[Almond vs. White]

Se una mattina per caso è domenica e devi andare a Milano per un evento e ti hanno appena scritto che ti stanno aspettando delle persone che sarebbero dovute arrivare più tardi ma che sono in anticipo di 4 (quattro) ore, se dopo 7 (sette) minuti ricevi una telefonata sul telefono di casa e dall’altra parte della cornetta una voce ti chiede ‘Sei ancora a casa?’ la prima cosa che ti verrà da rispondere sarà: ‘No, tranquillo! Sono già uscita da mezz’ora, ma sono abituata a muovermi portandomi dietro un telefono con almeno 16km di filo, così, giusto per risponderti’. E rallenterai. La giornata sarà lunga, molto lunga.

Una sera x caso al termine di una giornata campale, mentre sei in auto sulla A4 e torni a casa, puoi sorprenderti a desiderare di prendere a testate qualcuno. Che ne so, qualcuno che non risponde mai alle email, qualcuno che ti ha venduto qualcosa di cui non avevi bisogno, qualcuno che ignora i tuoi inviti, qualcuno che non capisce o fa finta di non capire, qualcuno che fa finta di nulla, qualcuno che si è mangiato l’ultima caramella che avevi lasciato in macchina per i momenti in cui hai bisogno di coccole…
Ecco, in verità è per questo che tireresti testate. È solo una questione di caramelle. In fondo ci sono coccole e coccole. O droghe e droghe. Sarebbe peggio se fosse per colpa del cioccolato bianco.
Poi ti ricordi che a casa hai una scatola di Magnum White nel congelatore. E anche una di Magnum Almond. Quindi puoi scegliere. E ti tranquillizzi.

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[Tutto si trasforma, nulla si distrugge]

Un giorno per caso mentre sfogli una testata economica per lavoro ti imbatti nella foto del tuo primo amore diventato il pezzo grosso di una società di consulenza finanziaria. Quello che a 12 anni ti sembrava bellissimo, quello che a 13 anni aveva fatto muovere i tuoi giovani ormoni, quello che per due anni era diventato il soggetto principale del tuo diario, quello che le tue compagne di classe avevano finito per odiare visto che le costringevi ad accompagnarti alla fermata della metro più lontana solo per vederlo passare, quello che alla fine si era messo con tutte le tue amiche tranne te e quello che alla fine hai fortunatamente e naturalmente dimenticato, è lo stesso che ora ringrazieresti perché ti ha insegnato che in fondo ‘se non deve succedere, non succede’ e che ‘se non succede, non è un dramma’ e ‘che, anche se sembra impossibile, il tempo aggiusta tutto’. Quindi, guardando attentamente la foto che lo ritrae e leggendo con benevolenza l’articolo che parla di lui, finirai per convenire che in fondo non era colpa sua se tra di voi non era successo nulla e se ti aveva bellamente ignorato per 2 anni, e che lui oggi DAVVERO si merita tutta la fortuna del mondo con le donne. Ma proprio tutta. #nasodipinocchio

Un giorno per caso, mentre navighi su internet, ti imbatti nella foto del tuo primo amore diventato il pezzo grosso di una società di consulenza finanziaria e realizzi che nonostante gli anni siano passati, lui fisicamente non è molto cambiato. Trasformato, certo, ma molto molto simile a come te lo ricordavi. Bello (e dannato)!
E poi realizzerai che forse nemmeno tu sei così diversa. Trasformata in donna, certo, ma ancora tu.
Perchè tutto si trasforma. E nulla si distrugge…
A parte le tue foto delle medie e del liceo che non sai dove sono ma devono nemmeno essere nominate.

‘A scanso di equivoci… Dove trovo un lanciafiamme?’

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[Metti un addio al nubilato]

