[La sentinella del traffico]

Un giorno per caso ti svegli, ti lavi, ti vesti ti trucchi fai colazione saluti il mezzo26enne che è ancora in vacanza e ti metti in macchina per andare in ufficio. E mentre sei sulla A4 puoi ricevere la prima telefonata di un amico che ti chiede se nel tratto Milano-Brescia ci sono distributori Shell o Total perché deve fare benzina e ha solo i voucher e non la scheda carburante. Farai mente locale, ma proprio non te lo ricordi e per aiutarlo andrai su google e gli darai l’informazione.

Un giorno per caso ti svegli, ti lavi, ti vesti, ti trucchi, fai colazione, saluti il mezzo26enne che è ancora a letto perché la scuola non è ricominciata , e ti metti in macchina per andare in ufficio. E mentre sei sulla A4 puoi ricevere la seconda telefonata della giornata da un’amica che ti chiede se c’è un incidente dopo Capriate verso Milano perché è in coda e ha fretta e vuole sapere se uscire a Trezzo e andare ad Agrate per strade normali. La rassicurerai e le spiegherai che è tutto ok e sono i normali rallentamenti sul ponte di Trezzo di chi guarda giù per vedere il ristorante sul fiume Adda.

Un giorno per caso ti svegli, ti lavi, ti vesti, ti trucchi, fai colazione, saluti il mezzo26enne che è ancora a letto perché la scuola non è ricominciata, e ti metti in macchina per andare in ufficio. E mentre sei sulla A4 puoi ricevere la terza telefonata della giornata da un amico che sta percorrendo l’autostrada in senso inverso al tuo e che è allarmato perchè non vede nessuna (ma proprio nessuna) auto nell’altra corsia e vuole sapere se è tutto ok. E tu dovrai spiegargli che siete tutti dietro una safety car della polizia autostradale che procede a passo d’uomo con la bandiera fuori dal finestrino e la scritta RALLENTARE sul tetto. E quando ti chiederà perché, realizzerai che non solo non lo sai, ma anche che è la terza telefonata che ricevi in qualità di esperta di viaggi in autostrada e nessuna per sapere come stai. È evidente che il tuo posizionamento ha preso una piega divergente da quella solita.
Ma intanto sei arrivata e puoi spegnere la scritta ‘Sentinella del Traffico’ che hai sul tetto della tua Supercar!

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[Al Matri-battesimo come Bridget Jones]

Un giorno per caso ti svegli, è il giorno del matrimonio di tuo fratello, non sei dimagrita di un grammo da quando sei tornata dalle ferie, vai a correre e perdi solo liquidi che reintegri in 3 secondi e mezzo con un bicchiere di acqua, il vestito che hai riprovato la sera prima segna la pancia che sembri uno sharpei, e decidi di investire giusto quei 30 euro per una soluzione d’urgenza che dovrebbe tamponare temporaneamente la situazione.
Corri in merceria e esponendo il tuo problema alla gentile signorina che ti guarda sorridendo, finisci per rimanere a bocca aperta già alle prime 3 domande: taglia, quanto tempo rimarrà in piedi, quanto conta di bere.
Be’ la taglia non è difficile: è una in più di quella che dovresti avere.
Quanto tempo rimarrai in piedi: tutto il tempo che sarà necessario ad aspettare gli sposi, a leggere in chiesa (forse), a rispondere al parroco durante il Battesimo e a raggiungere il tavolo degli aperitivi dalla macchina al buffet una volta al ristorante…
Quanto hai intenzione di bere… tutto il necessario per festeggiare degnamente una bella festa. Ma perché lo vuole sapere?
La gentile signorina potrebbe essere vaga su questo punto e, scoperto che stai per andare a un matri-battesimo, si perderà in auguri e congratulazioni per il bel giorno…
Ma il dubbio sulla terza domanda ti rimarrà: ‘Perché vuole sapere quanto ho intenzione di bere?’
E scoprirai solo a casa che non era una domanda banale.
Si, perchè un intimo body shaping, meglio conosciuto come la ‘mutanda da Bridget Jones’, acquistato per contenere la pancia e impedire che i rotolini di ciccia si posizionino nelle pieghe del vestito con un effetto sharpei poco simpatico è talmente performante e strong che una volta indossato (con l’aiuto di due persone) è impossibile da togliere (se non con l’aiuto di altre DUE persone, visto che le prime due si rifiuteranno categoricamente di fare ancora quella fatica disumana).
E quindi… la pipì si farà a casa, a fine festa, togliendo l’indumento acquistato come soluzione d’urgenza dopo averlo tagliato in due (e distrutto) con un paio di forbici da sarta.
Perchè in fondo non è che vai a matri-battesimi tutti i giorni. E da settimana prossima: dieta!

