[Per una taglia in meno]

20140902-211840.jpg

Se un giorno per caso ti svegli, mancano pochissimi giorni al matrimonio di tuo fratello e stai facendo una dieta da 15 gg di passione perché mentre eri in ferie hai mangiato “fritto misto come se non ci fosse un domani”, realizzerai che l’unico modo per evitare gesti inconsulti di cui ti potresti pentire fino alla fine del mondo è transennare la bilancia. Ormai è inutile piangere sul ‘fritto mangiato’.

Se una mattina per caso ti svegli, mancano pochissimi giorni al matrimonio di tuo fratello e stai facendo una dieta da 15 gg di passione, e leggi su Twitter che secondo alcune ricerche la chiave della felicità è “amare, correre e bere acqua”, dopo aver aperto #MyFitnessPal per inserire le calorie ingerite durante la colazione, assocerai immediatamente questa notiziona da prima pagina ad un mero calcolo matematico.
Amare: -250 calorie ogni 10 minuti di sesso (WOW)
Correre: -350 calorie ogni ora di running (WOW)
Bere acqua: 0 calorie (WOW)
E realizzerai che hanno ragione: tutto ciò che fa dimagrire rende felici! Sempre!

Se un giorno per caso ti svegli e decidi di andare a correre all’ora di pranzo per bruciare un po’ di calorie e accelerare il processo di dimagrimento in vista del matrimonio di tuo fratello, scoprirai che tutti hanno nella propria playlist una canzone che non ascolteranno e che non cancelleranno mai, ma che (com’è-come-non-è) la tua playlist è in grado di partire da sola nei momenti meno opportuni, come ad esempio mentre sei in macchina, vieni fermata dai carabinieri per un controllo, non ricordi dove hai messo la patente e sei in tenuta troppo sportiva per puntare tutto su un sorriso smagliante e una scollatura strepitosa.

Se una sera per caso, in piena dieta, ad un aperitivo tra amiche a base di verdurine e acqua gasata, racconti che tuo figlio la sera prima è rimasto chiuso in ascensore e hai dovuto chiamare il portiere per tirarlo fuori, tra una carotina e un rapanello finirete senz’altro a raccontarvi di quegli episodi di cronaca in cui persone rimangono chiuse in ascensore in località di villeggiatura in inverno e vengono tirate fuori dopo una settimana con 10 chili in meno. E guardando con occhi sconsolati la coppetta di pinzimonio che state dividendo in 4 per evitare di ingerire calorie e rientrare nei vestiti (di una taglia in meno) comprati con la pre-collection non stupitevi se qualcuna ad un certo punto vi dirà: “Chiudetemi in ascensore con una bottiglietta di acqua e un vasino per fare pipì e tiratemi fuori fra una settimana, vi prego”.

Se sei arrivato fin qui, spero che questo post ti sia piaciuto. Le foto sono quasi sempre mie e racconto storie e verità il cui riferimento a persone e fatti veramente accaduti è puramente casuale. Se ti va puoi fare in modo di ricevere gli aggiornamenti di questo blog ogni volta che viene aggiornato. Se vorrai tornare e commentare io ne sarò lieta e onorata. A presto.

[Inspirare, aspirare, espirare e… spirare]

Un giorno x caso ti svegli e scopri che l’App con la quale ti alleni quando conduci delle serie attività di sport (RunKeeper) ti sta tirando per la giacchetta perché sono più di 4 giorni che non esci né per una corsa, né per una camminata, né per una pedalata e l’APP ad essa collegata (MyFitnessPal) è arrivata all’insulto perché se non consumi calorie con attività fisica non riuscirai MAI a rispettare il programma di dimagrimento che hai selezionato in vista del matrimonio di tuo fratello previsto fra meno di 10 giorni.

Così la sera, uscita dall’ufficio, arrivi a casa, ti infili il gonnellino da corsa, un top Nike e le tue inseparabili Mizuno e vai alla Trucca armata di iphone e cuffiette per una corsetta.

