#scappatidicasa

Una mattina per caso ti svegli, ti lavi, ti vesti, fai colazione, dai una scorsa veloce a FB e ti chiedi: ma quelli che ti rimuovono dalle amicizie di Facebook per farti un dispetto, perché hanno la fidanzata gelosa o perché secondo loro li hai trattati male male male, lo sanno che te ne accorgi solo quando ti riaggiungono? No, perché secondo te non lo sanno. E non lo sanno nemmeno quelli che ti bannano fino a che non si ricordano che hanno bisogno di te per qualcosa, che ne so, magari il rinnovo di un contratto… Che teneri!

Una mattina per caso ti svegli, ti lavi, ti vesti, fai colazione, esci di casa e ti dirigi verso l’ufficio e mentre sei a Gessate sulla banchina della Metropolitana Verde che porta in centro, realizzi che al mondo c’è gente che la mattina si cosparge di super Attak, poi si getta nell’armadio (o nel cassone della Caritas) e quel che ne esce ne esce. Ne hai finalmente le prove: si chiama ‘Look degli scappati di casa’!

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[Pensieri che non si controllano]

Una mattina per caso mentre sei impegnata in una tapasciata su e giù per i monti della bergamasca, mentre stai rantolando nel bel mezzo di una salita bastarda e vieni raggiunta da un tizio in calzoncini svolazzanti e maglietta bianca che corre come se non ci fosse un domani e che puzza come se non ci fosse un deodorante. Appena ti accorgi che state sincronizzando i respiri non potrai fare a meno di pensare che tra 10 regole per l’orgasmo perfetto, lette qualche giorno prima, ‘Sincronizzare i respiri’ era uno dei primi suggerimenti.
Ti volti, lo guardi e pensi: ‘Anche no!’
Dicono che mentre corri i pensieri non si controllano, ma a tutto c’è un limite!
E ripeterai come un mantra, fino alla fine del mondo, sperando che qualcuno colga: ‘de-o-do-ran-te per dio!’

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[Mancanze]

Un pomeriggio per caso mentre sei a casa in ferie immersa nel silenzio della tua casa, senti che qualcosa di strano sta succedendo e realizzi che nessun operatore delle 4 compagnie telefoniche che di solito ti chiamano ti ha ancora telefonato per offrirti una fantastica promozione per telefono fisso + ADSL a 27giga al secondo (di cui non hai nessun bisogno) e… speri che stiano tutti bene!

Un pomeriggio per caso, mentre sei a casa in ferie immersa nel silenzio della tua casa, ti ritrovi a immaginare una scena che non succederà mai nella vita reale, ma che ti rende felice e quindi continui ad immaginarla chiedendoti: ma capita a tutti, vero?

Un pomeriggio per caso, mentre sei a casa in ferie immersa nel silenzio della tua casa, facendo scorrere la chat di Uozzap e rileggendo i messaggi più vecchi (qualcuno risalente addirittura al Natale precedente), realizzerai con rammarico che gli amici non dovrebbero diventare sconosciuti di punto in bianco, ma se succede, forse-forse tanto-tanto amici non erano. Oppure hanno la convinzione che Uozzap consumi un sacco di traffico internet e… preferiscono gli sms!

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L’occasione persa di tacere

Una sera per caso, mentre sei in macchina e stai tornando a casa da un appuntamento in centro, ripensando al meeting del pomeriggio capirai finalmente come si deve essere sentito il Marketing Director di Vodafone, quando la Litizzetto chiamata per doppiare il nuovo spot del Pinguino e della Foca insieme a Elio, iniziando la riunione, passa 5 minuti facendo i complimenti all’amministratore delegato per l’ultimo spot visto in tv che aveva ‘trovato fighissimo e ben fatto’, descrivendo quello della TIM senza accorgersi della gaffe.
Ma la verità è che non scorderai mai e poi mai la faccia del consulente di comunicazione incontrato in riunione quando hai dovuto precisare che la campagna di comunicazione ‘davvero geniale’, ‘vista da tutta Milano’, ‘che nessun altro è riuscito a uguagliare neanche lontanamente” e per la quale ti stava lodando tanto, non era la tua ma quella di un competitor.
E riderai fino alla fine del mondo: a volte basterebbe non perdere l’occasione di tacere.

