Diversamente programmati

[oggi ho imparato che] Una sera x caso ad un aperitivo tra amiche, dopo essere state avvicinate da un tipo che aveva voglia di chiacchierare, dopo 12 minuti (dodici!) surreali passati ad ascoltare senza capire, guardandovi negli occhi, col linguaggio segreto delle gru (citazione dotta), realizzerete all’unisono che sono poche le donne programmate per il livello di astrazione di un programmatore informatico nerd anche se carino da confondersi con un hipster, e che nel vostro gruppo non ce n’è nessuna. #atuttoceunlimite 

  

Le calorie del buon umore

[oggi ho imparato che] Un giorno x caso mentre sei a dieta e stai soffrendo da maledetta perché di avvicina il Carnevale e al supermercato ci sono tonnellate di chiacchiere al forno e tu in teoria non potresti mangiarle, realizzerai che in fondo se ti mangi una chiacchiera non muore nessuno: l’importante è essere più magra di chi ti sta sulle balle. E manca poco. Manca davvero poco.  

 

Ci sono ggenti che fanno ballare gli occhi. Troppo.

[oggi ho imparato che] Un giorno per caso mentre sei sulla banchina del metrò della Verde che da Gessate porta in centro, e stai scrivendo alla tua amica che sei un po’ in ritardo e che la raggiungerai direttamente all’ingresso del Museo, sentendoti osservata ti girerai di scatto e realizzerai che i tempi sono davvero molto cambiati: una volta quello accanto a te cercava di leggerti il giornale, oggi cerca di leggerti quello che stai scrivendo sul cellulare. Ovviamente, le operazioni per correggere la miopia sono in sensibile aumento. Ma quelle per insegnare l’educazione… ecco, quelle non esistono.

  

Non si sa mai

[oggi ho imparato che] Un giorno per caso, mentre stai facendo i bagagli per tornare a casa dopo una settimana di ferie sulla riviera romagnola, rimettendo tutti i vestiti che non hai messo e tutte le scarpe che non hai messo nelle borse, realizzerai che tu fai parte di quella categoria di donne che non preparano la valigia, ma preparano il “Non si sa mai”. E sorriderai. 
  

Allucinazioni da corsa?

[Oggi ho imparato che] il popolo dei gonnellini da corsa che transitano sul lungomare di Riccione è nettamente in aumento rispetto a 5 anni quando tu eri l’unica. Lo dimostrano i gonnellini incrociati questa mattina mentre andavi da Misano a Riccione e ritorno con Africa Workouts nelle orecchie, l’audiocoach che ti fa compagnia e che ti spinge a non mollare. A giudicare dalle braccia piene di fili, nessuna di loro era una tennista. E sei quasi sicura che, nonostante la stanchezza e il calo di zuccheri che ti ha fatto letteralmente strisciare negli ultimi metri di allenamento, non fossero nemmeno delle allucinazioni. Forse. 

Salviamo il Mignolo abbandonato! 

[oggi ho imparato che] Sul lungomare che da Misano porta a Riccione una sera puoi scoprire che ci sono alcune cause che vanno sposate senza ma e senza se e portate all’attenzione del mondo intero: come ad esempio la lotta contro l’abbandono dei mignoli fuori dai sandali tacco 10 con la zeppa. 

Certi delitti vanno perseguiti duramente: ‘Salviamo il mignolo!’ 

Che ne dite se facciamo partire una campagna virale di sensibilizzazione come l’Ice Bucket Challenge dell’anno scorso?  

 

Mischiotti uribbili! 

[oggi ho imparato che]Se un giorno per caso parlando con un’amica scopri che questo è l’anno del fiorato, e quello stesso giorno parlando con un’altra amica scopri che questo è anche l’anno del rigato, non ti stupire se la tua vicina di ombrellone per venire in spiaggia indossa una maglia a righe e una gonnellona a fiori che ti fanno venire i capelli dritti: forse ha sentito entrambe le tue amiche! 

Ma chi glielo dice che loro intendevano fiori con fiori e righe con righe? 

 

A proposito di baci… 

Un giorno per caso, mentre sei sulla metropolitana che da Gessate porta in centro per andare ad un appuntamento di lavoro, hai caldo e hai la sensazione di non essere in formissima, realizzerai che ci sono quei giorni in cui più ti senti vecchia e più i ragazzini di 15 anni, in shorts, canotta e infradito limonano di fronte a te.