Un giorno per caso ti svegli, è il giorno del matrimonio di tuo fratello, non sei dimagrita di un grammo da quando sei tornata dalle ferie e decidi di investire 30 euro per una soluzione body shaping Lovable. Compri un paio di mutande alla Bridget Jones, di quelle che ci vogliono due persone per tirarle su e ti ricordi di aver letto nel Diario di Bridget Jones che «Le possibilità di arrivare al dunque con un uomo aumentano quanto più sono brutte le mutande che si indossano». Ma è evidente che Bridget Jones era in grado di toglierle da sola senza doverle tagliare!

Se sei arrivato fin qui, spero che questo post ti sia piaciuto. Le foto sono quasi sempre mie e racconto storie e verità il cui riferimento a persone e fatti veramente accaduti è puramente casuale. Se ti va puoi fare in modo di ricevere gli aggiornamenti di questo blog ogni volta che viene aggiornato. Se vorrai tornare e commentare io ne sarò lieta e onorata. A presto.

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[Per una taglia in meno]

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Se un giorno per caso ti svegli, mancano pochissimi giorni al matrimonio di tuo fratello e stai facendo una dieta da 15 gg di passione perché mentre eri in ferie hai mangiato “fritto misto come se non ci fosse un domani”, realizzerai che l’unico modo per evitare gesti inconsulti di cui ti potresti pentire fino alla fine del mondo è transennare la bilancia. Ormai è inutile piangere sul ‘fritto mangiato’.

Se una mattina per caso ti svegli, mancano pochissimi giorni al matrimonio di tuo fratello e stai facendo una dieta da 15 gg di passione, e leggi su Twitter che secondo alcune ricerche la chiave della felicità è “amare, correre e bere acqua”, dopo aver aperto #MyFitnessPal per inserire le calorie ingerite durante la colazione, assocerai immediatamente questa notiziona da prima pagina ad un mero calcolo matematico.
Amare: -250 calorie ogni 10 minuti di sesso (WOW)
Correre: -350 calorie ogni ora di running (WOW)
Bere acqua: 0 calorie (WOW)
E realizzerai che hanno ragione: tutto ciò che fa dimagrire rende felici! Sempre!

Se un giorno per caso ti svegli e decidi di andare a correre all’ora di pranzo per bruciare un po’ di calorie e accelerare il processo di dimagrimento in vista del matrimonio di tuo fratello, scoprirai che tutti hanno nella propria playlist una canzone che non ascolteranno e che non cancelleranno mai, ma che (com’è-come-non-è) la tua playlist è in grado di partire da sola nei momenti meno opportuni, come ad esempio mentre sei in macchina, vieni fermata dai carabinieri per un controllo, non ricordi dove hai messo la patente e sei in tenuta troppo sportiva per puntare tutto su un sorriso smagliante e una scollatura strepitosa.

Se una sera per caso, in piena dieta, ad un aperitivo tra amiche a base di verdurine e acqua gasata, racconti che tuo figlio la sera prima è rimasto chiuso in ascensore e hai dovuto chiamare il portiere per tirarlo fuori, tra una carotina e un rapanello finirete senz’altro a raccontarvi di quegli episodi di cronaca in cui persone rimangono chiuse in ascensore in località di villeggiatura in inverno e vengono tirate fuori dopo una settimana con 10 chili in meno. E guardando con occhi sconsolati la coppetta di pinzimonio che state dividendo in 4 per evitare di ingerire calorie e rientrare nei vestiti (di una taglia in meno) comprati con la pre-collection non stupitevi se qualcuna ad un certo punto vi dirà: “Chiudetemi in ascensore con una bottiglietta di acqua e un vasino per fare pipì e tiratemi fuori fra una settimana, vi prego”.

