Le 5 cose che tutti dovrebbero sapere sulle corna.

Oggi ho imparato che…

#1 Se una sera per caso mentre stai scanalando col telecomando ti imbatti nella nuova versione del Grande Fratello proprio mentre una giovin donzella pseudo VIP fa la voce grossa con una rivale per marcare il territorio occupato dal maschio Alfa e l’altra risponde stizzita che lei “non sta facendo niente di male, ma nel caso lei deve stare al suo posto perché lui è libero di scegliere” e tu aggiungi “vinca la migliore”, realizzerai che in fondo non c’è niente di piu patetico che vedere due donne che si accapigliano (anche se solo a parole) per un uomo, perché in genere lui gongola e loro ci fanno la figura delle poverette. 

#2 Se una sera per caso mentre stai scanalando col telecomando ti imbatti nella scena patetica di una giovin donzella che minaccia la concorrente in amore nella speranza di spaventarla, la prima tentazione che avrai sarà quella di dirle che è inutile strepitare e fare la voce grossa perché tanto arriverà il momento in cui rimpiangerà di non avere un motivo straordinariamente forte come le corna (subite e perdonate) per far cadere sotto il peso delle sue mazzate quello che nel frattempo sarà diventato un omino con la pancia che si addormenta tutte le sere con la bolla al naso sul divano davanti alla tv e che da uomo Alfa sarà ormai molto più simile a un’Alfetta fuori produzione

#3 Se una sera per caso mentre stai scanalando col telecomando ti imbatti nella scena una donzella che fa la voce grossa per marcare il territorio occupato dal suo maschio Alfa, la seconda tentazione che avrai sarà quella di illuminarla sul fatto che le vere concorrenti (le zoccole, innamorate o no) non hanno paura di nulla e di nessuno, tanto meno di una scenata in tv nella casa del Grande Fratello; mentre le presunte tali in genere sono delle innocue profumiere che quando arrivano al dunque iniziano a belare e si tirano indietro con il naso freddo per la paura. Perché agitarsi tanto? 

#4 Se una sera per caso mentre stai scanalando col telecomoando ti imbatti nella scenata di una giovin donzella che fa la voce grossa per marcare il territorio occupato dal maschio Alfa, la terza tentazione che avrai sarà quella di ricordarle che in Italia (secondo la media del pollo) l’80 per cento degli accoppiati ha confessato di aver tradito almeno una volta il proprio partner. E che alcuni sono più sfigati di altri (potenziali traditi e aspiranti traditori). E che solo lei conosce il suo pollo.

#5 Se una sera per caso mentre stai scanalando col telecomando ti imbatti nel post di una giovin donzella che fa la voce grossa per marcare il territorio occupato dal maschio Alfa, l’ultima tentazione che avrai sarà quella di illuminarla sul fatto che se l’uomo vuole farle le corna lo farà senza troppi se e troppi ma (e lei non ci potrà fare niente). Ma la vera verità (assolutamente incontrovertibile) è che, se un milione di anni fa hanno inventato le corna, si vede che le corna servivano e che, prima o poi, che ce le meritiamo o no, qualcuno un paio di quelle belle corna che pesano e ti fanno crescere di mezzo metro in un’ora ce le farà pure provare. Ma non le dirai nulla. In fondo è giovane e imparerà. E sai che le porte basse (o le corna alte) non hanno mai ucciso nessuno. E che non uccideranno nemmeno lei.

Vivere a colori al tempo dei SOCIALCOSI

Oggi ho imparato che…

Una mattina per caso ti svegli e realizzi che quest’anno puoi veramente dire di Vivere a colori, visto che sei completamente immersa nell’arancione. Che anche il tuo inconscio lo è. Che persino la fase REM del sonno lo è. E addirittura quella meno REM (che non ricordi come si chiama) lo è. Sei circondata da arancione. Davvero. Forse troppo.