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[Scollature pericolose]

Una sera per caso ad un aperitivo tra amiche, aggiornandovi sugli
ultimi incontri surreali con uomini surreali, al racconto dell’amica che ha stabilito la regola di ‘scrollarsi-di-dosso-in-tempo-zero chiunque si attacchi a cozza e non la lasci respirare’, realizzerai che in fondo non ha tutti i torti. Infatti, potrai anche fingere interesse per qualche tempo per un tizio di cui in realtà non te ne frega nulla, ma dopo un po’ la tua testa potrebbe iniziare a gonfiarsi e alla fine esploderesti e voleresti via.
Quindi è meglio far evaporare il tizio senza ‘ma’ e senza ‘se’, prima che succeda l’irreparabile. Non vorrai mica finire a pezzettini incagliata sui rami di un albero!

Una sera per caso ad un aperitivo tra amiche, aggiornandovi sugli
ultimi incontri surreali con uomini surreali, al racconto dell’amica sul tizio che mentre le stringeva la mano per presentarsi aveva iniziato a guardarle la scollatura e che non aveva più smesso per tutta la durata della conversazione, non potrai fare a meno di annuire al suo lapidario commento: ‘Ma non lo sa il poveretto che mentre lui mi guardava le tette, io ho calcolato quanto costavano i suoi abiti, controllato se le sue scarpe erano nuove, se gli sudavano le mani, da quanto non si tagliava i peli del naso e in quanto tempo dargli il lungo? Non era meglio guardarmi negli occhi, lasciar perdere la scollatura, giocarsi il tutto e per tutto sfoderando tutto il suo fascino (se ne aveva), e non lasciarmi il tempo di fare tutte le mie considerazioni su quanto fosse sciocco e maldestro un approccio del genere? Esiste una donna al mondo che potrebbe apprezzare uno che si presenta così?’
In effetti…

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[Non si risponde grazie, imbecille!]

Una sera per caso, ad un aperitivo tra amiche che non vedevi da secoli, ascoltando i racconti sulle loro ultime relazioni, realizzerai che peggio di un uomo che non ha mai detto ‘ti amo’ a una donna, c’è solo quello che quando una donna gli dice ‘Ti voglio bene‘ risponde ‘Grazie‘.
E ti riprometterai che se mai un giorno ne dovessi incontrare uno così, ripensando al biglietto lasciato da qualcuno sulla bacheca sindacale in azienda, la prima cosa che farai sarà urlargli a tre centimetri dal naso come se fosse a un chilometro: ‘Non si risponde così, imbecille! Mi sono spiegata?’.

Una sera per caso, ad un aperitivo tra amiche che non vedevi da secoli, se una di loro ad un certo punto chiede come mai ogni volta che finisce una storia lei ci mette anni a dimenticare l’ex (anche il più stronzo) le dovrai rivelare che è tutta colpa delle serie tv: ‘Come puoi dimenticare un ex fidanzato se ti affezioni pure ai personaggi dei telefilm?’

Una sera per caso, ad un aperitivo tra amiche che non vedevi da secoli, dopo aver messo insieme i racconti di alcune di loro alle prese con uomini sfuggenti e con uomini da cui fuggono, realizzerai che prima o poi nella vita siamo tutti la sega mentale che non fa dormire qualcun altro. E sorriderai.