Una mattina per caso su ItaloTreno ti puoi ritrovare seduta accanto ad un gruppo di giovani donne nel bel mezzo di un addio al nubilato decisamente trash e puoi realizzare che alcune cose non sono per nulla cambiate da quando ti sei sposata negli anni Novanta, mentre altre hanno preso una deriva decisamente più hard.
Ad esempio:
– scoprirai che se 8 donne organizzano un week lungo in barca lungo la costa toscana la prima cosa che verrà inserita nella lista della spesa sarà il beveraggio (Vodka, Rhum, Red Bull…) e stupita penserai: ‘Strano avrei pensato il pesce’!
– noterai che uno degli oggetti più citati sarà il ‘cappellino della gioia’ e che alcune chiederanno come fare nel caso dovesse servire a più di una contemporaneamente. E scoprendo che il suddetto cappellino è l’equivalente del ‘Do Not Disturb!’ realizzerai che più d’una ha intenzione di portarsi ‘la merenda in cabina’.
Ma il pesce?
– scoprirai che in barca la regola per tutte sarà che la ‘merenda’ si porta in cabina, la ‘merendina’ si consuma sul ponte, a prua o a poppa, o direttamente in acqua… E tu continui a chiederti del pesce…
– realizzerai che forse nessuna di loro soffre il mal di mare perchè anche solo a sentir nominare ‘cibo’ e ‘barca’ nella stessa frase a te parte la nausea e cominci a chiederti dove si può comprare un cerottino !
Ovviamente loro potrebbero dedicarsi al pesce.
– scoprirai che l’unica che non mangerà la ‘merenda’ e la ‘merendina’ sarà la promessa sposa. Ma non per colpa del mal di mare. Solo perchè ‘non regge l’alcool e alla sesta vodka finirà sicuramente KO sotto il tavolo della dinette’.’
E ricordando che vent’anni fa, quando la prima delle tue amiche convolava a nozze, il massimo della trasgressione per un addio al nubilato era prenotare un tavolo nel privè di una discoteca, chiamerai a raccolta le tue amiche e insieme deciderete che visto che ormai le single rimaste sono talmente ‘convinte’ che non si prospetta nessun nuovo matrimonio imminente, per ridere un po’, ‘l’ultima che si è sposata DEVE organizzare ASSOLUTAMENTE un nuovo addio al nubilato!’
Foss’anche una bella giornata in una SPA. Così, giusto per ridere un po’, mica per altro…

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[Non si risponde grazie, imbecille!]

Una sera per caso, ad un aperitivo tra amiche che non vedevi da secoli, ascoltando i racconti sulle loro ultime relazioni, realizzerai che peggio di un uomo che non ha mai detto ‘ti amo’ a una donna, c’è solo quello che quando una donna gli dice ‘Ti voglio bene‘ risponde ‘Grazie‘.
E ti riprometterai che se mai un giorno ne dovessi incontrare uno così, ripensando al biglietto lasciato da qualcuno sulla bacheca sindacale in azienda, la prima cosa che farai sarà urlargli a tre centimetri dal naso come se fosse a un chilometro: ‘Non si risponde così, imbecille! Mi sono spiegata?’.

Una sera per caso, ad un aperitivo tra amiche che non vedevi da secoli, se una di loro ad un certo punto chiede come mai ogni volta che finisce una storia lei ci mette anni a dimenticare l’ex (anche il più stronzo) le dovrai rivelare che è tutta colpa delle serie tv: ‘Come puoi dimenticare un ex fidanzato se ti affezioni pure ai personaggi dei telefilm?’

Una sera per caso, ad un aperitivo tra amiche che non vedevi da secoli, dopo aver messo insieme i racconti di alcune di loro alle prese con uomini sfuggenti e con uomini da cui fuggono, realizzerai che prima o poi nella vita siamo tutti la sega mentale che non fa dormire qualcun altro. E sorriderai.

Una sera per caso, ad un aperitivo tra amiche che non vedevi da secoli, dopo due ore di ‘taglia e cuci’ sulle vacanze e sugli uomini frequentati (da loro) nell’ultimo periodo, al quarto bicchiere da cocktail fatto riempire di acqua gasata e limone, 200 foglie di menta e ghiaccio, per sentirti meno sfigata a fare la dieta quando tutte le altre viaggiano a mojiti, guardandoti in giro e osservando le persone sedute nei tavoli accanto realizzerai che controllare il telefono dopo che qualcun altro ha tirato fuori il suo è lo sbadiglio della nostra generazione.20140920-201022.jpg

[The story of my life. Ecco]

Un giorno per caso ti svegli, ti lavi, ti vesti, ti trucchi, fai colazione e ti metti in macchina per andare in ufficio. E al secondo chilometro di coda dopo la barriera di Milano, incastrata fra i camion cominci a sentire una strana e irrefrenabile voglia di musica ignorante. Scorri la playlist sul tuo iphone e metti “The Story of My Life” dei One Direction in loop. E canti in modalità “fino alla fine del mondo” chiedendoti con un sorriso cretino stampato sulla faccia: “ma sono malata o sono solo diventata piuggiovane?”. Ma non troverai una risposta.