Ma con tua grande sorpresa realizzerai che  non solo sei completamente immersa nell’arancione, ma che sei anche completamente immersa nel mondo Social. Che anche il tuo inconscio lo è. Che persino la fase REM del sonno lo è. E che addirittura quella meno REM del sonno (che continui a non ricordare come si chiama) lo è. Insomma, i tuoi sogni sono contaminati dai nuovi comportamenti Social. E non ci puoi fare niente.

Te ne renderai conto una notte svegliandoti all’improvviso nel bel mezzo di un sogno, proprio mentre Alessandro Baricco ti sta invitando a cena per rivelarti un segreto importantissimo che ha a che fare col suo ultimo libro “Barnum” e che potrebbe avere ripercussioni definitive sulla tua vita.

Tutti sanno quanto ti piaccia Alessandro Baricco, quanto i suoi libri ti abbiano ispirato e quante ore hai passato ascoltando i suoi monologhi/lezione sulla letteratura e sulla musica prima in TV e poi su Youtube. Sognarlo è davvero un evento straordinario, quasi come incontrarlo dal vivo.

Nel sogno è molto serio e, mentre ti parla, camminate nel cortile del Liceo Scientifico che frequentavi da ragazzina, quello che sta in una via di Milano che una volta si chiamava Via Trenno e che ora, chissà perché, si chiama via Natta. Siete diretti verso il cancello d’uscita. Lui ti dice che deve andare. Ti tiene il gomito con una mano e ti spinge in avanti come se avesse fretta. Ti parla come se la cena dovesse essere proprio quella sera e avesse bisogno di convincerti prima di salutarti. Intanto ascolti quell’accento torinese che ti aveva tanto affascinato da ragazzina quando spiegava la musica lirica  o i grandi scrittori americani in TV. Lui parla e tu pensi che quella voce è proprio la stessa che “senti” quanto leggi uno dei suoi libri: pacata, misurata, ironica. E ti piace molto.

Ad un certo punto vi fermate e noti che  davanti al cancello d’ingresso del liceo, parcheggiati a pochi metri da voi, ci sono uno yacht e un aereo  con la livrea completamente arancione.  Tu guardi Baricco e noti che non sembra sorpreso o interessato alla cosa. Mentre tu trovi che tutto quell’arancione sia strano e cerchi di capire cosa ci fanno quei due mostri arancioni lì davanti a voi, lui niente, continua a parlare, parlare…

Improvvisamente il sogno si interrompe. Buio. Sparisce tutto. Il liceo, Baricco, lo yacht, l’aereo… Nooo. Proprio ora no!

E svegliandoti, la prima cosa che dirai non sarà “Caspita, perché mi sono svegliata proprio ora? così non saprò mai quello che voleva dirmi Baricco di così importante per la mia vita”, ma “Caspita, perché mi sono svegliata proprio ora? non sono nemmeno riuscita a fare una foto all’aereo arancione da postare su FB!’

In effetti è proprio dello stesso colore della tua borsa e delle tue scarpe nuove. O di  “Barnum”, l’ultimo libro di Baricco, che hai sul comodino, sotto lo smartphone…

L’ho detto: troppo arancione. Troppo.

 

10 cose che ho imparato durante l’anteprima del film ‘Qualcosa di nuovo’

Oggi ho imparato che…

Se una sera per caso vieni invitata all’anteprima del film “Qualcosa di nuovo” di Cristina Comencini, e hai la fortuna di assistere dal vivo all’intervista alla regista e alle due interpreti principali, Micaela Ramazzotti e Paola Cortellesi, non potrai fare a meno di realizzare che il cinema è veramente una questione di chimica, un miscuglio magico di linguaggi, di sassolini caduti per caso dalla scarpa, di espressioni nuove, di emozioni e di tanto altro.

