[Le regole delle amiche]

Una sera per caso ad una cena tra amiche, dopo i primi 35 minuti di giro di tavolo dedicati agli aggiornamenti sugli sviluppi amorosi delle presenti (e non) realizzerai che in amore, anche dopo i 40, esistono poche semplici regole. Tra queste, una in particolare non pensavi potesse sopravvivere all’adolescenza, ma così è andata. Ossia: se vi piace davvero una persona, ma davvero davvero davvero, tanto che una notte ve la siete persino sognata, ma siete amici da tanto e tra di voi non è mai successo nulla, non dovete dirglielo, perché se glielo dite, sbam, rovinate tutto. È matematico.
Lo dicono i libri, i film, i racconti delle amiche e… tutti gli altri, fino alla fine del mondo.

Una sera per caso ad una cena tra amiche, dopo i primi 35 minuti di giro di tavolo dedicati agli aggiornamenti sugli sviluppi amorosi delle presenti (e non) realizzerai che va bene la regola del ‘Chiodo scaccia chiodo’, ma a volte capita che Scaccia Chiodo faccia amicizia con Chiodo e tu inizi a pensare che i quadri siano belli anche appoggiati al pavimento. E che sai appoggiarli per terra divinamente bene anche da sola. E che per usare un trapano non ci vorrà mica una laurea, giusto?

Una sera per caso ad una cena tra amiche, dopo i primi 35 minuti di giro di tavolo dedicati agli aggiornamenti sugli sviluppi amorosi delle presenti (e non) e a 12 minuti dedicati agli ultimi acquisti, realizzerete tutte che qualunque cosa comprerete in questo periodo non andrà comunque bene. 30 gradi a pranzo, 12 gradi a cena. Non è escursione termica, è The day after tomorrow. E col tuo sandaletto senza calza e il tacco 10, non farai che rimpiangere gli ultimi giorni trascorsi con le Mizuno ai piedi in giro per la città. Scialla scialla!

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[Se deve essere eroica, che sia]

Se una domenica mattina per caso ti alzi presto e decidi di andare a fare una tapasciata di 13K su e giù per i colli bergamaschi con la tua compagna di corsa e il tempo è incerto, sappi che se lasci il k-way sul divano di casa e dopo 5K inizia a piovere che dio la manda, ti bagnerai parecchio. Non c’è nessun dubbio che ti bagnerai. Maledirai il momento in cui hai deciso di non tornare indietro a prenderlo, ma mai desiderai essere una di quelle con l’ombrellino e lo zainetto in tinta che superi correndo.
Se deve essere eroica, che sia!
Tanto non può piovere per sempre!

Se una domenica mattina per caso ti ritrovi su e giù per i colli bergamaschi nel bel mezzo di una tapasciata, in una salita pazzesca che neanche le capre vogliono fare (tanto è vero che le incrocerai poco dopo a valle col pastore), e vieni superata da una runner dal passo corto ma veloce, non salutarla ‘buongiorno signora’ perché potresti accorgerti che ha la barba. E a quel punto potresti essere assalita dal dubbio che quella cosa non umana che ti supera correndo nella salita peggiore che tu abbia mai affrontato non sia una donna brutta, ma un uomo bruttissimo!

Se una domenica mattina per caso mentre sei nel bel mezzo della tapasciata di Mapello la tua amica ti racconta che il giorno prima al Parco della Trucca aveva notato un tizio camminare con un paio di sandali col plateau, realizzerete che è troppo facile fare un giro del parco sui tacchi quando si perde una scommessa. Se proprio proprio devono fare qualcosa tipicamente da donna, doloroso e imbarazzante, si facessero la ceretta e poi ne riparliamo!

