Il gelato al Puffo non è alcolico!

[Oggi ho imparato che] Non importa chi è, cosa fa o da dove viene. In gelateria, al Nuovo Fiore di Riccione o all’Officina del Gusto di Misano Adriatico, dopo una lunga e attenta riflessione, la persona in fila davanti a te sceglierà sempre gli stessi gusti. Ma se sono le 22.00, piove che Dio la manda e davanti a te c’è un uomo che, dopo aver soppesato Fragola, Tiramisù, Nutella e Crema, chiede alla conista: ‘Di cosa sa il Puffo? Di anice?’, tu capirai senza ‘ma’ e senza ‘se’ che se potesse, invece del cono, si farebbe una bella sambuca con la mosca.

  

Aperitivi di favole e di scienza

Una sera per caso ad aperitivo tra amiche, al primo giro di tavolo di aggiornamento sulle storie in corso, al decimo sussulto stupito da parte di alcune presenti sulle vicende al limite del surreale raccontate da una del gruppo nel bel mezzo dell’ennesima crisi col fidanzato di turno , realizzerai che in fondo le donne sono come i bambini: leggono la stessa storia mille volte, conoscono a memoria il finale e si stupiscono lo stesso.

Ecco. Così.


Una sera per caso ad aperitivo tra amiche, al primo giro di tavolo di aggiornamento sulle storie in corso, realizzerai che un anno di Erasmus nei paesi scandinavi dovrebbe diventare obbligatorio e prescritto direttamente dal servizio sanitario nazionale per tutte quelle donne che mostrano sin da giovane la sindrome della crocerossina.

Presente quella vocina che suggerisce di fermarsi in tempo quando ci si sta per infilare in una storia che porterà solo disastri e devastazione?

Ecco, visto che pare che parli solo finlandese e molte non la capiscono per niente, forse sarebbe meglio che quella vicina riuscissero proprio a decifrarla, una volta per tutte.
Una sera per caso ad aperitivo tra donne, al secondo giro di tavolo, ascoltando il racconto di un’amica sulla fine della sua ultima storia surreale, pensando al tizio di cui si stanno narrando le gesta (evidentemente non da gentiluomo), ricorderai improvvisamente una notizia letta su una rivista pseudoscientifica che narrava che gli esseri umani condividono il 75% del codice genetico con i vermi. E realizzerai definitivamente che certe ricerche citano la solita media del pollo: 75 per cento alcuni, il 51 per cento altri e qualcuno (LUI, appunto) il 99 per cento.

Ecco.

[Ci sono toni e toni]

 Un giorno per caso ti svegli e leggendo su una rivista pseudoscientifica un elenco di dati statistici curiosi (ma inutili) scopri che il 75% delle matite vendute al mondo sono di colore giallo, la prima cosa che ti chiederai è se questo dato ha solo a che fare col colore del sole o con i due miliardi di cinesi che a scuola hanno colorato le loro faccine di giallo giallo giallo.

Un giorno per caso ti svegli e leggendo su una rivista pseudoscientifica un elenco di dati statistici curiosi ma inutili scopri che la maggior parte della gente ha uno spazzolino blu. Ma se il tuo è rimasto nel portaspazzolino dell’hotel Savoia in Romagna, a 350 chilometri da casa, la prima cosa che ti chiederai sarà: ‘Che faccio, lo compro di colore diverso, così, per darmi un tono (diverso)?

[Gli anni passano e… finalmente te ne accorgi]

1. [oggi ho imparato che] Una sera per caso ad una cena tra donne, al solito giro di tavolo per gli aggiornamenti sulle storie presenti, passate e future, al terzo racconto surreale sugli ultimi appuntamenti delle tue amiche single realizzerai che uscire con persone (uomini o donne che siano) il cui cervello è così piccolo che quando due pensieri si incontrano devono fare manovra non è così raro. No, purtroppo non lo è.

 
Una sera per caso, ad una cena tra amiche, guardando il tavolo nella saletta riservata accanto alla vostra dove un gruppo numeroso e caciarone sta festeggiando un compleanno, realizzerai che d’ora in avanti non avrai bisogno di nessun altra indicazione, ma capirai di essere davvero invecchiata quando alla tua festa, tutti gli invitati si alzeranno in piedi, ti guarderanno con affetto e, mettendosi intorno alla torta, si scalderanno le mani.

[uomini in uniforme che fanno squadra]

Un giorno per caso mentre sei in metropolitana, stai andando ad un convegno e combatti per non crollare sotto il peso di una notte insonne, seduta accanto a due bimbiminkia alle prese con le prove per gli esami di Maturità, dopo averne sentito i discorsi surreali per 11 fermate (undici?!), realizzerai che Leopardi sarà pure stato uno sfigato, ma almeno lui è riuscito a mettere in versi il disagio domenicale senza usare neanche una volta le parole “Divano” ”Wifi” e ‘ca@@o-fi@a’ . 

E ti chiederai: tra 150 anni i loro bisnipoti cosa studieranno, Emiskilla?

