Una sera per caso, ad un aperitivo tra amiche chiamate a raccolta da una quasi-single attanagliata dal dubbio amletico ‘Mi ama- non mi ama’, dopo un’ora di pippe stile ‘Mi chiama- non mi richiama- mi dice che sono importante- non si fa sentire per settimane- ridiamo molto- non parliamo più- è finita- non è finita- oddio non si capisce niente, cosa devo fare?’ , realizzerete che le donne dopo una certa età dovrebbero iniziare una relazione con Peter Pan mettendo in chiaro poche semplicissime regole. E che gli uomini dovrebbero attenervici scrupolosamente.
Tra queste: ‘Se non mi ami più e vuoi chiuderla lì, smettila di ridere alle mie battute sceme, così io non mi confondo, capisco prima e non perdo tempo’.
Ecco, sarebbe meglio per tutti.
Categoria: chiacchierando con le amiche
[Running, rolling and… SATC]
Se una domenica mattina per caso ti alzi presto e decidi di andare a fare una tapasciata di 15K su e giù per i colli bergamaschi con 6 amiche di diverse provenienze e grado di allenamento, realizzerai che un gruppo così eterogeneo è una figata, soprattutto se parti con 18minuti di corsa con la capretta del gruppo, prosegui con 6K di salita con quella che ha scalato il Machu Pichu, continui sul falsopiano con quelle che corrono forte, fai 20′ di corsa in discesa con quella che chiacchiera e non ti fa sentire la fatica, prosegui nel bosco ciciarando di uomini finchè non vieni raggiunta dalla tua compagna di allenamento che era rimasta nel secondo gruppo e che ti stacca e ti traina fino alla fine. E la cosa che realizzerai è che ‘correre o camminare in compagnia è meraviglioso, soprattutto quando a farlo con te, ci sono grandi donne’
Grande gruppo, grandi donne.
Se una domenica mattina per caso ti alzi presto e decidi di andare a fare una tapasciata di 15K su e giù per i colli bergamaschi con 6 amiche di diverse provenienze e grado di allenamento, all’11o chilometro appena scatta il momento XX, si comincerà a parlare di uomini e sesso senza peli sulla lingua. E quando l’argomento diventerà più esplicito e senza filtri, scoprirete che alcuni runner da 4,30 min/km invece di chiedervi strada si sono accodati senza superarvi e ascoltano tutto quello che dite. E realizzerete che i discorsi alla Sex and the City di 4 donne stravolte da una semplice tapasciata possono essere moolto più interessanti e divertenti di un record sui 21K su e giù per i colli bergamaschi. E quando finalmente avrete finito di chiacchierare e loro decideranno di superarvi a malincuore, realizzerete che forse questi uomini, tornando a casa, guarderanno con occhi diversi la propria donna… e Sex and the City!
[Le regole delle amiche]
Una sera per caso ad una cena tra amiche, dopo i primi 35 minuti di giro di tavolo dedicati agli aggiornamenti sugli sviluppi amorosi delle presenti (e non) realizzerai che in amore, anche dopo i 40, esistono poche semplici regole. Tra queste, una in particolare non pensavi potesse sopravvivere all’adolescenza, ma così è andata. Ossia: se vi piace davvero una persona, ma davvero davvero davvero, tanto che una notte ve la siete persino sognata, ma siete amici da tanto e tra di voi non è mai successo nulla, non dovete dirglielo, perché se glielo dite, sbam, rovinate tutto. È matematico.
Lo dicono i libri, i film, i racconti delle amiche e… tutti gli altri, fino alla fine del mondo.
Una sera per caso ad una cena tra amiche, dopo i primi 35 minuti di giro di tavolo dedicati agli aggiornamenti sugli sviluppi amorosi delle presenti (e non) realizzerai che va bene la regola del ‘Chiodo scaccia chiodo’, ma a volte capita che Scaccia Chiodo faccia amicizia con Chiodo e tu inizi a pensare che i quadri siano belli anche appoggiati al pavimento. E che sai appoggiarli per terra divinamente bene anche da sola. E che per usare un trapano non ci vorrà mica una laurea, giusto?