Se una domenica mattina per caso vai a fare una tapasciata e sei in un punto in chi continui a vedere persone scivolare e cadere nel fango e incroci una tizia sdraiata vicino a un cespuglio alla fine di una scarpata con la caviglia rotta in attesa dei soccorsi, ricorderai finalmente il motivo per cui ti piaceva tanto correre in pista o su strada. Tanto più se pochi metri dopo, per non scivolare e farti male, finirai con il piede immerso fino alla caviglia dentro una pozza di fango e ricomincerai a correre con la scarpa sinistra che pesa 1 chilo in più. La prossima volta, quando leggerai ’40 per cento del percorso su vecchie mulattiere abbandonate’ saprai cosa significa: che nemmeno i muli le vogliono più fare, mannaggia!

Se una domenica mattina per caso, al termine della tapasciata, col sacchetto del Riconoscimento in mano (fusilli, aranciata e cioccolato fondente), guardi le tue scarpe Mizuno Wave Ultima4 piene di fango da fare schifo, realizzerai che, non ce n’è, ma se vuoi salire sull’aereo per Berlino sarai costretta a metterle in lavatrice appena arrivata a casa. Ma purtroppo non avrai mai il tempo di asciugarle e ti toccherà girare con le scarpe da running bagnate per tutto il tuo soggiorno germanico. Ecco! Speriamo solo che non schiumino!
E che la tua amica ora non si lamenti troppo se le sporcherai i tappetini della macchina.

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[Borse che parlano]

Se un giorno per caso ti svegli e realizzi con sgomento che la settimana successiva sarai in ferie e che non hai ancora prenotato da nessuna parte, passerai l’intera giornata chiedendoti in quale capitale europea tra Berlino, Lisbona, Madrid, Stoccolma, Copenhagen e Londra trascorrere qualche giorno ben sapendo che ormai non hai il tempo né di trovare la destinazione migliore, né di comprare il biglietto al prezzo migliore, né di prenotare l’hotel nella posizione migliore. Ma costi quello che costi, tu partirai. Promesso!

Se un giorno per caso vieni ricontattata da un tizio che frequentavi ai tempi dell’università, lo stesso che oggi è un importante critico cinematografico, famoso in tutto il mondo, ma che allora costringeva tutto il gruppo di amici a sorbirsi maratone di film che oggi non vuoi più nemmeno sentir nominare, realizzerai che avere passione per il cinema è una gran cosa ma se costringi qualcuno a vedere in un puzzolentissimo cinema d’essai in una sola notte Palombella Rossa, Delicatessen, Prosciutto Prosciutto, Mo’ Better Blues e Malcom X senza soluzione di continuità, è certo che questo qualcuno anche a distanza vent’anni se ne ricorderà. E quando ti rifarai vivo, col cavolo che vorrà venire alla tua Kermesse cinematografica. Col cavolo!

Se un giorno per caso, mentre sei in macchina, sei molto indecisa sulla destinazione dove trascorrere qualche giorno di vacanza e nel contempo non sai come dire a un tizio che si è rifatto vivo dopo secoli che non andrai alla kermesse cinematografica che ha organizzato per il venticinquesimo anniversario della caduta del muro di Berlino, posando gli occhi sulla tua borsetta, realizzerai che i “segni” li puoi trovare ovunque, anche sul sedile del passeggero: che la mia borsa abbia davvero detto… BERLINO?

 

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[Posso mandarti una foto?]

Se un giorno per caso mentre sei sulla metropolitana verde che da Gessate porta a Lambrate noti che quello di fronte a te legge il giornale e si trivella il naso con un dito alla ricerca della caccola perduta, ricorderai immediatamente un tweet che informava tutti che ‘chi si scaccola troppo può morire dissanguato’. Ma te ne guarderai bene dall’avvisarlo: in fondo, perchè dare brutte notizie il lunedì mattina? Per quello che ne sai potrebbe essere proprio il solito lunedì del cavolo. Anche per lui.

Se un giorno per caso mentre sei sulla metropolitana verde che da Gessate porta a Lambrate, ti scrive una tua amica che ha visto la tua supercar parcheggiata e ha notato che ha una gomma molto a terra, per tutto il resto della giornata non farai altro che chiederti: ‘Quanto a terra? E se non la cambiassi? Ce la farò a portarla dal mio gommista di fiducia? Posso cambiare un lunedì del cavolo con 4 venerdì?’