Ecco una bella carrellata di cose imparate:

REGOLA #1: Quando vai a vedere un film in anteprima, scordati di poter anche solo lontanamente tenere il cellulare in mano.
Se mai ti venisse voglia di fare una foto allo schermo mentre passano alcune scene del film, o alle attrici mentre vengono intervistate, o ti venisse voglia di scriverti una frase del film particolarmente divertente o ispirata, sappi che ci sono i cecchini dell’antipirateria sparsi per la sala che potrebbero immediatamente sparare una granaiuola di pallini col fucile sul tuo smartphone, interrompendo qualsiasi comunicazione tua col resto del mondo fino alla fine dell’Universo. Questo è quanto ci hanno fatto capire all’ingresso del teatro di Radio Italia prima della proiezione del film. E’ evidente che gli addetti dell’antipirateria non avessero in mano un fucile a pallini, ma l’immagine è abbastanza eloquente del mood.

Da quando ci si siede sulle poltrone, il telefono va spento. Punto.

(E a scanso di equivoci, le foto che ci sono non le ho rubate durante l’anteprima, ma le ho screenshottate on line dal trailer. Ma sempre col mio smartphone. Tié.)

REGOLA #2: Se vedi un buffet imbandito per l’aperitivo e gli ospiti sono tutti nei paraggi a gruppetti, è inutile che ti fiondi verso il cameriere per farti dare qualcosa da bene. Se non c’è nessuno al buffet, è evidente che non l’hanno ancora aperto. E dovresti saperlo visto che hai sempre organizzato eventi e sai che finché non viene dato il via ai camerieri, loro non servono niente. Non è che quando diventi un’ospite le regole cambiano.
Comunque alla fine hanno aperto e mi sono cibata.

REGOLA #3: Quando assisti ad un’intervista cerca di imparare i nuovi linguaggi. Potrai sempre riutilizzarli in futuro.
Se durante l’intervista ad un certo punto si sente un lamento simile ad un miagolio e per un attimo tutti si guardano intorno alla ricerca dell’animale, e dopo un attimo si sente un altro miagolio e un altro ancora e poi si scopre che sono gli sgabelli girevoli del teatro su cui sono sedute intervistate e intervistatore (Patrick di Radio Italia, quello con due lauree), non potrete fare a meno di ridere quando anche loro cominceranno a ridere.
E scoprirai che gli attori hanno un linguaggio tutto loro, quasi poetico, ma molto particolare. Infatti non dicono “che ridere”, ma dicono “mi hai fatto un regalo”. E questa cosa ti piacerà un sacco e, d’ora in avanti, quando ti capiterà lo dirai anche tu. Ma solo per vedere l’effetto che fa.

REGOLA #4: Hanno tutti il diritto di indossare delle scarpe comode, soprattutto se anche tu ti presenti a teatro con le scarpe col tacco e le ballerine in borsa.
Quando assisti dal vivo ad un’intervista cerca di non fare facce guardando le scarpe delle persone intervistate: né di approvazione se ti piacciono molto, né di disapprovazione se non ti piacciono, né di disgusto se ti fanno orrore. Ricordati che magari queste persone sono alla 7° intervista in un giorno, alla terza proiezione del film in meno di 8 ore, alla 14a location diversa, al quinto taxi. E di mettere delle stilosissime stiletto tacco 12 non gli passava neanche per l’anticamera del cervello.