Una sera per caso ad una cena tra amiche, dopo i primi 35 minuti di giro di tavolo dedicati agli aggiornamenti sugli sviluppi amorosi delle presenti (e non) e a 12 minuti dedicati agli ultimi acquisti, realizzerete tutte che qualunque cosa comprerete in questo periodo non andrà comunque bene. 30 gradi a pranzo, 12 gradi a cena. Non è escursione termica, è The day after tomorrow. E col tuo sandaletto senza calza e il tacco 10, non farai che rimpiangere gli ultimi giorni trascorsi con le Mizuno ai piedi in giro per la città. Scialla scialla!
[Sulle scarpe da Limousine]
Una sera per caso a cena con le amiche, dopo un’ora di batti e ribatti tra single e accoppiate sulla diversa interpretazione delle stagioni dell’amore, realizzerai che tu fai parte di quella categoria di donne per cui con ottobre inizia il periodo in cui l’uomo viene visto non più come ‘amore’, ‘compagno’ o ‘anima gemella’ ma semplicemente come ‘LO SCALDAPIEDI’. E tu, di contro, come ‘il piede più ghiacciato del mondo’. E ripensando alla tua battuta classica ‘Sono morta da 10 ore e nessuno se n’è ancora accorto’, sorriderai.
Una sera per caso a cena con le amiche, dopo aver maledetto il paio di scarpe da Limousine di Sergio Rossi, che stai indossando dalla mattina fingendo che non fanno male, ‘basta solo camminare piano’, dopo aver consultato google map e sentito il polso radiale alla caviglia, realizzerai che hai parcheggiato troppo lontano per riuscire ad arrivare alla macchina senza piangere, e chiamerai un taxi.
Va bene tutto, ma non devi mica morirci sul tacco 11.
[Metti un addio al nubilato]
Una mattina per caso su ItaloTreno ti puoi ritrovare seduta accanto ad un gruppo di giovani donne nel bel mezzo di un addio al nubilato decisamente trash e puoi realizzare che alcune cose non sono per nulla cambiate da quando ti sei sposata negli anni Novanta, mentre altre hanno preso una deriva decisamente più hard.
Ad esempio:
– scoprirai che se 8 donne organizzano un week lungo in barca lungo la costa toscana la prima cosa che verrà inserita nella lista della spesa sarà il beveraggio (Vodka, Rhum, Red Bull…) e stupita penserai: ‘Strano avrei pensato il pesce’!
– noterai che uno degli oggetti più citati sarà il ‘cappellino della gioia’ e che alcune chiederanno come fare nel caso dovesse servire a più di una contemporaneamente. E scoprendo che il suddetto cappellino è l’equivalente del ‘Do Not Disturb!’ realizzerai che più d’una ha intenzione di portarsi ‘la merenda in cabina’.
Ma il pesce?
– scoprirai che in barca la regola per tutte sarà che la ‘merenda’ si porta in cabina, la ‘merendina’ si consuma sul ponte, a prua o a poppa, o direttamente in acqua… E tu continui a chiederti del pesce…
– realizzerai che forse nessuna di loro soffre il mal di mare perchè anche solo a sentir nominare ‘cibo’ e ‘barca’ nella stessa frase a te parte la nausea e cominci a chiederti dove si può comprare un cerottino !
Ovviamente loro potrebbero dedicarsi al pesce.
– scoprirai che l’unica che non mangerà la ‘merenda’ e la ‘merendina’ sarà la promessa sposa. Ma non per colpa del mal di mare. Solo perchè ‘non regge l’alcool e alla sesta vodka finirà sicuramente KO sotto il tavolo della dinette’.’