Parti con i soliti 500 metri di camminata seguendo il ritmo dell’audio coach RRR e in men che non si dica ti ritrovi a correre in senso orario (anche se sai che i veri runner affrontano gli anelli in senso antiorario) e a gioire per un attimo di avere sì un raffreddore pazzesco che ti impedisce di respirare col naso, ma che questo non ti impedisce di correre i tuoi 5K abituali nel posto dove puoi correre tranquilla.

Gioire DAVVERO per un attimo, perché scoprirai che alla Trucca, parco cittadino costruito su un acquitrino, dotato non a caso di un laghetto artificiale dal quale soffia una fontana che neanche le Jet d’Eau di Ginevra soffia così (o così almeno ci piace pensare), in estate è popolato di zanzare e moscerini grossi come passeri.

E scoprirai che alla Trucca, mentre corri con il raffreddore, la respirazione con la bocca, invece della classica sequenza inspiro-espiro, sarà:

1. inspiro (aria)

2. aspiro (2578478 zanzare)

3. espiro (zanzare e sangue)

e…

4. spiro soffocata!

Tutto questo in sequenza. Fino alla fine del mondo.

Ps. E non ditevi che così avete fatto due cose in una, perché mangiare zanzare grosse come passeri mentre si corre non vale come porzione di proteine. No, non vale!

20140829-212807.jpg

[Undici libri e un passo di donna]

