[Argentina with Love]

Un giorno x caso ti svegli e realizzi che il tuo migliore amico, il Tennista, sta tornando dall’Argentina dove è andato a conoscere i genitori della sua ‘nuova fidanzata’ e a ‘fare un giro sui campi da tennis con quelli che contano’.
E ti riproporrai che quando ti telefonerà x raccontarti com’è andato il viaggio attraverso l’Argentina fino al Perito Moreno passando per la casa dei ‘possibili futuri suoceri’, tu fingerai di non ricordarti che questa è la quinta volta che va a conoscere i genitori di una sua ‘nuova fidanzata’ in giro per il mondo. Magari questa è la volta buona e tu ti potrai comprare un meraviglioso outfit tutto nuovo per fargli da testimone al matrimonio. Tutti hanno il diritto di sognare in fondo, ma è meglio non dirgli nulla che poi gli vengono gli sfoghi in faccia per l’ansia.
– Un giorno x caso ti svegli e realizzi che il tuo migliore amico, il Tennista, sta tornando dall’Argentina dove è andato a conoscere i genitori della sua ‘nuova fidanzata’ e tu non vedi l’ora di offrirti di portarla un po’ in giro a visitare Milano per conoscerla meglio: sono mesi che desideri fare un giro sul sightseeing di Milano e scoprire tutte le cose nuove che ci sono in città e questo potrebbe essere un pretesto fantastico!
Ovviamente prima che il Tennista cambi fidanzata.

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[Inspirare, aspirare, espirare e… spirare]

Un giorno x caso ti svegli e scopri che l’App con la quale ti alleni quando conduci delle serie attività di sport (RunKeeper) ti sta tirando per la giacchetta perché sono più di 4 giorni che non esci né per una corsa, né per una camminata, né per una pedalata e l’APP ad essa collegata (MyFitnessPal) è arrivata all’insulto perché se non consumi calorie con attività fisica non riuscirai MAI a rispettare il programma di dimagrimento che hai selezionato in vista del matrimonio di tuo fratello previsto fra meno di 10 giorni.

Così la sera, uscita dall’ufficio, arrivi a casa, ti infili il gonnellino da corsa, un top Nike e le tue inseparabili Mizuno e vai alla Trucca armata di iphone e cuffiette per una corsetta.

Parti con i soliti 500 metri di camminata seguendo il ritmo dell’audio coach RRR e in men che non si dica ti ritrovi a correre in senso orario (anche se sai che i veri runner affrontano gli anelli in senso antiorario) e a gioire per un attimo di avere sì un raffreddore pazzesco che ti impedisce di respirare col naso, ma che questo non ti impedisce di correre i tuoi 5K abituali nel posto dove puoi correre tranquilla.

Gioire DAVVERO per un attimo, perché scoprirai che alla Trucca, parco cittadino costruito su un acquitrino, dotato non a caso di un laghetto artificiale dal quale soffia una fontana che neanche le Jet d’Eau di Ginevra soffia così (o così almeno ci piace pensare), in estate è popolato di zanzare e moscerini grossi come passeri.

E scoprirai che alla Trucca, mentre corri con il raffreddore, la respirazione con la bocca, invece della classica sequenza inspiro-espiro, sarà:

1. inspiro (aria)

2. aspiro (2578478 zanzare)

3. espiro (zanzare e sangue)

e…

4. spiro soffocata!

Tutto questo in sequenza. Fino alla fine del mondo.

Ps. E non ditevi che così avete fatto due cose in una, perché mangiare zanzare grosse come passeri mentre si corre non vale come porzione di proteine. No, non vale!

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[Creature marine]

Un giorno per caso ti svegli ed è già mercoledì. La prima settimana di lavoro sta scollinando e tu apri l’armadio sollevata: oggi non ti senti proprio una sirena e rinunci alla gonna con il davanti dorato che in pochi hanno capito, ma visto che c’è un raggio di sole decidi di indossare un vestitino in maglia lavorata azzurro e argento di Liu Jo da abbinare alle meravigliose scarpe blu elettrico di Sergio Rossi che fanno risaltare l’abbronzatura e non fanno notare a nessuno (speri) i chili di troppo guadagnati in 2 settimane di Cesarina.
Ti guardi allo specchio e pensi: “Oddio, ma sembro un’orata!”
La tua voglia di mare sembra non abbandonarti, ma non puoi farci nulla. Almeno non nell’immediato.
Ti vesti, ti trucchi ed esci di casa.
E speri che nessuno faccia battute sul… pesce!

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[Una sirena in attesa di branchie]

Un giorno per caso ti svegli e scopri che puoi anche essere di buon umore e decidere di ignorare il tempo, docciarti e truccarti in pochi minuti, indossare una splendida gonna con il davanti coperto di paillettes dorate, uscire di casa con l’intenzione di chiamare il sole e dirgli di venir fuori, che tu vuoi splendere come lui, che sei tutta piena di scagliette sberluccicanti e che sei ‘meglio della Sirenetta di Handersen, che sta a Copenhagen a morire di freddo‘.

