La 35326 legge di Murphy e il Ponte degli Artisti

Un giorno per caso mentre sei seduta nella sala dove si sta tenendo la proiezione in anteprima dei cartoni animati Turner che vedremo in TV sui canali Boing, Cartoonito e Boys e ovunque nel 2017, ripensando al tuo viaggio in metropolitana, realizzerai che quando pensavi di aver visto e provato tutto (o per lo meno moltissimo) non avevi ancora percorso da Porta Genova a via Tortona passando per via Savona a piedi sotto il sole cocente e la temperatura dell’asfalto vicino ai 60 gradi centigradi che i tacchi ci affondano dentro urlando ‘Pietà’. La 35.326 legge di Murphy infatti dice che se decidi di andare all’evento ‘Turner- Heroes on the Block’ in via Tortona indossando i tacchi alti, quel giorno il Ponte degli Artisti sarà chiuso, dovrai circumnavigare il mondo e arriverai all’evento grondando sudore e sangue.

(Io giuro che i tacchi bassi me li ero portati, ma erano in borsa!)

((Comunque durante il welcome cocktail ho assaggiato delle caramelle lampone e zenzero che sono diventate le mie preferite. E mi è passato tutto))

(((Il tizio fighissimo che mi sedeva accanto durante la proiezione la pensava esattamente come me, perché non ha fatto altro che guardare le mie caramelle. Poi sono finite e non mi ha più guardato)))

((((La clip del cartone animato su una famiglia di Orsi social mi ha fatto morire: mi sono subito immedesimata negli orsi che postano tutto quello che gli succede sui social ed è diventato subito il mio cartoon preferito di sempre. Altro che Winnie the Pooh!))))

(((((Ho letteralmente sbavato davanti al vestito Moschino coi personaggi dei cartoon. Per non parlare della borsettina che mi regalerò sicuramente a Natale. Ma il must have è sicuramente la t-shirt che indossava la vice-president durante il suo appassionato intervento: la voglio e già mi vedo mentre la indosso con pantalone in pelle nero e scarpe col tacco assassino.)))))

(((((Alla fine sono tornata a casa con il braccialetto di Ben10 che si abbina da dio a un paio di Sergio Rossi, che la Ferragni mi farà un baffo, tié)))))

(((((((Secondo me Vomito e Gelone apprezzerebbero))))))

La Super Teleferica, l’Iphone e Michael Jackson

Un giorno per caso mentre sei a Bergamo in Città Alta e sei ferma a guardare le persone che si lanciano con la Super Teleferica che passa sopra le Mura della città per 180 metri (installata da Parco Avventura per gli eventi dell’estate 2016), realizzerai che quelli che si lanciano per vivere l’ebbrezza del volo e lo immortalano tenendo l’iphone in mano ti fanno lo stesso effetto di Michael Jackson che faceva vedere il figlio neonato dal balcone. Paura. Tanta paura. Per l’iphone.

Se ti regalano un fondoschiena fatto ad arte, why not? 

Oggi ho imparato che…

Una mattina per caso ti svegli e ripensando alla domenica appena conclusa realizzerai che, anche se hai ricominciato la Remise-en-forme e ne avrai per almeno un paio di mesi, ti porti comunque a casa una giornata in saldo positivo per aver fatto nell’ordine:

– Una passeggiata da 8 chilometri da Città Bassa a Città Alta e ritorno  a tutto vantaggio della forma 

– Incrociato la migliore installazione vivente di Città Alta, una gallerista d’arte che ogni settimana indossa degli abiti che sono una poesia o una fiaba, e fotografarla.

– Ricevuto il primo sorriso d’intesa dal titolare del tuo bar preferito mentre parlava con un signore anziano contento del suo caffé, dopo 4 anni di frequentazione domenicale.

– Assaporato il miglior ginseng in tazza grande ai tavolini interni del Caffé del Tasso, servita prima di tutti gli altri, forse proprio grazie al sorriso d’intesa di poco prima.

– Scoperto un nuovo spazio espositivo d’arte in un ex complesso religioso in via Tasso inaugurato da pochissimi giorni in cui farai sicuramente ritorno al termine delle future camminate invernali per visitare qualche mostra

– Fatto passaggio in via XX Settembre per chiedere se le scarpe che desideri comprare sono arrivate e scoprire che ‘si, ci sono.’ 

– Sistemato il ripostiglio delle scarpe insieme al mezzo30enne per far posto a quelle nuove che comprerai in settimana.

– Fotografato tutte le scarpe archiviandole per utilizzo: Tanto, Medio, Non si sa mai.

Ma la cosa migliore, quella che ti farà dire che è stata una giornata assolutamente super, sarà:

– Guardare un documentario di SkyArte sul Lato Nascosto dell’Arte, ossia il Fondoschiena nell’Arte e decidere che, alla luce di quanto è stato detto dai critici d’arte più famosi del mondo, d’ora in avanti considererai il tuo fondoschiena generoso e burroso come quello ritratto nei quadri di tutti i grandi della pittura, un capolavoro della natura e dell’arte. 

E che nessuno te lo toglierà più.  Altro che quei culetti smilzi e sodi delle modelle di Victoria’s Secrets. Punto e basta. 

Quelli della notte che aspettano l’alba

Oggi ho imparato che…

Una mattina per caso ti svegli, è molto molto presto e non hai più sonno. Sai che potrebbe essere quasi notte ma non hai davvero più sonno e decidi di aspettare l’alba. Ecco, quella mattina realizzerai che aspettare l’alba a casa, in salotto, sul divano, una domenica di fine estate, con la luce accesa e la tv sintonizzata su RaiNews24 non è la stessa cosa che aspettare l’alba al mare, in spiaggia, su un asciugamano, con le brioche calde appena sfornate, dopo essere usciti dalla discoteca una domenica d’estate. No, non è proprio la stessa cosa. 