REGOLA #5: Quando prendi in mano una scarpa da uomo 47, se ti viene l’istinto di infilarci il naso dentro e sentire se puzza, sappi questa cosa è un gesto istintivo che potrebbe quasi essere considerato arte.  Anzi, diciamo che lo è. Punto.
E te ne renderai conto quando scoprirai che la scena in cui Micaela Ramazzotti prende in mano la scarpa di Eduardo Valdarnini non era stata scritta così, che lei avrebbe dovuto solo prendere in mano la scarpa da uomo numero 47, ma che durante le riprese, quando l’aveva avuta in mano non aveva potuto fare a meno di annusarla. E se quella scena è diventata così irresistibile, realizzerai che la grandezza di un regista e di un interprete sta nel rendere vero un personaggio e che questa cosa l’avevi imparata tanti anni prima studiando un grande del teatro, Eduardo de Filippo (non è una coincidenza sincronica che Valdarnini, il proprietario della scarpa che prende in mano la Ramazzotti e De Filippo si chiamino nello stesso modo?), che aveva trasformato una scena semplice come quella in cui si doveva togliere una scarpa e appoggiarla per terra in un capolavoro. Eduardo (De Filippo) quando si era tolto la scarpa alla prima di Natale in Casa Cupiello aveva scoperto che c’era dentro un sassolino  e che cadendo aveva prodotto un rumore lieve lieve che dava un tempo di sospensione molto reale; allora la sera dopo aveva rimesso il sassolino nella scarpa e lo aveva fatto cadere di nuovo, ma non era sufficiente; la sera dopo aveva riprovato con due sassolini e la terza sera con tre sassolini ed era stato perfetto. E da quella sera la scena era andata così, con tre sassolini, ed era diventata un capolavoro.
Per farla breve, realizzerai che se una scarpa può diventare così determinante e piena di ricordi, quando prenderai in mano le scarpe puzzolenti di tuo figlio per metterle nella scarpiera, e vorresti non doverlo fare, puoi chiudere gli occhi (e le narici) e far finta di essere dentro un film della Comencini o in una commedia del grande Eduardo.

REGOLA #6: Una donna saprebbe come far innamorare una donna (e anche senza essere omosessuale). Ma spesso quando si tratta di far innamorare un uomo, alcune fanno un gran casino. Lo dimostra il film ‘Qualcosa di nuovo”, dove due amiche quarantenni spiegano a un giovane come si deve comportare per conquistare una donna, renderla felice e farla innamorare. Poi ovviamente lui farà di più. E anche loro. Ma evitiamo spoiler.

REGOLA #7: Se le foto le fanno quelli che sanno fare le foto, un motivo c’è.
Se al termine del film, quando finalmente riaccendi smartphone appena ti sei accertata che quelli dell’antipirateria non ci sono più, e decidi di farti fare una foto davanti alla locandina del film, e dai il cellulare alla tua amica che è appassionata di fotografia, lo scatto che ti regalerà sarà uno dei migliori dell’anno: ti fa sembrare più magra, più giovane e più simpatica. Vabbè, magari quello no, ma stai molto bene e puoi anche far finta di essere più simpatica.

REGOLA #8: E’ importante conoscere che “giornata mondiale” è.
Se vai a vedere un film il giorno della Giornata del Sorriso e il film è così delizioso da farti uscire con un bel sorriso, be’ potrai dire di aver onorato la giornata e starai così bene che deciderai di andare a fare la tua lezione di prova di yoga della risata. Così, per mantenere l’effetto.

REGOLA #9 – La critica dei film è meglio lasciarla fare a chi fa critica.
La cosa migliore quando non si è un critico cinematografico è dire se il film ti è piaciuto o non ti è piaciuto: questo è sicuramente quello che interessa di più a registi e attori. E sì, il film della Comencini ‘Qualcosa di nuovo’ mi è piaciuto molto. E lo rivedrei.

E per finire…

REGOLA #10 – Non c’è sempre una regola numero 10, quindi se devi per forza scrivere un post con 10 regole è bene che te le prepari prima. Magari infilandone una jolly. Tanto nessuno se ne accorge.

… e poi ci sono le foto screenshottate.

‘Qualcosa di nuovo’ anche per me? 

Oggi ho imparato che…

Se un giorno per caso vieni invitata da un’amica all’anteprima del film ‘Qualcosa di nuovo’ e dopo qualche ora, per caso, mentre stai guardando la tv, ti imbatti nell’intervista di Pippo Baudo alla regista dello stesso film, Cristina Comencini, e alle due interpreti principali, Paola Cortellesi e Micaela Ramazzotti, comprenderai (e visualizzerai) definitivamente il significato di ‘Ossimoro’.
Basterà infatti mettere insieme il titolo del film ‘Qualcosa di nuovo’ (se non si fosse ancora capito) e Pippo Baudo, l’inossidabile conduttore ottantenne della ‘nuova’ (nuova??) Domenica In, per capire che tutto ciò si configura come un’antitesi televisiva e ti fa lo stesso effetto sulla colonna vertebrale di quando un gatto scivola con le unghie su una lavagna: brrrrividi!

