[La NON regola dei calzini spaiati]

Una sera per caso a un aperitivo tra amiche, dopo la prima ora dedicata agli aggiornamenti sugli ultimi libri letti, passando a quelli in fase di scrittura una di loro confesserà di essere ferma da due settimane su un punto decisamente cruciale: il primo bacio. Dopo aver già scritto 27 pagine si è resa conto di non avere la minima idea di quando far baciare i suoi protagonisti perchè nonostante siano già usciti insieme due volte, sembra che non sia mai ‘il momento giusto’.
La domanda della serata diventa: ‘Dopo i quaranta, dopo quante uscite ci si bacia?’
Dopo il rito del giro di tavolo disordinato per la solita indagine veloce veloce realizzerete che NON c’è nessun problema. La regola è quasi matematica: ‘Tendenzialmente il primo bacio viene dato tra il 2° e il 3° appuntamento, un minoranza lo fa nel 1°, quasi nessuno aspetta il 4°’.
Ma ripensando alle ultime storie di tutte (quelle vere) la sola domanda è: ‘visti i tempi, riusciranno i due protagonisti quarantenni ad arrivare al quarto appuntamento?’ Naaaaaaa!

Una sera per caso a un aperitivo tra amiche, dopo la prima ora dedicata agli aggiornamenti sugli ultimi libri letti e scritti, ferme da 45 minuti sul nuovo romanzo rosa dell’amica indecisa sulla scena del primo bacio tra quarantenni, per tagliare la testa al toro chiederai se nel libro i due protagonisti si scrivono sms o sono già passati a whattsapp. E quando tutte ti guarderanno stranite con la faccia in modalità ‘so what?’, sarai costretta a svelare che per sapere se i due arriveranno mai al primo bacio oppure no, basterà conoscere cosa usano per comunicare.
Perchè ‘Whattsapp ha riscritto tutti i codici di corteggiamento e li ha incasinati . Quando i messaggi si pagavano un tanto al chilo, al secondo sms sapevi già se l’altro voleva limonare oppure no. Ora è tutto diverso e potresti non saperlo mai. E se entrambi non hanno voglia di rischiare un due di picche, non faranno mai il primo passo’ .
E la tua amica scriverà sul suo iphone: ‘togliere whattsapp ai due cretini.’
Ma una volta gli scrittori non amavano i loro personaggi come figli? Naaaaaaaa!

Una sera per caso a un aperitivo tra amiche, ferme sul nuovo romanzo rosa dell’amica scrittrice alle prese coi due protagonisti quarantenni che non ne vogliono sapere di baciarsi, realizzerete che, se la storia rispecchia un minimo la realtà e anche se sembra che siano fatti l’uno per l’altra, i due potrebbero finire per non concludere MAI niente: i calzini ci insegnano che non sempre essere fatti l’uno per l’altra significa stare insieme. C’è gente che vive benissimo girando con due calzini spaiati. Con due destri. O due sinistri. O addirittura dimenticandone uno a casa… Del resto c’è qualche regola che lo impedisce?
Naaaaaaa!

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Follow Deejay in via Massena

Oggi ho imparato che
Un giorno per caso puoi finire con tuo figlio al FollowDeejay, pubblico in studio della trasmissione Deejay Chiama Italia,  puoi avere un cellulare in mano e anche se chiedi il permesso di fotografare e ti rispondono ‘certo, puoi fotografare tutto quello che vuoi!’, puoi tornare a casa con un decimo delle cose che avresti voluto immortalare.
Vuoi sapere perchè? Io lo so.

Ecco:

Perché ci sarebbe voluto del coraggio e anche il dono dell’ubiquità per fotografare:
Linus quando si avvicina per parlare con te e ce l’hai a 55 cm di distanza che puoi persino sentire che odore ha (buono) e tu hai la consapevolezza di avere un sorriso ebete che però non riusciresti a smontare dalla faccia nemmeno con un cacciavite. E non gli puoi certo dire: ‘Scusa, tu parla del più e del meno che io ti fotografo da vicino, così poi tutti finalmente ci credono che abbiamo parlato di qualcosa che non sia la corsa. Ma non per te, per me. Visto che ormai tutti mi prendono in giro che parlo sempre di corsa‘.
Linus che parla con Aldo Rock di qualcosa di molto triste come la morte di una triatleta di cui tu sapevi molte cose perchè da qualche giorno leggevi i tweet e i post di tutti i tuoi amici appassionati della Triplice.  Perchè sarebbe davvero stato molto brutto fotografare un momento così intenso: nello sguardo di Aldo Rock c’era tutta la sofferenza di un Ironman che scopre che una ‘sorella di sport’ è mancata mentre si stava allenando e riprenderlo sarebbe stata davvero una deplorevole mancanza di tatto e di rispetto;
le matite colorate sul tavolo davanti alla postazione di Linus perchè non hai mai capito bene a cosa gli servano in trasmissione, perchè ci sono davvero e sono davvero tutte colorate e appuntite; ma lui era lì e c’era il rischio che lo vivesse come una vera invasione, come se stessi fotografando la mania del mio personaggio radiofonico preferito;
la tua faccia (e qui avresti dovuto essere qualcun altro) quando Linus ha letto il commento di un telespettatore sulle tue gambe e tu non capivi come fosse possibile che da casa ti vedessero le gambe quando eri stra-certa di essere ripresa a mezzobusto (E basta!). Perché ti sei resa conto in un nano-secondo che avrebbe potuto sembrare un rimprovero, che forse sarebbe stato meglio mettere i pantaloni, ma la mattina quando avevi deciso la mise da indossare  non ti era venuto in mente che saresti stata un’ora su un trespolo e che avresti rischiato l’effetto ‘Alba Parietti’.
la faccia di tuo figlio mentre Nicola Savino diceva che voleva saperne di più di lui, perché tu sapevi che in quel momento lo stava conquistando e che per una settimana il pargolo avrebbe camminato a 10 cm da terra per l’orgoglio di essere stato in radio (e tv) e che questa esperienza l’avrebbe raccontata nei secoli dei secoli. E sai anche che d’ora in avanti Savino sarà il suo idolo perché si è fermato a parlare con lui al termine della puntata in modo sincero. E speri che andando via abbia capito che il tuo grazie alla fine era di sincera gratitudine per tutta l’attenzione e la gentilezza dedicata a tuo figlio. E prima o poi gli cinguetterai un ‘grazie grazie grazie’
il foglio degli appunti di Aldo Rock, quello che De Marco gli ha raccomandato nel fuori-onda di leggere e non dimenticare e che poi per fortuna hanno messo su FB, perché mentre la leggevano eri rimasta rapita dalle parole e dal senso di quelle frasi.
la faccia di Linus quando Aldo Rock diceva a Farolfi che ormai non gli avrebbe più detto qualcosa che non hai capito bene cosa; quando il Calandro si lamentava che gli tagliano’gli attacchi belli delle canzoni‘, ‘che ‘Farolfi toglie troppo‘ ‘che un bravo scultore è colui che toglie poca pietra‘ e Farolfi scuoteva la testa. Perchè mentre li guardavi hai notato che Linus rideva dentro e non interveniva, e tu avresti dato non so cosa per leggere dentro quella testolina; .
tu e Aldo Rock che vi stringete la mano, ma non per quello che aveva detto a Farolfi (perchè secondo te non aveva ragione) ma perché speravi che si fermasse a fare una foto con te; una foto che avresti mandato a tutti i tuoi amici ironman che come te lo adorano; mentre invece lui è scappato via subito e tu sei rimasta come un soldo di cacio con il sorriso di uno smile giallo stampato sopra
tu e Farolfi che vi stringete la mano (perché avete amici in comune e gliel’hai voluto dire) ma nessuno era nelle vicinanze e non osavi chiedere di fare una foto col regista della trasmissione da mandare ai tuoi amici. Sarebbe stato davvero troppo.
la tua faccia con la bocca aperta e gli occhi spalancati, quando la Patitucci (Alessandra, carinissima e davvero gentile) raccontava alle altre che metteva le fiale per non perdere i capelli e la truccatrice (che era entrata a togliere il trucco a Linus) le ha detto di stare attenta a non toccare il liquido con le mani perché al suo parrucchiere erano cresciuti i peli sulle braccia dopo aver messo a mani nude le fiale alle clienti ed essersi grattato gli avambracci. E tu guardando la faccia della Patitucci hai immaginato che si visualizzasse sgomenta con le braccia piene di peli come quel parrucchiere. E dopo un primo istante in cui avresti voluto rassicurarla che non le sarebbe successo nulla di tutto ciò, non potendo inserirti nella conversazione, hai dovuto allontanarti sennò saresti scoppiata a ridere fino alla fine del mondo!
la redazione alle spalle della regia dove leggono e vedono tutto e dove sai che ogni tanto in passato hanno letto pure i tuoi commenti postati sulla pagina di DJCI;
lo studio visto dalla postazione di Linus per provare come si sta al posto di comando, perché a te piacciono i posti da cui si vede tutto ed è per questo che al ristorante scegli sempre la sedia spalle al muro che domina la sala;
lo studio dalla postazione di Savino per vedere quello che vede lui;
lo studio dalla postazione di Matteo Curti per vedere cosa guarda sul monitor quando nessuno gli fa le domande;
Matteo Curti che dal vivo sembra giovane giovane, perché ti è simpatico da morire e perchè ha una fidanzata che su twitter ti fa ridere un casino. Ma sarebbe stato sconveniente dirgli tutto questo;
Mauro De Marco che dal vivo sembra la metà di quello che appare in foto e sui Social. Lui è un autore ‘molto forte’, ma non si può esordire così perchè sarebbe stata la classica frase alla Mara Maionchi che avrebbe portato le mie quotazioni al livello ginocchio e quindi basse, molto basse.
E a pensarci bene non importa se hai fatto solo 19 foto e di queste solo 9 sono salvabili, perché tutte le altre cose che avresti voluto fotografare le hai viste e vissute davvero. E te le ricorderai per sempre. E se le ricorderà per sempre anche tuo figlio e questa è una cosa meravigliosa. Anzi tutto è meraviglioso.
Tranne la tua faccia, perché quella che durante la trasmissione avevi solo immaginato, quando la vedrai in replica, la sera, ti farà svenire dalla vergogna, più del commento sulle tue gambe del telespettatore che per fortuna hanno tagliato.
Ma va bene così.