Un giorno per caso ti svegli e sai che il tuo soggiorno al mare sta per finire e che presto dovrai rimettere tutte le tue cose in valigia e ricomporre il puzzle di trolley, borsoni, biciclette, zaino dei compiti del mezzo26enne (rimasto integro fino a 36 ore prima della partenza), figlio mezzo26enne con l’aggiunta di libri e scatole di scarpe, due palloni nuovi, un pc mai aperto, il tutto nella parte posteriore della tua supercar.
Qualcosa l’avrai usata, qualcosa un po’ meno, qualcosa per niente ma quando sarai a casa te ne dimenticherai e con una percentuale di probabilità vicina al 100 l’anno prossimo rimetterai tutto con lo stesso ordine in auto pensando che sia un’ottima idea e che ti servirà TUTTO. E forse aggiungerai una valigia in più solo per te (magari piccola) poichè ormai è assodato che l’universo femminile è troppo complesso per riuscire a farlo stare in una valigia.
Ma c’è qualcosa che continuerai a portare avanti e indietro fintanto che non ti convertirai definitivamente al Kobo o Kindle o qualsivoglia e-reader e sono… i libri.
Quest’anno ti sei portata dietro:
1. Stregati dalla corsa, di Marco Lo Conte. Nove ritratti di manager runner che correndo hanno accelerato nella professione e nella vita.
Ognuna di quelle storie hanno raccontato un pezzo di te, ma quelle in cui ti sei ritrovata di più sono quelle di Paolo Garimberti. Il fratello maggiore. Perchè tu sono un po’ così, sei quella che quando corre dice agli altri di non mollare, che manca poco, che ce la faranno. Anche se loro arriveranno prima di te e faranno il loro pb. Mannaggia!
Quella di Gianni Morandi. La corsa? Una roba…!!! Perchè lui quando corre arriva al traguardo e quando arriva sorride e perchè senza saperlo la sua immagine, essenza della corsa gioiosa, è finita sulla copertina di un libro non suo, un libro sul Running. Ecco. Tu sei un po’ così: ti piace correre e anche se fai fatica, e le tue gambe sembrano stecche di cemento, quando corri hai la sensazione di fare una cosa grande e bella. E sei felice. O drogata di endorfine, ma chissene frega, va bene così.
E poi quella di Lorenzo Sassoli de Bianchi. Il filosofo. Perchè molte delle cose che dice le ascolti ogni volta che ti alleni con l’audiocoach Rock Run Roll. Chissà se gli hanno chiesto i diritti.
E infine quella di Julia Jones. Il metodo JJ. Un metodo che vorresti provare su di te frequentando un vero corso per correre. Perchè è vero che correre è qualcosa di naturale, ma ci sono dei giorni che non ti basti e vorresti che qualcuno si prendesse cura della tua corsa e ti facesse crescere. Chissà, forse un giorno…
2. Dimagrire di corsa di Daniel Fontana (con il contributo di Elena Casiraghi, eat coach, che in copertina non si trova, ma nel libro interviene con delle pagine interessanti davvero).
L’hai comprato perché sei una di quelle runner che corrono per un milione di motivi, tra cui dimagrire, e perché hai un debole per i triatleti; perché sorridi ogni volta che li vedi allenarsi e pensi che siano gli sportivi più indecisi (o talentuosi) del mondo che non sapendo scegliere in quale sport gareggiare ne scelgono addirittura tre contemporaneamente. E poi perché ti piace sentire o leggere i racconti di chi si cimenta nella gara più dura e pazzesca che tu conosca, l’Ironman. E perché a furia di ascoltare e leggere aneddoti sui vari Ironman in giro per il mondo disputati dai tuoi amici, alla fine sei riuscita a scrivere addirittura un racconto, Verso il Traguardo, e a farlo pubblicare in 2 (due!) raccolte.
3. I sette passi della corsa, di Umberto Longoni.
Uno psicologo dello sport, motivatore, che hai incontrato un giorno mentre stavi seguendo un programma di dimagrimento e lui presentava uno dei suoi libri. Lui insegna ad allenare la mente per correre meglio. E non ti dice che a correre non si fa fatica, ma ti aiuta a trovare gli stimoli e la strada per superare i momenti difficili. Perché il running è un progresso dell’individuo e una piccola, personale conquista. La cosa che rileggi con maggior piacere? L’esercizio che ti insegna a non sentire la fatica partendo da un test della personalità. Hai scoperto che devi immaginare di essere una farfalla che vola leggera davanti a te. La cosa meravigliosa è che Farfalla è (quasi) l’anagramma del tuo nome.