E realizzerai anche che ti fa una certa impressione ascoltare Pippo Baudo mentre fa domande pertinenti ma leggere alle compute interpreti del film dimostrando di essere sinceramente interessato alla sinossi dell’opera: la storia di due amiche inseparabili ma molto diverse all’indomani di una notte pazza con il ventenne Eduardo Valdarnini, vicenda su cui si gioca tutta la trama del film. Perché tu in fondo non sai se riusciresti a raccontare a tuo nonno che stai interpretando (nel mio caso sarebbe stato ‘scrivendo’) una storia di sesso anche carina e spiritosa tra una quarantenne e un ventenne, dove tu per caso sei la quarantenne.

“Paola Cortellesi è Lucia, cantante di blues ma lontana dall’immagine dell’artista “genio e sregolatezza”, è una donna assolutamente quadrata che ha chiuso con il genere maschile, Micaela Ramazzotti invece è Maria degli uomini non può fare a meno, è separata, quando i figli stanno con il padre esce e incontra un uomo diverso ogni sera. Una sera nel letto di Maria capita l’Uomo perfetto: bello, sensibile, appassionato, maturo. In realtà è poco più di un ragazzo e per una serie di equivoci scambierà Maria con Lucia. Tra sorprese, equivoci, grand‎i bugie e piccoli abbandoni Lucia e Maria si prenderanno una bella vacanza da se stesse. Un giorno nel letto di Maria (Ramazzotti) capita un ragazzo perfetto peccato però che crede di essere stato con Lucia (Cortellesi).

Ecco, no. Direi proprio di no. A mio nonno non lo racconterei nemmeno se lui mi sorridesse facendomi delle domande pertinenti e leggere.

Ma a giudicare dagli sguardi neanche la Comencini e le due interpreti si sentivano proprio tanto a loro agio. E forse neanche Pippo Baudo. Ma tant’è.

Così le domande sorgono spontanee: 

Ma era proprio necessario promuovere un film così su una rete dichiaratamente per persone agé come RaiUno facendosi intervistare da una persona evidentemente agé (80 anni non sono uno scherzo)? Che target pensavano di portare al cinema? nonne e badanti?

Ma se anche tu stavi guardando Domenica In (!) e hai visto tutta l’intervista di Pippo Baudo alla Comencini, Contellesi e Ramazzotti (!!) e andrai sicuramente a vedere il film, significa forse che sei anche tu agé e la promozione di Cattleya ha colpito il target? o puoi far finta che ci andrai perché la tua amica ti ha invitato all’anteprima venerdì sera, in una location fighissima che sicuramente non è per persone agé? 

(Vabbè, sabato vi dico se il film mi è piaciuto)

Regola: se ti invitano a una sfilata, osa! Sarai ‘di tendenza!’

Oggi ho imparato che…

Se una sera per caso vieni invitata a Milano all’evento You’ve got the Swing della boutique Imarika, la settimana prima della Milan Fashion Week, realizzerai che nonostante il tuo viscerale amore per le scarpe e le riviste di moda, hai tanto tanto da imparare su questo mondo e ti sentirai come un personaggio a metà tra Alice nel Paese delle Meraviglie e Andy del celebre film (o libro) Il Diavolo Veste Prada quando veniva redarguita da una severa Miranda sulla moda del color ceruleo. E te ne renderai qualche giorno dopo, quando ripenserai ai discorsi ascoltati, alle persone incontrate, ai vestiti ammirati, e a tutte le cose che non sapevi, che non immaginavi neanche e che ora sai, sul mondo della moda.

