma sul ponte, a prua o a poppa, o direttamente in acqua… E tu continui a chiederti del pesce…
– realizzerai che forse nessuna di loro soffre il mal di mare perchè anche solo a sentir nominare ‘cibo’ e ‘barca’ nella stessa frase a te parte la nausea e cominci a chiederti dove si può comprare un cerottino !
Ovviamente loro potrebbero dedicarsi al pesce.
– scoprirai che l’unica che non mangerà la ‘merenda’ e la ‘merendina’ sarà la promessa sposa. Ma non per colpa del mal di mare. Solo perchè ‘non regge l’alcool e alla sesta vodka finirà sicuramente KO sotto il tavolo della dinette’.’
E ricordando che vent’anni fa, quando la prima delle tue amiche convolava a nozze, il massimo della trasgressione per un addio al nubilato era prenotare un tavolo nel privè di una discoteca, chiamerai a raccolta le tue amiche e insieme deciderete che visto che ormai le single rimaste sono talmente ‘convinte’ che non si prospetta nessun nuovo matrimonio imminente, per ridere un po’, ‘l’ultima che si è sposata DEVE organizzare ASSOLUTAMENTE un nuovo addio al nubilato!’
Foss’anche una bella giornata in una SPA. Così, giusto per ridere un po’, mica per altro…

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[The story of my life. Ecco]

Un giorno per caso ti svegli, ti lavi, ti vesti, ti trucchi, fai colazione e ti metti in macchina per andare in ufficio. E al secondo chilometro di coda dopo la barriera di Milano, incastrata fra i camion cominci a sentire una strana e irrefrenabile voglia di musica ignorante. Scorri la playlist sul tuo iphone e metti “The Story of My Life” dei One Direction in loop. E canti in modalità “fino alla fine del mondo” chiedendoti con un sorriso cretino stampato sulla faccia: “ma sono malata o sono solo diventata piuggiovane?”. Ma non troverai una risposta.

Un giorno per caso, mentre stai leggendo il giornale e sei seduta davanti alla televisione accesa, noti in video una tizia che conosci, una che per qualche anno in passato avevi considerato una rivale e che ti faceva venire l’orticaria ogni volta che ne sentivi parlare. Sei sorpresa che sia addirittura in tv, ma evidentemente era davvero una con i numeri e non la sciacquetta che ricordavi ma che faceva perdere la testa a diverse persone di tua conoscenza. Nel video si presenta e mette in mostra tutto quello che da sempre ti dicono siano i suoi punti di forza e le sue migliori doti e, osservandola con attenzione, realizzi che proprio in quelle cose in cui avevano cercato di farti credere fosse “super”, alla fine, tanto super non era. Anzi, era proprio una schifezza! E poi… ti svegli e realizzi che era solo un sogno. Un ‘sogno demolitore’, mannaggia, ma solo un sogno!

Se un giorno per caso mentre stai navigando per trovare un’informazione, un’amica ti indirizza sulla pagina FB di Cavezzali e rimani colpita da una delle sue vignette che dice che ”ci sono incubi che si svegliano la mattina e che ti chiedono se è pronto il caffè”, e poi vieni richiamata dal suono di una email in arrivo e scopri che è la DEM di una veggente che ti scrive
“Durante la notte ho ricevuto degli impulsi considerevoli che, svegliandomi, mi hanno proiettato delle visioni talmente chiare ed eclatanti che bisogna assolutamente che io gliene parli al più presto! E’ necessario che lei sappia ciò che l’aspetta!”. Ecco, a questo punto realizzerai definitivamente che il mondo è impazzito, che la comunicazione è impazzita, ma soprattutto che i sogni (anche quelli degli altri, non solo i tuoi) sono impazziti!

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[La sentinella del traffico]

Un giorno per caso ti svegli, ti lavi, ti vesti ti trucchi fai colazione saluti il mezzo26enne che è ancora in vacanza e ti metti in macchina per andare in ufficio. E mentre sei sulla A4 puoi ricevere la prima telefonata di un amico che ti chiede se nel tratto Milano-Brescia ci sono distributori Shell o Total perché deve fare benzina e ha solo i voucher e non la scheda carburante. Farai mente locale, ma proprio non te lo ricordi e per aiutarlo andrai su google e gli darai l’informazione.