E ricordando che vent’anni fa, quando la prima delle tue amiche convolava a nozze, il massimo della trasgressione per un addio al nubilato era prenotare un tavolo nel privè di una discoteca, chiamerai a raccolta le tue amiche e insieme deciderete che visto che ormai le single rimaste sono talmente ‘convinte’ che non si prospetta nessun nuovo matrimonio imminente, per ridere un po’, ‘l’ultima che si è sposata DEVE organizzare ASSOLUTAMENTE un nuovo addio al nubilato!’
Foss’anche una bella giornata in una SPA. Così, giusto per ridere un po’, mica per altro…
[Non si risponde grazie, imbecille!]
Una sera per caso, ad un aperitivo tra amiche che non vedevi da secoli, ascoltando i racconti sulle loro ultime relazioni, realizzerai che peggio di un uomo che non ha mai detto ‘ti amo’ a una donna, c’è solo quello che quando una donna gli dice ‘Ti voglio bene‘ risponde ‘Grazie‘.
E ti riprometterai che se mai un giorno ne dovessi incontrare uno così, ripensando al biglietto lasciato da qualcuno sulla bacheca sindacale in azienda, la prima cosa che farai sarà urlargli a tre centimetri dal naso come se fosse a un chilometro: ‘Non si risponde così, imbecille! Mi sono spiegata?’.
Una sera per caso, ad un aperitivo tra amiche che non vedevi da secoli, se una di loro ad un certo punto chiede come mai ogni volta che finisce una storia lei ci mette anni a dimenticare l’ex (anche il più stronzo) le dovrai rivelare che è tutta colpa delle serie tv: ‘Come puoi dimenticare un ex fidanzato se ti affezioni pure ai personaggi dei telefilm?’
Una sera per caso, ad un aperitivo tra amiche che non vedevi da secoli, dopo aver messo insieme i racconti di alcune di loro alle prese con uomini sfuggenti e con uomini da cui fuggono, realizzerai che prima o poi nella vita siamo tutti la sega mentale che non fa dormire qualcun altro. E sorriderai.
Una sera per caso, ad un aperitivo tra amiche che non vedevi da secoli, dopo due ore di ‘taglia e cuci’ sulle vacanze e sugli uomini frequentati (da loro) nell’ultimo periodo, al quarto bicchiere da cocktail fatto riempire di acqua gasata e limone, 200 foglie di menta e ghiaccio, per sentirti meno sfigata a fare la dieta quando tutte le altre viaggiano a mojiti, guardandoti in giro e osservando le persone sedute nei tavoli accanto realizzerai che controllare il telefono dopo che qualcun altro ha tirato fuori il suo è lo sbadiglio della nostra generazione.
[Per una taglia in meno]

Se un giorno per caso ti svegli, mancano pochissimi giorni al matrimonio di tuo fratello e stai facendo una dieta da 15 gg di passione perché mentre eri in ferie hai mangiato “fritto misto come se non ci fosse un domani”, realizzerai che l’unico modo per evitare gesti inconsulti di cui ti potresti pentire fino alla fine del mondo è transennare la bilancia. Ormai è inutile piangere sul ‘fritto mangiato’.
Se una mattina per caso ti svegli, mancano pochissimi giorni al matrimonio di tuo fratello e stai facendo una dieta da 15 gg di passione, e leggi su Twitter che secondo alcune ricerche la chiave della felicità è “amare, correre e bere acqua”, dopo aver aperto #MyFitnessPal per inserire le calorie ingerite durante la colazione, assocerai immediatamente questa notiziona da prima pagina ad un mero calcolo matematico.
Amare: -250 calorie ogni 10 minuti di sesso (WOW)
Correre: -350 calorie ogni ora di running (WOW)
Bere acqua: 0 calorie (WOW)
E realizzerai che hanno ragione: tutto ciò che fa dimagrire rende felici! Sempre!
