[Perchè San Valentino è San Valentino]

Una mattina per caso mentre sei in coda in aeroporto comprenderai finalmente il significato di Ottimismo. Ossia l’aurea che pervade un tizio dallo sguardo ebete mentre cerca di passare sotto il metaldetektor con una catena da motorino appesa al collo. Ma quando noterai che non si fa mancare nemmeno i lucchetti di Moccia, desidererai soltanto abbracciarlo (prima) e fotografarlo (dopo, nel caso qualcuno non ci creda): chissà che infanzia e che vita pazzesca deve aver avuto. Altro che ‘Tre metri sopra il cielo’.

Un giorno per caso, mentre sei in taxi e stai andando al tuo appuntamento, ascoltando alla radio uno speaker che elenca tutte le cose brutte del Festival di Sanremo, realizzerai che lui avrà anche ragione, ma per te le VERE COSE BRUTTE sono altre.
Ossia, tra le cose brutte al mondo ci sono gli uomini con i capelli tinti.
Tra le più brutte quelli con i capelli tinti e le basette bianche. Tra le brutte più brutte brutte gli uomini con i capelli tinti, le basette bianche e le sopracciglia che svolazzano a ventaglio sulla fronte.
E poi ci sono quelli che hanno vinto tutto, perché c’hanno pure i peli che escono dalle orecchie e dal naso.
Mica la giacca a fiori di Raf.

Un giorno per caso mentre sei in taxi e stai andando al tuo appuntamento, ad un certo punto notando una maxi affissione che campeggia sul palazzo di una delle più trafficate zone di Milano, sarai catturata dalla profondità del messaggio così inusuale di questi tempi e non potrai fare a meno di fotografarla col tuo iphone. E da quel momento in poi, fino alla fine del mondo, sarai prigioniera dell’unica e fondamentale domanda sulla vita e sull’amore: ‘Perchè tutti amano gli amici Cucciolotti?’ .
Buon San Valentino a tutti!

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[Ricerche di cui NON possiamo fare a meno]

Una sera mentre guardi la tv scopri che una famosa università anglofona ha rilevato quali sono i luoghi in cui le persone amano di più ‘fare all’ammore’. Ne rende edotta l’Italia intera Luciana Littizzetto durante il monologo della domenica sera e tu decidi di prendere appunti diligentemente.
Scoprirai quindi che gli Europei amano:
1. Fare l’amore davanti al camino. Non davanti alla stufa, ma proprio davanti ad un camino, con il fuoco, la legna e la cenere che va dappertutto. Pare infatti che guardare gli stronzetti della stufa a pellet che bruciano non sia per niente romantico e non faccia venire voglia a nessuno di ‘fare le cosacce’.
2. Fare l’amore sul divano.
Solo se non c’è Bruno Vespa con un qualsivoglia plastico. E solo se il partner non dorme semisvenuto sui cuscini del divano con la bocca aperta e la bolla al naso. Perchè è certo che in questo caso il desiderio di sostituirlo con un toyboy palestrato venticinquenne potrebbe essere l’unico sentimento suscitato. Altro che sesso!
3. Fare l’amore contro il muro. Stando attenti a non fare rumore e a non urlare nomignoli sconci se non li si vuole sentir ripetere alla riunione di condominio. E guai a dire: ‘voglio sentirti urlare’ perchè i muri dei moderni palazzi sono di cartapesta (e non è una battuta) e il rischio di sentirsi rispondere dall’altro appartamento ‘Ma anche no! Grazie!’ potrebbe non essere così remoto.
4. Fare l’amore nella vasca da bagno.
Sembra divertente, ma lui deve stare rigorosamente sotto per favorire la spinta archimedea. E lei deve fare attenzione al rubinetto della vasca che si può conficcare nella schiena perché non sarebbe bello finire al pronto soccorso con lo stampino Grohe inciso sotto la scapola!
Ma poi, dopo averci pensato su un po’, ti chiederai se ”l’effetto tappo è una leggenda? No, giusto per sapere”.
5. Fare l’amore sotto la doccia
Se lei non deve lavarsi e asciugarsi i capelli subito dopo. Altrimenti chiederà di non stare proprio sotto il soffione, ma terrà il doccino con la mano e si perderà tutta la poesia.
E alla fine di tutto ti chiederai: ‘ma noi davvero non potevamo fare a meno di questa ricerca sui posti più amati per fare sesso? Non sarebbe stato meglio studiare i geni del male che fanno sfilare in passerella dei fighi senza senso conciati come dei barbapapà pelosi e multicolori, spacciando il tutto per una sfilata di moda concettuale?
Moda concettuale? Moda concettuale??