Un giorno per caso ti svegli, ti lavi, ti vesti, ti trucchi, fai colazione, saluti il mezzo26enne che è ancora a letto perché la scuola non è ricominciata , e ti metti in macchina per andare in ufficio. E mentre sei sulla A4 puoi ricevere la seconda telefonata della giornata da un’amica che ti chiede se c’è un incidente dopo Capriate verso Milano perché è in coda e ha fretta e vuole sapere se uscire a Trezzo e andare ad Agrate per strade normali. La rassicurerai e le spiegherai che è tutto ok e sono i normali rallentamenti sul ponte di Trezzo di chi guarda giù per vedere il ristorante sul fiume Adda.

Un giorno per caso ti svegli, ti lavi, ti vesti, ti trucchi, fai colazione, saluti il mezzo26enne che è ancora a letto perché la scuola non è ricominciata, e ti metti in macchina per andare in ufficio. E mentre sei sulla A4 puoi ricevere la terza telefonata della giornata da un amico che sta percorrendo l’autostrada in senso inverso al tuo e che è allarmato perchè non vede nessuna (ma proprio nessuna) auto nell’altra corsia e vuole sapere se è tutto ok. E tu dovrai spiegargli che siete tutti dietro una safety car della polizia autostradale che procede a passo d’uomo con la bandiera fuori dal finestrino e la scritta RALLENTARE sul tetto. E quando ti chiederà perché, realizzerai che non solo non lo sai, ma anche che è la terza telefonata che ricevi in qualità di esperta di viaggi in autostrada e nessuna per sapere come stai. È evidente che il tuo posizionamento ha preso una piega divergente da quella solita.
Ma intanto sei arrivata e puoi spegnere la scritta ‘Sentinella del Traffico’ che hai sul tetto della tua Supercar!

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[Devi stare molto calma]

Una mattina per caso ti svegli e ti metti in macchina per andare in ufficio e dopo 5km di rallentamenti inspiegabili realizzi che vorresti avere le incrollabili certezze di quelli che vanno a 60 all’ora in 2° corsia in autostrada e vengono superati a destra e a sinistra. Ma non le hai. E così speri che qualcuno spieghi loro con dolcezza il significato di ‘veicoli lenti a destra’ perché se fosse per te li prenderesti per le orecchie scuotendogli la testa come un’anfora e urlandogli a 6 cm dal naso che CHI VA PIANO DEVE STARE A DESTRA. Ma solo finchè non capiscono.

Una mattina per caso ti svegli e ti metti in macchina per andare in ufficio e mentre sei in coda al casello ti guardi un po’ intorno, negli abitacoli delle altre auto, così per passare il tempo, realizzi che ci sono uomini che hanno proprio un gran da fare con quei nasi e con quelle dita. E ricordando un famoso detto nerdologico che recita che ‘Esiste un’App per ogni cosa’, ti chiederai se esiste una App per monitorare l’andamento di questo genere di scavi… E se, visto l’impegno, varrà pure come esercizio fisico? Ma Runkeeper non ne parla: evidentemente il dispendio di energie è limitato.

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[Argentina with Love]

