[Chi ha bisogno dei sogni?]

[oggi ho imparato che] Se un giorno per caso leggendo l’introduzione del libro ‘101 cose da fare almeno una volta nella vita a Milano’  scopri  che è tipico dei milanesi innamorati di Milano lasciare che gli altri ne parlino male così da potersela vivere in santa pace, ti sentirai più sollevata ripensando a quel sogno che ti aveva fatto rimanere tanto male, in cui il tuo fidanzato immaginario ti informava con gioia che la sua compagna ufficiale ti riteneva una ‘donna insignificante e di poco conto’.   

Perché ora sai che, anche se era solo un sogno, non dovevi prendertela. Perché mentre tu rimanevi basita e ti chiedevi cosa trovava di così divertente nel riferirti che un’altra donna (la sua) ti trovava così ‘insignificante’ da non meritare nessun moto di gelosia, lui si stava comportando da perfetto milanese: lasciando che lei ti sminuisse, ti stava informando che in questo modo era libero di viverti al meglio.
E pensare che a te era solo montata la carogna sulle spalle: 
‘Insignificante? Insignificante tua sorella!’ 
E realizzerai che non c’è niente da fare, ma la competizione a volte fa perdere di vista il senso genere delle cose: ‘Sogni. Chi ha bisogno dei sogni? ‘
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[27, il numero magico]

Una mattina per caso mentre sei sulla A4 e ti fermi al bar dell’Autogrill per un caffè veloce, ascoltando il discorso di due uomini in viaggio per lavoro che si raccontano le vicissitudini degli ultimi week end con le proprie donne, ridendo realizzerai che per diventare ricca ti basterebbe scrivere ‘il centalogo’ (vista la complessità dell’argomento un decalogo non basterebbe) per uomini accoppiati che vogliono uscire indenni dal week end e arrivare alla settimana successiva’.
La 27a regola potrebbe meritare un capitolo da imparare a memoria:
‘Se ti ama ti lascia sbagliare, per rinfacciartelo mesi dopo’. Non è difficile!

Una mattina per caso, sulla metropolitana verde che da Gessate porta in centro, guardandoti in giro realizzerai che marzo è quel mese della Terra di Mezzo dove la mattina puoi ruzzolare dentro l’armadio 4 stagioni, fare 14 giri carpiati e 27 giravolte e uscire con quello che ti è rimasto attaccato addosso. E ne hai le prove.

Una sera per caso mentre stai tornando a casa di corsa per raggiungere le tue amiche x la consueta cena settimanale, ripensando alla lunga giornata piena di scadenze improrogabili (ovviamente scadute) e di commissioni che avresti decisamente evitato se solo avessi potuto, realizzerai che prima o poi nella vita capita a tutti sentire quella precisa sensazione alla bocca dello stomaco, come se la pazienza ti avesse passato le chiavi a tradimento dicendoti: “Puoi guidare tu? Io sono stanca e non vedo la strada. Fuori c’è una nebbia che si taglia a fette come un salame e non ho NESSUNA voglia di guidare’. E tu sei costretta a prendere il volante e guidare anche se vorresti tanto tanto avere a disposizione un autista armato di pazienza alla 27a potenza!
Ecco, quel giorno per te è arrivato.

Una sera x caso a cena con le amiche, dopo il solito giro di tavolo di aggiornamento su amori presenti-passati-e-futuri e dopo una ricognizione veloce sui ‘fili rossi’ che legano due fidanzati immaginari (ma anche no), arrivate al capitolo EX DI RITORNO realizzerai che, anche se le tue amiche non si capacitano che alcune situazioni sono al limite della regola matematica, certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi fino alla 18ª posizione nella chat di Whatsapp e poi ritornano. Basta saperli aspettare: ritornano, ritornano sempre. Ma siccome sono anche destinati a fare solo danni, l’unica soluzione è aspettare che precipitino nuovamente, sperando che arrivino alla 27a posizione e che non se ne parli più. A volte succede.