E dopo pochi istanti essere sorpresa da una bomba d’acqua che non finisce più, guardare la tua gonna che in meno di un minuto sembra più il dorso di una sogliola pronta per essere infarinata che la coda di una splendida sirena e sentire uno strano pizzicorino all’altezza del collo.

Oddio, no! Che ti stiano spuntando le branchie???

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[Con le migliori intenzioni]

Un giorno per caso ti svegli, vai in ufficio, accendi il PC, inizi a leggere la posta archiviata diligentemente con l’Iphone durante le 2 settimane di ferie e, dopo due ore, leggi una mail della newsletter di Bonprix che cattura la tua attenzione e che, per un attimo, ti fa rivalutare tutte la tue seconde settimane di vacanze future in spiaggia, quelle in cui gelati, fritti misti, mojiti e piadine con la Nutella si sono ormai trasformate in un pannicolo di grasso persistente sull’addome e che ti fanno vergognare di non aver saputo resistere alle tentazioni: “Tankini a 29.90 euro. Scopre ma non troppo, perfetto per chi ha qualche rotolino da nascondere”.

Finalmente la soluzione a tutti i tuoi problemi?

A parte il fatto che scoprire alla tua veneranda età che quello che facevi per nascondere i rotolini di troppo a partire dalla seconda settimana di mare (un mix tra bikini e costume intero, abbinando uno slip a un top in tinta) non l’hai inventato tu ma si chiama Tankini, scoprire che costa solo 29.90 euro e che lo trovi di tutte le forme colori e fantasie è stato un vero choc: da quanto esiste? possibile che non te ne fossi mai accorta prima?

Tuttavia, superato il momento di sbigottimento, cominci ad apprezzarne i vantaggi: finalmente non devi più sbatterti per trovare la giusta nuance di nero o il perfetto abbinamento di colore tra lo slip del tuo costume e il top. Puoi trovare già tutto fatto… E non sentirti uno sharpei spiaggiato se dimenticando il top sei costretta a usare il due pezzi alla maniera tradizionale!

E accedendo al sito bonprix.it perderai tutta la tua pausa pranzo (cosa che allo stato dei fatti male non fa) a immaginarti con almeno 15 dei tankini in vendita, chiedendoti se non sia il caso di ordinarne qualcuno, così giusto per provare.

Perché il vero dilemma da quel momento in poi sarà capire se il Tankini avrà un mercato anche il prossimo anno, se ne troverai ancora in giro da comprare tra 12 mesi o se sarà una moda passeggera come il Trikini che grazie a Dio è durato poco e sta per scomparire definitivamente visto che sta bene sono allo 0.0027% della popolazione femminile italiana.

Tutti questi pensieri mentre barbelli (batti i denti) in ufficio, a Milano, in una fredda giornata (d’autunno) agostana, a 17 gradi all’ombra, un lunedì mattina, il primo giorno di lavoro, di ritorno dalle ferie. Con tre chili di troppo addosso e l’umore nero come il cielo sopra di te.

E pensare che eri uscita di casa armata di tutte le migliori intenzioni: scarpa blu elettrico per far risaltare l’abbronzatura e vestito drappeggiato ad anfora per nascondere i chili guadagnati in 2 settimane di albergo.

Ecco. Lo sai. Hai già bisogno di ferie.

O di dieta.

 

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[Partenze intelligenti]

Un giorno per caso ti svegli e ti guardi intorno e realizzi che hai pochi minuti per scendere nella sala della colazione, bere il solito ginseng in tazza piccola, con 3 frollini, uno yogurt, due fettine di torta al cioccolato, tornare in camera di corsa, BUTTARE tutta la tua roba in valigia e caricare la macchina.
Avresti potuto fare la valigia la sera prima invece che andare al Batucada a bere il miglior mojito della Riviera e a guardare i barman ballare mentre preparano i loro fantastici cocktail brasiliani; fare come fanno tutte le brave madri di famiglia previdenti ‘perchè non si sa mai, potrebbe succedere qualcosa che ti impedisce di fare la valigia e tu devi lasciare lo stesso la stanza entro le 10 e ti ritrovi con tutta la tua roba ammassata in un angolo del corridoio dell’hotel a infilarla nei sacchi neri per fare prima (incubo delle ultime due notti che dovrai indagare con la tua analista un giorno)’. Cosa che ovviamente non succede.
E, dopo aver sistemato tutto l’ambarandan nel bagagliaio, ti farai paf paf sulla spalla per tutti gli anni passati a giocare a Tetris senza sapere se un giorno ti sarebbe servito oppure no. Ecco, ora lo sai: senza Tetris non saresti mai riuscita a far stare 2 biciclette, una bilancia pesapersone, 2 racchettoni da spiaggia, 3 valigie di dimensioni diverse, una borsa da palestra, un secchiello da sabbia con un vaso piccolo di ciclamino, un pc, un televisore da auto, una borsa di vestiti nuovi, due scatole di scarpe, un sacchetto di oggetti vinti in salagiochi con i punti di innumerevoli jackpot, due palloni e una coperta in macchina. Il tutto in meno di un’ora, giusto in tempo per andare a pagare l’ombrellone in spiaggia, salutare tutti in hotel e partire.
Con la speranza (del figlio) di fare il minimo sindacale di coda e riuscire a trovare un Autogrill in cui fermarsi a pranzare con un Camogli ”. Ecco.