Una sera per caso, ad un aperitivo tra amiche che non vedevi da secoli, dopo due ore di ‘taglia e cuci’ sulle vacanze e sugli uomini frequentati (da loro) nell’ultimo periodo, al quarto bicchiere da cocktail fatto riempire di acqua gasata e limone, 200 foglie di menta e ghiaccio, per sentirti meno sfigata a fare la dieta quando tutte le altre viaggiano a mojiti, guardandoti in giro e osservando le persone sedute nei tavoli accanto realizzerai che controllare il telefono dopo che qualcun altro ha tirato fuori il suo è lo sbadiglio della nostra generazione.20140920-201022.jpg

[The story of my life. Ecco]

Un giorno per caso ti svegli, ti lavi, ti vesti, ti trucchi, fai colazione e ti metti in macchina per andare in ufficio. E al secondo chilometro di coda dopo la barriera di Milano, incastrata fra i camion cominci a sentire una strana e irrefrenabile voglia di musica ignorante. Scorri la playlist sul tuo iphone e metti “The Story of My Life” dei One Direction in loop. E canti in modalità “fino alla fine del mondo” chiedendoti con un sorriso cretino stampato sulla faccia: “ma sono malata o sono solo diventata piuggiovane?”. Ma non troverai una risposta.

Un giorno per caso, mentre stai leggendo il giornale e sei seduta davanti alla televisione accesa, noti in video una tizia che conosci, una che per qualche anno in passato avevi considerato una rivale e che ti faceva venire l’orticaria ogni volta che ne sentivi parlare. Sei sorpresa che sia addirittura in tv, ma evidentemente era davvero una con i numeri e non la sciacquetta che ricordavi ma che faceva perdere la testa a diverse persone di tua conoscenza. Nel video si presenta e mette in mostra tutto quello che da sempre ti dicono siano i suoi punti di forza e le sue migliori doti e, osservandola con attenzione, realizzi che proprio in quelle cose in cui avevano cercato di farti credere fosse “super”, alla fine, tanto super non era. Anzi, era proprio una schifezza! E poi… ti svegli e realizzi che era solo un sogno. Un ‘sogno demolitore’, mannaggia, ma solo un sogno!

Se un giorno per caso mentre stai navigando per trovare un’informazione, un’amica ti indirizza sulla pagina FB di Cavezzali e rimani colpita da una delle sue vignette che dice che ”ci sono incubi che si svegliano la mattina e che ti chiedono se è pronto il caffè”, e poi vieni richiamata dal suono di una email in arrivo e scopri che è la DEM di una veggente che ti scrive
“Durante la notte ho ricevuto degli impulsi considerevoli che, svegliandomi, mi hanno proiettato delle visioni talmente chiare ed eclatanti che bisogna assolutamente che io gliene parli al più presto! E’ necessario che lei sappia ciò che l’aspetta!”. Ecco, a questo punto realizzerai definitivamente che il mondo è impazzito, che la comunicazione è impazzita, ma soprattutto che i sogni (anche quelli degli altri, non solo i tuoi) sono impazziti!

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[Non servono parole]

Un giorno per caso ti svegli e realizzi che è il tuo compleanno. Te ne accorgi perché nella notte hai ricevuto 24 sms e su FB già alle 7.30 hai 27 messaggi privati e 4 status di auguri in bacheca. E se per qualche minuto hai pensato che nessuno se ne sarebbe ricordato, beh, ti sbagliavi. Complice certamente FB che ha ricordato sulla bacheca di tutti i tuoi amici che oggi stavi compiendo gli anni, complice la data che oramai tutti associano a un avvenimento infausto e poi dicono “Caspita, solo l’11 settembre potevi nascere!“, complice il fatto che hai messo i cartelli per settimane con la scritta “Compleanno in arrivo” (e mancava che mandassi pure le lettere di reminder ogni 3 giorni), ma alla fine sei arrivata ad una cifra di auguri che non avresti mai immaginato e sperato.
E forse è anche merito di un sorriso strappato ogni tanto con i tuoi post e i tuoi status e i tuoi sorrisi…
Ma il grazie agli amici è sempre dovuto. Perché foss’anche un singolo pensiero in un anno non è scontato. E riempie il cuore.