Se un giorno per caso ti svegli e decidi di andare a correre all’ora di pranzo per bruciare un po’ di calorie e accelerare il processo di dimagrimento in vista del matrimonio di tuo fratello, scoprirai che tutti hanno nella propria playlist una canzone che non ascolteranno e che non cancelleranno mai, ma che (com’è-come-non-è) la tua playlist è in grado di partire da sola nei momenti meno opportuni, come ad esempio mentre sei in macchina, vieni fermata dai carabinieri per un controllo, non ricordi dove hai messo la patente e sei in tenuta troppo sportiva per puntare tutto su un sorriso smagliante e una scollatura strepitosa.
Se una sera per caso, in piena dieta, ad un aperitivo tra amiche a base di verdurine e acqua gasata, racconti che tuo figlio la sera prima è rimasto chiuso in ascensore e hai dovuto chiamare il portiere per tirarlo fuori, tra una carotina e un rapanello finirete senz’altro a raccontarvi di quegli episodi di cronaca in cui persone rimangono chiuse in ascensore in località di villeggiatura in inverno e vengono tirate fuori dopo una settimana con 10 chili in meno. E guardando con occhi sconsolati la coppetta di pinzimonio che state dividendo in 4 per evitare di ingerire calorie e rientrare nei vestiti (di una taglia in meno) comprati con la pre-collection non stupitevi se qualcuna ad un certo punto vi dirà: “Chiudetemi in ascensore con una bottiglietta di acqua e un vasino per fare pipì e tiratemi fuori fra una settimana, vi prego”.
Se sei arrivato fin qui, spero che questo post ti sia piaciuto. Le foto sono quasi sempre mie e racconto storie e verità il cui riferimento a persone e fatti veramente accaduti è puramente casuale. Se ti va puoi fare in modo di ricevere gli aggiornamenti di questo blog ogni volta che viene aggiornato. Se vorrai tornare e commentare io ne sarò lieta e onorata. A presto.
[Cocktail, hamburger e tacchi a spillo]
Se una sera per caso ad un aperitivo tra amiche in zona Tortona, mentre stai aspettando che arrivi il tuo cocktail ti guardi intorno e passi in rassegna tutti gli uomini fermi al bancone, realizzerai definitivamente che il confine tra barba lunga da hipster in coda per un aperitivo e barba lunga da barbone in coda alla Caritas è sottilissimo. E ti chiederai: why? pourquoi? Perché? Perchèeee?
Se una sera x caso al termine di un aperitivo tra donne decidete di concedervi l’hamburger di piccole dimensioni più buono del mondo, ti viene in mente il locale nel quale eri stata mesi prima ma di cui non ricordi il nome e tiri fuori l’iphone per cercarlo su Internet, se dopo pochi istanti google ti dice che il locale che cercavi era Hambistro ed era proprio così, la prima cosa che ti chiederai sarà: ‘ma google, che appena digiti tre lettere sa già cosa vuoi cercare, ha poteri soprannaturali o è il più grande stalker del mondo?’
Se una sera per caso mentre stai mangiando un fantastico hamburger con le tue amiche in via Savona, la conversazione cade sul desiderio delle donne di avere qualcuno che le capisca, non potrai che applaudire chi finalmente confessa che lei non è di un uomo che ha bisogno. Lei ha bisogno di un paio di scarpe nuove perchè ‘Le scarpe nuove ti capiscono sempre, anche quando diventano vecchie’. E ti segnerai che per il suo compleanno le regalerai sicuramente la trilogia di Bea Buozzi, Il Club dei Tacchi a Spillo: #mattapermanolo #tuttechooperterra #lavitaeunaloboumeravigliosa
[Volevo fare la modella] parte 2.
Se una sera x caso ad un aperitivo tra amiche mostri le MILLEmila foto che ti sei fatta scattare con l’iphone dai tuoi colleghi o che ti sei fatta tu da sola nelle sale posa di Cross Studio spinta da un demone che non riuscivi a controllare, sarai costretta a spiegare che anche se non sembra TU eri davvero lì per lavorare e che quelle foto sono state scattate in 4 giorni, tra una pausa e l’altra degli shooting di 15 blogger organizzati x un progetto di comunicazione sulla mobilità sostenibile.