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Follow Deejay in via Massena

Oggi ho imparato che
Un giorno per caso puoi finire con tuo figlio al FollowDeejay, pubblico in studio della trasmissione Deejay Chiama Italia,  puoi avere un cellulare in mano e anche se chiedi il permesso di fotografare e ti rispondono ‘certo, puoi fotografare tutto quello che vuoi!’, puoi tornare a casa con un decimo delle cose che avresti voluto immortalare.
Vuoi sapere perchè? Io lo so.

Ecco:

Perché ci sarebbe voluto del coraggio e anche il dono dell’ubiquità per fotografare:
Linus quando si avvicina per parlare con te e ce l’hai a 55 cm di distanza che puoi persino sentire che odore ha (buono) e tu hai la consapevolezza di avere un sorriso ebete che però non riusciresti a smontare dalla faccia nemmeno con un cacciavite. E non gli puoi certo dire: ‘Scusa, tu parla del più e del meno che io ti fotografo da vicino, così poi tutti finalmente ci credono che abbiamo parlato di qualcosa che non sia la corsa. Ma non per te, per me. Visto che ormai tutti mi prendono in giro che parlo sempre di corsa‘.
Linus che parla con Aldo Rock di qualcosa di molto triste come la morte di una triatleta di cui tu sapevi molte cose perchè da qualche giorno leggevi i tweet e i post di tutti i tuoi amici appassionati della Triplice.  Perchè sarebbe davvero stato molto brutto fotografare un momento così intenso: nello sguardo di Aldo Rock c’era tutta la sofferenza di un Ironman che scopre che una ‘sorella di sport’ è mancata mentre si stava allenando e riprenderlo sarebbe stata davvero una deplorevole mancanza di tatto e di rispetto;
le matite colorate sul tavolo davanti alla postazione di Linus perchè non hai mai capito bene a cosa gli servano in trasmissione, perchè ci sono davvero e sono davvero tutte colorate e appuntite; ma lui era lì e c’era il rischio che lo vivesse come una vera invasione, come se stessi fotografando la mania del mio personaggio radiofonico preferito;
la tua faccia (e qui avresti dovuto essere qualcun altro) quando Linus ha letto il commento di un telespettatore sulle tue gambe e tu non capivi come fosse possibile che da casa ti vedessero le gambe quando eri stra-certa di essere ripresa a mezzobusto (E basta!). Perché ti sei resa conto in un nano-secondo che avrebbe potuto sembrare un rimprovero, che forse sarebbe stato meglio mettere i pantaloni, ma la mattina quando avevi deciso la mise da indossare  non ti era venuto in mente che saresti stata un’ora su un trespolo e che avresti rischiato l’effetto ‘Alba Parietti’.
la faccia di tuo figlio mentre Nicola Savino diceva che voleva saperne di più di lui, perché tu sapevi che in quel momento lo stava conquistando e che per una settimana il pargolo avrebbe camminato a 10 cm da terra per l’orgoglio di essere stato in radio (e tv) e che questa esperienza l’avrebbe raccontata nei secoli dei secoli. E sai anche che d’ora in avanti Savino sarà il suo idolo perché si è fermato a parlare con lui al termine della puntata in modo sincero. E speri che andando via abbia capito che il tuo grazie alla fine era di sincera gratitudine per tutta l’attenzione e la gentilezza dedicata a tuo figlio. E prima o poi gli cinguetterai un ‘grazie grazie grazie’
il foglio degli appunti di Aldo Rock, quello che De Marco gli ha raccomandato nel fuori-onda di leggere e non dimenticare e che poi per fortuna hanno messo su FB, perché mentre la leggevano eri rimasta rapita dalle parole e dal senso di quelle frasi.