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[Smerigliare, pallido e assorto]

Un giorno per caso, mentre sei in centro, decidi di entrare da Kiko per comprare il fondotinta fluido 3D che ti sta tanto bene e, come tuo solito, dai un occhio ai prodotti sui banconi delle offerte. In verità sei alla ricerca disperata della Terra formato gigante, quella che puoi usare col pennellone enorme, quella leggermente cangiante, quella che ti sta da dio, quella che hai consigliato a tutte le tue amiche, quella che (hai scoperto) fanno solo per la collezione che esce in estate. E siccome sai che fino a giugno non la vedrai in negozio, ti lasci distrarre da quelle che ormai non dovrebbero essere novità in fatto di smalti (visto che sono finite nei banconi delle occasioni) ma che per te lo sono comunque.
È così infatti che scopri i Real Glare di Kiko, gli smalti che danno alle unghie un effetto 3D a rilievo.
3D è la parolina magica.
Lo scegli rosa pallido. Sei curiosa.
La gentile commessa ti spiegherà che “in pochi minuti sarà possibile avere una nail art multisensoriale particolare – con un effetto microperlato impreziosito da lucenti riflessi rosa – tanto per capirci, con dei granellini”.
Ecco. Tanto per capirci, così a granellini e così in rilievo che ti sembrerà di avere dei pezzi di carta vetrata rosa al posto delle unghie!
Ma questo lo scoprirai solo a casa, la mattina seguente, 3 minuti prima di uscire per andare a pranzo con gli amici, quando ormai non avrai più tempo di toglierti lo smalto e sai che al ristorante non penserai ad altro che alle tue unghie in tutto e per tutto simili a piccole smerigliatrici.
Anche se potrai sempre spacciarle per ‘unghie laccate con granellini particolarmente in rilievo’, anche se sai che sono state il trend dell’inverno e che migliaia (anzi, milioni) di giovani donne le hanno portate per giorni e giorni con disinvoltura e orgoglio,
ti riprometterai che la prossima volta quando comprerai uno smalto multimaterico o lo provi prima, o… lo provi prima!
Punto. A capo.

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[Campioni del mondo!]

Un giorno per caso ti svegli, ti lavi ti vesti e fai una colazione veloce che devi essere in ufficio presto. Sali in macchina speranzosa e, mentre sei inesorabilmente bloccata sulla A4 in coda a causa di 8km di coda in aumento per incidente, dopo aver avvisato tutti del tuo ritardo, cercherai un modo per passare il tempo guardando le auto ferme accanto alla tua e gli uomini chiusi negli abitacoli appannati. E solo a questo punto realizzerai che quando trivellarsi il naso col dito indice e tirare le caccole appallottolate fuori dal finestrino sarà sport olimpico anche l’Italia avrà i suoi campioni e una medaglia d’oro sicura. Meglio tardi che mai. In fondo c’è speranza per tutti.

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[Screening psicologico da metropolitana]

Una mattina per caso, sulla metropolitana Verde che da Gessate porta in centro, finisci seduta accanto a due bimbiminkia con gli zaini di scuola in spalla che parlottano tra di loro. Dopo aver ascoltato l’ultima canzone di Jovanotti per la 156378 volta decidi di spegnere la musica e farti un po’ i fatti loro. E dopo 3 minuti ti cadrà letteralmente la mandibola sentendo uno dei due, quello che con uno scatto ti aveva fregato il posto che preferisci e che anche se lo avevi guardato significativamente non te lo aveva ceduto, tracciare con precisione e dovizia di particolari il proprio profilo psicologico.
E ti dirai ammirata:”Caspita che consapevolezza. Ci sono uomini che neanche a 50 anni saprebbero descrivere le proprie debolezze e attivarsi per affrontarle e ‘salire di livello’. E io che pensavo fosse un bimbominkia patentato con due neuroni ad intermittenza! E invece… Una volta mi bastava guardare un tizio 3 minuti per tracciare un profilo mediamente corretto. E lui a prima vista non era certo inserito nei 10 migliori cervelli incontrati sulla metropolitana negli ultimi 3 anni’. E ti toccherà ammettere che spesso i tuoi giudizi sono definitivi e per niente teneri e che dovresti concedere un po’ più spesso il beneficio del dubbio.
Poi, continuando ad ascoltare, al 5o minuto ti sentirai meglio, molto meglio: il ragazzino, parlava del personaggio di un gioco di ruolo on line.
Il tuo screening psicologico è ancora il migliore.