Se sei arrivato fin qui, spero che questo post ti sia piaciuto. Le foto sono quasi sempre mie e racconto storie e verità il cui riferimento a persone e fatti veramente accaduti è puramente casuale. Se ti va puoi fare in modo di ricevere gli aggiornamenti di questo blog ogni volta che viene aggiornato. Se vorrai tornare e commentare io ne sarò lieta e onorata. A presto.

[Inspirare, aspirare, espirare e… spirare]

Un giorno x caso ti svegli e scopri che l’App con la quale ti alleni quando conduci delle serie attività di sport (RunKeeper) ti sta tirando per la giacchetta perché sono più di 4 giorni che non esci né per una corsa, né per una camminata, né per una pedalata e l’APP ad essa collegata (MyFitnessPal) è arrivata all’insulto perché se non consumi calorie con attività fisica non riuscirai MAI a rispettare il programma di dimagrimento che hai selezionato in vista del matrimonio di tuo fratello previsto fra meno di 10 giorni.

Così la sera, uscita dall’ufficio, arrivi a casa, ti infili il gonnellino da corsa, un top Nike e le tue inseparabili Mizuno e vai alla Trucca armata di iphone e cuffiette per una corsetta.

Parti con i soliti 500 metri di camminata seguendo il ritmo dell’audio coach RRR e in men che non si dica ti ritrovi a correre in senso orario (anche se sai che i veri runner affrontano gli anelli in senso antiorario) e a gioire per un attimo di avere sì un raffreddore pazzesco che ti impedisce di respirare col naso, ma che questo non ti impedisce di correre i tuoi 5K abituali nel posto dove puoi correre tranquilla.

Gioire DAVVERO per un attimo, perché scoprirai che alla Trucca, parco cittadino costruito su un acquitrino, dotato non a caso di un laghetto artificiale dal quale soffia una fontana che neanche le Jet d’Eau di Ginevra soffia così (o così almeno ci piace pensare), in estate è popolato di zanzare e moscerini grossi come passeri.

E scoprirai che alla Trucca, mentre corri con il raffreddore, la respirazione con la bocca, invece della classica sequenza inspiro-espiro, sarà:

1. inspiro (aria)

2. aspiro (2578478 zanzare)

3. espiro (zanzare e sangue)

e…

4. spiro soffocata!

Tutto questo in sequenza. Fino alla fine del mondo.

Ps. E non ditevi che così avete fatto due cose in una, perché mangiare zanzare grosse come passeri mentre si corre non vale come porzione di proteine. No, non vale!

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[Creature marine]

Un giorno per caso ti svegli ed è già mercoledì. La prima settimana di lavoro sta scollinando e tu apri l’armadio sollevata: oggi non ti senti proprio una sirena e rinunci alla gonna con il davanti dorato che in pochi hanno capito, ma visto che c’è un raggio di sole decidi di indossare un vestitino in maglia lavorata azzurro e argento di Liu Jo da abbinare alle meravigliose scarpe blu elettrico di Sergio Rossi che fanno risaltare l’abbronzatura e non fanno notare a nessuno (speri) i chili di troppo guadagnati in 2 settimane di Cesarina.
Ti guardi allo specchio e pensi: “Oddio, ma sembro un’orata!”
La tua voglia di mare sembra non abbandonarti, ma non puoi farci nulla. Almeno non nell’immediato.
Ti vesti, ti trucchi ed esci di casa.
E speri che nessuno faccia battute sul… pesce!

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[Una sirena in attesa di branchie]

Un giorno per caso ti svegli e scopri che puoi anche essere di buon umore e decidere di ignorare il tempo, docciarti e truccarti in pochi minuti, indossare una splendida gonna con il davanti coperto di paillettes dorate, uscire di casa con l’intenzione di chiamare il sole e dirgli di venir fuori, che tu vuoi splendere come lui, che sei tutta piena di scagliette sberluccicanti e che sei ‘meglio della Sirenetta di Handersen, che sta a Copenhagen a morire di freddo‘.