Un giorno per caso mentre sei ad un convegno in centro e combatti per non crollare sotto il peso di una notte insonne, guardandoti intorno e notando che gli uomini sono tutto in abito blu e scarpa stringata nera comprenderai finalmente il motivo per cui il mondo del lavoro proporrà sempre modelli maschili e  le donne manager malgrado tutti i proclami e gli sforzi non riusciranno  mai a fare squadra: perché questo implicherebbe indossare tutte lo stesso vestito e le stesse scarpe contemporaneamente. E non si può. No. Proprio non si può.

Follow Deejay in via Massena

Oggi ho imparato che
Un giorno per caso puoi finire con tuo figlio al FollowDeejay, pubblico in studio della trasmissione Deejay Chiama Italia,  puoi avere un cellulare in mano e anche se chiedi il permesso di fotografare e ti rispondono ‘certo, puoi fotografare tutto quello che vuoi!’, puoi tornare a casa con un decimo delle cose che avresti voluto immortalare.
Vuoi sapere perchè? Io lo so.

Ecco:

Perché ci sarebbe voluto del coraggio e anche il dono dell’ubiquità per fotografare:
Linus quando si avvicina per parlare con te e ce l’hai a 55 cm di distanza che puoi persino sentire che odore ha (buono) e tu hai la consapevolezza di avere un sorriso ebete che però non riusciresti a smontare dalla faccia nemmeno con un cacciavite. E non gli puoi certo dire: ‘Scusa, tu parla del più e del meno che io ti fotografo da vicino, così poi tutti finalmente ci credono che abbiamo parlato di qualcosa che non sia la corsa. Ma non per te, per me. Visto che ormai tutti mi prendono in giro che parlo sempre di corsa‘.
Linus che parla con Aldo Rock di qualcosa di molto triste come la morte di una triatleta di cui tu sapevi molte cose perchè da qualche giorno leggevi i tweet e i post di tutti i tuoi amici appassionati della Triplice.  Perchè sarebbe davvero stato molto brutto fotografare un momento così intenso: nello sguardo di Aldo Rock c’era tutta la sofferenza di un Ironman che scopre che una ‘sorella di sport’ è mancata mentre si stava allenando e riprenderlo sarebbe stata davvero una deplorevole mancanza di tatto e di rispetto;
le matite colorate sul tavolo davanti alla postazione di Linus perchè non hai mai capito bene a cosa gli servano in trasmissione, perchè ci sono davvero e sono davvero tutte colorate e appuntite; ma lui era lì e c’era il rischio che lo vivesse come una vera invasione, come se stessi fotografando la mania del mio personaggio radiofonico preferito;
la tua faccia (e qui avresti dovuto essere qualcun altro) quando Linus ha letto il commento di un telespettatore sulle tue gambe e tu non capivi come fosse possibile che da casa ti vedessero le gambe quando eri stra-certa di essere ripresa a mezzobusto (E basta!). Perché ti sei resa conto in un nano-secondo che avrebbe potuto sembrare un rimprovero, che forse sarebbe stato meglio mettere i pantaloni, ma la mattina quando avevi deciso la mise da indossare  non ti era venuto in mente che saresti stata un’ora su un trespolo e che avresti rischiato l’effetto ‘Alba Parietti’.
la faccia di tuo figlio mentre Nicola Savino diceva che voleva saperne di più di lui, perché tu sapevi che in quel momento lo stava conquistando e che per una settimana il pargolo avrebbe camminato a 10 cm da terra per l’orgoglio di essere stato in radio (e tv) e che questa esperienza l’avrebbe raccontata nei secoli dei secoli. E sai anche che d’ora in avanti Savino sarà il suo idolo perché si è fermato a parlare con lui al termine della puntata in modo sincero. E speri che andando via abbia capito che il tuo grazie alla fine era di sincera gratitudine per tutta l’attenzione e la gentilezza dedicata a tuo figlio. E prima o poi gli cinguetterai un ‘grazie grazie grazie’
il foglio degli appunti di Aldo Rock, quello che De Marco gli ha raccomandato nel fuori-onda di leggere e non dimenticare e che poi per fortuna hanno messo su FB, perché mentre la leggevano eri rimasta rapita dalle parole e dal senso di quelle frasi.
la faccia di Linus quando Aldo Rock diceva a Farolfi che ormai non gli avrebbe più detto qualcosa che non hai capito bene cosa; quando il Calandro si lamentava che gli tagliano’gli attacchi belli delle canzoni‘, ‘che ‘Farolfi toglie troppo‘ ‘che un bravo scultore è colui che toglie poca pietra‘ e Farolfi scuoteva la testa. Perchè mentre li guardavi hai notato che Linus rideva dentro e non interveniva, e tu avresti dato non so cosa per leggere dentro quella testolina; .
tu e Aldo Rock che vi stringete la mano, ma non per quello che aveva detto a Farolfi (perchè secondo te non aveva ragione) ma perché speravi che si fermasse a fare una foto con te; una foto che avresti mandato a tutti i tuoi amici ironman che come te lo adorano; mentre invece lui è scappato via subito e tu sei rimasta come un soldo di cacio con il sorriso di uno smile giallo stampato sopra
tu e Farolfi che vi stringete la mano (perché avete amici in comune e gliel’hai voluto dire) ma nessuno era nelle vicinanze e non osavi chiedere di fare una foto col regista della trasmissione da mandare ai tuoi amici. Sarebbe stato davvero troppo.
la tua faccia con la bocca aperta e gli occhi spalancati, quando la Patitucci (Alessandra, carinissima e davvero gentile) raccontava alle altre che metteva le fiale per non perdere i capelli e la truccatrice (che era entrata a togliere il trucco a Linus) le ha detto di stare attenta a non toccare il liquido con le mani perché al suo parrucchiere erano cresciuti i peli sulle braccia dopo aver messo a mani nude le fiale alle clienti ed essersi grattato gli avambracci. E tu guardando la faccia della Patitucci hai immaginato che si visualizzasse sgomenta con le braccia piene di peli come quel parrucchiere. E dopo un primo istante in cui avresti voluto rassicurarla che non le sarebbe successo nulla di tutto ciò, non potendo inserirti nella conversazione, hai dovuto allontanarti sennò saresti scoppiata a ridere fino alla fine del mondo!
la redazione alle spalle della regia dove leggono e vedono tutto e dove sai che ogni tanto in passato hanno letto pure i tuoi commenti postati sulla pagina di DJCI;
lo studio visto dalla postazione di Linus per provare come si sta al posto di comando, perché a te piacciono i posti da cui si vede tutto ed è per questo che al ristorante scegli sempre la sedia spalle al muro che domina la sala;
lo studio dalla postazione di Savino per vedere quello che vede lui;
lo studio dalla postazione di Matteo Curti per vedere cosa guarda sul monitor quando nessuno gli fa le domande;
Matteo Curti che dal vivo sembra giovane giovane, perché ti è simpatico da morire e perchè ha una fidanzata che su twitter ti fa ridere un casino. Ma sarebbe stato sconveniente dirgli tutto questo;
Mauro De Marco che dal vivo sembra la metà di quello che appare in foto e sui Social. Lui è un autore ‘molto forte’, ma non si può esordire così perchè sarebbe stata la classica frase alla Mara Maionchi che avrebbe portato le mie quotazioni al livello ginocchio e quindi basse, molto basse.
E a pensarci bene non importa se hai fatto solo 19 foto e di queste solo 9 sono salvabili, perché tutte le altre cose che avresti voluto fotografare le hai viste e vissute davvero. E te le ricorderai per sempre. E se le ricorderà per sempre anche tuo figlio e questa è una cosa meravigliosa. Anzi tutto è meraviglioso.
Tranne la tua faccia, perché quella che durante la trasmissione avevi solo immaginato, quando la vedrai in replica, la sera, ti farà svenire dalla vergogna, più del commento sulle tue gambe del telespettatore che per fortuna hanno tagliato.
Ma va bene così.