Grazie a tutti!

PS. Ora potete anche organizzarvi per il regalo. Che ne dite?

[Argentina with Love]

Un giorno x caso ti svegli e realizzi che il tuo migliore amico, il Tennista, sta tornando dall’Argentina dove è andato a conoscere i genitori della sua ‘nuova fidanzata’ e a ‘fare un giro sui campi da tennis con quelli che contano’.
E ti riproporrai che quando ti telefonerà x raccontarti com’è andato il viaggio attraverso l’Argentina fino al Perito Moreno passando per la casa dei ‘possibili futuri suoceri’, tu fingerai di non ricordarti che questa è la quinta volta che va a conoscere i genitori di una sua ‘nuova fidanzata’ in giro per il mondo. Magari questa è la volta buona e tu ti potrai comprare un meraviglioso outfit tutto nuovo per fargli da testimone al matrimonio. Tutti hanno il diritto di sognare in fondo, ma è meglio non dirgli nulla che poi gli vengono gli sfoghi in faccia per l’ansia.
– Un giorno x caso ti svegli e realizzi che il tuo migliore amico, il Tennista, sta tornando dall’Argentina dove è andato a conoscere i genitori della sua ‘nuova fidanzata’ e tu non vedi l’ora di offrirti di portarla un po’ in giro a visitare Milano per conoscerla meglio: sono mesi che desideri fare un giro sul sightseeing di Milano e scoprire tutte le cose nuove che ci sono in città e questo potrebbe essere un pretesto fantastico!
Ovviamente prima che il Tennista cambi fidanzata.

Grazie di aver letto questo post. Se sei arrivato fin qui significa che ti è piaciuto. Lascia un commento: mi farebbe molto molto piacere. Grazie.

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[Inspirare, aspirare, espirare e… spirare]

Un giorno x caso ti svegli e scopri che l’App con la quale ti alleni quando conduci delle serie attività di sport (RunKeeper) ti sta tirando per la giacchetta perché sono più di 4 giorni che non esci né per una corsa, né per una camminata, né per una pedalata e l’APP ad essa collegata (MyFitnessPal) è arrivata all’insulto perché se non consumi calorie con attività fisica non riuscirai MAI a rispettare il programma di dimagrimento che hai selezionato in vista del matrimonio di tuo fratello previsto fra meno di 10 giorni.

Così la sera, uscita dall’ufficio, arrivi a casa, ti infili il gonnellino da corsa, un top Nike e le tue inseparabili Mizuno e vai alla Trucca armata di iphone e cuffiette per una corsetta.

Parti con i soliti 500 metri di camminata seguendo il ritmo dell’audio coach RRR e in men che non si dica ti ritrovi a correre in senso orario (anche se sai che i veri runner affrontano gli anelli in senso antiorario) e a gioire per un attimo di avere sì un raffreddore pazzesco che ti impedisce di respirare col naso, ma che questo non ti impedisce di correre i tuoi 5K abituali nel posto dove puoi correre tranquilla.

Gioire DAVVERO per un attimo, perché scoprirai che alla Trucca, parco cittadino costruito su un acquitrino, dotato non a caso di un laghetto artificiale dal quale soffia una fontana che neanche le Jet d’Eau di Ginevra soffia così (o così almeno ci piace pensare), in estate è popolato di zanzare e moscerini grossi come passeri.

E scoprirai che alla Trucca, mentre corri con il raffreddore, la respirazione con la bocca, invece della classica sequenza inspiro-espiro, sarà:

1. inspiro (aria)

2. aspiro (2578478 zanzare)

3. espiro (zanzare e sangue)

e…

4. spiro soffocata!

Tutto questo in sequenza. Fino alla fine del mondo.

Ps. E non ditevi che così avete fatto due cose in una, perché mangiare zanzare grosse come passeri mentre si corre non vale come porzione di proteine. No, non vale!

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