Un giorno per caso, mentre sei sulla metropolitana che da Gessate porta in centro per andare ad un appuntamento di lavoro, guardando la ragazzetta vestita (poco) come la groupie di un gruppo di metallari parlare allo schermo del suo smartphone e mandargli tanti tanti bacini, realizzerai che a volte le ragazzine (e le donne) si conciano da sbatter via solo per attirate l’attenzione del manzo di turno, ma forse non è così necessario. Infatti Licia andava in giro con gli zoccoli e i calzini bianchi e nonostante questo era corteggiata da due cantanti Rock fighissimi. Ecco.  

C’è un dottor Stranamore per tutte

  Una mattina per caso ti svegli, dopo una notte travagliata, fatta di pecore che saltano il recinto e tornano indietro a farti la pernacchia e ripensi alla puntata di Greys Anatomy vista la sera prima, quella che ti avevano spoilerato già settimane prima, quella che tanto temevi, quella che sapevi che ti avrebbe fatto piangere, intristire e arrabbiare: la puntata in cui il dottor Stranamore sarebbe morto.  E ripensando al tuo contegno sorprendente, fatto di occhi asciutti e cuore in mano, realizzerai che peggio del desiderio di rimanere abbracciata al cuscino del divano per aver perso uno dei tuoi personaggi preferiti c’è solo il desiderio viscerale di prendere a cuscinate la sceneggiatrice della serie Shonda Rhimes e di vederla piangere tutte le lacrime che avresti voluto piangere tu.

Una mattina per caso ti svegli e realizzi che per certe giornate servirebbe l’uscita di sicurezza, ma non ci puoi fare nulla e devi accettare il fatto che il dottor Sheperd non ci sarà più.  Del resto la serie si chiama Grey’s Anatomy, mica poteva morire la Grey!  E pensare che ti eri appena ripresa dalla morte di Mark Sloan. Proprio il tuo preferito dovevano eliminare? Dopo 11 stagioni? E ora? Cosa guarderai il lunedì sera?

Una sera per caso, ripensando alla giornata surreale fatta di aria condizionata rotta, pippe da serie A, serie B e n.c. un corso di bon ton e due assegni staccati di cui avresti fatto tranquillamente a meno, realizzerai che certe giornate sono talmente orrende che possono solo solo finire con la morte di #dereksheperd di #GreysAnatomy. E che tu vuoi solo ricordarlo così: nel suo massimo splendore.

Aperitivi di favole e di scienza

Una sera per caso ad aperitivo tra amiche, al primo giro di tavolo di aggiornamento sulle storie in corso, al decimo sussulto stupito da parte di alcune presenti sulle vicende al limite del surreale raccontate da una del gruppo nel bel mezzo dell’ennesima crisi col fidanzato di turno , realizzerai che in fondo le donne sono come i bambini: leggono la stessa storia mille volte, conoscono a memoria il finale e si stupiscono lo stesso.

Ecco. Così.


Una sera per caso ad aperitivo tra amiche, al primo giro di tavolo di aggiornamento sulle storie in corso, realizzerai che un anno di Erasmus nei paesi scandinavi dovrebbe diventare obbligatorio e prescritto direttamente dal servizio sanitario nazionale per tutte quelle donne che mostrano sin da giovane la sindrome della crocerossina.

Presente quella vocina che suggerisce di fermarsi in tempo quando ci si sta per infilare in una storia che porterà solo disastri e devastazione?

Ecco, visto che pare che parli solo finlandese e molte non la capiscono per niente, forse sarebbe meglio che quella vicina riuscissero proprio a decifrarla, una volta per tutte.
Una sera per caso ad aperitivo tra donne, al secondo giro di tavolo, ascoltando il racconto di un’amica sulla fine della sua ultima storia surreale, pensando al tizio di cui si stanno narrando le gesta (evidentemente non da gentiluomo), ricorderai improvvisamente una notizia letta su una rivista pseudoscientifica che narrava che gli esseri umani condividono il 75% del codice genetico con i vermi. E realizzerai definitivamente che certe ricerche citano la solita media del pollo: 75 per cento alcuni, il 51 per cento altri e qualcuno (LUI, appunto) il 99 per cento.

Ecco.