Ecco una carrellata di cose imparate:

Regola: arrivare puntuale a volte è come arrivare presto.
Se l’invito è dalle 19.00, non ha senso presentarsi alle 19.00 perché a quell’ora troverai pochissime persone e avrai solo la tentazione di metterti a gironzolare nei posti degli addetti ai lavori, che in quei momenti stanno sistemando le ultime cose e sarai solo d’impiccio.

REGOLA #1:  I palazzi di Porta Venezia sono stupendi. Anche se da fuori non lo vedi.
Se l’invito è in un palazzo del centro di Milano, è possibile che tu possa scoprire di esserci passata davanti migliaia di volte senza sapere che al di là del cancello c’è lo stupendo cortile con accesso al giardino di un meraviglioso palazzo neoclassico. E ringrazierai 1000 volte internet per le informazioni su Palazzo Bovara, il palazzo che fa da cornice all’evento di cui non avresti saputo nulla se non ti fossi messa a googolare poco prima di arrivare a destinazione. Solo così sei riuscita a goderne la bellezza.

REGOLA #2: Alle sfilate di moda sono tutti più belli. Quindi osa!
Se l’evento si svolge tutto nel cortile del palazzo, potrai assistere alla sfilata di moda, al concerto delle McKeeney Sisters e all’esibizione di una divertente coppia di ballerini, tutto nella stessa location; ma assisterai anche al defilè di tutte le invitate dell’evento che per l’occasione indosseranno i loro abiti più belli e alla moda. E realizzerai che tutte le donne ti sembreranno modelle. Anche i bambini ti sembreranno dei modelli. Anche gli uomini presenti ti sembreranno dei modelli. Tutti ti sembreranno dei modelli.  E magari qualche modello lo incroci pure e ti chiederai: ‘ma lui è un modello oppure è solo bello?’ Perchè saranno tutti bellissimi nei loro vestiti da cocktail e da sera lunghi, colorati, dorati, argentati, pastello, fiorati… Tutti tranne te, che sei rimasta uguale a te stessa, con abito nero e accessori colorati per non rischiare nulla.

REGOLA #3 : I capelli rosa sono trendy. Punto e basta.
Se arriva una signora coi capelli rosa, la padrona di casa la accoglierà cinguettando con entusiasmo “Come sei di tendenza con questo rosa” e tu non potrai fare a meno di pensare che se fossi arrivata a casa coi capelli rosa, probabilmente tuo figlio ti avrebbe detto con gli occhi spalancati “Mamma, ma hai i capelli rosa?!” e avrei dovuto spiegare il motivo di quel colpo di testa, mentre nel mondo della moda nessuno deve spiegare perché si è fatto i capelli rosa. E un po’ la invidierai.

REGOLA #4: Guai a dire che una borsa è solo una borsa. E’ molto di più.
Se incroci tra le invitate una signora con una borsa pazzesca a forma di soffietto cilindrico e le chiedi timidamente di lasciartela fotografare, riceverai in cambio uno dei sorrisi più felici del mondo perché scoprirai che quella borsa è una sua creatura, che lei è la stilista Laura Strambi, che è un prototipo e che quella non è solo una borsa ma è un concept, e che ci vogliono anni e anni prima di riuscire a progettare una borsa strepitosa come quella, che non viene bene al primo colpo (l’ha detto lei facendoci vedere la chiusura), ma che poi, alla fine, è un capolavoro….

