Il Talent management e i talenti da maneggiare con cura

Oggi ho imparato che – Una mattina per caso mentre sei in macchina e stai andando ad un appuntamento in centro e parli al telefono col tuo migliore amico che vuole essere aggiornato sugli ultimi sviluppi della tua vita, dopo un po’ che stai parlando realizzerai che non ce la puoi fare: ci sono donne che al telefono sanno essere brillanti; altre che sanno essere razionali; altre che sanno essere realiste; altre addirittura ciniche. E poi ci sei tu, che parli per 10 minuti senza accorgerti che è caduta la linea. 

– Se una mattina per caso ti svegli e ti metti in macchina litigando per l’ennesima volta mentalmente con una persona che ti ha fatto arrabbiare da morire (ma non subito, a scoppio ritardato), tanto che nel corso delle settimane avresti voluto far partire dei bei calci in c@@o sempre più forti (ma ormai non si può più) realizzerai che, in fondo, non è da tutti litigare ventisette volte in altrettanti modi e lingue straniere diverse con la stessa persona, senza che questa persona nemmeno lo sappia. 

Ci sono talenti che vanno coltivati (e maneggiati con cura). Questi sono i tuoi. 

Cara ascella…

[oggi ho imparato che] Se una mattina per caso mentre stai andando ad un appuntamento in centro e sei sulla Metropolitana Rossa, se ti ritrovi seduta accanto al solito Bimbominkia tatuato come una lavagna durante l’autogestione che puzza come un camion dell’immondizia bagnata, realizzerai che il mondo sarebbe un posto migliore se i pubblicitari smettessero di illudere la gente che con certi deodoranti più sudi più profumi perché se sei un bimbominkia finisce che ci credi.
Comunque, cari pubblicitari, io una bella letterina all’ascella di questo qua la scriverei e la manderei in copia autografa anche al suo proprietario:

‘Cara ascella, se non sei quella di Brad Pitt, fatte lavà!’
Così, per dire.

E buon anno a tutti! 

[Oggi ho imparato che]Puoi essere positiva finché vuoi, ma se compri le gomme estive e te le fai montare.

Se la sera stessa, dopo una cena e due bicchieri di vino (g)rosso, lasci il volante a chi è più sobrio di te. 

Se quello che doveva essere più sobrio di te, parcheggiando, prende di taglio uno spigolino bastardo del marciapiede. 

Se lo spigolino bastardo del marciapiede taglia la ruota e questa si sgonfia in 3 secondi esatti; 

Se il famoso spigolino è così bastardo che non solo fa fatto sgonfiare la ruota ma ha anche tagliato la tela che foderava la gomma.

Se la ruota ormai sgonfia è conciata al punto che devi ricomprarne, senza ma e senza se, un’altra nuova (così ha detto il gommista quando gli hai chiesto se si poteva riparare)… be’ qualche piccola piccolissima imprecazione scappa. 

Eccome se scappa.  

Ci sono ggenti che fanno ballare gli occhi. Troppo.

[oggi ho imparato che] Un giorno per caso mentre sei sulla banchina del metrò della Verde che da Gessate porta in centro, e stai scrivendo alla tua amica che sei un po’ in ritardo e che la raggiungerai direttamente all’ingresso del Museo, sentendoti osservata ti girerai di scatto e realizzerai che i tempi sono davvero molto cambiati: una volta quello accanto a te cercava di leggerti il giornale, oggi cerca di leggerti quello che stai scrivendo sul cellulare. Ovviamente, le operazioni per correggere la miopia sono in sensibile aumento. Ma quelle per insegnare l’educazione… ecco, quelle non esistono.

  

Non si sa mai

[oggi ho imparato che] Un giorno per caso, mentre stai facendo i bagagli per tornare a casa dopo una settimana di ferie sulla riviera romagnola, rimettendo tutti i vestiti che non hai messo e tutte le scarpe che non hai messo nelle borse, realizzerai che tu fai parte di quella categoria di donne che non preparano la valigia, ma preparano il “Non si sa mai”. E sorriderai. 
  

A proposito di baci… 

Un giorno per caso, mentre sei sulla metropolitana che da Gessate porta in centro per andare ad un appuntamento di lavoro, hai caldo e hai la sensazione di non essere in formissima, realizzerai che ci sono quei giorni in cui più ti senti vecchia e più i ragazzini di 15 anni, in shorts, canotta e infradito limonano di fronte a te.

Un giorno per caso, mentre sei sulla metropolitana che da Gessate porta in centro per andare ad un appuntamento di lavoro, guardando la ragazzetta vestita (poco) come la groupie di un gruppo di metallari parlare allo schermo del suo smartphone e mandargli tanti tanti bacini, realizzerai che a volte le ragazzine (e le donne) si conciano da sbatter via solo per attirate l’attenzione del manzo di turno, ma forse non è così necessario. Infatti Licia andava in giro con gli zoccoli e i calzini bianchi e nonostante questo era corteggiata da due cantanti Rock fighissimi. Ecco.  

