Se un giorno per caso ti svegli e scrivi a una tua amica che di lì a poche ore sarai a Riccione e che ti fermerai per tutto il tempo in cui anche lei sarà lì in ferie, mettendovi d’accordo x trovarvi per un aperitivo, escludendo il 15 (serata del concerto di Cesare Cremonini in Piazzale Roma prima dei fuochi d’artificio) dovrai confessarle che ormai sono anni che non ti perdi un concerto e che, nonostante oggi superi abbondantemente l’età della ragione, sei diventata un’esperta della scalata veloce verso la transenna della prima fila. E le racconterai della tua puntatina epica al concerto di Fedez dell’anno prima al quale nonostante gli occhi sbarrati per la tua stessa ‘incredulità di poter andare ad ascoltare un rapper tatuato under 25 (anni), ci avevi addirittura portato il tuo figlio dodicenne, sgomitando tra la folla di bimbiminkia e facendolo arrivare in prima fila in meno di 10 minuti.
E realizzerai che dopo 10 anni di vacanze in quel di Riccione, in effetti, ormai a tutti i concerti in Piazza Roma tu finisci sempre e comunque in prima fila, sia che lo spettacolo ti piaccia, sia che ti faccia schifo; il tutto grazie ad una tecnica super collaudata di tua invenzione che te ne guardi bene dal rivelare a chicchessia.
E vista l’insolita expertise ti chiederai se non sia il caso di inserirla nel curriculum vitae: ‘Ariete da sfondamento per folle oceaniche in concerti gratuiti estivi a Riccione conto terzi’.
Non si sa mai nella vita.
Categoria: Miscellanea
Righe orizzontali
Se una mattina per caso, sulla pensilina della metropolitana verde che da Gessate ti porta in centro, aspetti infastidita la metro oltremodo in ritardo e maledici l’orario estivo oltreché la tua decisione di prendere la metro ‘perchè tanto poi devi impazzire per trovare un parcheggio fuori dall’area C e prendere la metro lo stesso’, se la tua compagna di viaggio ti intercetta mentre stai fissando la patta dei pantaloni di un tizio che parla, parla, parla, e parla parla parla ovviamente solo di sé e di quanto sia figo che non se ne può più, tranquillizzala pure con lo sguardo: il tuo interesse per le parti basse dell’omino è una mera speculazione psicofisica in questa calda mattina di cappa agostana …
Della serie: ‘ma sei così di natura, o c’è semplicemente un’erezione chimica che giustifica il carente flusso di sangue al tuo cervello?! Dobbiamo pagarti per farti stare zitto?’
Lei forse da un solo sguardo non capirà. Ma tu riderai (dentro) fino alla fine del mondo.
Se una mattina per caso mentre sei sulla pensilina della metropolitana che da Gessate ti porta in centro, incontrando per caso un vecchio amico che non vedevi da tempo tutto sorridente e abbronzato, notando le strisce bianche orizzontali sul collo e in corrispondenza delle stanghette degli occhiali, mentre gli farai i complimenti per l’evidente abbronzatura e la sua fortuna nell’essere andato in un posto non funestato dalla pioggia, non potrai fare a meno di immaginartelo sotto il sole, sdraiato sul lettino, in costume, con gli occhiali da sole inforcati sul naso, addormentato con la testa penzoloni, il collo a pieghe come uno sharpei e la bolla al naso. E nonostante tutto lo invidierai tanto. Ma tanto tanto.