la faccia di Linus quando Aldo Rock diceva a Farolfi che ormai non gli avrebbe più detto qualcosa che non hai capito bene cosa; quando il Calandro si lamentava che gli tagliano’gli attacchi belli delle canzoni‘, ‘che ‘Farolfi toglie troppo‘ ‘che un bravo scultore è colui che toglie poca pietra‘ e Farolfi scuoteva la testa. Perchè mentre li guardavi hai notato che Linus rideva dentro e non interveniva, e tu avresti dato non so cosa per leggere dentro quella testolina; .
tu e Aldo Rock che vi stringete la mano, ma non per quello che aveva detto a Farolfi (perchè secondo te non aveva ragione) ma perché speravi che si fermasse a fare una foto con te; una foto che avresti mandato a tutti i tuoi amici ironman che come te lo adorano; mentre invece lui è scappato via subito e tu sei rimasta come un soldo di cacio con il sorriso di uno smile giallo stampato sopra
tu e Farolfi che vi stringete la mano (perché avete amici in comune e gliel’hai voluto dire) ma nessuno era nelle vicinanze e non osavi chiedere di fare una foto col regista della trasmissione da mandare ai tuoi amici. Sarebbe stato davvero troppo.
la tua faccia con la bocca aperta e gli occhi spalancati, quando la Patitucci (Alessandra, carinissima e davvero gentile) raccontava alle altre che metteva le fiale per non perdere i capelli e la truccatrice (che era entrata a togliere il trucco a Linus) le ha detto di stare attenta a non toccare il liquido con le mani perché al suo parrucchiere erano cresciuti i peli sulle braccia dopo aver messo a mani nude le fiale alle clienti ed essersi grattato gli avambracci. E tu guardando la faccia della Patitucci hai immaginato che si visualizzasse sgomenta con le braccia piene di peli come quel parrucchiere. E dopo un primo istante in cui avresti voluto rassicurarla che non le sarebbe successo nulla di tutto ciò, non potendo inserirti nella conversazione, hai dovuto allontanarti sennò saresti scoppiata a ridere fino alla fine del mondo!
la redazione alle spalle della regia dove leggono e vedono tutto e dove sai che ogni tanto in passato hanno letto pure i tuoi commenti postati sulla pagina di DJCI;
lo studio visto dalla postazione di Linus per provare come si sta al posto di comando, perché a te piacciono i posti da cui si vede tutto ed è per questo che al ristorante scegli sempre la sedia spalle al muro che domina la sala;
lo studio dalla postazione di Savino per vedere quello che vede lui;
lo studio dalla postazione di Matteo Curti per vedere cosa guarda sul monitor quando nessuno gli fa le domande;
Matteo Curti che dal vivo sembra giovane giovane, perché ti è simpatico da morire e perchè ha una fidanzata che su twitter ti fa ridere un casino. Ma sarebbe stato sconveniente dirgli tutto questo;
Mauro De Marco che dal vivo sembra la metà di quello che appare in foto e sui Social. Lui è un autore ‘molto forte’, ma non si può esordire così perchè sarebbe stata la classica frase alla Mara Maionchi che avrebbe portato le mie quotazioni al livello ginocchio e quindi basse, molto basse.
E a pensarci bene non importa se hai fatto solo 19 foto e di queste solo 9 sono salvabili, perché tutte le altre cose che avresti voluto fotografare le hai viste e vissute davvero. E te le ricorderai per sempre. E se le ricorderà per sempre anche tuo figlio e questa è una cosa meravigliosa. Anzi tutto è meraviglioso.
Tranne la tua faccia, perché quella che durante la trasmissione avevi solo immaginato, quando la vedrai in replica, la sera, ti farà svenire dalla vergogna, più del commento sulle tue gambe del telespettatore che per fortuna hanno tagliato.
Ma va bene così.