E quando ti faranno i complimenti per come sono venute le foto spiegherai che sono così belle PRIMO perché è impossibile venire male quando ti metti in posa in queste location e SECONDO perché le hai ritoccate tutte con una App fantastica che toglie rughe, macchie, brufoletti e cose simili e TERZO perché hai dosato le luci e le hai rese drammatiche al punto giusto.
Inevitabilmente ci sarà subito la rincorsa delle tue amiche a scaricare le App che hai usato x fare altrettanto e correggere finalmente tutte quelle foto così e così, archiviate e mai mostrate.
E se qualcuna dopo qualche minuto di esaltazione metterà in discussione l’eticità di un uso così spinto del mini photoshop per ritoccare le proprie foto ‘che non sembriamo nemmeno noi’, ci sarà subito qualcun’altra che dirà candidamente che ”photoshop in fondo non serve per farti diventare più bella: serve x fare diventare più bella la foto!”
E se tutte quante realizzerete che il ragionamento non fa una piega tu sarai costretta ad aggiungere per amore di verità che il posto in cui fai le foto conta. Sui set così particolari e pieni di charme dei Cross Studios (usati da tutte le più importanti riviste di moda) anche una persona stortignattola può sembrare meravigliosamente charmant…
Ma che comunque rimane stortignattola. Anche se per un attimo si è divertita a fare la modella. #maquandotiricapita?.
[Calcio, calcio, calcio… What else?]
Un pomeriggio x caso, mentre accompagni tua madre a comprare il vestito x il matrimonio di tuo fratello e sbirci nei saldi x vedere se è rimasto qualcosa di interessante x te, realizzerai che a Bergamo dopo solo 5 giorni di saldi le uniche taglie disponibili sono:
– Morte nera
– Biafra
– La donna cannone
– Moby Dick
E ripensando ai vestiti stupendi acquistati a Riccione, ti verrà una voglia irrefrenabile di tornare al mare. Ma non per lo shopping, no. Hai davvero voglia di tornare al mare!
Una sera x caso mentre sei in un locale di Milano con una tua amica ed è in corso una delle semifinali dei mondiali 2014, guardando gli uomini radunati intorno al mega schermo come ipnotizzati dal pallone che viene calciato a destra e sinistra, realizzerai con un unico e solo sguardo che le donne passano la vita a chiedersi cosa c’è nella testa di un uomo mentre basterebbe bere birra e ruttare guardando una partita dove ogni tanto appaiono delle belle ragazze tra il pubblico dello stadio per capirlo in 3 secondi e mezzo. Calcio, f..a, calcio, arbitro di merda. Ecco cosa c’è. What else?
Una sera x caso mentre sei in un locale di Milano con una tua amica giornalista che si trova in città per realizzare un servizio sulle relazioni cominciate via facebook, al termine dei suoi esilaranti racconti sulla sequela di primi appuntamenti con uomini tragicomici a cui lei non si era sentita di dare seguito, realizzerete che (come regola generale) ai tempi dei Socialcosi, non è il primo appuntamento il momento cruciale di una relazione, quanto il giorno dopo, ossia quello interamente dedicato a superare la delusione che ‘oddio, non è come sulla foto profilo’.
E alla fine ridendo ti mostrerà la foto che ha messo lei sul SUO profilo: una foto debitamente filtrata e photoshoppata di Angelina Jolie. In fondo… ‘chi di spada ferisce, di spada perisce! E credimi trovare me al posto di Angelina per alcuni è la giusta punizione!’
La guarderai e non le chiederai niente: hai già capito che quando leggerai il suo articolo dovrai ridere. E ridere tanto. Tanto tanto.









