[A vent’anni ci siamo baciati, ricordi? E 25 possibili risposte.]

[oggi ho imparato che] 

Una sera per caso, mentre sei ad un aperitivo con alcuni vecchi colleghi e allievi della piscina in chi insegnavi nuoto, ascoltando a spizzichi e bocconi i discorsi di alcuni gruppetti intorno al buffet per ricordare i vecchi tempi, ad un certo punto, assistendo ad una conversazione surreale tra due ex allievi che un tempo avevano avuto un piripin, realizzerai che ci sono situazioni che dovrebbero finire su un manuale per chi si rivede dopo 20 anni (ed è molto cambiato), e precisamente tra ‘le 10 cose che non bisognerebbe mai dire se si vuole essere considerati qualcosa di più di un minus sapiens‘…
Tipo, dire: ‘noi a vent’anni ci siamo baciati, te lo ricordi?’ perché le risposte potrebbero essere le più disparate: alcune lusinghiere, altre sorprese, altre ancora non proprio divertenti. 
Ecco le 25 reazioni più immediate:

1. Davvero? Non ricordo…
2. E perché non è continuata? 
3. Com’era andata dopo?
4. A quell’età ero irresistibile
5. Avevamo scommesso qualcosa?
6. Si, ma non baciavi bene…
7. Vabbè, sbagli di gioventù…
8. Si, ricordo che fu strano
9. Si ma eravamo impegnati
10. Si e non ti ho mai dimenticato
11. Si e c’ho messo anni per riprendermi
12. Si, eravamo ubriachi, vero? 
13. Sei fuori? Me lo ricorderei!
14. Hai bevuto? Ti confondi 
15. Che imbarazzo! 
16. No, lo escludo
17. Com’è possibile se ti vedo oggi per la prima volta… 
18. Si, poi mi hai chiesto di sposarti e mi hai vomitato sui piedi
19. Se ti avvicini ancora, ti sputo
20. Se lo dici in giro, ti rigo la macchina
21. Scusa puoi evitare di ricordarmelo?
22. Che sforzo! Ma se baciavi chiunque respirasse un minimo!
23. Può essere. Ma non ricordo.
24. Come hai detto che ti chiami?
25. Ogni volta che ci penso mi ci vogliono ore per smettere di ridere
Quindi, regola! 

 

MAI ricordare a qualcuno rivisto dopo molti molti anni: ‘noi ci siamo baciati’. 
E’ una frase stupida. Non si usa per fare conversazione e… 
C’è davvero bisogno che confermi?  
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[Basta un sacco di cioccolato]

Una sera per caso mentre siete a un aperitivo con le amiche, guardandovi intorno noterete in un angolo una coppia molto ‘presa’, lei sulla quarantina e lui di un’età approssimativa più vicina ai venti che ai trenta, limonare senza tregua e, immaginandovi nei loro panni, realizzerete che anche se ora avete tutte l’età per il toy boy, avete come la sensazione che invece di limonarlo in un bar sui Navigli gli chiedereste se ha fatto i compiti e si è messo i calzini pesanti.

Una sera per caso ad un aperitivo tra amiche, dopo un veloce giro di tavolo per ascoltare le avventure surreali delle ultime single di ritorno, ricordando a tutte che agli aperitivi istituiti da quattro anni è TASSATIVAMENTE vietato essere tristi per più di 10 minuti, realizzerete in fondo oggi è il Blue Monday e che il sacco di cioccolatini ricevuto in regalo e messo a disposizione del gruppo è quanto mai PROVVIDENZIALE. Del resto lo dicono anche le ricerche: il cioccolato porta la felicità. Ecco.

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[Scollature pericolose]

Una sera per caso ad un aperitivo tra amiche, aggiornandovi sugli
ultimi incontri surreali con uomini surreali, al racconto dell’amica che ha stabilito la regola di ‘scrollarsi-di-dosso-in-tempo-zero chiunque si attacchi a cozza e non la lasci respirare’, realizzerai che in fondo non ha tutti i torti. Infatti, potrai anche fingere interesse per qualche tempo per un tizio di cui in realtà non te ne frega nulla, ma dopo un po’ la tua testa potrebbe iniziare a gonfiarsi e alla fine esploderesti e voleresti via.
Quindi è meglio far evaporare il tizio senza ‘ma’ e senza ‘se’, prima che succeda l’irreparabile. Non vorrai mica finire a pezzettini incagliata sui rami di un albero!