Un giorno x caso ti svegli e realizzi che il tuo migliore amico, il Tennista, sta tornando dall’Argentina dove è andato a conoscere i genitori della sua ‘nuova fidanzata’ e a ‘fare un giro sui campi da tennis con quelli che contano’.
E ti riproporrai che quando ti telefonerà x raccontarti com’è andato il viaggio attraverso l’Argentina fino al Perito Moreno passando per la casa dei ‘possibili futuri suoceri’, tu fingerai di non ricordarti che questa è la quinta volta che va a conoscere i genitori di una sua ‘nuova fidanzata’ in giro per il mondo. Magari questa è la volta buona e tu ti potrai comprare un meraviglioso outfit tutto nuovo per fargli da testimone al matrimonio. Tutti hanno il diritto di sognare in fondo, ma è meglio non dirgli nulla che poi gli vengono gli sfoghi in faccia per l’ansia.
– Un giorno x caso ti svegli e realizzi che il tuo migliore amico, il Tennista, sta tornando dall’Argentina dove è andato a conoscere i genitori della sua ‘nuova fidanzata’ e tu non vedi l’ora di offrirti di portarla un po’ in giro a visitare Milano per conoscerla meglio: sono mesi che desideri fare un giro sul sightseeing di Milano e scoprire tutte le cose nuove che ci sono in città e questo potrebbe essere un pretesto fantastico!
Ovviamente prima che il Tennista cambi fidanzata.

Grazie di aver letto questo post. Se sei arrivato fin qui significa che ti è piaciuto. Lascia un commento: mi farebbe molto molto piacere. Grazie.

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[Partenze intelligenti]

Un giorno per caso ti svegli e ti guardi intorno e realizzi che hai pochi minuti per scendere nella sala della colazione, bere il solito ginseng in tazza piccola, con 3 frollini, uno yogurt, due fettine di torta al cioccolato, tornare in camera di corsa, BUTTARE tutta la tua roba in valigia e caricare la macchina.
Avresti potuto fare la valigia la sera prima invece che andare al Batucada a bere il miglior mojito della Riviera e a guardare i barman ballare mentre preparano i loro fantastici cocktail brasiliani; fare come fanno tutte le brave madri di famiglia previdenti ‘perchè non si sa mai, potrebbe succedere qualcosa che ti impedisce di fare la valigia e tu devi lasciare lo stesso la stanza entro le 10 e ti ritrovi con tutta la tua roba ammassata in un angolo del corridoio dell’hotel a infilarla nei sacchi neri per fare prima (incubo delle ultime due notti che dovrai indagare con la tua analista un giorno)’. Cosa che ovviamente non succede.
E, dopo aver sistemato tutto l’ambarandan nel bagagliaio, ti farai paf paf sulla spalla per tutti gli anni passati a giocare a Tetris senza sapere se un giorno ti sarebbe servito oppure no. Ecco, ora lo sai: senza Tetris non saresti mai riuscita a far stare 2 biciclette, una bilancia pesapersone, 2 racchettoni da spiaggia, 3 valigie di dimensioni diverse, una borsa da palestra, un secchiello da sabbia con un vaso piccolo di ciclamino, un pc, un televisore da auto, una borsa di vestiti nuovi, due scatole di scarpe, un sacchetto di oggetti vinti in salagiochi con i punti di innumerevoli jackpot, due palloni e una coperta in macchina. Il tutto in meno di un’ora, giusto in tempo per andare a pagare l’ombrellone in spiaggia, salutare tutti in hotel e partire.
Con la speranza (del figlio) di fare il minimo sindacale di coda e riuscire a trovare un Autogrill in cui fermarsi a pranzare con un Camogli ”. Ecco.

E così la vacanza al mare finirà
con la consapevolezza che:
1. La valigia va fatta all’ultimo. Si buttano tutte le cose dentro le valigie e non ci si fanno troppe pippe. La vacanza va goduta fino all’ultimo.
2. Un viaggio di ritorno a casa non è un vero viaggio senza il pranzo (o la cena) in Autogrill; un pranzo (o cena) in Autogrill non è un vero pranzo (o cena) senza un Camogli; un viaggio di ritorno a casa non è un vero viaggio senza un CAMOGLI. Perchè non c’è partenza intelligente che conti: l’importante è che tuo figlio riesca a mangiare il CAMOGLI.
3. Inutile arrabbiarsi. Non sai ancora come, ma un giorno anche tuo figlio riuscirà ad utilizzare le sue competenze acquisite con ore e ore trascorse a giocare con tutti i videogiochi del mondo. Foss’anche riuscire a costruire un muro di protezione di un castello medievale, con fossato e ponte levatoio, mentre è in vacanza in campagna con tutta la famiglia.
Del resto, Tetris docet!