Se una sera per caso, finito di lavorare, recuperi la tua auto al parcheggio della Metropolitana Verde e scopri che, come ti diceva la tua amica al telefono, ha una gomma pericolosamente sgonfia, realizzerai che puoi anche decidere di tentare la sorte e guidare verso casa a 80km/h in autostrada, ma che la tua ansia sarà tale che passerai il tempo al telefono con tutti gli uomini della tua vita alla ricerca di rassicurazioni: ‘ Pronto, ho una gomma a terra. Forse un chiodo. Ti mando una foto. Secondo te posso proseguire? Ci arriva fino a casa la mia supercar? Finirà questo lunedì del cavolo, vero?’

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[Sulla via della DeejayTen]

Se un giorno per caso mentre sei a Villa SG e stai andando a prendere la metropolitana rossa, un tizio dalla macchina tira giù il finestrino e fischia come un tamarro degli anni Cinquanta, se dopo cinque minuti lo incroci mentre scende dalla macchina e inciampa nei suoi piedoni da Pippo numero 45 cadendoti praticamente davanti, realizzerai che è assolutamente impossibile non ridere in modalità ‘fino alla fine del mondo’. E che ti ci vorranno ore per smettere di ridere. Ma non ti sentirai in colpa. Proprio per niente.

Se un giorno per caso, mentre sei sulla Metropolitana Rossa che da Villa SG porta a Cairoli, se ti siedi accanto a un tizio che sta giocando a Ruzzle, guardarlo ti farà lo stesso effetto di vedere uno col walkman. Modalità #fuoritempo!

Se un giorno, per caso, mentre sei a Cairoli e stai andando a ritirare la sacca della DeejayTen al Villaggio Gara in Piazza del Cannone, se incroci la Parodi mentre registra un servizio con Foody, la mascotte di Expo15, e ti soffermi a guardare il suo vestito smanicato stile impero con la gonna scozzese e sandali tacco 10, realizzerai che il tuo sgomento non è colpa della mascotte messa insieme con frutta e verdura che proprio non ti finisce di convincere, ma è colpa di quella gonna scozzese. Se la Parodi è una trendsetter avrà indossato quella gonna non a caso e presto tutti i negozi avranno in vetrina quegli orridi quadrettoni. Il che significa che quest’inverno TU, che odi quegli orridi quadrettoni, non avrai nulla da metterti. Ecco. Questo è l’inizio di un incubo.

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[Sulle scarpe da Limousine]

Una sera per caso a cena con le amiche, dopo un’ora di batti e ribatti tra single e accoppiate sulla diversa interpretazione delle stagioni dell’amore, realizzerai che tu fai parte di quella categoria di donne per cui con ottobre inizia il periodo in cui l’uomo viene visto non più come ‘amore’, ‘compagno’ o ‘anima gemella’ ma semplicemente come ‘LO SCALDAPIEDI’. E tu, di contro, come ‘il piede più ghiacciato del mondo’. E ripensando alla tua battuta classica ‘Sono morta da 10 ore e nessuno se n’è ancora accorto’, sorriderai.

Una sera per caso a cena con le amiche, dopo aver maledetto il paio di scarpe da Limousine di Sergio Rossi, che stai indossando dalla mattina fingendo che non fanno male, ‘basta solo camminare piano’, dopo aver consultato google map e sentito il polso radiale alla caviglia, realizzerai che hai parcheggiato troppo lontano per riuscire ad arrivare alla macchina senza piangere, e chiamerai un taxi.
Va bene tutto, ma non devi mica morirci sul tacco 11.