E così la vacanza al mare finirà
con la consapevolezza che:
1. La valigia va fatta all’ultimo. Si buttano tutte le cose dentro le valigie e non ci si fanno troppe pippe. La vacanza va goduta fino all’ultimo.
2. Un viaggio di ritorno a casa non è un vero viaggio senza il pranzo (o la cena) in Autogrill; un pranzo (o cena) in Autogrill non è un vero pranzo (o cena) senza un Camogli; un viaggio di ritorno a casa non è un vero viaggio senza un CAMOGLI. Perchè non c’è partenza intelligente che conti: l’importante è che tuo figlio riesca a mangiare il CAMOGLI.
3. Inutile arrabbiarsi. Non sai ancora come, ma un giorno anche tuo figlio riuscirà ad utilizzare le sue competenze acquisite con ore e ore trascorse a giocare con tutti i videogiochi del mondo. Foss’anche riuscire a costruire un muro di protezione di un castello medievale, con fossato e ponte levatoio, mentre è in vacanza in campagna con tutta la famiglia.
Del resto, Tetris docet!

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[A San Marino piove sempre. Credo]

Un giorno x caso ti svegli e il tempo non lascia presagire nulla di buono: nuvole davanti, di fianco e dietro, in alto, nel cielo. Gli ombrelloni in spiaggia sono tutti chiusi e quelli che corrono sul lungomare hanno tutti il kway a portata di mano. Insomma, ti basta poco per realizzare che questa è la classica giornata da San Marino e quindi… da shopping a San Marino.
Così ti armi di santa pazienza e dopo aver fatto incetta di leaflet di tutti i centri commerciali e outlet della Repubblica di San Marino, sali in macchina e punti verso Monte Titano.
Oltre l’infinito e oltre!
Come nelle migliori tradizioni, man mano che ti avvicini alla meta, il tempo continua a peggiorare: le tre cime sono coperte da nuvole grigie così minacciose che nemmeno Enrico il Bagnino riuscirebbe a descriverle col solito ottimismo di Radio Deejay.
Sta per piovere e tu procedi seguendo le indicazioni del TomTom.
Il paesaggio è strepitoso: incroci paesini arroccati su colline dolci, campi di frutta, di zucche, vigne… Peccato solo che il tempo sia così grigio. Ma si sa, stai andando a San Marino e a San Marino il tempo è sempre brutto.
A dire la verità il sospetto che qualche volta il bel tempo raggiunga anche la piccola Repubblica ce l’hai. Ci sono foto e vecchie cartoline che lo dimostrano, ma tu proprio non l’hai mai visto dal vivo e puoi solo sospettare.
Perchè quando arrivi a San Marino c’è sempre quella gocciolina fastidiosa che sta per caderti addosso o che ti è già caduta. E che piove lo sai anche dai piccoli ombrelli venduti a 3 euro nei negozi di souvenirs che non mancano mai.
E poi c’è il manifesto che parla delle zanzare tigre a dimostrare che a causa della pioggia persistente, le zanzare a San Marino sono cresciute fino al livello Super Sayan e che se vogliono ti sollevano e ti portano direttamente nella loro tana.
Sarà che anche quando eri piccola ti hanno portato a San Marino, ma scandagliando tra i tuoi ricordi il sole non l’hai visto nemmeno allora.
E quindi?
Niente. Il sole a San Marino non c’è. O forse, quando tutti sanno che pioverà, decidono di andare a San Marino.
Ed è per questo che le commesse russe dei negozi di San Marino quando vedono le nuvole cariche di pioggia ti accolgono sorridendo.
E anche i ristoratori di San Marino ti accolgono con un gran sorriso quando entri nei loro locali. Come ad esempio la Cantina di Bacco, un ristorantino di San Marino davvero accogliente, nel quale hai mangiato immersa in un’atmosfera decisamente intima.
Ma tu non saprai mai se ti accoglierebbero con lo stesso sorriso se ci fosse il sole. Perché se ci fosse il sole tu andresti al mare e non andresti a San Marino.
Del resto cosa vai a fare a San Marino che piove sempre? 20140824-170926.jpg20140824-170943.jpg20140824-170933.jpg20140824-171957.jpg

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