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[A San Marino piove sempre. Credo]

Un giorno x caso ti svegli e il tempo non lascia presagire nulla di buono: nuvole davanti, di fianco e dietro, in alto, nel cielo. Gli ombrelloni in spiaggia sono tutti chiusi e quelli che corrono sul lungomare hanno tutti il kway a portata di mano. Insomma, ti basta poco per realizzare che questa è la classica giornata da San Marino e quindi… da shopping a San Marino.
Così ti armi di santa pazienza e dopo aver fatto incetta di leaflet di tutti i centri commerciali e outlet della Repubblica di San Marino, sali in macchina e punti verso Monte Titano.
Oltre l’infinito e oltre!
Come nelle migliori tradizioni, man mano che ti avvicini alla meta, il tempo continua a peggiorare: le tre cime sono coperte da nuvole grigie così minacciose che nemmeno Enrico il Bagnino riuscirebbe a descriverle col solito ottimismo di Radio Deejay.
Sta per piovere e tu procedi seguendo le indicazioni del TomTom.
Il paesaggio è strepitoso: incroci paesini arroccati su colline dolci, campi di frutta, di zucche, vigne… Peccato solo che il tempo sia così grigio. Ma si sa, stai andando a San Marino e a San Marino il tempo è sempre brutto.
A dire la verità il sospetto che qualche volta il bel tempo raggiunga anche la piccola Repubblica ce l’hai. Ci sono foto e vecchie cartoline che lo dimostrano, ma tu proprio non l’hai mai visto dal vivo e puoi solo sospettare.
Perchè quando arrivi a San Marino c’è sempre quella gocciolina fastidiosa che sta per caderti addosso o che ti è già caduta. E che piove lo sai anche dai piccoli ombrelli venduti a 3 euro nei negozi di souvenirs che non mancano mai.
E poi c’è il manifesto che parla delle zanzare tigre a dimostrare che a causa della pioggia persistente, le zanzare a San Marino sono cresciute fino al livello Super Sayan e che se vogliono ti sollevano e ti portano direttamente nella loro tana.
Sarà che anche quando eri piccola ti hanno portato a San Marino, ma scandagliando tra i tuoi ricordi il sole non l’hai visto nemmeno allora.
E quindi?
Niente. Il sole a San Marino non c’è. O forse, quando tutti sanno che pioverà, decidono di andare a San Marino.
Ed è per questo che le commesse russe dei negozi di San Marino quando vedono le nuvole cariche di pioggia ti accolgono sorridendo.
E anche i ristoratori di San Marino ti accolgono con un gran sorriso quando entri nei loro locali. Come ad esempio la Cantina di Bacco, un ristorantino di San Marino davvero accogliente, nel quale hai mangiato immersa in un’atmosfera decisamente intima.
Ma tu non saprai mai se ti accoglierebbero con lo stesso sorriso se ci fosse il sole. Perché se ci fosse il sole tu andresti al mare e non andresti a San Marino.
Del resto cosa vai a fare a San Marino che piove sempre? 20140824-170926.jpg20140824-170943.jpg20140824-170933.jpg20140824-171957.jpg

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[Undici libri e un passo di donna]