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[Il 2014 si chiude così]

[Il 2014 si chiude] in saldo positivo: non ho invitato a pranzo nessuno che mentre parcheggiavo davanti al ristorante si è degnato di mandarmi un sms x avvisare che avrei pranzato da sola. Il mio Karma per quest’anno è salvo.

[il 2014 si chiude] con una rivelazione: le oche di Central Park quando nevica non vanno da nessuna parte. Come quelle della Trucca, che sono ancora tutte al loro posto. E zampettano sull’acqua ghiacciata, insieme ai cigni. Qualcuno glielo dica al Giovane Holden. Può dormire tranquillo.

[il 2014 si chiude] con una seconda riflessione: 4 fidanzati immaginari in effetti sono troppi, ma non saprei a quale rinunciare e me li tengo tutti.
– #lorenzojovanotti perchè uno che balla come lui merita a prescindere;
– #linus perchè mi fa venire voglia di tornare a fare l’istruttrice di nuoto;
– #francescorenga perchè quando tiene in mano l’asta del microfono è tremendamente bresciano;
– #biagioantonacci perchè è la dimostrazione che gli uomini invecchiando possono diventare strepitosi.

[il 2014 si chiude] con un augurio: ‘Persone giuste al momento sbagliato. Persone sbagliate al momento giusto’. L’augurio per il 2015 è quello che, se sincronizziamo gli orologi, forse possiamo farcela.

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Il ginocchino sul trenino

Una sera per caso ad un aperitivo tra amiche, dopo venti minuti di lamentele sui ritardi dei treni causati dal maltempo, alla domanda legittima ‘ma perché non vi munite di auto e cominciate a muovervi lungo le arterie autostradali come me e la smettete di lamentarvi dei ritardi di Trenord e Trenitalia?’, scoprirai che il treno nonostante tutto garantisce il successo di alcune tecniche di cuccaggio collaudate e vincenti alle quali alcune delle presenti non vogliono proprio rinunciare.
È il caso del ‘ginocchino’, ossia lo sfioramento inavvertito delle ginocchia tra occupanti del vagone a dimensioni ridotte di Trenord. Pare non vi sia nulla di più sexy che lasciarsi sfiorare le ginocchia durante un accavallamento seguito da sorrisi e scuse finto imbarazzate sottolineando che ‘su questi treni non c’è proprio spazio vitale’ .
Se lui apre le gambe e lei le accavalla nello spazio in mezzo è fatta: tempo due fermate e scatta l’appuntamento per la mattina seguente. E da lì in poi, il resto è storia!

 

Foto gentilmente concesse da: Cassandra Armani – Copyright

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[In piscina non ci sono pesci]

Un giorno x caso ti svegli, piove che Dio la manda e ti chiedi se non sia il caso di girare col canotto nel portabagagli che ci sono piazze in città che sembrano Venezia quando di alza il livello del mare.
Poi realizzi che in fondo ‘la vita è un pò come il mare: non gliene frega una cippa lippa se non sai nuotare’. C’è chi trova un salvagente e c’è chi impara a nuotare. E poi ci sono gli altri: quelli che nuotano solo in piscina perchè hanno paura dei pesci.

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[La sedia che ti salva]

Un giorno per caso, mentre sei in centro per un appuntamento di lavoro, ti guardi intorno per un attimo e realizzi che è proprio vero che i milanesi corrono ovunque, in ogni direzione, con l’aria greve di chi sta facendo qualcosa di fondamentale e difficile cui sono condannati a vita per salvarsi.
E tu rimani ferma a guardarli, con la bocca socchiusa, cercando di capire se invece sei nel bel mezzo di una festa di compleanno, hanno stoppato la musica e stanno tutti cercando una sedia.
No, perchè se devi fiondarti anche tu verso una sedia per salvarti, te lo devono dire!

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[In coda, solo cose belle]

Un giorno per caso, mentre sei in coda da ore sulla A4 e sei in ritardo per tutto (riunioni, telefonate, appuntamenti), realizzi che in fondo l’idea di trovare qualcosa di bello nelle cose che ci succedono non è impossibile come pensavi. Infatti ‘guidare una macchina per 8 ore fa bruciare circa 1219 calorie’. Mica bubbole!

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