I trattori sono mezzi insuperabili. E Rovazzi lo sa. 

Una mattina per caso ti svegli, ti lavi, ti vesti, ti trucchi velocemente ed esci di casa di corsa che hai un appuntamento in centro e non vuoi arrivare tardi. E a 4 km dal casello dell’autostrada finisci dietro un mega trattore che va a 40km/h e tu non riesci a superarlo. Per 4 lunghi, lenti e interminabili chilometri! 

E mentre passerai in rassegna tutti i motivi che oltre 20 anni fa ti hanno fatto decidere di lasciare Milano per la provincia bergamasca – perché tu proprio non te li ricordi più -, ti accorgerai che stai andando così piano che i moscerini lanciati di testa sul parabrezza dell’auto auto si stanno suicidando volontariamente. Non c’è altra spiegazione! 

E misurando la tua fretta sulle dimensioni degli enormi pneumatici del trattore (immensi, come immensa è la loro lentezza) finalmente comprenderai due cose che ti accompagneranno per tutto il resto della tua vita.

La prima è che nella celebre frase di Rovazzi ‘c’è un trattore in tangenziale, andiamo a comandare’ c’è della violenza. Tanta violenza. Non può che essere così. 

La seconda è che quando sentirai la parola ‘Insuperabile’, non potrai più fare a meno di pensare a un trattore. 

Le scarpe della capsule di Zara per ballerine mancate

Oggi ho imparato che… 

Una sera per caso mentre controlli gli ultimi arrivi sull’App di Zara, realizzerai che la Primavera è quel particolare momento dell’anno in cui le grandi marche di fast fashion lanciano sul mercato la loro capsule estiva proponendo vere ballerine (scarpe flat che più flat non si può) a punta quadrata con i nastri alla caviglia che faranno sembrare il 99 per cento delle donne adulte che le indosserà tutto fuorché delle leggiadre ballerine. 

E tu, che da piccola avresti tanto tanto voluto fare la ballerina, ma solo per quelle scarpette rosa col nastrino alla caviglia che ti avrebbero fatto sembrare comunque di tutto fuorché una leggiadra ballerina, passerai tutta la sera tormentandoti con una domanda:‘Che faccio, me le compro anche se non ho più 6 anni? ‘

Ecco perchè la Primavera non è uguale per tutti! 

Un giorno per caso ti svegli e guardando il calendario realizzi che è già il secondo (o il terzo, ma non hai capito perché) giorno di Primavera. Guardi il cielo, guardi tuo figlio e pensi che sei definitivamente entrata in quel periodo dell’anno in cui, al parco, le coppiette passeggiano beate mano nella mano guardandosi negli occhi. Lui in maniche corte e lei col Moncler. 

Un giorno per caso mentre sei sulla metropolitana che da Gessate porta in centro, ti siedi accanto a due donne che parlano fitto fitto e, ascoltando (sempre per caso) i loro discorsi (parlano fitto, ma a voce così alta che è impossibile non sentirle) realizzerai che, possiamo anche far finta che non sia così, ma ormai viviamo in un mondo in cui superata una certa età la Primavera è quel particolare momento dell’anno in cui la fredda stagione degli ansiolitici lascia il posto alla calda stagione degli antistaminici. 

Altro che stagione degli amori! 

10 cose che scopri al concerto di Ligabue

1. Se decidi di andare al concerto di Ligabue la sera dopo il suo 57o compleanno, sappi che quel giorno potrebbe non avere voce e finire il concerto 20 minuti prima. E che tu, per tutta la durata del concerto, fino a che non confesserà il disturbo alle corde vocali, non farai che chiederti se sia normale uno stacco “a nero” di 10 secondi tra una canzone e l’altra, a luci spente.  Forse si sta spruzzando la medicina in gola e tu non lo sai.

2. Se un cantante ama fare video durante i concerti e magari tra qualche mese uscirà un dvd con le immagini delle tappe principali del tour (Made in Italy Tour nella fattispecie, ndr.), sappi che potresti ritrovarti con una giraffa meccanica che ti si muove vorticosamente davanti alla faccia durante tutto il concerto, rompendo non poco i coglioni quando deciderai di fare una foto qualunque. La prossima volta chiamo il WWF.

3. La canzone ‘E’ venerdì, non mi rompete i coglioni’ è straordinaria e dovrebbe essere usata come sigla dell’Eurovisione tutti i santi giorni dell’anno oppure al posto dell’Inno alla Gioia. Adattandola, ovviamente: lunedì, martedì, mercoledì, giovedì… Perché lo sanno tutti che ho un buon carattere!

4. Quando le amiche si muovono in coppia, chi le incontra per la prima volta, le nomina in base alle differenze più evidenti: la bionda e la mora, l’alta e la bassa, la bella e la bestia, la ricca e la povera, la simpa e la strnz. Ecco, io giro con la bionda.

