[Chi si somiglia, si piglia]

[oggi ho imparato che]

Un giorno per caso ti svegli, ti alzi, ti lavi e ti vesti, fai colazione ed esci per andare in ufficio. E sulla metropolitana che da Gessate porta in centro incontri un tizio che non vedevi da secoli. Chiacchierando del più e del meno finirete a parlare della sua situazione sentimentale e della sua nuova fidanzata e tu non potrai fare a meno di pensare che certi uomini sono decisamente bizzarri.

Soprattutto se dopo averti martellato gli zebedei per 16 fermate della metro raccontandoti di lei, alla fine lui tira fuori il cellulare e ti mostra la sua foto dicendo ”Sì, stiamo insieme ma non ne sono innamorato”

E guardandolo realizzerai che è meglio sorridere e non fargli notare che:

– Ha ‘Vivo per lei’ come suoneria

– Ha appena prenotato una bici tandem per fare le vacanze insieme

– Ha le sue iniziali marchiate a fuoco

– Si è fatto crescere la barba… per assomigliarle

E aspetterai pazientemente la tua fermata.
Una sera per caso, mentre sei in metropolitana e stai tornando a casa, al 27o boato proveniente dal tuo stomaco che urla vendetta per la bistecchina striminzita e l’insalata scondita mangiata a pranzo, realizzerai che la dieta è quella cosa che a pranzo mangerai la verdurina bio del contadino, a merenda la carotina del contadino e a cena direttamente il contadino.

E speri che la tizia seduta davanti a te che sta mangiando un pacchetto di caramelle a tutta ganascia sparisca alla svelta sennò finisce a schifìo.

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Aperitivi di favole e di scienza

Una sera per caso ad aperitivo tra amiche, al primo giro di tavolo di aggiornamento sulle storie in corso, al decimo sussulto stupito da parte di alcune presenti sulle vicende al limite del surreale raccontate da una del gruppo nel bel mezzo dell’ennesima crisi col fidanzato di turno , realizzerai che in fondo le donne sono come i bambini: leggono la stessa storia mille volte, conoscono a memoria il finale e si stupiscono lo stesso.

Ecco. Così.


Una sera per caso ad aperitivo tra amiche, al primo giro di tavolo di aggiornamento sulle storie in corso, realizzerai che un anno di Erasmus nei paesi scandinavi dovrebbe diventare obbligatorio e prescritto direttamente dal servizio sanitario nazionale per tutte quelle donne che mostrano sin da giovane la sindrome della crocerossina.

Presente quella vocina che suggerisce di fermarsi in tempo quando ci si sta per infilare in una storia che porterà solo disastri e devastazione?

Ecco, visto che pare che parli solo finlandese e molte non la capiscono per niente, forse sarebbe meglio che quella vicina riuscissero proprio a decifrarla, una volta per tutte.
Una sera per caso ad aperitivo tra donne, al secondo giro di tavolo, ascoltando il racconto di un’amica sulla fine della sua ultima storia surreale, pensando al tizio di cui si stanno narrando le gesta (evidentemente non da gentiluomo), ricorderai improvvisamente una notizia letta su una rivista pseudoscientifica che narrava che gli esseri umani condividono il 75% del codice genetico con i vermi. E realizzerai definitivamente che certe ricerche citano la solita media del pollo: 75 per cento alcuni, il 51 per cento altri e qualcuno (LUI, appunto) il 99 per cento.

Ecco.

[Gli anni passano e… finalmente te ne accorgi]

1. [oggi ho imparato che] Una sera per caso ad una cena tra donne, al solito giro di tavolo per gli aggiornamenti sulle storie presenti, passate e future, al terzo racconto surreale sugli ultimi appuntamenti delle tue amiche single realizzerai che uscire con persone (uomini o donne che siano) il cui cervello è così piccolo che quando due pensieri si incontrano devono fare manovra non è così raro. No, purtroppo non lo è.

 
Una sera per caso, ad una cena tra amiche, guardando il tavolo nella saletta riservata accanto alla vostra dove un gruppo numeroso e caciarone sta festeggiando un compleanno, realizzerai che d’ora in avanti non avrai bisogno di nessun altra indicazione, ma capirai di essere davvero invecchiata quando alla tua festa, tutti gli invitati si alzeranno in piedi, ti guarderanno con affetto e, mettendosi intorno alla torta, si scalderanno le mani.

[27, il numero magico]

Una mattina per caso mentre sei sulla A4 e ti fermi al bar dell’Autogrill per un caffè veloce, ascoltando il discorso di due uomini in viaggio per lavoro che si raccontano le vicissitudini degli ultimi week end con le proprie donne, ridendo realizzerai che per diventare ricca ti basterebbe scrivere ‘il centalogo’ (vista la complessità dell’argomento un decalogo non basterebbe) per uomini accoppiati che vogliono uscire indenni dal week end e arrivare alla settimana successiva’.
La 27a regola potrebbe meritare un capitolo da imparare a memoria:
‘Se ti ama ti lascia sbagliare, per rinfacciartelo mesi dopo’. Non è difficile!

Una mattina per caso, sulla metropolitana verde che da Gessate porta in centro, guardandoti in giro realizzerai che marzo è quel mese della Terra di Mezzo dove la mattina puoi ruzzolare dentro l’armadio 4 stagioni, fare 14 giri carpiati e 27 giravolte e uscire con quello che ti è rimasto attaccato addosso. E ne hai le prove.