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[Almond vs. White]

Se una mattina per caso è domenica e devi andare a Milano per un evento e ti hanno appena scritto che ti stanno aspettando delle persone che sarebbero dovute arrivare più tardi ma che sono in anticipo di 4 (quattro) ore, se dopo 7 (sette) minuti ricevi una telefonata sul telefono di casa e dall’altra parte della cornetta una voce ti chiede ‘Sei ancora a casa?’ la prima cosa che ti verrà da rispondere sarà: ‘No, tranquillo! Sono già uscita da mezz’ora, ma sono abituata a muovermi portandomi dietro un telefono con almeno 16km di filo, così, giusto per risponderti’. E rallenterai. La giornata sarà lunga, molto lunga.

Una sera x caso al termine di una giornata campale, mentre sei in auto sulla A4 e torni a casa, puoi sorprenderti a desiderare di prendere a testate qualcuno. Che ne so, qualcuno che non risponde mai alle email, qualcuno che ti ha venduto qualcosa di cui non avevi bisogno, qualcuno che ignora i tuoi inviti, qualcuno che non capisce o fa finta di non capire, qualcuno che fa finta di nulla, qualcuno che si è mangiato l’ultima caramella che avevi lasciato in macchina per i momenti in cui hai bisogno di coccole…
Ecco, in verità è per questo che tireresti testate. È solo una questione di caramelle. In fondo ci sono coccole e coccole. O droghe e droghe. Sarebbe peggio se fosse per colpa del cioccolato bianco.
Poi ti ricordi che a casa hai una scatola di Magnum White nel congelatore. E anche una di Magnum Almond. Quindi puoi scegliere. E ti tranquillizzi.

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[Tutto si trasforma, nulla si distrugge]

Un giorno per caso mentre sfogli una testata economica per lavoro ti imbatti nella foto del tuo primo amore diventato il pezzo grosso di una società di consulenza finanziaria. Quello che a 12 anni ti sembrava bellissimo, quello che a 13 anni aveva fatto muovere i tuoi giovani ormoni, quello che per due anni era diventato il soggetto principale del tuo diario, quello che le tue compagne di classe avevano finito per odiare visto che le costringevi ad accompagnarti alla fermata della metro più lontana solo per vederlo passare, quello che alla fine si era messo con tutte le tue amiche tranne te e quello che alla fine hai fortunatamente e naturalmente dimenticato, è lo stesso che ora ringrazieresti perché ti ha insegnato che in fondo ‘se non deve succedere, non succede’ e che ‘se non succede, non è un dramma’ e ‘che, anche se sembra impossibile, il tempo aggiusta tutto’. Quindi, guardando attentamente la foto che lo ritrae e leggendo con benevolenza l’articolo che parla di lui, finirai per convenire che in fondo non era colpa sua se tra di voi non era successo nulla e se ti aveva bellamente ignorato per 2 anni, e che lui oggi DAVVERO si merita tutta la fortuna del mondo con le donne. Ma proprio tutta. #nasodipinocchio

Un giorno per caso, mentre navighi su internet, ti imbatti nella foto del tuo primo amore diventato il pezzo grosso di una società di consulenza finanziaria e realizzi che nonostante gli anni siano passati, lui fisicamente non è molto cambiato. Trasformato, certo, ma molto molto simile a come te lo ricordavi. Bello (e dannato)!
E poi realizzerai che forse nemmeno tu sei così diversa. Trasformata in donna, certo, ma ancora tu.
Perchè tutto si trasforma. E nulla si distrugge…
A parte le tue foto delle medie e del liceo che non sai dove sono ma devono nemmeno essere nominate.

‘A scanso di equivoci… Dove trovo un lanciafiamme?’