[Chi si somiglia, si piglia]

[oggi ho imparato che]

Un giorno per caso ti svegli, ti alzi, ti lavi e ti vesti, fai colazione ed esci per andare in ufficio. E sulla metropolitana che da Gessate porta in centro incontri un tizio che non vedevi da secoli. Chiacchierando del più e del meno finirete a parlare della sua situazione sentimentale e della sua nuova fidanzata e tu non potrai fare a meno di pensare che certi uomini sono decisamente bizzarri.

Soprattutto se dopo averti martellato gli zebedei per 16 fermate della metro raccontandoti di lei, alla fine lui tira fuori il cellulare e ti mostra la sua foto dicendo ”Sì, stiamo insieme ma non ne sono innamorato”

E guardandolo realizzerai che è meglio sorridere e non fargli notare che:

– Ha ‘Vivo per lei’ come suoneria

– Ha appena prenotato una bici tandem per fare le vacanze insieme

– Ha le sue iniziali marchiate a fuoco

– Si è fatto crescere la barba… per assomigliarle

E aspetterai pazientemente la tua fermata.
Una sera per caso, mentre sei in metropolitana e stai tornando a casa, al 27o boato proveniente dal tuo stomaco che urla vendetta per la bistecchina striminzita e l’insalata scondita mangiata a pranzo, realizzerai che la dieta è quella cosa che a pranzo mangerai la verdurina bio del contadino, a merenda la carotina del contadino e a cena direttamente il contadino.

E speri che la tizia seduta davanti a te che sta mangiando un pacchetto di caramelle a tutta ganascia sparisca alla svelta sennò finisce a schifìo.

[Ecco cosa significa ‘Partenze intelligenti’]

[oggi ho imparato che]

Un giorno per caso ti svegli, è il 2 giugno e sei in Romagna, e mentre sei a fare la tua corsetta sul lungo mare, ascoltando la radio scopri che ci sono alcune cose inevitabili, come ad esempio toccare col dito una panchina su cui c’è scritto ‘vernice fresca’. Ma così, giusto per controllare se è vero.

Un giorno per caso ti svegli, è il 2 giugno e sei al mare, e se tuo figlio decide che vuole tornare a casa presto perché deve studiare, realizzerai mettendoti in auto alle 14.15 che dalla Romagna nell’unico Ponte decente dell’anno non esistono ‘partenze intelligenti’: esistono solo ‘partenze’ e ‘arrivi’. Dopo 6 ore di coda.

[Saluti dalla Romagna]

[oggi ho imparato che] Un giorno per caso ti svegli, sono le 4.00, sei sull’Adriatico per il Ponte del 2 giugno, non riesci più a dormire, esci sul balcone, noti i colori del cielo e del mare che piano piano cominciano a fondersi in un tutt’uno, vieni presa dalla meraviglia della natura, del mondo, dell’universo e realizzi che telefonare ai tuoi amici alle 4 di notte per sapere se stanno dormendo bene sarebbe un modo bellissimo per dimostrare l’amicizia. La loro. Per te.

Mentre tu sei sveglia. 

E non riesci a dormire. 

Ecco.

  
Un giorno per caso mentre sei al mare, sull’Adriatico, per il Ponte del 2 giugno, dopo una notte pressoché insonne, puoi decidere di uscire presto per andare a correre e incontrare degli strani figuri sul lungo mare: 

– un runner con la camel bag sulla schiena, la cannuccia in bocca, le scarpe da trial e le calze blu… da manager

– un gruppo di nordic walker coi bastoncini e gli scarponi dirigersi verso il mare

Poi, finita la corsetta, puoi tornare in albergo e trovare degli strani figuri seduti all’ombra, col PC acceso, collegati al wifi dell’hotel, col telefono in mano, mentre parlano con l’ufficio di Milano e guardano con tristezza verso il mare… Ah, sei tu. Come non detto. 

‘Persone simpaticissime, quindi!’

[uomini in uniforme che fanno squadra]

Un giorno per caso mentre sei in metropolitana, stai andando ad un convegno e combatti per non crollare sotto il peso di una notte insonne, seduta accanto a due bimbiminkia alle prese con le prove per gli esami di Maturità, dopo averne sentito i discorsi surreali per 11 fermate (undici?!), realizzerai che Leopardi sarà pure stato uno sfigato, ma almeno lui è riuscito a mettere in versi il disagio domenicale senza usare neanche una volta le parole “Divano” ”Wifi” e ‘ca@@o-fi@a’ . 

E ti chiederai: tra 150 anni i loro bisnipoti cosa studieranno, Emiskilla?

Un giorno per caso mentre sei ad un convegno in centro e combatti per non crollare sotto il peso di una notte insonne, guardandoti intorno e notando che gli uomini sono tutto in abito blu e scarpa stringata nera comprenderai finalmente il motivo per cui il mondo del lavoro proporrà sempre modelli maschili e  le donne manager malgrado tutti i proclami e gli sforzi non riusciranno  mai a fare squadra: perché questo implicherebbe indossare tutte lo stesso vestito e le stesse scarpe contemporaneamente. E non si può. No. Proprio non si può.