We had a great day!

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[La vita è un sogno?]

Un giorno per caso ti svegli e realizzi che se tutti contassimo fino a 10 prima di parlare le nostre conversazioni sembrerebbero dei collegamenti televisi col ritardo audio. E se tutti contassimo fino a 100, come ti sei ritrovata a fare prima di rispondere ad un amico che la sera prima ti ha mandato simpaticamente la foto dei suoi pass per l’ingresso alla festa di Radio Deejay dove lui andrà e tu no, le nostre conversazioni sembrerebbero dei collegamenti televisivi Terra-Stazione Spaziale.
Ma sai anche con assoluta certezza che il microfono non lo faresti roteare come il capitano Samantha Cristoforetti in uno dei suoi 3543654 collegamenti televisivi dove ormai sembra più un Monciccì che un’esimia scienziata. No, questo è certo.
Ma sempre simpaticamente…

Un giorno per caso ti svegli e dopo esserti cullata per qualche minuto nel ricordo del sogno appena fatto realizzerai che non c’è niente da fare, ma il tuo personaggio di fantasia preferito rimane il tuo solo e unico fidanzato immaginario Numero Uno: nella notte ti ha mandato 2 pass con free drink per la festa della radio e un biglietto autografo con la scritta ‘Ti aspetto’.
Ma, mentre stai facendo colazione, dopo il terzo caffè, mentre il sogno comincia a svanire e tu sai che NON andrai alla festa della radio perché non hai i biglietti, realizzerai che se ‘i sogni son desideri’ la frase marzulliana ‘la vita è un sogno e il sogno è vita’ è… una gran ca.ata!

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[Caro Babbino… so’ a mò me]

Sono di nuovo io, ed è l’8 dicembre.
Ti volevo dire che se vuoi farmi un altro regalo, fammi ricordare di tenere sempre in borsa il libro sulle coincidenze sincroniche da leggere e rileggere all’occorrenza e dei sali da annusare quando mi cedono le gambe.
Infatti negli ultimi 15 giorni sono successe un po’ di cose strane (o coincidenze sincroniche che dir si voglia) che mi hanno fatto tremare più di una volta per la sequenza ravvicinata con cui sono avvenute. E, se devo dirla tutta, siccome sono sensibile al tema, non so se riuscirei a reggere altri eventi “sincronici”.
Non ci credi?
Caro Babbo Natale, vorrei vedere te se un giorno dovessi per caso incrociare per strada a un semaforo il tuo consulente finanziario, a poche ore da uno scambio di email piccate dove tu avevi assolutamente ragione e lui no, dopo che ne avevi pensato peste e corna e dopo che ti eri detta ‘col cavolo che gli firmo un nuovo mandato’. Perché, dopo un silenzio durato mesi interrotto dalla mia insofferenza per il suo colpevole silenzio, trovarmelo accanto ad un semaforo, sulla sua due ruote, che mi guardava (sorpreso quanto me) senza proferir verbo attraverso il vetro e dietro i suoi occhiali, sembrava proprio un segno. Quello che non ho capito é se questa coincidenza era un segno per lui o per me. Come la dovevo prendere?
Ma non è finita qui, perché a distanza di pochi giorni andando a cena in un ristorante con la mia migliore amica, dopo aver cambiato data all’ultimo momento anticipandola di un giorno, ho trovato dall’altra parte della sala un ex fidanzato storico col quale avevo rotto ogni rapporto dopo una sua scenata in mezzo alla strada che ricordo ancora come se fosse ieri. Nonostante io sia indubbiamente cambiata (invecchiata?) da allora, il tizio mi ha riconosciuto e si è messo bello bello di fronte a me, e ha continuato a fissarmi tutta la sera mentre io cercavo di capire se era davvero lui, suo fratello, un mio vicino di casa o un sosia. E quando ormai non avevo più dubbi, ha sorriso e ha continuato a parlare con la tizia con cui era. Come se niente fosse, per fortuna.
Ma dimmi Babbo Natale, tutto questo non avrebbe un che di inquietante anche per te? Prima il consulente finanziario e poi l’ex fidanzato? Gente che non vedevo da anni e che incontro in un momento e in un luogo in cui non avrei dovuto essere?
Ma non è finita! Infatti, proprio in questi stessi giorni, mi sono ritrovata a postare la foto di un libro sul mio blog e dopo poche ore ho assistito alla pubblicazione di alcuni post e twit del mio ‘fidanzato immaginario’ decisamente ispirati (ai miei).
‘Mi legge! Mi legge!’ ho urlato ai quattro venti. Purtroppo dopo una mia iniziale euforia, ho dovuto mio malgrado fare marcia indietro e rimanere col dubbio che in fondo il botta e risposta a distanza potrebbe davvero essere solo una serie di coincidenze come scrive lui (ma anche no) e che io mi sto solo facendo un fantastico e incredibile film.
Tuttavia, caro Babbo Natale, se metto in fila tutte queste coincidenze sincroniche (vere o presunte), comincio a chiedermi se sono in un universo parallelo o… se c’è un disegno per tutto questo e mi devo preoccupare.
No, perché, non succede nulla per anni e poi… sbam…. tutto in una volta!