REGOLA #5: Gli stylist sanno tutto. Non puoi nascondergli nulla, ricordalo!
Se ti presentano un fashion blogger, stylist professionista e personal shopper, e lui chiacchierando ti dice che approva il mix di capi di alta moda con capi del Fast Fashion “perché in fondo se il proprietario di Zara è al primo posto nella classifica Forbes tra gli uomini più ricchi del mondo della moda la sua non è proprio un’aziendina e merita attenzione e rispetto”, molto probabilmente ha capito che tu in quel momento stai indossando un vestito in raso di Zara e vuole farti sapere che non ti sta schifando ma che lui sa. E tu non potrai fare a meno di sperare che si sia accorto anche che indossi dei sandali di Sergio Rossi arancioni abbinati alla collana in smalto arancione e alla borsa sempre arancione firmata Nicoli…

REGOLA #7: Prima di farsi fare una foto, provare provare provare…
Se capiti davanti al backdrop dove invitati e padroni di casa hanno fatto la passerella per le foto ricordo di rito,  ti chiederai quante foto hai la possibilità di fare e se le potrai vedere prima, perché, mannaggia, non hai la più pallida idea di quale sia il tuo lato migliore (tutti devono avere un lato migliore, ma come fai a saperlo la prima volta?) e dovrai fare un grosso sforzo per sembrare naturale davanti all’obiettivo. E ripensando a tutte le foto fatte finora agli eventi, deciderai che l’unico accorgimento è sorridere e alzare il mento come Monica Bellucci: avrai il collo lungo come un Modigliani, ma almeno non dovrai impazzire con photoshop per togliere le rughe e la pappagorgia. Ma quando vedrai finalmente le foto, realizzerai che era meglio preoccuparsi di più del vestito e di meno delle rughe perché la cinturina impero ti fa sembrare incinta e vorresti bruciare tutte le foto. Ma tutte tutte tutte!

REGOLA #8: Non chiederti come ti starebbe un vestito visto durante una sfilata, goditela e basta. Probabilmente non lo troverai in negozio.
Se ad un certo punto le luci si abbassano e inizia la sfilata della capsule di Imarika, scoprirai che capsule non il termine per indicare un accessorio particolarmente avveniristico, ma è una sfilata di pochi capi sceltissimi che fanno storia a sé, che hanno tutti un unico filo conduttore e che sono la rappresentazione di un concept unico… Insomma, hai imparato qualcosa di nuovo ed è meglio non continuare oltre perché ti renderai conto che stai assistendo a qualcosa di molto IN, visto che tutti i presenti sono estasiati dalle modelle che sfilano. Tu invece non potrai fare a meno di chiederti se quelle creazioni meravigliose e bizzarre che stai vedendo sfilare addosso a delle ragazzine diafane e magrissime a te starebbero bene o ti farebbero sembrare solo bizzarra. Ma poco dopo scoprirai che molto probabilmente quegli abiti non li troverai in vetrina, se non con modifiche che renderanno la creazione più “portabile”. Come lo splendido vestito verde acqua e oro  di Simone Rocha indossato dalla padrona di casa dal quale non riuscirai a staccare gli occhi. E penserai che quello sarebbe uno dei tuoi must have.

Scoprirai che tutte le donne presenti sono tutte molto belle. E se non sono belle sono particolari. E se sono particolari è perché indossano tutte degli abiti meravigliosi. Abiti che le fanno diventare meravigliose.
Scoprirai infine, guardandoti intorno, che il discorso del figlio della titolare di Imarika mai come durante questo evento sia così calzante: “Aver cura di sé fa la differenza. Visto che ci vestiamo ogni giorno, vestirsi bene è come dire sì alla vita”.

E niente più ti sembrerà eccessivo. Sarai solo dispiaciuta di non aver osato di più.

Ninjia warriors alla riscossa. Forse.

[oggi ho imparato che]- se un giorno per caso ti svegli, hai un milione di ferie da fare, decidi di prenotare un viaggio con destinazione Oceano Indiano perché lì il mare è più bello, ma ti viene il dubbio che la tua muta comprata l’anno prima non ti vada più bene, vai in solaio a prenderla e te la provi senza aspettare un attimo. Ma se dopo averla allacciata di tutto punto (anche il cappuccio) rompi il gancino della cerniera e non riesci più ad aprirla, nelle due ore seguenti non potrai fare altro che sentirti una perfetta idiota vestita da ninja, sudata da fare schifo, mentre cerchi di forzare la cerniera della muta con un coltellino da Parmigiano.