E realizzerai che Catalano aveva ragione su tutto. Ma solo chi guardava ‘Quelli della notte’ può capire. 

Di spot inopportuni e poco altro

Oggi ho imparato che…

Una mattina per caso ti svegli e con gli occhi ancora gonfi di pianto per il film ‘Colpa delle stelle‘ visto la sera prima, realizzerai che mai soldi furono spesi peggio dalle aziende per mandare la propria pubblicità durante detto film. Perché, a parte il tempismo becero con cui sono stati mandati in onda gli spot di materassi e profilattici Durex, credo che il tempo di tutti gli spettatori sia stato speso invece per cercare fazzoletti, asciugarsi gli occhi, soffiarsi il naso e imprecare contro la pubblicità di materassi e profilattici Durex.

E parafrasando una frase del film: ‘Nella vita ci sono infiniti più grandi di altri’, è evidente che ‘In tv ci sono spot più inopportuni di altri’.
E non sto parlando del Fertility Day. No, quello l’ho rimosso. E’ meglio rimuoverlo.

Cosa centra? Non si parlava di spot inopportuni? Ecco.

La festa è finita? Da lunedì dieta.

Oggi ho imparato che…I tempi cambiano e quello che ieri ci faceva sorridere con aria di sufficienza quando lo si vedeva usare dai ragazzini in spiaggia e dai turisti a Venezia, oggi è entrato di prepotenza nella nostra maxibag di paglia da mare e nella nostra vita, più utile e temuto del Grillo Parlante.

È il selfie stick, acquistato alla bancarella del mercato vicino alla spiaggia e già diventato uno di quei

‘Ma come ho fatto senza?’

Infatti dopo essermi fatta un selfie in spiaggia e aver visto l’impietoso risultato di 12 gg di mangiate come se non ci fosse un domani, ho subito fatto quello che tutti quelli come me farebbero con i sensi di colpa a manetta e una maratona a squadre da preparare per il 2 ottobre:

– Nascondere la foto al mondo

– Giurare di iniziare la dieta di ‘Remise en forme’ appena rientrata a casa

– Giurare di ricominciare a correre tutti i giorni appena ritornata a casa

– Comprare un pacchetto da 10 sedute di ginnastica dimagrante con fanghi e massaggi direttamente con l’App di Groupon.

– Decidere di iscriversi ad un corso di Acqua Walking nella piscina del paese vicino e di andarci almeno due volte la settimana.

Il tutto direttamente in spiaggia, sotto l’ombrellone, con il selfie stick appoggiato sul lettino.

(Naturalmente appena arrivata a casa, con il selfie stick ancora nella maxibag di paglia ho subito prenotato l’ultima cena nel mio ristorante preferito, prima della dieta ferrea)

Nella Terra di Mezzo a Riccione

[oggi ho imparato che] Un giorno per caso ti svegli e mentre sei in viale Ceccarini a Riccione realizzi finalmente cosa significhi essere nella Terra di Mezzo. Ossia in quell’età in cui i PR delle discoteche ti scansano perché sei troppo vecchia per andare a ballare nei locali ‘tunz tunz tunz’ della Riviera e in cui i palloncinari ti scansano perché giri con un figlio troppo grande per volere ad ogni costo un palloncino a forma di spada. 

Peccato, perché io in discoteca a ballare, con un palloncino a forma di spada in mano, ci sarei anche andata volentieri. 

Come andare a cena con il tuo cartone animato preferito

Un giorno per caso ti svegli e realizzi che ci sono parole orrende che non avresti mai immaginato potessero essere ripetute così tante volte in un discorso, tanto da farti credere che in fondo si può sdoganare proprio tutto. E’ il caso della parola ‘baricentrare’ usata durante una cena di lavoro dal tuo interlocutore come sinonimo per la qualunque. 

– Baricentrare le attività sulle vendite…

– Baricentrare le idee dei consumatori…

– Baricentrare il budget di produzione

– Baricentrare i materiali in eccesso…

– Baricentrare il personale verso un unico obiettivo…

– Baricentrare il brand e i white label

– Baricentrare le rotture di stock…

– Baricentrare i contratti

– Baricentrare i rapporti coi familiari

E poi realizzerai che in fondo ‘Baricentrare’ non è così terribile, basta fingere che sia il sinonimo di ‘puffare’ e verrai immediatamente catapultati nel mondo dei cartoni animati, e potrai dire di essere a cena con uno dei tuoi personaggi preferiti. 

– Puffare sta cippa lippa

C’è sempre un nesso tra le cose della vita

[oggi ho imparato che]Un giorno ti svegli e mentre sei nei corridoi del supermercato a cercare quattro cose per il pranzo e un paio di calze velate di fortuna che le tue si sono rotte e non puoi andare in ufficio così, realizzi che la pedina degli scacchi che si muove solo in diagonale l’hanno chiamata”Alfiere” perché “İl carrello vecchio del supermercato H24” era troppo lungo. 

 

Ci sono ggenti che fanno ballare gli occhi. Troppo.

[oggi ho imparato che] Un giorno per caso mentre sei sulla banchina del metrò della Verde che da Gessate porta in centro, e stai scrivendo alla tua amica che sei un po’ in ritardo e che la raggiungerai direttamente all’ingresso del Museo, sentendoti osservata ti girerai di scatto e realizzerai che i tempi sono davvero molto cambiati: una volta quello accanto a te cercava di leggerti il giornale, oggi cerca di leggerti quello che stai scrivendo sul cellulare. Ovviamente, le operazioni per correggere la miopia sono in sensibile aumento. Ma quelle per insegnare l’educazione… ecco, quelle non esistono.