We had a great day!

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[Sai come è morta Tranquilla?]

Un giorno per caso ti svegli, ti lavi ti vesti e corri in banca a fare una commissione e, mentre sei in coda e origli la conversazione delle due tizie dietro di te, scopri dopo 30 anni di inutili convinzioni che ci sono persone (allora ragazzine) che hanno veramente scritto alla posta del cuore di Dolly e Ragazza In. E che qualcuna conserva ancora la risposta: ‘Tranquilla, con un bacio non si può rimanere incinta’.
E tu che sei cresciuta credendo che fossero tutte inventate e che non potessero esistere davvero dei casi umani come quelli, dovrai ricrederti: c’erano davvero ragazzine che credevano che con un bacio si potesse rimanere incinte.
Poi però continuando ad origliare scopri che in effetti una delle due è DAVVERO rimasta incinta con un ‘bacio’ (hai capito come, ma non vuoi NEMMENO pensarci) e che ha tenuto copia della risposta perché spera un giorno di incontrarne l’autrice e di prenderla a calci.
‘Tranquilla! Mi ha scritto’
‘ Tranquilla?’
‘Si, e sai come è morta Tranquilla?’
E realizzerai che in fondo NON ha tutti i torti. Un epilogo così pazzesco merita l’attesa fino alla fine del mondo.

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[Nasi e orecchie in crescita]

Un giorno per caso, mentre sei in vena di ricordi e ti chiedi cosa avrebbero potuto essere certi amori finiti senza nemmeno una parola, spipolando su instagram ti imbatti nel profilo di un tuo vecchio amore dei vent’anni del quale ti eri innamorata per i suoi meravigliosi occhi verdi e il suo nasino piccolo ma imperfetto.
Ma vedendone la foto dopo più di 20 anni, ricorderai immediatamente quella famosa ricerca americana che rivelava che gli occhi degli uomini hanno sempre le stessa grandezza da quando nascono fino alla fine della loro vita, mentre invece, naso e orecchie non smettono mai di crescere. Fino alla fine del mondo. Appunto.
E non potrai fare a meno di certificare che è proprio così.
Quindi, cosa avrebbe potuto essere? Quello che, alla fine, è stato. Niente. Proprio niente.
#ricerchedicuinonpotevanofareameno

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