[La pioggia e l’irrefrenabile voglia]
Se una domenica mattina per caso, prima di andare all’arrivo della Triami ad applaudire la tua compagna di corsa impegnata nel suo primo Triathlon Olimpico milanese, decidi di fermarti a fare colazione nella pasticceria migliore dell’Isola Bergamasca, Il Melograno, mentre ascolti i discorsi delle due donne abbronzate e visibilmente tatuate sedute accanto a te disquisire amabilmente di eleganza, realizzerai che non saprai mai se di questi tempi sia peggio uscire di casa senza ombrello per andare a Milano quando basta un niente per ritrovarti nel mezzo di un acquazzone coi fiocchi, ascoltare due tizie sinceramente convinte che le Superga argento con 4 cm di platform siano le scarpe più eleganti del mondo e che vadano bene per un matrimonio a luglio specie se piove… o guardare il cielo e sentire una voglia irrefrenabile di andare a comprarti un paio di Gucci con la zeppa e il plateau alte almeno 15 cm pur sapendo che non avrai mai il coraggio di indossarle in pubblico ma, visto che potrebbe piovere, almeno non ti bagnerai i piedi zampettando nelle pozzanghere dell’Arena all’arrivo della tua amica e dei suoi compagni di squadra. #donnechicchefannoiltifo
Se una domenica mattina per caso ti svegli e decidi di andare a fare colazione in pasticceria, prima di metterti in viaggio verso Milano e andare a salutare la tua amica e i suoi compagni di squadra all’arrivo della Triami, mentre sei seduta da sola al tavolino, aspettando cappuccino e brioche e ascoltando la radio con una rivista in mano, al terzo (!!!) stacco pubblicitario realizzerai che in estate ci sono spot davvero brutti. Ma brutti brutti brutti. E ripensando a quelli peggiori ascoltati negli ultimi anni, realizzerai che dopo il claim «Cerulisina stappati stappati tu, uù, uù…», i pubblicitari devono aver pensato che ormai valga davvero tutto!
E ti verrà una voglia irrefrenabile di chiedere: “Ma perchè?”
Se una domenica mattina per caso mentre sei in pasticceria a far colazione, sfogliando una rivista di qualche mese prima leggi di una ricerca che rivela come nella valigia di una donna ci siano in media 24 oggetti che non userà mai durante il viaggio, ti chiederai se la ricerca è stata fatta prima della decisione storica di Ryanair di consentire l’imbarco di più di un bagaglio a mano. Perché una donna che viaggiava con Ryanair fino a qualche mese fa avrebbe indossato anche i manici e le rotelline del trolley se avesse potuto! Oggi invece può salire finalmente con la borsetta al braccio e non deve più schiacciarla dentro la valigia infilandosi il contenuto in tasca o dentro i pantaloni.
E ripensando al tuo ultimo viaggio di ritorno da Berlino, ti verrà una voglia irrefrenabile di chiedere se non l’abbiano fatto per non dover rimettere i sacchettini per chi soffre il mal d’aria. Perché prima o poi ci infilerai la testa, lo sai.
E sorpresa delle irrefrenabili voglie di scarpe, pubblicità carine e viaggi in aereo con il sacchettino infilato nella tasca davanti alla poltroncina dell’aereo, ti chiederai se tutto queste riflessioni sparse non siano tutta colpa del calo di zuccheri?
Fleshlight e la Differenziazione produttiva
Una sera per caso mentre sfogli un manuale di marketing alla ricerca di un’idea per lanciare il tuo blog, ti torna improvvisamente in mente una straordinaria lezione sulle nuove frontiere delle strategie di business grazie alla quale avevi finalmente capito la teoria della ‘differenziazione produttiva’, ma che ora ti impedisce di guardare un uomo con una torcia in mano senza ridere.
Ed è tutta colpa di Fleshlight!
Volete saperne di più? Sedetevi comodi perchè quando ho assistito a questa lezione ero seduta,ma se non lo fossi stata avrei dovuto farlo…
Ecco in sintesi il caso aziendale raccontato durante il corso che, se ascoltato con attenzione, può aprire un mondo a tutti quelli che vogliono far crescere il proprio business.
Un giorno, un medio produttore di torce americano con una capacità produttiva di 3 milioni di pezzi l’anno (ma che ne vendeva solo 1 milione a causa della concorrenza aggressiva nel mercato delle torce), quando capì che non sarebbe riuscito a crescere come avrebbe voluto e potuto, si rivolse a un consulente di strategia aziendale che, dopo averci riflettuto 7 minuti e fatturato una settantina di ore, gli suggerì di ‘differenziare la sua produzione di punta mantenendo gli stessi macchinari’.
Lui ci pensò un attimo, prese una delle sue torce più vendute, la girò e la pirlò, la misurò, la svuotò, gli sostituì il motorino, la ricoprì di gomma, la foderò di silicone, la provò, la riprovò, vide che era cosa buona e giusta e cominciò a ridere.
Eureka: gli era venuta un’idea, una grande idea!