We had a great day!

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[Democrazia e vendetta al tempo dei Socialcosi]

Un giorno per caso ti svegli e ripensando alla cena tra donne della sera prima e al racconto di una tua amica su come la vendetta sia un piatto che va servito freddo, realizzerai finalmente cosa significhi ‘Tirare due bombette (metaforicamente parlando) così, per ridere, ma non troppo”: ossia scrivere su FB ‘la soddisfazione che ti invade per aver scoperto che il tuo ex si è fidanzato con un cesso […] tanto carina e che fa talmente tante cose belle per lui che alla prima occasione lo ha persino tradito’!
Quale ex? Il primo, il secondo, l’ultimo? Qualcuno di loro se lo chiederà, giusto?

E ti scriverai su un post it per ricordarti di cercare un negozio che vende coppe per Campioni del Mondo da acquistare e fare recapitare con un corriere alla tua amica: lei ha DAVVERO vinto tutto!

Un giorno per caso ti svegli e ripensando alla cena tra donne della sera prima, realizzerai finalmente quali sono le potenzialità di internet e dei Social Network e le ricadute sulla ‘democrazia’. Significa che tu parli di qualcuno (un ex ad esempio), senza farne il nome e senza circostanziarlo in ordine di tempo e luogo, e chi vuole (sempre l’ex, ad esempio) si sente preso in causa e rosica perché non avrà mai la certezza di essere il soggetto di cui si parla.
Ma tu riderai e tanto. Soprattutto se si parla di corna e lui sbatte continuamente contro lo stipite delle porte senza farsene una ragione.
Lui, però. Perché se le corna fossero le tue, rideresti un po’ meno, ovviamente. Ma questo è un altro post.

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#scappatidicasa

Una mattina per caso ti svegli, ti lavi, ti vesti, fai colazione, dai una scorsa veloce a FB e ti chiedi: ma quelli che ti rimuovono dalle amicizie di Facebook per farti un dispetto, perché hanno la fidanzata gelosa o perché secondo loro li hai trattati male male male, lo sanno che te ne accorgi solo quando ti riaggiungono? No, perché secondo te non lo sanno. E non lo sanno nemmeno quelli che ti bannano fino a che non si ricordano che hanno bisogno di te per qualcosa, che ne so, magari il rinnovo di un contratto… Che teneri!