4. La vita è un viaggio di Beppe Severgnini. 20 parole per un futuro migliore. Un libro pratico, poetico, tonificante.
Sai che non ha bisogno di presentazioni. Lui è giornalista, un osservatore della vita, del mondo in cui viviamo, degli italiani e dell’Italia.
È un raffinato utilizzatore e conoscitore dei Social Network, anche se si schernisce di non essere più giovanissimo e di non arrivare a tutto. Ma ti piace. Ti piace perché se ‘La vita è un viaggio’, lui non ti indica la meta, ma ti regala 20 parole da portarti dietro come bagaglio e da tirare fuori all’occorrenza. Tra queste: atlante, brevità, incoraggiamento, paternità, rispetto, sensualità. E altre 14 per arrivare a 20.
5. Figuracce, AA.VV. 8 scrittori raccontano una loro figuraccia. E lo fanno alla loro maniera, da scrittori. Perché ‘la vita è uno slalom tra figure di merda’, ma quando le figure di merda sono degli altri e sono raccontate bene, sei felice e vorresti che non finissero mai. Ovvio.
6. Ritrovarsi a Manhattan di Carole Radzwill
L’hai comprato una mattina dopo una corsa sul lungo mare che da Misano porta a Riccione. Avevi caldo e sei entrata in Mondadori per fare un giretto con l’aria condizionata. Ti sei lasciata attrarre dal colore della copertina e dalla fascetta. Ma non è un gran libro. E neanche la pagina dei ringraziamenti. L’unica cosa che ti porti a casa con questo libro è il riassunto di una ricerca sulla correlazione tra il buon sesso, la produzione di dopamina e il desiderio struggente di rifare sesso con la stessa persona che può durare addirittura due anni. E che poi, dopo due anni, passa (per fortuna!). Ecco. Ottimo da leggere in spiaggia.
7. Omicidi in pausa pranzo, di Viola Veloce, lo pseudonimo di un’impiegata milanese, blogger, single di ritorno, un figlio alle medie e la passione per la scrittura. Un giallo adattissimo al ritorno in ufficio, quando temendo che qualcuno possa decimare te e i tuoi colleghi preferisci che sia un serial killer piuttosto che un tagliatore di teste. Catartico!
8. La sovrana lettrice, di Alan Bennett. Gran libro su una donna, una regina, una vera Sua Maestà che scopre il piacere della lettura e che comincia a desiderare che tutti leggano. Meraviglioso. Grande la scoperta che ‘ascoltare il riassunto di un libro non è come leggere davvero quel libro’ e che gli scrittori sono persone strane e che a volte sono molto meglio i loro libri. Da leggere e rileggere!
9. Black Book of Style, di Nina Garcia. Un libro in lingua inglese, regalo della tua migliore amica che spera sempre che tu ti decida a migliorare il tuo poor inglese leggendo qualcosa che ti possa appassionare davvero, come lo stile e la moda. C’è ovviamente anche la versione in italiano!
10. Andromeda Heights di Banana Yoshimoto. Ancora una volta un libro che consigli a chi ama i manga, a chi è cresciuto a pane e cartoni animati giapponesi, a chi è abituato ai dialoghi brevi, ai monologhi dell’anima, alle pause e ai cambi di scena lenti. Da gustare lentamente per esplorare i temi della perdita e della guarigione, e di come si può trovare la felicità nelle famiglie più anticonformiste. Avendo iniziato a leggere i libri di Banana quando ne aveva scritti solo cinque e non avendo più smesso, beh, come potevi andare in ferie senza portartene dietro uno?
11. Smart photo manuale, di Valerio de Berardinis. 9.90 euro spesi (forse) bene. Per districarti nel mondo delle App fotografiche, capire quali sono le inquadrature migliori, il segreto della luce, delle esposizioni. E anche se non hai capito molto (e la foto che stai postando è schifosamente mossa) almeno avrai la consapevolezza che, a esser capaci, anche un iphone può fare delle foto grandiose. Non solo selfie, dunque!