La brevettò, chiamò a raccolta i migliori esperti di marketing, ingaggiò una testimonial straordinariamente figa con la reputazione di essere una ‘dea del sesso’ ed entrò con la sua invenzione nel mercato dei … Sex Toys per uomini.
Si, proprio cosi! Non gli scontati oggetti vibranti x signore di cui era pieno il mondo, ma nuovissimi oggetti massaggianti e portatili destinati ai signori uomini: una novità che avrebbe consentito di, come dire, colmare un vuoto (o riempire un buco, x dirla tutta!)
La grande idea però non fu tanto l’oggetto in sé che in fondo era solo una ‘torcia modificata’ alla quale non cambiò neanche troppo il nome (da Flashlight a Fleshlight), quanto invece la straordinaria campagna di marketing che trasformò un oggetto destinato a uomini decisamente troppo sfigati x trovarsi una donna in un oggetto aspirazionale che d’ora in avanti gli uomini avrebbero acquistato per giocarci da soli con la speranza di giocarci in compagnia di una donna straordinariamente figa (come quella della pubblicità), contenta di usarlo in coppia (omettendo di spiegare come, ovviamente). Fu un successo!
A pochi giorni dal lancio la produzione andò in rottura di stock e in pochi mesi divenne un caso da copertina (che nessuno però ebbe mai il coraggio di pubblicare visto l’argomento).
Oggi questo signore è miliardario (in dollari), ha 9 siti produttivi, vende in ogni continente e anche su internet ed è il primo produttore al mondo di vagine portatili! Ops, scusate, di torce ‘modificate’!
E ora la domanda: ma se questo signore è il genio che mi è sembrato dopo solo 45 minuti di lezione, perché mai all’università non lo fanno studiare nei libri di testo di Economia Aziendale e Management?
– Se una sera x caso mentre sei a un corso sulle nuove frontiere delle strategie di business, al termine di un’illuminante lezione sulla differenziazione produttiva, lanciano il contest di idee ‘differenziazione produttiva’, realizzerete che si tratta di bella sfida, non c’è che dire, ma se al corso partecipa un tizio che lavora in una azienda che produce pompe, non si vincerà facile!
Mondiali 2014, il tifo che non ti aspetti
– Se una mattina x caso ti svegli, accendi la TV, ti sintonizzi sulla Rai e ascolti l’intervista di una parlamentare italiana all’indomani della partita Brasile-Messico, tratterrai a stento una risata isterica quando la tizia dirà che i Brasiliani amano l’Italia perché durante il match lo stadio era pieno di bandiere italiane. E, realizzando che in Parlamento ci sono persone che non sanno che la bandiera del Messico e quella dell’Italia sono straordinariamente simili, deciderai che per oggi è meglio non dire “Tanto peggio di così non può andare”, perché il karma ti ascolta e potrebbe prenderla come sfida.
Un selfie per TRE VOCI a San Siro!
– Una sera x caso mentre sei a San Siro con una tua amica al concerto del tuo fidanzato immaginario, dopo 90 minuti (novanta!!!) seduta accanto a due ‘Signorine Tumistufi’ e ai loro discorsi surreali sulla ‘Non esistenza del Principe Azzurro (escludendo Biagio, s’intende) realizzerai che è evidente che nessuna delle due ha pensato all’ipotesi che il Principe Azzurro possa esistere ma che le stia sistematicamente evitando. E che tu non sapresti dargli torto… al Principe Azzurro.
– Una sera x caso mentre sei a San Siro con una tua amica al concerto del tuo fidanzato immaginario, dopo 90 minuti (novanta!!!) seduta accanto a due ‘Signorine Tumistufi’ e ai loro discorsi surreali sui rapporti uomo-donna, realizzerai che il confine tra la speculazione filosofica e la pippa mentale spesso è sottile, ma ci sono casi (come questo) in cui speculare filosoficamente proprio non si può: manca la materia grigia.
– Una sera x caso mentre sei a San Siro con una tua amica al concerto del tuo fidanzato immaginario, dopo 90 minuti (novanta!!!) seduta accanto a due ‘Signorine Tumistufi’ e ai loro discorsi surreali e ai loro fidanzati ‘basici’ (arrivati chissà quando e chissà da dove) ti annoterai sul Moleskine che porti sempre con te tutte le ‘perle’ ascoltate e le domande irrisolte delle due, le farai leggere alla tua amica e guardandola negli occhi le farai promettere: ‘Se divento così, sparami’!