Una mattina per caso ti svegli, ti lavi, ti vesti, fai colazione, esci di casa e ti dirigi verso l’ufficio e mentre sei a Gessate sulla banchina della Metropolitana Verde che porta in centro, realizzi che al mondo c’è gente che la mattina si cosparge di super Attak, poi si getta nell’armadio (o nel cassone della Caritas) e quel che ne esce ne esce. Ne hai finalmente le prove: si chiama ‘Look degli scappati di casa’!

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[Mancanze]

Un pomeriggio per caso mentre sei a casa in ferie immersa nel silenzio della tua casa, senti che qualcosa di strano sta succedendo e realizzi che nessun operatore delle 4 compagnie telefoniche che di solito ti chiamano ti ha ancora telefonato per offrirti una fantastica promozione per telefono fisso + ADSL a 27giga al secondo (di cui non hai nessun bisogno) e… speri che stiano tutti bene!

Un pomeriggio per caso, mentre sei a casa in ferie immersa nel silenzio della tua casa, ti ritrovi a immaginare una scena che non succederà mai nella vita reale, ma che ti rende felice e quindi continui ad immaginarla chiedendoti: ma capita a tutti, vero?

Un pomeriggio per caso, mentre sei a casa in ferie immersa nel silenzio della tua casa, facendo scorrere la chat di Uozzap e rileggendo i messaggi più vecchi (qualcuno risalente addirittura al Natale precedente), realizzerai con rammarico che gli amici non dovrebbero diventare sconosciuti di punto in bianco, ma se succede, forse-forse tanto-tanto amici non erano. Oppure hanno la convinzione che Uozzap consumi un sacco di traffico internet e… preferiscono gli sms!

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L’occasione persa di tacere

Una sera per caso, mentre sei in macchina e stai tornando a casa da un appuntamento in centro, ripensando al meeting del pomeriggio capirai finalmente come si deve essere sentito il Marketing Director di Vodafone, quando la Litizzetto chiamata per doppiare il nuovo spot del Pinguino e della Foca insieme a Elio, iniziando la riunione, passa 5 minuti facendo i complimenti all’amministratore delegato per l’ultimo spot visto in tv che aveva ‘trovato fighissimo e ben fatto’, descrivendo quello della TIM senza accorgersi della gaffe.
Ma la verità è che non scorderai mai e poi mai la faccia del consulente di comunicazione incontrato in riunione quando hai dovuto precisare che la campagna di comunicazione ‘davvero geniale’, ‘vista da tutta Milano’, ‘che nessun altro è riuscito a uguagliare neanche lontanamente” e per la quale ti stava lodando tanto, non era la tua ma quella di un competitor.
E riderai fino alla fine del mondo: a volte basterebbe non perdere l’occasione di tacere.

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[Sulla via della DeejayTen]

Se un giorno per caso mentre sei a Villa SG e stai andando a prendere la metropolitana rossa, un tizio dalla macchina tira giù il finestrino e fischia come un tamarro degli anni Cinquanta, se dopo cinque minuti lo incroci mentre scende dalla macchina e inciampa nei suoi piedoni da Pippo numero 45 cadendoti praticamente davanti, realizzerai che è assolutamente impossibile non ridere in modalità ‘fino alla fine del mondo’. E che ti ci vorranno ore per smettere di ridere. Ma non ti sentirai in colpa. Proprio per niente.

Se un giorno per caso, mentre sei sulla Metropolitana Rossa che da Villa SG porta a Cairoli, se ti siedi accanto a un tizio che sta giocando a Ruzzle, guardarlo ti farà lo stesso effetto di vedere uno col walkman. Modalità #fuoritempo!

Se un giorno, per caso, mentre sei a Cairoli e stai andando a ritirare la sacca della DeejayTen al Villaggio Gara in Piazza del Cannone, se incroci la Parodi mentre registra un servizio con Foody, la mascotte di Expo15, e ti soffermi a guardare il suo vestito smanicato stile impero con la gonna scozzese e sandali tacco 10, realizzerai che il tuo sgomento non è colpa della mascotte messa insieme con frutta e verdura che proprio non ti finisce di convincere, ma è colpa di quella gonna scozzese. Se la Parodi è una trendsetter avrà indossato quella gonna non a caso e presto tutti i negozi avranno in vetrina quegli orridi quadrettoni. Il che significa che quest’inverno TU, che odi quegli orridi quadrettoni, non avrai nulla da metterti. Ecco. Questo è l’inizio di un incubo.

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