E infine ci sei tu e i tanti chilometri percorsi in due settimane, camminando, correndo, in bicicletta. Sul lungo mare. Fino alla fine del mondo.

20140823-000151.jpg

[Una giornata così, scialla scialla]

Una mattina x caso ti svegli (per modo di dire) con un diavolo per capello dopo l’ennesima notte passata semi-insonne. Ormai le hai provate tutte, ma il tuo orologio biologico è tarato x farti dormire tra le 2.00 e le 5.40 ogni 12 ore, che significa una notte praticamente sveglia e una pennica post prandiale molto anni settanta (nel senso che solo a settanta anni sarebbe accettabile).
Le endorfine che hai messo in circolo con 2 e anche 3 sedute di sport nei primi giorni di vacanza erano sì benefiche, ma hanno acuito la tua proverbiale insonnia e di conseguenza anche il tuo buon senso dell’ironia ha potuto poco contro i rumori provenienti dalla strada e dai ragazzini usciti dalla discoteca.
Così dopo i primi dubbi sull’opportunità o meno di concederti una giornata di sport un po’ meno aggressiva del solito (ovviamente secondo i tuoi standard di runner lenta), decidi di abbandonarti ad una giornata di puro relax o -come dicono i bimbiminkia spiaggiati nelle vicinanze del tuo ombrellone- a una giornata di sciallo puro.
Così decidi di sostituire i soliti chilometri di corsa con 9K di camminata tranquilla, sul lungo mare, con un libro nuovo in mano pronto da leggere e al massimo una mezz’oretta di pucciatina in acqua di mare in tutta tranquillità, magari tirando la palla al mezzo26enne fingendo un palleggio di scolastica memoria. In fondo è agosto e il bagno, volere o volare, prima o poi tocca un po’ a tutti. Ma nulla di più.
E mentre sarai assorta in questi pigri pensieri, dopo una capatina all’Ospedale delle Tartarughe per controllare che tutto sia come ogni anno, realizzerai che la giornata di sciallo sarà lunga e forse domani avrai un senso di colpa grosso come l’hotel. Ti guarderai in giro cercando di sentirti un po’ meno bradipo, e sai già che l’occasione te la offrirà il quarto d’ora di risveglio muscolare gentilmente offerto dal Bagno 36 di Misano Adriatico.
Allunghi e movimenti di propriocezione (così li chiamano quelli fighi che scrivono i libri) sulla battigia, spalle al mare, copiando l’animatrice che continua a indossare i soliti pantaloncini aspirazionali ‘culetto qualchecosa’, sono un toccasano per il tuo senso di colpa. Su e giù, allungarsi in alto, allungarsi in avanti, alzare il piede, ruotare la caviglia, i polsi.
‘Vuoi non muovere i polsi? E il collo? Via col collo! E poi con la schiena! E rimani in equilibrio su un piede. Poi sull’altro…’
E già ti sentirai un po’ meno cretina di quando eri in gelateria in fila e seguendo i consigli del libro Dimagrire di Corsa (pag 85 ‘Ogni momento è buono‘) ti sollevavi sulla punta dei piedi e tornavi giù in movimento ritmico regolare x far lavorare i muscoli e l’equilibrio come se la tua vita fosse così piena e dinamica da non poter dedicare altro momento a quegli esercizi se non quello in cui eri impegnata a decidere se mangiarti un fruttino all’anguria o un cono alla nutella.
Sulla spiaggia, accanto al gruppetto eterogeneo di uomini e donne di tutte le età, di appassionati veri del risveglio muscolare, nessuno penserà che sei una mentecatta che non vuol far vedere i gusti di gelato alle persone dietro di lei ma solo una che approfitta del momento e del mare per fare qualcosa di buono per i propri acciacchi.
Obbligherai qualcuno a immortalarti col tuo iphone nelle pose plastiche migliori, quelle per intenderci che ti fanno sembrare più un’atleta ellenica e meno uno sharpei, quelle che ti mostrano impegnata nel risveglio muscolare a prova provata che non hai stazionato sul lettino tutto il giorno come una megattera spiaggiata, e concluderai la giornata così… Scialla scialla… Dopo essere ovviamente passata dalla pennica.
Che bella vita!