E dopo pochi istanti essere sorpresa da una bomba d’acqua che non finisce più, guardare la tua gonna che in meno di un minuto sembra più il dorso di una sogliola pronta per essere infarinata che la coda di una splendida sirena e sentire uno strano pizzicorino all’altezza del collo.

Oddio, no! Che ti stiano spuntando le branchie???

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[Una giornata così, scialla scialla]

Una mattina x caso ti svegli (per modo di dire) con un diavolo per capello dopo l’ennesima notte passata semi-insonne. Ormai le hai provate tutte, ma il tuo orologio biologico è tarato x farti dormire tra le 2.00 e le 5.40 ogni 12 ore, che significa una notte praticamente sveglia e una pennica post prandiale molto anni settanta (nel senso che solo a settanta anni sarebbe accettabile).
Le endorfine che hai messo in circolo con 2 e anche 3 sedute di sport nei primi giorni di vacanza erano sì benefiche, ma hanno acuito la tua proverbiale insonnia e di conseguenza anche il tuo buon senso dell’ironia ha potuto poco contro i rumori provenienti dalla strada e dai ragazzini usciti dalla discoteca.
Così dopo i primi dubbi sull’opportunità o meno di concederti una giornata di sport un po’ meno aggressiva del solito (ovviamente secondo i tuoi standard di runner lenta), decidi di abbandonarti ad una giornata di puro relax o -come dicono i bimbiminkia spiaggiati nelle vicinanze del tuo ombrellone- a una giornata di sciallo puro.
Così decidi di sostituire i soliti chilometri di corsa con 9K di camminata tranquilla, sul lungo mare, con un libro nuovo in mano pronto da leggere e al massimo una mezz’oretta di pucciatina in acqua di mare in tutta tranquillità, magari tirando la palla al mezzo26enne fingendo un palleggio di scolastica memoria. In fondo è agosto e il bagno, volere o volare, prima o poi tocca un po’ a tutti. Ma nulla di più.
E mentre sarai assorta in questi pigri pensieri, dopo una capatina all’Ospedale delle Tartarughe per controllare che tutto sia come ogni anno, realizzerai che la giornata di sciallo sarà lunga e forse domani avrai un senso di colpa grosso come l’hotel. Ti guarderai in giro cercando di sentirti un po’ meno bradipo, e sai già che l’occasione te la offrirà il quarto d’ora di risveglio muscolare gentilmente offerto dal Bagno 36 di Misano Adriatico.
Allunghi e movimenti di propriocezione (così li chiamano quelli fighi che scrivono i libri) sulla battigia, spalle al mare, copiando l’animatrice che continua a indossare i soliti pantaloncini aspirazionali ‘culetto qualchecosa’, sono un toccasano per il tuo senso di colpa. Su e giù, allungarsi in alto, allungarsi in avanti, alzare il piede, ruotare la caviglia, i polsi.
‘Vuoi non muovere i polsi? E il collo? Via col collo! E poi con la schiena! E rimani in equilibrio su un piede. Poi sull’altro…’
E già ti sentirai un po’ meno cretina di quando eri in gelateria in fila e seguendo i consigli del libro Dimagrire di Corsa (pag 85 ‘Ogni momento è buono‘) ti sollevavi sulla punta dei piedi e tornavi giù in movimento ritmico regolare x far lavorare i muscoli e l’equilibrio come se la tua vita fosse così piena e dinamica da non poter dedicare altro momento a quegli esercizi se non quello in cui eri impegnata a decidere se mangiarti un fruttino all’anguria o un cono alla nutella.
Sulla spiaggia, accanto al gruppetto eterogeneo di uomini e donne di tutte le età, di appassionati veri del risveglio muscolare, nessuno penserà che sei una mentecatta che non vuol far vedere i gusti di gelato alle persone dietro di lei ma solo una che approfitta del momento e del mare per fare qualcosa di buono per i propri acciacchi.
Obbligherai qualcuno a immortalarti col tuo iphone nelle pose plastiche migliori, quelle per intenderci che ti fanno sembrare più un’atleta ellenica e meno uno sharpei, quelle che ti mostrano impegnata nel risveglio muscolare a prova provata che non hai stazionato sul lettino tutto il giorno come una megattera spiaggiata, e concluderai la giornata così… Scialla scialla… Dopo essere ovviamente passata dalla pennica.
Che bella vita!