Una sera per caso ad un aperitivo tra amiche, aggiornandovi sugli
ultimi incontri surreali con uomini surreali, al racconto dell’amica sul tizio che mentre le stringeva la mano per presentarsi aveva iniziato a guardarle la scollatura e che non aveva più smesso per tutta la durata della conversazione, non potrai fare a meno di annuire al suo lapidario commento: ‘Ma non lo sa il poveretto che mentre lui mi guardava le tette, io ho calcolato quanto costavano i suoi abiti, controllato se le sue scarpe erano nuove, se gli sudavano le mani, da quanto non si tagliava i peli del naso e in quanto tempo dargli il lungo? Non era meglio guardarmi negli occhi, lasciar perdere la scollatura, giocarsi il tutto e per tutto sfoderando tutto il suo fascino (se ne aveva), e non lasciarmi il tempo di fare tutte le mie considerazioni su quanto fosse sciocco e maldestro un approccio del genere? Esiste una donna al mondo che potrebbe apprezzare uno che si presenta così?’
In effetti…

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[Per una taglia in meno]

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Se un giorno per caso ti svegli, mancano pochissimi giorni al matrimonio di tuo fratello e stai facendo una dieta da 15 gg di passione perché mentre eri in ferie hai mangiato “fritto misto come se non ci fosse un domani”, realizzerai che l’unico modo per evitare gesti inconsulti di cui ti potresti pentire fino alla fine del mondo è transennare la bilancia. Ormai è inutile piangere sul ‘fritto mangiato’.

Se una mattina per caso ti svegli, mancano pochissimi giorni al matrimonio di tuo fratello e stai facendo una dieta da 15 gg di passione, e leggi su Twitter che secondo alcune ricerche la chiave della felicità è “amare, correre e bere acqua”, dopo aver aperto #MyFitnessPal per inserire le calorie ingerite durante la colazione, assocerai immediatamente questa notiziona da prima pagina ad un mero calcolo matematico.
Amare: -250 calorie ogni 10 minuti di sesso (WOW)
Correre: -350 calorie ogni ora di running (WOW)
Bere acqua: 0 calorie (WOW)
E realizzerai che hanno ragione: tutto ciò che fa dimagrire rende felici! Sempre!

Se un giorno per caso ti svegli e decidi di andare a correre all’ora di pranzo per bruciare un po’ di calorie e accelerare il processo di dimagrimento in vista del matrimonio di tuo fratello, scoprirai che tutti hanno nella propria playlist una canzone che non ascolteranno e che non cancelleranno mai, ma che (com’è-come-non-è) la tua playlist è in grado di partire da sola nei momenti meno opportuni, come ad esempio mentre sei in macchina, vieni fermata dai carabinieri per un controllo, non ricordi dove hai messo la patente e sei in tenuta troppo sportiva per puntare tutto su un sorriso smagliante e una scollatura strepitosa.

Se una sera per caso, in piena dieta, ad un aperitivo tra amiche a base di verdurine e acqua gasata, racconti che tuo figlio la sera prima è rimasto chiuso in ascensore e hai dovuto chiamare il portiere per tirarlo fuori, tra una carotina e un rapanello finirete senz’altro a raccontarvi di quegli episodi di cronaca in cui persone rimangono chiuse in ascensore in località di villeggiatura in inverno e vengono tirate fuori dopo una settimana con 10 chili in meno. E guardando con occhi sconsolati la coppetta di pinzimonio che state dividendo in 4 per evitare di ingerire calorie e rientrare nei vestiti (di una taglia in meno) comprati con la pre-collection non stupitevi se qualcuna ad un certo punto vi dirà: “Chiudetemi in ascensore con una bottiglietta di acqua e un vasino per fare pipì e tiratemi fuori fra una settimana, vi prego”.

Se sei arrivato fin qui, spero che questo post ti sia piaciuto. Le foto sono quasi sempre mie e racconto storie e verità il cui riferimento a persone e fatti veramente accaduti è puramente casuale. Se ti va puoi fare in modo di ricevere gli aggiornamenti di questo blog ogni volta che viene aggiornato. Se vorrai tornare e commentare io ne sarò lieta e onorata. A presto.

[Cocktail, hamburger e tacchi a spillo]

Se una sera per caso ad un aperitivo tra amiche in zona Tortona, mentre stai aspettando che arrivi il tuo cocktail ti guardi intorno e passi in rassegna tutti gli uomini fermi al bancone, realizzerai definitivamente che il confine tra barba lunga da hipster in coda per un aperitivo e barba lunga da barbone in coda alla Caritas è sottilissimo. E ti chiederai: why? pourquoi? Perché? Perchèeee?

Se una sera x caso al termine di un aperitivo tra donne decidete di concedervi l’hamburger di piccole dimensioni più buono del mondo, ti viene in mente il locale nel quale eri stata mesi prima ma di cui non ricordi il nome e tiri fuori l’iphone per cercarlo su Internet, se dopo pochi istanti google ti dice che il locale che cercavi era Hambistro ed era proprio così, la prima cosa che ti chiederai sarà: ‘ma google, che appena digiti tre lettere sa già cosa vuoi cercare, ha poteri soprannaturali o è il più grande stalker del mondo?’

Se una sera per caso mentre stai mangiando un fantastico hamburger con le tue amiche in via Savona, la conversazione cade sul desiderio delle donne di avere qualcuno che le capisca, non potrai che applaudire chi finalmente confessa che lei non è di un uomo che ha bisogno. Lei ha bisogno di un paio di scarpe nuove perchè ‘Le scarpe nuove ti capiscono sempre, anche quando diventano vecchie’. E ti segnerai che per il suo compleanno le regalerai sicuramente la trilogia di Bea Buozzi, Il Club dei Tacchi a Spillo: #mattapermanolo #tuttechooperterra #lavitaeunaloboumeravigliosa20140801-195306.jpg

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