Una sera per caso mentre stai tornando a casa di corsa per raggiungere le tue amiche x la consueta cena settimanale, ripensando alla lunga giornata piena di scadenze improrogabili (ovviamente scadute) e di commissioni che avresti decisamente evitato se solo avessi potuto, realizzerai che prima o poi nella vita capita a tutti sentire quella precisa sensazione alla bocca dello stomaco, come se la pazienza ti avesse passato le chiavi a tradimento dicendoti: “Puoi guidare tu? Io sono stanca e non vedo la strada. Fuori c’è una nebbia che si taglia a fette come un salame e non ho NESSUNA voglia di guidare’. E tu sei costretta a prendere il volante e guidare anche se vorresti tanto tanto avere a disposizione un autista armato di pazienza alla 27a potenza!
Ecco, quel giorno per te è arrivato.

Una sera x caso a cena con le amiche, dopo il solito giro di tavolo di aggiornamento su amori presenti-passati-e-futuri e dopo una ricognizione veloce sui ‘fili rossi’ che legano due fidanzati immaginari (ma anche no), arrivate al capitolo EX DI RITORNO realizzerai che, anche se le tue amiche non si capacitano che alcune situazioni sono al limite della regola matematica, certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi fino alla 18ª posizione nella chat di Whatsapp e poi ritornano. Basta saperli aspettare: ritornano, ritornano sempre. Ma siccome sono anche destinati a fare solo danni, l’unica soluzione è aspettare che precipitino nuovamente, sperando che arrivino alla 27a posizione e che non se ne parli più. A volte succede.

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[Perchè San Valentino è San Valentino]

Una mattina per caso mentre sei in coda in aeroporto comprenderai finalmente il significato di Ottimismo. Ossia l’aurea che pervade un tizio dallo sguardo ebete mentre cerca di passare sotto il metaldetektor con una catena da motorino appesa al collo. Ma quando noterai che non si fa mancare nemmeno i lucchetti di Moccia, desidererai soltanto abbracciarlo (prima) e fotografarlo (dopo, nel caso qualcuno non ci creda): chissà che infanzia e che vita pazzesca deve aver avuto. Altro che ‘Tre metri sopra il cielo’.

Un giorno per caso, mentre sei in taxi e stai andando al tuo appuntamento, ascoltando alla radio uno speaker che elenca tutte le cose brutte del Festival di Sanremo, realizzerai che lui avrà anche ragione, ma per te le VERE COSE BRUTTE sono altre.
Ossia, tra le cose brutte al mondo ci sono gli uomini con i capelli tinti.
Tra le più brutte quelli con i capelli tinti e le basette bianche. Tra le brutte più brutte brutte gli uomini con i capelli tinti, le basette bianche e le sopracciglia che svolazzano a ventaglio sulla fronte.
E poi ci sono quelli che hanno vinto tutto, perché c’hanno pure i peli che escono dalle orecchie e dal naso.
Mica la giacca a fiori di Raf.

Un giorno per caso mentre sei in taxi e stai andando al tuo appuntamento, ad un certo punto notando una maxi affissione che campeggia sul palazzo di una delle più trafficate zone di Milano, sarai catturata dalla profondità del messaggio così inusuale di questi tempi e non potrai fare a meno di fotografarla col tuo iphone. E da quel momento in poi, fino alla fine del mondo, sarai prigioniera dell’unica e fondamentale domanda sulla vita e sull’amore: ‘Perchè tutti amano gli amici Cucciolotti?’ .
Buon San Valentino a tutti!

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[Quel confine che fa la differenza]

Una sera per caso ad una cena tra donne, al racconto di una tua carissima amica sull’ultima relazione surreale finita come mai ti saresti aspettata, realizzerai che ci sono uomini che non conoscono quel sottile confine tra essere ‘spietatamente sinceri’ ed essere ‘semplicemente stronzi’.

Una sera per caso ad una cena tra donne, al racconto di una tua carissima amica sugli uomini incontrati dopo la fine della sua ultima relazione, realizzerete definitivamente che ci sono uomini che non conoscono quel sottile confine tra ‘farla ridere per farla innamorare’ e ‘sembrare degli idioti’. Ecco.

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[Scollature pericolose]

Una sera per caso ad un aperitivo tra amiche, aggiornandovi sugli
ultimi incontri surreali con uomini surreali, al racconto dell’amica che ha stabilito la regola di ‘scrollarsi-di-dosso-in-tempo-zero chiunque si attacchi a cozza e non la lasci respirare’, realizzerai che in fondo non ha tutti i torti. Infatti, potrai anche fingere interesse per qualche tempo per un tizio di cui in realtà non te ne frega nulla, ma dopo un po’ la tua testa potrebbe iniziare a gonfiarsi e alla fine esploderesti e voleresti via.
Quindi è meglio far evaporare il tizio senza ‘ma’ e senza ‘se’, prima che succeda l’irreparabile. Non vorrai mica finire a pezzettini incagliata sui rami di un albero!

Una sera per caso ad un aperitivo tra amiche, aggiornandovi sugli
ultimi incontri surreali con uomini surreali, al racconto dell’amica sul tizio che mentre le stringeva la mano per presentarsi aveva iniziato a guardarle la scollatura e che non aveva più smesso per tutta la durata della conversazione, non potrai fare a meno di annuire al suo lapidario commento: ‘Ma non lo sa il poveretto che mentre lui mi guardava le tette, io ho calcolato quanto costavano i suoi abiti, controllato se le sue scarpe erano nuove, se gli sudavano le mani, da quanto non si tagliava i peli del naso e in quanto tempo dargli il lungo? Non era meglio guardarmi negli occhi, lasciar perdere la scollatura, giocarsi il tutto e per tutto sfoderando tutto il suo fascino (se ne aveva), e non lasciarmi il tempo di fare tutte le mie considerazioni su quanto fosse sciocco e maldestro un approccio del genere? Esiste una donna al mondo che potrebbe apprezzare uno che si presenta così?’
In effetti…

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