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[Metti un addio al nubilato]

Una mattina per caso su ItaloTreno ti puoi ritrovare seduta accanto ad un gruppo di giovani donne nel bel mezzo di un addio al nubilato decisamente trash e puoi realizzare che alcune cose non sono per nulla cambiate da quando ti sei sposata negli anni Novanta, mentre altre hanno preso una deriva decisamente più hard.
Ad esempio:
– scoprirai che se 8 donne organizzano un week lungo in barca lungo la costa toscana la prima cosa che verrà inserita nella lista della spesa sarà il beveraggio (Vodka, Rhum, Red Bull…) e stupita penserai: ‘Strano avrei pensato il pesce’!
– noterai che uno degli oggetti più citati sarà il ‘cappellino della gioia’ e che alcune chiederanno come fare nel caso dovesse servire a più di una contemporaneamente. E scoprendo che il suddetto cappellino è l’equivalente del ‘Do Not Disturb!’ realizzerai che più d’una ha intenzione di portarsi ‘la merenda in cabina’.
Ma il pesce?
– scoprirai che in barca la regola per tutte sarà che la ‘merenda’ si porta in cabina, la ‘merendina’ si consuma sul ponte, a prua o a poppa, o direttamente in acqua… E tu continui a chiederti del pesce…
– realizzerai che forse nessuna di loro soffre il mal di mare perchè anche solo a sentir nominare ‘cibo’ e ‘barca’ nella stessa frase a te parte la nausea e cominci a chiederti dove si può comprare un cerottino !
Ovviamente loro potrebbero dedicarsi al pesce.
– scoprirai che l’unica che non mangerà la ‘merenda’ e la ‘merendina’ sarà la promessa sposa. Ma non per colpa del mal di mare. Solo perchè ‘non regge l’alcool e alla sesta vodka finirà sicuramente KO sotto il tavolo della dinette’.’
E ricordando che vent’anni fa, quando la prima delle tue amiche convolava a nozze, il massimo della trasgressione per un addio al nubilato era prenotare un tavolo nel privè di una discoteca, chiamerai a raccolta le tue amiche e insieme deciderete che visto che ormai le single rimaste sono talmente ‘convinte’ che non si prospetta nessun nuovo matrimonio imminente, per ridere un po’, ‘l’ultima che si è sposata DEVE organizzare ASSOLUTAMENTE un nuovo addio al nubilato!’
Foss’anche una bella giornata in una SPA. Così, giusto per ridere un po’, mica per altro…

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[Non si risponde grazie, imbecille!]

Una sera per caso, ad un aperitivo tra amiche che non vedevi da secoli, ascoltando i racconti sulle loro ultime relazioni, realizzerai che peggio di un uomo che non ha mai detto ‘ti amo’ a una donna, c’è solo quello che quando una donna gli dice ‘Ti voglio bene‘ risponde ‘Grazie‘.
E ti riprometterai che se mai un giorno ne dovessi incontrare uno così, ripensando al biglietto lasciato da qualcuno sulla bacheca sindacale in azienda, la prima cosa che farai sarà urlargli a tre centimetri dal naso come se fosse a un chilometro: ‘Non si risponde così, imbecille! Mi sono spiegata?’.

Una sera per caso, ad un aperitivo tra amiche che non vedevi da secoli, se una di loro ad un certo punto chiede come mai ogni volta che finisce una storia lei ci mette anni a dimenticare l’ex (anche il più stronzo) le dovrai rivelare che è tutta colpa delle serie tv: ‘Come puoi dimenticare un ex fidanzato se ti affezioni pure ai personaggi dei telefilm?’

Una sera per caso, ad un aperitivo tra amiche che non vedevi da secoli, dopo aver messo insieme i racconti di alcune di loro alle prese con uomini sfuggenti e con uomini da cui fuggono, realizzerai che prima o poi nella vita siamo tutti la sega mentale che non fa dormire qualcun altro. E sorriderai.

Una sera per caso, ad un aperitivo tra amiche che non vedevi da secoli, dopo due ore di ‘taglia e cuci’ sulle vacanze e sugli uomini frequentati (da loro) nell’ultimo periodo, al quarto bicchiere da cocktail fatto riempire di acqua gasata e limone, 200 foglie di menta e ghiaccio, per sentirti meno sfigata a fare la dieta quando tutte le altre viaggiano a mojiti, guardandoti in giro e osservando le persone sedute nei tavoli accanto realizzerai che controllare il telefono dopo che qualcun altro ha tirato fuori il suo è lo sbadiglio della nostra generazione.20140920-201022.jpg