Un giorno per caso ti svegli e sai che il tuo soggiorno al mare sta per finire e che presto dovrai rimettere tutte le tue cose in valigia e ricomporre il puzzle di trolley, borsoni, biciclette, zaino dei compiti del mezzo26enne (rimasto integro fino a 36 ore prima della partenza), figlio mezzo26enne con l’aggiunta di libri e scatole di scarpe, due palloni nuovi, un pc mai aperto, il tutto nella parte posteriore della tua supercar.
Qualcosa l’avrai usata, qualcosa un po’ meno, qualcosa per niente ma quando sarai a casa te ne dimenticherai e con una percentuale di probabilità vicina al 100 l’anno prossimo rimetterai tutto con lo stesso ordine in auto pensando che sia un’ottima idea e che ti servirà TUTTO. E forse aggiungerai una valigia in più solo per te (magari piccola) poichè ormai è assodato che l’universo femminile è troppo complesso per riuscire a farlo stare in una valigia.
Ma c’è qualcosa che continuerai a portare avanti e indietro fintanto che non ti convertirai definitivamente al Kobo o Kindle o qualsivoglia e-reader e sono… i libri.
Quest’anno ti sei portata dietro:
1. Stregati dalla corsa, di Marco Lo Conte. Nove ritratti di manager runner che correndo hanno accelerato nella professione e nella vita.
Ognuna di quelle storie hanno raccontato un pezzo di te, ma quelle in cui ti sei ritrovata di più sono quelle di Paolo Garimberti. Il fratello maggiore. Perchè tu sono un po’ così, sei quella che quando corre dice agli altri di non mollare, che manca poco, che ce la faranno. Anche se loro arriveranno prima di te e faranno il loro pb. Mannaggia!
Quella di Gianni Morandi. La corsa? Una roba…!!! Perchè lui quando corre arriva al traguardo e quando arriva sorride e perchè senza saperlo la sua immagine, essenza della corsa gioiosa, è finita sulla copertina di un libro non suo, un libro sul Running. Ecco. Tu sei un po’ così: ti piace correre e anche se fai fatica, e le tue gambe sembrano stecche di cemento, quando corri hai la sensazione di fare una cosa grande e bella. E sei felice. O drogata di endorfine, ma chissene frega, va bene così.
E poi quella di Lorenzo Sassoli de Bianchi. Il filosofo. Perchè molte delle cose che dice le ascolti ogni volta che ti alleni con l’audiocoach Rock Run Roll. Chissà se gli hanno chiesto i diritti.
E infine quella di Julia Jones. Il metodo JJ. Un metodo che vorresti provare su di te frequentando un vero corso per correre. Perchè è vero che correre è qualcosa di naturale, ma ci sono dei giorni che non ti basti e vorresti che qualcuno si prendesse cura della tua corsa e ti facesse crescere. Chissà, forse un giorno…
2. Dimagrire di corsa di Daniel Fontana (con il contributo di Elena Casiraghi, eat coach, che in copertina non si trova, ma nel libro interviene con delle pagine interessanti davvero).
L’hai comprato perché sei una di quelle runner che corrono per un milione di motivi, tra cui dimagrire, e perché hai un debole per i triatleti; perché sorridi ogni volta che li vedi allenarsi e pensi che siano gli sportivi più indecisi (o talentuosi) del mondo che non sapendo scegliere in quale sport gareggiare ne scelgono addirittura tre contemporaneamente. E poi perché ti piace sentire o leggere i racconti di chi si cimenta nella gara più dura e pazzesca che tu conosca, l’Ironman. E perché a furia di ascoltare e leggere aneddoti sui vari Ironman in giro per il mondo disputati dai tuoi amici, alla fine sei riuscita a scrivere addirittura un racconto, Verso il Traguardo, e a farlo pubblicare in 2 (due!) raccolte.
3. I sette passi della corsa, di Umberto Longoni.
Uno psicologo dello sport, motivatore, che hai incontrato un giorno mentre stavi seguendo un programma di dimagrimento e lui presentava uno dei suoi libri. Lui insegna ad allenare la mente per correre meglio. E non ti dice che a correre non si fa fatica, ma ti aiuta a trovare gli stimoli e la strada per superare i momenti difficili. Perché il running è un progresso dell’individuo e una piccola, personale conquista. La cosa che rileggi con maggior piacere? L’esercizio che ti insegna a non sentire la fatica partendo da un test della personalità. Hai scoperto che devi immaginare di essere una farfalla che vola leggera davanti a te. La cosa meravigliosa è che Farfalla è (quasi) l’anagramma del tuo nome.