20140817-160535.jpg

20140817-160544.jpg

[Pantaloncini aspirazionali]

Un giorno per caso ti svegli e decidi che è il momento di dare una svolta ai tuoi allenamenti (o meglio dire ‘momenti’, che è decisamente meno pretenzioso) di sport. Hai deciso che è sciocco essere al mare e concentrarsi solo sul running e sulla bici, perché è innegabile che il mare abbia effetti benefici che non si possono e non si devono trascurare.
Lo dimostra l’animatrice che ogni mattina cerca di trascinare uomini, donne e bambini nel mare per un salutare risveglio muscolare. Lo dimostra il suo paio di pantaloncini rossi con la scritta ‘culetto qualchecosa’ che non sei riuscita a leggere completamente, ma che già dalla chiappa sinistra dimostra che fare movimento in acqua c’ha il suo perchè.
E prenderai la storica decisione: da domani l’acqua entrerà nel tuo programma di allenamento a scopo dimagrimento. Da domani si comincia con l’acquagym!
Running, ciclismo e acquagym. Non vale per diventare triatleta, vero?

20140812-194822.jpg

[Cercasi guru della dieta disperatamente]

Se una mattina per caso ti svegli, sei in vacanza e decidi di andare a correre presto x non rimanere sotto il sole cocente con le Mizuno inchiodate all’asfalto, realizzerai che Dimagrire di Corsa è un lavoro e se cerchi di farlo mentre sei al mare è un doppio lavoro.
E, dopo aver percorso 8K  con un audio coach per Sexy Joggers che ogni 30” ti sollecita con un tip ultra motivante, guardandoti intorno realizzerai che il mondo dei runner è davvero vario e variegato. E che non c’è niente da fare, ma nulla dà più soddisfazione che indossare una maglietta tecnica ricevuta col pacco gara di una vera corsa e che i runner che le indossano si distinguono da tutti gli altri, i tapascioni (categoria di cui fai parte da oltre 5 anni) per la fierezza con cui la indossano.
In un’ora di allenamento sul lungomare Misano Riccione Misano ti hanno superato nell’ordine: 3 magliette color stradino della Deejay Ten, 7 Roma-Ostia, una Boston Marathon, 4 StraRiccione, 1 StraMilano (quella gialla da formaggio grana che c’hai anche tu), 1 Munchen-Berlin (ma quanti chilometri sono???)… e altre magliette che per la velocità del passo (il loro) non sei riuscita a decifrare, ma che visto come tarellavano dovevano venire sicuramente da qualche pacco gara per runner fighi.
E mentre ti chiederai che cosa ci fai tu, sul lungomare Misano Riccione, con le scarpe da running e il gonnellino nero da corsa, un audiocoach nelle orecchie e un programma al limite del ragionevole, tra tutti quei corridori seri e senza un filo di grasso, in un’assolata mattina d’agosto, tutto il resto del mondo starà facendo colazione e dai bar uscirà il profumo dei bomboloni alla crema e tu finirai il tuo programma e tornerai in hotel con la salivazione a 1000 per l’acquolina. E quando la sera prima di cena, mentre sarai al 12esimo km di bici e verrai superata da un runner lanciato a 3.30min/km, con addosso una maglia stra-tecnica coi colori dell’Italia che da come corre non l’ha certo comprata in un negozio di articoli sportivi ma se l’è minimo guadagnata in qualche campionato assoluto di corsa, ti chiederai: ‘Ecco, ha senso continuare?’
Ma stringerai i denti e farai finta di nulla, raggiungerai l’hotel col proposito di continuare la tua dieta e, con un po’ di aiuto, quel giorno e tutti gli altri che seguiranno a tavola riuscirai a rispettare anche la regola dei Terzi (1 terzo di Carboidrati, 1 terzo di Proteine e 1 terzo di Grassi, quelli buoni), se Daniel Fontana e Elena Casiraghi saranno con te (metaforicamente) in spiaggia, la mattina quando correrai e in sala da pranzo quando mangerai e ogni volta che ti verrà voglia di sgarrare.
In bici no, in bici ci saranno tutti i tuoi fidanzati immaginari: Antonacci, Jovanotti, Renga… È meglio!

20140811-074344.jpg

[La pioggia e l’irrefrenabile voglia]

Se una domenica mattina per caso, prima di andare all’arrivo della Triami ad applaudire la tua compagna di corsa impegnata nel suo primo Triathlon Olimpico milanese, decidi di fermarti a fare colazione nella pasticceria migliore dell’Isola Bergamasca, Il Melograno, mentre ascolti i discorsi delle due donne abbronzate e visibilmente tatuate sedute accanto a te disquisire amabilmente di eleganza, realizzerai che non saprai mai se di questi tempi sia peggio uscire di casa senza ombrello per andare a Milano quando basta un niente per ritrovarti nel mezzo di un acquazzone coi fiocchi, ascoltare due tizie sinceramente convinte che le Superga argento con 4 cm di platform siano le scarpe più eleganti del mondo e che vadano bene per un matrimonio a luglio specie se piove… o guardare il cielo e sentire una voglia irrefrenabile di andare a comprarti un paio di Gucci con la zeppa e il plateau alte almeno 15 cm pur sapendo che non avrai mai il coraggio di indossarle in pubblico ma, visto che potrebbe piovere, almeno non ti bagnerai i piedi zampettando nelle pozzanghere dell’Arena all’arrivo della tua amica e dei suoi compagni di squadra. #donnechicchefannoiltifo

Se una domenica mattina per caso ti svegli e decidi di andare a fare colazione in pasticceria, prima di metterti in viaggio verso Milano e andare a salutare la tua amica e i suoi compagni di squadra all’arrivo della Triami, mentre sei seduta da sola al tavolino, aspettando cappuccino e brioche e ascoltando la radio con una rivista in mano, al terzo (!!!) stacco pubblicitario realizzerai che in estate ci sono spot davvero brutti. Ma brutti brutti brutti. E ripensando a quelli peggiori ascoltati negli ultimi anni, realizzerai che dopo il claim «Cerulisina stappati stappati tu, uù, uù…», i pubblicitari devono aver pensato che ormai valga davvero tutto!
E ti verrà una voglia irrefrenabile di chiedere: “Ma perchè?”