– se un giorno per caso ti svegli e leggi su una rivista scientifica che 30 minuti di esercizio fisico possono farti diventare il 10% più intelligente, realizzerai che d’ora in avanti, prima di infilarti una muta che sembri un ninja e di rimanerci intrappolata due ore senza riuscire a toglierla, dovrai ricordarti di andare a correre mezz’ora per diventare più intelligente: solo così capirai al volo che se la infili al contrario è meglio non tirar sù la cerniera perchè potrebbe rompersi.

Canzoni che ti segnano

Se un giorno per caso ti svegli e per darti una sferzata di energia salti dentro la doccia prima un piede e poi l’altro, realizzerai che ci sono canzoni che possono farti perdere in due-secondi-due poco meno di 15 anni di vita. Soprattutto se dentro la doccia sentirai come uno strano verso provenire dall’asse in legno che hai sotto i piedi e la prima cosa a cui penserai sarà la strofa di una canzone di Samuele Bersani: ‘In America lo sai che i coccodrilli vengon fuori dalla doccia?”Ecco, io lo so che è solo una canzone, ma una sbirciatina sotto l’asse gliel’avreste data pure voi.

Quando si dice il tempismo

[oggi ho imparato che] Arrivare tardi e tempismo possono avere lo stesso ironico significato se decidi di iniziare lo Squat Challenge e il Plank Challenge la sera del 20 luglio.

Praticamente in tempo per l’inizio del corso di nuoto autunnale.
(Comunque, sempre meglio tardi che mai)

((Comunque, faccio sempre parte di quelli che non fanno ginnastica, ma fanno nuove esperienze di fitness))

(((Comunque, non mi ricordo dove ho nascosto i marshmellow, ma prima o poi mi torna in mente)))

((((Comunque, meno male che la Nutella non mi piace, altrimenti avrei dovuto comprare su Amazon il lucchetto per il vasetto gigante chiuso in dispensa.))))

I Poltergeist non prendono l’ascensore. Forse.

Un pomeriggio per caso, mentre ripensi a tutto quello successo nelle ultime ore, realizzi che in linea teorica, se decidi di guardare il prequel di Paranolmal Activity registrato giorni prima e non ancora visto su Sky Horror pensando che tanto ormai sai “come va a finire”, e poi prendi l’ascensore per andare a far la spesa che ti mancano “giusto giusto quelle due cosine”, i 27 secondi che passeranno da quando le porte dell’ascensore si saranno chiuse dietro di te a quando finalmente si saranno riaperte e potrai uscire alla luce del sole, saranno i più lunghi mai vissuti da una donna apparentemente coraggiosa (ma non troppo), un venerdì pomeriggio, mentre sta andando a far la spesa, dopo aver visto un film horror. Perché in quei 27 secondi sarai solo riuscita a trattenere il fiato con gli occhi sbarrati e fissare lo specchio dell’ascensore nella speranza che nessun poltergeist incazzoso ti prenda alle spalle o ti risucchi direttamente nello specchio. E quando finalmente uscirai dal tunnel dell’ansia saranno passate diverse ore e sarà ora di andare a dormire.

Chi mi guarda sotto il letto per vedere se ci sono mostri, ora?

Indiana Jones aveva l’orologio? 

[oggi ho imparato che]Un giorno realizzi che quando si sta chiudendo il cancello automatico e riesci con la punta della macchina a riaprirlo ti senti come la tizia che fa la pernacchia a Indiana Jones nel Tempio Maledetto.

Un giorno per caso realizzi che questa cosa di non avere un orologio perchè sei convinta che ti porti un po’ sfi@a e di dover continuamente tirare fuori il cellulare pur di sapere che ore sono e non arrivare in ritardo deve finire e che devono inventare qualcosa di più comodo. Che ne so, qualcosa che si porti al polso.