5. Se decidi di andare a vedere il concerto del tuo cantante preferito, quello che a 20 anni ti faceva battere il cuore e che ora forse è anche tuo coetaneo, ecco, magari evita di portarti dietro un cannone. Regola: il cannocchiale a un concerto rock solo se ti hanno rubato la borsa con tutti gli occhiali nel pomeriggio poco prima di arrivare al Forum.

6. Se decidi di lanciare un reggiseno fucsia sul palco dove Ligabue sta camminando toccando le mani del pubblico , sappi che per farlo vedere anche da quelli che non hanno cannocchiale, devi almeno portare la 10a. Altrimenti è inutile. Io l’ho visto per caso.

7. Un bassista chitarrista che sembra Muccino figo e maledetto, sul palco di un concerto ci sta sempre bene. Soprattutto al concerto del Liga. Meno male che c’è il mega-schermo così lo vedono anche quelle come te, cecate e sedute nell’area VIP giornalisti.

8. I tre fiati che accompagnano Ligabue in tour non sono proprio quellio che si definiscono dei fighi pazzeschi anche se… suonano bene. Ma nel “momento acustico” quando il Liga si sposterà con alcuni strumentisti sul palco che taglia in due il parterre, loro verranno lasciati sul palco al buio. Quelli fighi davanti, please!


9. Se vuoi evitare di rimanere imbottigliata nel traffico che va verso Milano al termine del concerto, non seguire il flusso delle auto che vanno verso destra, ma gira a sinistra, poi a sinistra  e a sinistra ancora. Ti ritroverai in una strada parallela a quella intasata, completamente deserta e riuscirai a raggiungere Milano in 16 minuti. A volte la strada più intuitiva non è quella più giusta.

10. Se vuoi tornare a casa sana e salva, dopo aver lasciato la tua amica sotto casa, ricordati che la tangenziale di notte potrebbe essere chiusa a tratti e tu potresti dover circumnavigare la Lombardia seguendo i cartelli “deviazione” senza aver la minima idea del percorso e della geografia. Perciò mettiti il cuore in pace: “Se tornare a casa è nel tuo destino, prima o poi ci arriverai”. Magari 1 ora e 40 minuti dopo. 

 

 

Cosa notano gli uomini quando le donne cambiano colore dei capelli. 

Se un giorno per caso una tua collega arriva in ufficio con un nuovo colore di capelli, durante una riunione realizzerai due cose: che non è vero che gli uomini non notano niente e che arancione batte biondo 1 a zero. 

Ne avrai la prova una mattina durante una video call quando i colleghi che hai di fronte cominceranno a fare apprezzamenti entusiasti sul nuovo colore. E lei, sorpresa, chiederà se non ha osato troppo col biondo perché non era sicura che un cambiamento così repentino fosse la scelta giusta, si chiedeva se la nuance non fosse un po’ troppo sfacciata e che forse avrebbe dovuto fare qualcosa di più scuro. Ma loro candidamente la guarderanno e le diranno che non capiscono di cosa stia parlando, loro stavano solo commentando l’arancione della parete, dietro di lei. 

Quindi, arancione batte biondo 1 a 0.

3 domande che non hanno risposta

Se una notte per caso vieni svegliata dallo squillo del telefono fisso e se, dopo aver realizzato che non è un sogno e non è nemmeno la televisione, ti precipiti in sala a rispondere ad occhi chiusi, con le braccia avanti e andando a sbattere ovunque, e in quel momento smette di suonare, scoprirai finalmente e incontrovertibilmente il vero significato della parola “casa”. Ossia quel posto in cui nessuno risponde al telefono di notte tranne te, ma poi tutti chiedono “Chi era?” E tu: “Non lo so chi era. Non lo so”.

Un giorno per caso, alla terza telefonata di operatore telefonico che cerca di farti tornare tra i clienti della propria azienda che avevi lasciato per una tariffa migliore, realizzerai che in tutta la tua vita nessuno dei tuoi ex era stato così insistente come quello del call centre di Wind. Why?

Un giorno per caso, sulla metropolitana che da Gessate porta in centro, ti si accolla una tizia che inizia a parlarti della fine del suo matrimonio e di come si è innamorata di nuovo di un uomo meraviglioso conosciuto su internet e tu, sorridendo, realizzerai che puoi anche far finta di non farti toccare da certe cose, ma ci sono pensieri che ti perseguiteranno per tutto il resto della giornata, tipo: “Ha sbagliato un congiuntivo, glielo dovevo dire?”

Fioretto alimentare vs. fiore edibile

Oggi ho imparato che…

 

Un giorno per caso ti svegli, avresti voglia di una meravigliosa colazione a base di latte e caffé, fette biscottate e marmellata, ma realizzi che stai facendo come tutti gli anni il fioretto per la Quaresima e che, non potendo mangiare nè dolci nè caramelle, dovrai accontentarti di fette biscottate senza marmellata.

Così, dopo aver girato per casa per due ore come un leone in gabbia con la voglia di dolci, esci, vai all’Esselunga e ti compri una bella insalata primavera colorata per pranzo nella speranza di saziare almeno l’occhio.

E il fiore(tto) questa volta te lo mangi!