4. La vita è un viaggio di Beppe Severgnini. 20 parole per un futuro migliore. Un libro pratico, poetico, tonificante.
Sai che non ha bisogno di presentazioni. Lui è giornalista, un osservatore della vita, del mondo in cui viviamo, degli italiani e dell’Italia.
È un raffinato utilizzatore e conoscitore dei Social Network, anche se si schernisce di non essere più giovanissimo e di non arrivare a tutto. Ma ti piace. Ti piace perché se ‘La vita è un viaggio’, lui non ti indica la meta, ma ti regala 20 parole da portarti dietro come bagaglio e da tirare fuori all’occorrenza. Tra queste: atlante, brevità, incoraggiamento, paternità, rispetto, sensualità. E altre 14 per arrivare a 20.
5. Figuracce, AA.VV. 8 scrittori raccontano una loro figuraccia. E lo fanno alla loro maniera, da scrittori. Perché ‘la vita è uno slalom tra figure di merda’, ma quando le figure di merda sono degli altri e sono raccontate bene, sei felice e vorresti che non finissero mai. Ovvio.
6. Ritrovarsi a Manhattan di Carole Radzwill
L’hai comprato una mattina dopo una corsa sul lungo mare che da Misano porta a Riccione. Avevi caldo e sei entrata in Mondadori per fare un giretto con l’aria condizionata. Ti sei lasciata attrarre dal colore della copertina e dalla fascetta. Ma non è un gran libro. E neanche la pagina dei ringraziamenti. L’unica cosa che ti porti a casa con questo libro è il riassunto di una ricerca sulla correlazione tra il buon sesso, la produzione di dopamina e il desiderio struggente di rifare sesso con la stessa persona che può durare addirittura due anni. E che poi, dopo due anni, passa (per fortuna!). Ecco. Ottimo da leggere in spiaggia.
7. Omicidi in pausa pranzo, di Viola Veloce, lo pseudonimo di un’impiegata milanese, blogger, single di ritorno, un figlio alle medie e la passione per la scrittura. Un giallo adattissimo al ritorno in ufficio, quando temendo che qualcuno possa decimare te e i tuoi colleghi preferisci che sia un serial killer piuttosto che un tagliatore di teste. Catartico!
8. La sovrana lettrice, di Alan Bennett. Gran libro su una donna, una regina, una vera Sua Maestà che scopre il piacere della lettura e che comincia a desiderare che tutti leggano. Meraviglioso. Grande la scoperta che ‘ascoltare il riassunto di un libro non è come leggere davvero quel libro’ e che gli scrittori sono persone strane e che a volte sono molto meglio i loro libri. Da leggere e rileggere!
9. Black Book of Style, di Nina Garcia. Un libro in lingua inglese, regalo della tua migliore amica che spera sempre che tu ti decida a migliorare il tuo poor inglese leggendo qualcosa che ti possa appassionare davvero, come lo stile e la moda. C’è ovviamente anche la versione in italiano!
10. Andromeda Heights di Banana Yoshimoto. Ancora una volta un libro che consigli a chi ama i manga, a chi è cresciuto a pane e cartoni animati giapponesi, a chi è abituato ai dialoghi brevi, ai monologhi dell’anima, alle pause e ai cambi di scena lenti. Da gustare lentamente per esplorare i temi della perdita e della guarigione, e di come si può trovare la felicità nelle famiglie più anticonformiste. Avendo iniziato a leggere i libri di Banana quando ne aveva scritti solo cinque e non avendo più smesso, beh, come potevi andare in ferie senza portartene dietro uno?
11. Smart photo manuale, di Valerio de Berardinis. 9.90 euro spesi (forse) bene. Per districarti nel mondo delle App fotografiche, capire quali sono le inquadrature migliori, il segreto della luce, delle esposizioni. E anche se non hai capito molto (e la foto che stai postando è schifosamente mossa) almeno avrai la consapevolezza che, a esser capaci, anche un iphone può fare delle foto grandiose. Non solo selfie, dunque!

E infine ci sei tu e i tanti chilometri percorsi in due settimane, camminando, correndo, in bicicletta. Sul lungo mare. Fino alla fine del mondo.

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