Se una domenica mattina per caso mentre sei in pasticceria a far colazione, sfogliando una rivista di qualche mese prima leggi di una ricerca che rivela come nella valigia di una donna ci siano in media 24 oggetti che non userà mai durante il viaggio, ti chiederai se la ricerca è stata fatta prima della decisione storica di Ryanair di consentire l’imbarco di più di un bagaglio a mano. Perché una donna che viaggiava con Ryanair fino a qualche mese fa avrebbe indossato anche i manici e le rotelline del trolley se avesse potuto! Oggi invece può salire finalmente con la borsetta al braccio e non deve più schiacciarla dentro la valigia infilandosi il contenuto in tasca o dentro i pantaloni.
E ripensando al tuo ultimo viaggio di ritorno da Berlino, ti verrà una voglia irrefrenabile di chiedere se non l’abbiano fatto per non dover rimettere i sacchettini per chi soffre il mal d’aria. Perché prima o poi ci infilerai la testa, lo sai.

E sorpresa delle irrefrenabili voglie di scarpe, pubblicità carine e viaggi in aereo con il sacchettino infilato nella tasca davanti alla poltroncina dell’aereo, ti chiederai se tutto queste riflessioni sparse non siano tutta colpa del calo di zuccheri?

20140728-135318.jpg

20140728-201620.jpg

 

[Certezze della domenica mattina]

Una mattina per caso, reduce da un sabato sera mangereccio alla trattoria Genuisì di Coccaglio a base di tagliolini al tartufo, tagliata di manzo, tortino di mele e gelato, il tutto innaffiato da Ferghettina Saten, ti svegli e decidi di uscire di casa per andare a correre alla Trucca e bruciare un po’ di calorie facendo il pieno di endorfine prima che cominci a piovere.
Al termine di 5k di running medio (rispetto ai tuoi standard lenti, ovviamente) e 2k di walking sostenuto (sempre rispetto ai tuoi standard lenti, ovviamente), mentre stai facendo la fila alla fontanella dell’acqua per bagnarti i polsi e le labbra, vieni raggiunta da una signora anziana che si mette dietro di te facendo strani versi. Ti giri e noti che ha un cagnolino nella borsetta e un cagnolino nel passeggino (‘perchè a camminare al parco si riempiono di polvere’). È visibilmente in sovrappeso (lei, non i cagnolini!) e indossa un paio di sandali da tedesca coi calzettoni e i bermuda. Ti guarda e ti dice: ‘Ha corso davvero? Che brava! Mi ricorda tanto me alla sua età, solo che io ero più magra’.
Con un sorriso di circostanza la guarderai senza dire una parola, e ripetendo mentalmente le sue parole, ti chiederai:
1. nel senso che io ORA sono grassa?
2. nel senso che anche se ora non sono grassa, lo diventerò QUANDO invecchierò?
3. nel senso che nonostante tutti gli sforzi di corsa x rimanere in forma, ingrasserò COMUNQUE?
4. nel senso che se lei era più magra di me da giovane, io da vecchia sarò più grassa di quello che è lei ora?
E ripensando alla cena della sera prima con un filo di senso di colpa, ti bagnerai i polsi e le labbra, la saluterai augurandole una splendida giornata e tornerai alla tua auto con mille dubbi sulla tua forma fisica futura, e una certezza sola stampata a marchio in fronte.
Non sai se a 70 anni sarai in sovrappeso. Non sai se a 70 anni riuscirai ancora a infilare un abito decente o un paio di scarpe minimamente femminili. A dire il vero non sai nemmeno se ci sarai a 70 anni. Quello che è certo è che per nessun motivo al mondo quando avrai 70 anni girerai con un cane nella borsetta e uno nel passeggino. No, davvero!
Per i prossimi mesi ti riprometterai di aumentare il numero di chilometri di running e diminuire il numero di uscite mangerecce. Almeno fino al matrimonio di tuo fratello.
E mettendoti al riparo dalle prime gocce di pioggia, ti convincerai anche che in fondo ‘Non può piovere per sempre!’

20140720-214813.jpg

[Non c’è gnaggnera che tenga!]