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[Caro Babbo Natale]

Se un giorno per caso ti svegli e scopri che sei inesorabilmente vicino al Natale, puoi decidere di scrivere una letterina carina carina al tuo caro Babbo Natale che fa pressapoco così…

Caro Babbo Natale
quest’anno sono stata brava fin oltre le aspettative e credo di meritarmi dei regali diversi dal solito. E siccome ho già fatto la lista delle cose che mi comprerò con la Tredicesima, a te chiederei tutte quelle cose che non si possono comprare ma per cui servirebbe più di un miracolo, tipo:
– scoprire il nome del profumo preferito dal mio fidanzato immaginario. Così, dopo averlo visto e sentito in Tv in tutte le salse e averlo sognato in tutti i mari e in tutti i laghi, potrò finalmente sapere di cosa profuma quando esce di casa la mattina prima di andare al lavoro. Ma tranquillo Babbo, non ho nessuna intenzione di regalargliene una boccetta: la mia è pura e semplice curiosità. Del resto quelle 6 o 7 volte che l’ho incontrato ero così concentrata che non ho fatto caso al suo odore. E questa curiosità non mi fa dormire (tanto).
– spiegare a tutti quelli che pensano che io sia una tipa che in vacanza frequenti solo SPA o Terme, che non c’è nulla di più lontano da me, ma che mi piacciono da morire i viaggi nelle città d’arte e le foto fatte col cellulare e che mi piacerebbe imparare il segreto per fare delle foto fighe con iphone affiancando x qualche ora un vero mago del clic. Ecco, mi piacerebbe proprio fare un corso per ‘fotografare col cellulare e fare foto belle belle’ e per questo dovrebbero prima o poi decidersi a tenere questo corso in qualche parte del (mio) mondo
– trovare qualcuno (un uomo) che abbia voglia di scrivere un libro a 4 mani con me. Ho già in mente la storia ma mi mancano i dialoghi. O meglio, alcuni dialoghi. Ah, mi manca il finale. Ma ci sto già ragionando. L’importante è che quest’uomo scriva bene e mi dia sempre ragione.
– essere invitata ad un evento sportivo e finire a cena nel tavolo dei miei 2 o 3 campioni preferiti e scoprire che uno di loro (a caso) avrebbe voglia di una sfida nuova, tipo allenare una runner lenta senza speranza come me tanto da propormi di diventare il mio personal trainer per qualche mese, fino alla maratona di New York di novembre 2015.
– andare al concerto dei miei cantanti preferiti e ricevere l’invito e un paio di pass da un misterioso benefattore per andare dietro le quinte a incontrarli dopo il concerto. Non chiederei di sapere chi mi ha fatto avere l’invito, ma l’importante è che io possa stringere la mano a Biagio, Francesco, Lorenzo e Tiziano come una vera ospite gradita. In fondo sono solo tre o quattro: non mi sembra chiedere tanto.
Comunque, caro Babbo Natale, non ho finito. Avrei molte altre cose da chiederti, ma per stasera mi fermo qui. Del resto siamo solo al 4 dicembre…

[Il compagno di viaggio ideale]

Un giorno per caso, ti svegli, ti lavi, ti vesti, fai colazione ed esci di casa per andare ad un appuntamento di lavoro dall’altra parte del mondo. Per fortuna in auto non sei sola e il viaggio ti è più lieve. Tanto lieve che, dopo due ore di autostrada, ricordando quella divertente ricerca di una compagnia di assicurazione on line in cui si rivelava che il compagno di viaggio ideale per le donne italiane è Raul Bova, realizzerai che, non c’è dubbio, è bello viaggiare con un uomo stupendo e sexy, ma tu preferisci quello:
– Sicuro di sè
– Che ti mette sempre sulla strada giusta
– Che ti consiglia nel modo giusto
E che se sbagli ti dice soltanto: RICALCOLO

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