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[Pantaloncini aspirazionali]

Un giorno per caso ti svegli e decidi che è il momento di dare una svolta ai tuoi allenamenti (o meglio dire ‘momenti’, che è decisamente meno pretenzioso) di sport. Hai deciso che è sciocco essere al mare e concentrarsi solo sul running e sulla bici, perché è innegabile che il mare abbia effetti benefici che non si possono e non si devono trascurare.
Lo dimostra l’animatrice che ogni mattina cerca di trascinare uomini, donne e bambini nel mare per un salutare risveglio muscolare. Lo dimostra il suo paio di pantaloncini rossi con la scritta ‘culetto qualchecosa’ che non sei riuscita a leggere completamente, ma che già dalla chiappa sinistra dimostra che fare movimento in acqua c’ha il suo perchè.
E prenderai la storica decisione: da domani l’acqua entrerà nel tuo programma di allenamento a scopo dimagrimento. Da domani si comincia con l’acquagym!
Running, ciclismo e acquagym. Non vale per diventare triatleta, vero?

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[Ariete da sfondamento conto terzi]

Se un giorno per caso ti svegli e scrivi a una tua amica che di lì a poche ore sarai a Riccione e che ti fermerai per tutto il tempo in cui anche lei sarà lì in ferie, mettendovi d’accordo x trovarvi per un aperitivo, escludendo il 15 (serata del concerto di Cesare Cremonini in Piazzale Roma prima dei fuochi d’artificio) dovrai confessarle che ormai sono anni che non ti perdi un concerto e che, nonostante oggi superi abbondantemente l’età della ragione, sei diventata un’esperta della scalata veloce verso la transenna della prima fila. E le racconterai della tua puntatina epica al concerto di Fedez dell’anno prima al quale nonostante gli occhi sbarrati per la tua stessa ‘incredulità di poter andare ad ascoltare un rapper tatuato under 25 (anni), ci avevi addirittura portato il tuo figlio dodicenne, sgomitando tra la folla di bimbiminkia e facendolo arrivare in prima fila in meno di 10 minuti.
E realizzerai che dopo 10 anni di vacanze in quel di Riccione, in effetti, ormai a tutti i concerti in Piazza Roma tu finisci sempre e comunque in prima fila, sia che lo spettacolo ti piaccia, sia che ti faccia schifo; il tutto grazie ad una tecnica super collaudata di tua invenzione che te ne guardi bene dal rivelare a chicchessia.
E vista l’insolita expertise ti chiederai se non sia il caso di inserirla nel curriculum vitae: ‘Ariete da sfondamento per folle oceaniche in concerti gratuiti estivi a Riccione conto terzi’.
Non si sa mai nella vita.

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[Vittime dell’opus incertum]

Se una mattina per caso hai un appuntamento in centro e vuoi arrivare sistemata x bene, ti provi un paio di scarpe e ti accorgi che c’è un tacchetto con il chiodo di fuori e le metti da parte per portarle dal calzolaio; così ne tiri fuori un altro paio e anche queste hanno un tacchetto con il chiodino in vista, e le metti da parte per portare anche queste dal calzolaio; allora ne tiri fuori un altro paio e un altro ancora e ti accorgi che, per un motivo o per l’altro, i chiodi del tacco a spillo picchiano sul pavimento. E così, dopo aver messo in un sacco tutte le tue scarpe coi tacchetti consumati per portarle dal calzolaio, maledirai il giorno in cui ti eri esaltata tanto davanti al progetto del condominio in cui saresti andata ad abitare (e dove abiti tutt’ora) e avevi detto che in fondo anche se il selciato che dalla tua scala va in portineria (100 metri) era di ‘opus incertum’ e non di cemento, andava bene lo stesso.
Ecco, ora lo sai: l’opus incertum rovina i tacchi a spillo. E se sono molto a spillo, li rovina molto molto. E tu hai molte scarpe col tacco a spillo. Molte. Mannaggia!
Nella prossima vita, se qualcuno ti dirà che stai per comprare un appartamento immerso in un parco di piante secolari, con il selciato di opus incertum, gli sputerai e non lo comprerai più.

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