Un giorno x caso ti svegli con la gnaggnera e una fortissima voglia di cambiare look ma non sai come. Cerchi su internet una pettinatura che ti piaccia e ne selezioni una decina. Ma alla fine noti quelle che hai scelto sono identiche alla tua e per tanto realizzi che il look non c’entra nulla perché la verità è che avresti solo bisogno di una dose extra di endorfine per farti passare la gnaggnera.
E quindi ti tranquillizzi. Non c’è alcun bisogno di far impazzire la tua amica parrucchiera: finalmente sai che è tutta colpa della ‘droga’ del Runner. Basterebbe una corsetta di mezz’ora, mannaggia, x farti passare tutto. Ma visto che hai già corso la sera prima e non sei ancora abbastanza allenata, devi far riposare le gambe.
Entrerai nel tuo ‘ripostiglio magico’ e tirerai fuori due scatole a caso: dovrai decidere di affidare le sorti della tua serata a un paio di decolletes fucsia o a un paio di sandali bianchi con tacco gioiello entrambi di Cesare Paciotti… E ti tornerà il sorriso. Contro un paio di scarpe non c’è gnaggnera che tenga!

Un giorno x caso, mentre perdi tempo su FB, noti con immenso gaudio e discreta sorpresa che nei 6 quadratini della Tab degli amici sulla tua pagina ci sono le 6 persone cui tieni di più e che ti fa più piacere vedere. Ma se poi x caso vai a controllare la loro tab e nei 6 quadratini tu non ci sei mai (ma proprio mai), ci puoi solo rimanere male. Molto male.

Se un giorno x caso ti svegli e realizzi che se mai dovesse succedere di uscire di casa e inciampare su una vecchia lampada a petrolio che immediatamente dopo si trasforma in un genio dalle fattezze di figo spaziale (spallato q.b., tartarugato q.b., tatuato q.b.) che si mette a tua completa disposizione x rispondere a 3 (tre) domande fondamentali x il futuro della tua vita e dell’umanità, la prima cosa che desidererai chiedergli sarà: ‘qual è la ratio dell’algoritmo di Facebook x cui sulla tua tab degli amici appaiono quelle sei persone e non altre’. La seconda sarà: ‘perchè io non appaio sulle loro tab… MAI’. E la terza: ‘Com’è che sei così figo?’

20140720-082317.jpg

[Bombe batteriologiche]

Un giorno x caso, di ritorno da un viaggio di lavoro a Berlino, mentre stai per scaricare borsa 24ore e valigia dalla macchina e ti accingi a caricarle in ascensore, scorgi da lontano il tuo vicino di casa ‘puzzone’ e sai che inevitabilmente salirà prima di te in ascensore e renderà l’aria talmente irrespirabile che arriverai a stento al terzo piano senza i conati di vomito. E in quel preciso istante realizzerai che i pubblicitari non fanno il bene dell’umanità quando raccontano mondi che non esistono in natura: ti fanno vedere negli spot gente che non sale in ascensore per problemi di “urina” mentre la verità è che purtroppo nella vita reale la gente sale in ascensore puzzando di bue sudato e ti costringe a girare con una bomboletta di cattura-odore in borsa da spruzzare ogni volta che senti il tanfo irrespirabile e non puoi prendere le scale.

Un giorno x caso ti svegli e decidi di andare a correre alla Trucca e scopri di aver dimenticato 3 giorni (tre!) le scarpe da running in auto chiuse nella borsa. Scendi e ti accorgi non solo di averle lasciate in borsa ma di averle lasciate fuori dal solito sacchettino con le palline divora-odore al mentolo e ora la borsa è diventata una bomba batteriologica di livello 1. Così, per salvare l’umanità da una fine terribile ti toccherà trovare un sacchetto, infilarci i due calzari fetidi, salire in casa (a scale), buttare il tutto in lavatrice, infilare delle vecchie Mizuno con 1500k all’attivo sulla suola e partire verso il parco vicino all’ospedale Papa Giovanni x la tua sgambata senza le solite scarpe. E dopo 38 minuti di corsa con le ali ai piedi potrai decidere che il tuo prossimo obiettivo sarà cercare un paio di Mizuno IDENTICHE al paio che stai indossando: leggere, flessibili, ammortizzate, scattanti… vecchio modello. A costo di scandagliare tutti i fondi di magazzino del Paese, o d’Europa o di Taiwan troverai quel paio che il commesso di Universo Sport ti aveva detto che ‘erano state superate da scarpe più tecnologiche e performanti’. Sarà, ma erano così leggere (quelle vecchie) che sembravano un guanto, mannaggia!
Chi l’ha detto che l’innovazione va sempre bene per tutti?