– Una sera x caso mentre sei a San Siro, ad un certo punto inizia il concerto di Biagio Antonacci e tu inizi a cantare e, x incanto, ricordi tutto, anche le parole delle canzoni di Laura Pausini ed Eros Ramazzotti che non pensavi di sapere.
Bimbiminkia diversamente profumato
– Una mattina ti svegli e x caso mentre viaggi sulla metropolitana verde che da Gessate ti porta in centro, seduta accanto ad un ‘bimbominkia’ tatuato come una lavagna durante l’autogestione che puzza come un camion dell’immondizia rimasto 7 ore sotto il sole di agosto, realizzi che il mondo sarebbe un posto migliore se i pubblicitari smettessero di illudere la gente dicendo che certi deodoranti più sudi più profumano. Perché più sei ‘bimbominkia’, più ci credi!
– Una mattina ti svegli e x caso mentre viaggi sulla metropolitana verde che da Gessate ti porta in centro, seduta di fronte ad una tizia improbabile, realizzerai che, nonostante tu sia una donna fondamentalmente ottimista, vorresti proprio tanto tanto avere lo stesso ottimismo di quelle che, quando hanno i capelli sporchi, se li legano pensando di farli passare per puliti. Insuperabili.
– Una mattina ti svegli e x caso mentre viaggi sulla metropolitana verde che da Gessate ti porta in centro, mentre parli al telefono col tuo migliore amico tornato da un week end di tennis romano dove era andato a vedere gli Internazionali con la sua nuova fiamma argentina, e vi aggiornate sugli ultimi 10 giorni e sul suo nuovo amore realizzerai che questa volta non ce la puoi fare: c’è chi al telefono sa essere sensuale. Chi brillante. E poi ci sei tu che parli per 10 minuti senza accorgerti che è caduta la linea.
Verde mela, verde mela?!?
[Oggi ho imparato che]
Se un giorno x caso ti svegli e, mentre stai spalancando la finestra della camera x far prendere aria, noti che la villetta accanto alla villona che confina col tuo condominio, quella rimasta x anni con l’intonaco in cemento grigio, quella che pensavi rimanesse con l’intonaco al rustico solo xchè in attesa di trovare la giusta nuance di colore che la valorizzasse al meglio, quella che per anni hai pensato potesse diventare potenzialmente una bellissima villa, noti che dopo due settimane di ponteggi è stata finalmente scartata x brillare il tutto il suo splendore, ma noti che è VERDE (dico verde!) MELA, ti chiederai ma quando i proprietari sono entrati nel colorificio e hanno fatto passare tutte le cartelle colore x scegliere il colore che avrebbe fatto diventare strepitosa la loro villetta, come hanno fatto a puntare il dito su quell’orrore VERDE MELA e dire ‘SI, la vogliamo così’?
Il punto G
Oggi ho imparato che:
– Se una sera x caso a cena una tua amica mette in dubbio l’esistenza del punto G, dille che l’unico e vero Punto G si trova nel Gomito! Dopo averlo sbattuto sullo spigolo della scrivania e’ possibile vedere tutte le stelle che ci sono in cielo e molto molto di più.
– Se un giorno x caso decidi di andare a vivere in una grande città e cerchi casa, se ti propongono un attico ‘luminosissimo’, controlla che non intendano ‘di notte, grazie alla scritta sul palazzo di fronte’.
– Se un giorno x caso ti capita di andare a vivere negli Stati Uniti e compri una ‘casa con albero’, anche se e’ tuo, molti cani di passaggio faranno pipi’ sul tuo albero e non lo potrai impedire.
– Se un giorno per caso ti soffermi a pensare alla pericolosità degli aerei, e’ bene ricordare che le auto sono 62 volte più pericolose degli aerei. Inoltre, se lavi un aereo non è’ detto che piova…
Hello world!
Welcome to WordPress.com! This is your very first post. Click the Edit link to modify or delete it, or start a new post. If you like, use this post to tell readers why you started this blog and what you plan to do with it.
Happy blogging!