Un giorno per caso, mentre stai leggendo il giornale e sei seduta davanti alla televisione accesa, noti in video una tizia che conosci, una che per qualche anno in passato avevi considerato una rivale e che ti faceva venire l’orticaria ogni volta che ne sentivi parlare. Sei sorpresa che sia addirittura in tv, ma evidentemente era davvero una con i numeri e non la sciacquetta che ricordavi ma che faceva perdere la testa a diverse persone di tua conoscenza. Nel video si presenta e mette in mostra tutto quello che da sempre ti dicono siano i suoi punti di forza e le sue migliori doti e, osservandola con attenzione, realizzi che proprio in quelle cose in cui avevano cercato di farti credere fosse “super”, alla fine, tanto super non era. Anzi, era proprio una schifezza! E poi… ti svegli e realizzi che era solo un sogno. Un ‘sogno demolitore’, mannaggia, ma solo un sogno!

Se un giorno per caso mentre stai navigando per trovare un’informazione, un’amica ti indirizza sulla pagina FB di Cavezzali e rimani colpita da una delle sue vignette che dice che ”ci sono incubi che si svegliano la mattina e che ti chiedono se è pronto il caffè”, e poi vieni richiamata dal suono di una email in arrivo e scopri che è la DEM di una veggente che ti scrive
“Durante la notte ho ricevuto degli impulsi considerevoli che, svegliandomi, mi hanno proiettato delle visioni talmente chiare ed eclatanti che bisogna assolutamente che io gliene parli al più presto! E’ necessario che lei sappia ciò che l’aspetta!”. Ecco, a questo punto realizzerai definitivamente che il mondo è impazzito, che la comunicazione è impazzita, ma soprattutto che i sogni (anche quelli degli altri, non solo i tuoi) sono impazziti!

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[Non sono autoreggenti, stai tranquillo!]

Un lunedì mattina per caso ti svegli e realizzi che bastano 6 Km di corsa in compagnia di un’amica con la gamba lunga che ti costringe a trottare il sabato mattina per migliorare il tuo umore, ma se il giorno dopo aggiungi alla seduta di running del week end a sorpresa la Strabergamo, una camminata di 12 km su e giù per i colli di Bergamo a velocità sostenuta in uno slalom continuo tra 8730 persone, be’ è certo che per qualche giorno anche tutte le tue preoccupazioni improvvisamente svaniranno.
E il lunedì mattina realizzerai che alla tua età e la tua gambetta corta, dopo certi sforzi tutte le tue preoccupazioni svaniranno perché non hai più la forza per preoccuparti di niente. Quello che vuoi è solo svenire per la stanchezza o addormentarti abbracciando il volante con la testa appoggiata dolcemente sul clacson, la bocca aperta e la bolla al naso.

Se una mattina ti svegli, ti alzi, ti lavi, ti vesti e ti trucchi e ti metti in macchina per andare in ufficio con tutta la buona volontà dal mondo cercando di non essere insofferente nei confronti di chi ti guida nella corsia accanto, realizzerai che devi metterti il cuore in pace, ma è praticamente impossibile.
Soprattutto se più di un camionista si affianca pericolosamente col suo bisonte alla tua supercar e guarda le tue gambe con insistenza senza capire che quello che vede non è il pizzo delle calze autoreggenti (che di mattina non indosseresti mai) ma l’orlo della gonna.
Per non parlare del fatto che quando finalmente lo sorpassi non la smette di suonare il clacson!
E realizzerai che guidare in autostrada il lunedì mattina con un camionista eccitato affianco e una stanchezza pazzesca addosso è proprio un bell’inizio di settimana!

[Non servono parole]

Un giorno per caso ti svegli e realizzi che è il tuo compleanno. Te ne accorgi perché nella notte hai ricevuto 24 sms e su FB già alle 7.30 hai 27 messaggi privati e 4 status di auguri in bacheca. E se per qualche minuto hai pensato che nessuno se ne sarebbe ricordato, beh, ti sbagliavi. Complice certamente FB che ha ricordato sulla bacheca di tutti i tuoi amici che oggi stavi compiendo gli anni, complice la data che oramai tutti associano a un avvenimento infausto e poi dicono “Caspita, solo l’11 settembre potevi nascere!“, complice il fatto che hai messo i cartelli per settimane con la scritta “Compleanno in arrivo” (e mancava che mandassi pure le lettere di reminder ogni 3 giorni), ma alla fine sei arrivata ad una cifra di auguri che non avresti mai immaginato e sperato.
E forse è anche merito di un sorriso strappato ogni tanto con i tuoi post e i tuoi status e i tuoi sorrisi…
Ma il grazie agli amici è sempre dovuto. Perché foss’anche un singolo pensiero in un anno non è scontato. E riempie il cuore.

Grazie a tutti!

PS. Ora potete anche organizzarvi per il regalo. Che ne dite?